Agosto 2nd, 2020 Riccardo Fucile
STEFANO LAVORA AL PRONTO SOCCORSO DELLA ASST DEL GARDA
Stefano Caldana, infermiere del pronto soccorso presso la ASST del Garda, su Facebook ha pubblicato un post in cui spiega a Matteo Salvini perchè la mascherina va messa dopo lo show di qualche giorno fa in Senato:
Caro senatore Salvini,
Lei ha dichiarato che non mette la mascherina.
Io a differenza sua la mascherina la metto
Perchè un decreto della presidenza del consiglio dice che va messa
Perchè chi ha le competenze e la conoscenza per dirmi cosa fare mi dice che la devo indossare
Perchè io a differenza sua non ho un’immunita parlamentare e non sono al di sopra della legge e se non la indosso ne rispondo agli organi competenti.
Perchè io a differenza sua ho rispetto per i 35.112 italiani morti e per le loro famiglie.
Perchè io a differenza sua ho rispetto per chi si è’ ammalato e per chi ha perso il lavoro a causa di questa pandemia.
Perchè io a differenza sua ho rispetto per i milioni di italiani che sono stati a casa ed hanno rinunciato alla propria libertà per un senso civico ed un bene comune.
Perchè io a differenza sua, purtroppo, ho visto cosa può fare questo virus e non ho nessuna voglia di tornare in quell’incubo.Nessuna. Proprio nessuna.
Io non sono Salvini.
Io ci metto la faccia e spero di non essere l’unico.
(da agenzie)
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Agosto 2nd, 2020 Riccardo Fucile
“NON POSSIAMO PERMETTERCI DI RINUNCIARE ALLE PRECAUZIONI”
Non è finita e se l’Italia, al momento, sta meglio degli altri è perchè probabilmente ha preso le misure
necessarie. Ma adesso c’è una gara a chi fa più l’imbecille.
“Non possiamo permetterci di rinunciare alle precauzioni. L’Italia, grazie a un serio lockdown, ha una posizione di vantaggio rispetto a molti altri Paesi, che però si può perdere alla prima distrazione”
Lo ha detto Massimo Galli, professore ordinario di Malattie infettive all’università Statale di Milano e primario dell’ospedale Sacco, in un’intervista al quotidiano ‘La Stampa’.
Galli è d’accordo con la linea dura del Comitato tecnico scientifico sui treni: “Capisco i turisti che viaggiano scomodi, ma se devo fare il mio mestiere dico che è meglio aspettare a togliere le distanze. Cts troppo duro? I miei colleghi non sono nati ieri. Sembrano severi, ma spesso mi trovo in linea con le loro decisioni”.
Anche sulle discoteche è passata la linea dura? Vanno evitati gli assembramenti, pure allo stadio, e anche all’aperto in caso di contatti ravvicinati è bene non dimenticare distanze e mascherine”.
“Se il virus è mutato? E’ lo stesso dell’inizio e sperare che sparisca da solo come la Sars mi pare complicato. Sulla seconda ondata non è questione di stagioni, ma di focolai che non sfuggono al controllo”, ha aggiunto
“La polemica sui migranti è strumentale, c’è molto più virus in Italia di quanto possa arrivarne da loro, anche se in un mondo globalizzato ogni ingresso è rischioso”, ha concluso Galli.
(da Globalist)
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Agosto 2nd, 2020 Riccardo Fucile
LO SFOGO DELLA VIROLOGA SU FACEBOOK
“Buona estate, ma ringraziate chi continuerà a lavorare per limitare i danni di irragionevoli comportamenti”: lo sfogo su facebook è della professoressa Maria Chironna, responsabile del Laboratorio di Epidemiologia molecolare dell’unità operativa di Igiene del Policlinico di Bari, il principale centro pugliese dove vengono processati i tamponi per l’individuazione del Coronavirus.
La professoressa appare preoccupata per alcuni comportamenti individuali che rischiano di far risalire la curva dei contagi anche in Puglia: “Siamo in agosto – dice – e ci aspettano le 2-3 settimane più critiche di questo incredibile 2020 dopo i durissimi mesi di marzo e aprile. Fiumi di macchine verso le mete turistiche. Le solite della nostra regione. Le persone hanno però rimosso o dimenticato che per poter godere di qualche giorno di riposo e di mare devono stare attenti e adottare adeguati comportamenti per evitare nuovi focolai di infezione”. Invece, “si fanno feste, anche con gente sconosciuta, si va in discoteca. E anche se all’aperto, ma a 20 cm di distanza, il rischio è altissimo. Ci si riversa in spiagge cercando di piazzare l’ombrellone il più vicino possibile al mare, incuranti che già ci sono altre persone a mezzo metro”. Per Chironna “comportamenti assolutamente deplorevoli”.
