Novembre 27th, 2019 Riccardo Fucile
L’EX SINDACO DI LIVORNO AL MINISTERO DEI RAPPORTI CON IL PARLAMENTO
Filippo Nogarin ha sette vite come i gatti. Il sindaco di Livorno che rimarrà nella storia per
aver dimenticato di usare l’app per l’allerta meteo e per aver riportato la sinistra a vincere in città grazie ai suoi anni di amministrazione, non è diventato europarlamentare perchè è stato trombato ma ha trovato un posto al ministero. Racconta oggi Paolo Bracalini sul Giornale:
Da lunedì scorso, con la bollinatura del decreto di nomina, l’ex sindaco è diventato ufficialmente «consigliere per le questioni politiche» del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà . Ministro grillino, ovviamente. D’Incà cura il rapporti con il Parlamento ma evidentemente anche i rapporti con i compagni di movimento come Nogarin, che per questo incarico prenderà 40mila euro lordi e lavorerà negli uffici del ministero tre giorni a settimana.
La scadenza della consulenza è quella «del mandato governativo», dunque dura finchè dura il ministro grillino di cui è consigliere. In realtà Nogarin già da settimane stava facendo da consulente per D’Incà , come scoprì il Foglio,ma la nomina formale, come il compenso, è arrivata solo ora.
Immaginiamo che la grande esperienza di Nogarin in questioni parlamentari sia stata decisiva nel conferimento dell’incarico: è infatti laureato in ingegneria aerospaziale ed è stato tesoriere dell’Ordine oltre che project manager.
Nogarin, a cui i romani devono la vita perchè ha regalato loro come assessore Gianni Lemmetti con tutto il suo guardaroba di magliette buffe, dopo la sfortunata corsa alle Europee aveva spiegato di avere altri progetti:
«Ora posso dedicare tutte le attenzioni a mia moglie, ai figli, ai libri, all’orto, al mare. La politica è importante ma non è l’ossigeno per respirare».
Già quando conquistò Livorno aveva assicurato che, dopo i cinque anni da sindaco, sarebbe tornato a fare l’ingegnere. Eppure l’attrazione dev’essere forte se anche nel toto ministri per il Conte bis era spuntato il nome di Nogarin come possibile ministro, poi come possibile sottosegretario.
(da “NextQuotidiano“)
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Novembre 27th, 2019 Riccardo Fucile
IL GOVERNATORE: “DONNA SPLENDIDA, LA STIMO”… LA CONDUTTRICE: “NE SARA’ CONTENTO QUALCUNO”
«Presidente De Luca, sono pronta a candidarmi con lei non solo alla Regione, ma a livello nazionale. Presidente ti amo!».
Elisa Isoardi in un video pubblicato su Instagram apre alla possibilità di candidarsi alle prossime elezioni regionali in Campania nella lista dell’attuale governatore Vincenzo De Luca.
Poi chiude con una frecciatina a Salvini: «Ne sarà contento qualcuno».
I giornalisti hanno prontamente riferito la notizia al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca che ovviamente ha risposto positivamente: «Isoardi vuole candidarsi con me? Non può che aumentare mia stima nei suoi confronti”.
(da agenzie)
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Novembre 27th, 2019 Riccardo Fucile
UN PAESE DOVE NON SI RISPETTANO NEANCHE PIU’ I MORTI
Non sono durate neanche una settimana. Qualche facinoroso ben pensante ha deciso, nella
notte di imbrattare le due targhe di largo Nella Mortara e via Mario Carrara.
Le due strade, solo sette giorni fa, erano state intitolare, insieme a una terza insignita alla memoria di Enrica Calabresi, a tre personalità che si opposero al Manifesto della Razza. Le targhe vittime leggi razziali, però, hanno avuto vita breve, come testimoniato dalla denuncia social fatta da Virginia Raggi.
«Imbrattate targhe delle strade intitolate la settimana scorsa a chi ha combattuto contro fascismo e razzismo — ha scritto Virginia Raggi sul suo profilo Twitter condividendo la foto delle condizioni in cui sono state ritrovate, qualche ora fa, le due lastre di marmo per l’indicazione toponomastica delle strade -, prima erano dedicate a firmatari del “Manifesto della razza”. Gesto vergognoso. Ripuliamo subito».
Le due targhe vittime leggi razziali erano state installate a Roma la scorsa settimana. Come dichiarato dalla prima cittadina della Capitale, i nomi di Nella Mortara e Mario Carrara — unitamente a quello di Enrica Calabresi — erano state installate per sostituire quelli di Arturo Donaggio ed Edoardo Zavattari, due dei firmatari del Manifesto della Razza. Un’operazione che, evidentemente, non è piaciuta a qualcuno che ha deciso, nella notte tra martedì e mercoledì, di imbrattare la memoria e quell’onorificenza decisa dal Campidoglio
(da agenzie)
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