Aprile 11th, 2019 Riccardo Fucile
COME SI FA A DIFENDERE GLI ABUSIVI E PARLARE DI LEGALITA’?… A CHI GIOVA LA LOTTA TRA POVERI?
Casapound in questi giorni sta cavalcando tutti i focolai di protesta contro l’arrivo dei
rom, a Torre Maura come a Casal Bruciato come adesso a Casalotti, un nuovo quartiere dove la sola possibilità dell’arrivo di alcune famiglie rom (mai confermata, peraltro) è bastata per portare in piazza la ‘ribellione’ di Casapound.
Ma anche gli antifascisti sono scesi in piazza: Renato Tassella, segretario organizzativo della Flc Cgil di Civitavecchia, Roma Nord e Viterbo, afferma infatti: “siamo qui per affermare il diritto democratico di vivere in pace, a prescindere dal colore pelle. Chi si comporta legalmente e vive onestamente ha diritto di vivere nel nostro Paese”.
“Non è Casapound a dover decidere quali siano le politiche abitative e sociali a Roma – aggiunge Camilla Ancona, maestra elementare cresciuta in borgata – oltretutto esercitando un potere mafioso e sostituendosi ai poteri costituiti”.
“Casapound usa sempre lo slogan ‘Portateli a casa vostra’ – le fa eco ancora Tassella – noi abbiamo la soluzione: sgomberiamo il centralissimo palazzo di via Napoleone III occupato da anni dai militanti di destra e lì ospitiamo chi ha diritto ad una casa”.
(da Globalist)
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Aprile 11th, 2019 Riccardo Fucile
MA LA MELONI, PUR CONDANNANDO L’INIZIATIVA, NON LO HA MAI ESPULSO
A suoi tempo la storia fece discutere e imbarazzò perfino qualche esponente della destra, ossia gente che ha lo stomaco forte.
“Frittelle gratis solo ai bambini italiani” – esordiva così a febbraio il Consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Luca De Marchi- “perchè gli immigrati hanno già troppe agevolazioni dal Comune: quindi io penso prima agli italiani”
“Quello che è successo ha dell’incredibile. Facciamo ancora fatica a comprendere come sia stato possibile arrivare a discriminare i bambini solo perchè nati in un altro Paese. Sbalorditi, abbiamo denunciato — afferma Aleksandra Matikj, Presidentessa del “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione”— per discriminazione razziale e la denuncia è stata presentata presso la Procura di Genova che trasmetterà gli atti a quella di Mantova dove i fatti si sono svolti
Non potevamo stare a guardare, il Consigliere De Marchi non si è nemmeno scusato, anzi… dopo essere stato ripreso dalla loro leader Giorgia Meloni che a proposito si era subito dissociata pretendendo da lui una marcia indietro, ha addirittura dichiarato: «Ho annullato l’iniziativa… Ma non chiedo scusa!» Mi stupisco però — continua la Matikj- che non sia stato espulso dal Partito.
Il Consigliere De Marchi ha un passato in CasaPound. Perchè la Meloni lo tiene tuttora in Fratelli d’Italia? Riguardo De Marchi, non abbiamo un’altra risposta se non quella di chiedere giustizia: questa è l’unica via civile per difenderci. Speriamo che le Autorità giudiziarie infliggano una condanna esemplare. Discriminare i bambini in un luna park, pubblicamente: un gesto come questo che ha lasciato senza parole anche milioni di Italiani, non dovrebbe ripetersi, mai più».
(da agenzie)
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Aprile 11th, 2019 Riccardo Fucile
IL CONTRIBUTO HA UNA PORTATA MOLTO PIU’ AMPIA E PERMETTERA’ DI AIUTARE ALTRI BAMBINI… IL CALCIATORE NON INTENDE PUBBLICIZZARE L’ENTITA’ DEL CONTRIBUTO
Antonio Candreva mette a tacere tutti. E passa dalle parole ai fatti. 
L’esterno offensivo dell’Inter ha effettuato il versamento per la bambina di Minerbe a cui era stato dato da mangiare del tonno e dei cracker perchè i genitori non avevano pagato l’assegno della mensa scolastica. La decisione di portare avanti questo trattamento era stata presa dal sindaco leghista della città in provincia di Verona, Andrea Girardi.
E’ stato lo stesso sindaco a comunicare l’avvenuto versamento da parte del calciatore, che si era offerto di pagare la mensa per la bambina straniera, conquistandosi gli elogi di gran parte di politici e commentatori e tuttavia attirandosi anche qualche critica sovranista estremamente spinta.
Ora, stando alle parole del sindaco, il contributo versato da Antonio Candreva verrà devoluto alla scuola elementare di via Roma a Minerbe. Stando a quanto aveva raccontato nei giorni scorsi il sindaco Andrea Girardi, un buono pasto costa 5 euro e 40 centesimi: in base alla dichiarazione Isee, tuttavia, il Comune rimborsa il 50 o il 40 per cento nei casi più complessi.
Il versamento di Antonio Candreva, dunque, non si è limitato esclusivamente a coprire la spesa della mensa per la ragazzina, ma ha avuto evidentemente una portata più ampia, messa dunque a disposizione delle attività scolastiche.
Un gesto encomiabile, che tuttavia non basta a cancellare l’onta a cui è stata sottoposta la ragazzina minorenne dalle istituzioni della propria comunità .
(da agenzie)
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