Chironna ricorda che “il virus circola anche d’estate, nel caso non fosse chiaro abbastanza”.
“Magari – aggiunge – la mascherina ce la portiamo dietro ma l’abbassiamo per l’occasione. Igiene delle mani e disinfettanti, un ricordo passato. Flaconi presenti all’ingresso di lidi e sui banconi ma il livello è sempre lo stesso. Ma siamo impazziti?”. “Io – conclude – ho ancora ben stampate nella mente le scene di marzo e aprile, il deserto delle strade e le sirene notturne”.
(da agenzie)
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Agosto 2nd, 2020 Riccardo Fucile
TRENITALIA NON RISPETTA L’ORDINANZA DEL MINISTERO DELLA SALUTE
In una mail Trenitalia conferma il distanziamento fisico e il limite del 50% di posti «da occupare a
scacchiera». Ma le notizie e le immagini pubblicate da Open fotografano un’altra verità dei fatti
Passeggeri ammassati, costretti a viaggiare con il terrore di essere infettati a causa di posti a sedere occupati, in alcuni casi, al 100% senza rispettare il distanziamento fisico sui convogli, ripristinato ieri dal governo con ordinanza del ministero della Salute per contenere la pandemia del Coronavirus. Braccio a braccio per quattro o cinque ore. Protetti solo da una mascherina.
Cosa è successo
Si viaggia con quattro posti su quattro occupati: uno di questi si libera soltanto a Firenze, due ore dopo la partenza dalla stazione Centrale di Milano. Questa la situazione a bordo della carrozza nove, sul Frecciarossa 9311 partito oggi, 2 agosto 2020, alle 9.50 circa dal capoluogo lombardo e diretto a Napoli, come mostrano le foto pubblicate in esclusiva da Open.
Trenitalia, nonostante l’email inviata stanotte ai passeggeri, non sembra essersi adeguata all’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza che impone il distanziamento sociale di almeno un metro sui mezzi di trasporto. Stamattina sul Frecciarossa 9311, dunque, non sono state rispettate le norme di contenimento del contagio. Non è dato a sapersi — è bene ricordarlo — se i passeggeri (che compaiono nelle nostre foto) abbiano rispettato il posto a sedere loro assegnato in fase di acquisto del titolo di viaggio, ma stupisce eventualmente la totale assenza di controlli da parte di Trenitalia nel corso di tutto il viaggio.
Il motivo del sovraffollamento potrebbe essere da ricercare nella «soppressione e cancellazione di alcuni treni» di Italo (che viaggia sulle stesse tratte del Frecciarossa) «costretto a modificare repentinamente la propria flotta e i propri servizi commerciali».
In altre parole, Italo (che ha assicurato rimborsi ai propri utenti) ha lasciato a terra decine di persone — molti in partenza per le vacanze — le quali nelle scorse ore, come risulta a Open, hanno acquistato un nuovo biglietto, stavolta con Trenitalia, andando ad affollare sempre di più i convogli dei Frecciarossa. In barba ad ogni disposizione.
Cosa dice l’ordinanza del ministero della Salute
L’ordinanza del ministero della Salute del primo agosto parla chiaro (e viene ribadita anche in un post su Facebook): obbligo di mantenere una distanza interpersonale di almeno un metro.
Prima dell’intervento di Roberto Speranza, però, Trenitalia la pensava diversamente dichiarando, nelle mail inviate ai passeggeri, di voler occupare il 100% dei posti a sedere dei treni a lunga percorrenza. I viaggiatori, in quel caso, avrebbero dovuto mandare una mail a dichiarazionecovid19@trenitalia.it in cui dichiarare di «non essere affetti da Covid-19 e di non accusare sintomi riconducibili al Covid-19».
Dunque i viaggiatori avrebbero dovuto «assumersi l’onere di rendere, per quanto a loro conoscenza, una dichiarazione veritiera». A Trenitalia deve essere sfuggita la notizia che la maggior parte dei malati Covid siano asintomatici e che dichiarare una cosa di cui una persona non può essere a conoscenza rischia di non essere il modo più efficace per garantire la salute pubblica.
Alle 3.53 del 2 agosto il dietrofront, sempre via mail. Trenitalia conferma il distanziamento sociale e il limite del 50% di posti «da occupare a scacchiera». Ma le notizie, e soprattutto le immagini pubblicate da Open, fotografano un’altra verità dei fatti.
Sul caso, sollevato da Open, è stata inviata una mail a Trenitalia per accogliere un’eventuale replica o chiarimento.
(da Open)
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