Aprile 10th, 2021 Riccardo Fucile
MANCATE TUTTE LE SCADENZE PREFISSATE
Sono passati più di tre mesi dall’inizio della campagna di vaccinazioni contro il Coronavirus ma in Italia solo il 38,79% degli over 80 è stato vaccinato con il richiamo. Un problema di seconde dosi? Non proprio: a conti fatti, solo il 68,20% del totale ha ricevuto almeno una somministrazione.
Una percentuale ben lontana dall’obiettivo 100% dichiarato più volte dal Governo
Ancora più basse le percentuali che riguardano gli italiani tra i 70 e i 79 anni: in quella fascia d’età è stato vaccinato solo il 2,48%, e solo il 19,89% ha ricevuto la prima dose. I numeri sono più incoraggianti per quanto riguarda gli ospiti delle Rsa: il 75,53% è stato vaccinato completamente, e la prima dose è stata somministrata al 91,25%. Più alti anche i numeri tra i sanitari: il 75,29% ha avuto la doppia dose di vaccino, e il 91,63% almeno la prima.
Gli obiettivi mancati: «Nel primo trimestre chiudiamo la Fase 1»
I numeri stonano non poco con quel piano vaccini presentato a dicembre 2020, quando la prospettiva dichiarata dal governo era quella di vaccinare il 50% della popolazione nel primo trimestre e di completare la copertura nazionale entro il 31 dicembre del 2021. L’idea era quella di finire con le somministrazioni agli over 80, ai sanitari e nelle Rsa già a marzo, ma 10 giorni dopo la scadenza l’obiettivo non è stato nemmeno sfiorato, complici anche i ritardi delle case farmaceutiche nel corso dei mesi. I rallentamenti nelle consegne sono però solo una parte della storia, costellata di disorganizzazioni regionali e di decisioni rivelatesi discutibili (come quella di inserire tra le categorie prioritarie anche personalità meno a rischio degli anziani).
I primi giorni di febbraio, l’allora commissario Domenico Arcuri si era spinto a dire che a fine marzo ci saremmo potuti avvicinare «alla vaccinazione di 7 milioni di italiani». Visto anche i rallentamenti nelle forniture, nel primo trimestre del 2021 ci sarebbero state a disposizione 14,7 milioni di dosi invece di 28 milioni». Al 10 aprile, però, il report del Governo sui vaccini segnala 3.812.342 persone completamente vaccinate, su un totale di dosi somministrate 12.509.898 su 15.568.730 consegnate.
E poi c’è il caso Lombardia. Non è l’unica Regione che ha avuto problemi con le vaccinazioni, ma è sicuramente quella i cui malfunzionamenti hanno fatto più rumore (essendo la più colpita da un anno dall’emergenza).
A fine gennaio la Regione ha chiamato Guido Bertolaso come consulente per la gestione della fase due della campagna vaccinale anti Covid, quella cioè che sarebbe dovuta partire da metà febbraio. La dichiarazione di guerra al Covid formulata con la vicepresidente Letizia Moratti era esplicita: «Vaccineremo giorno e notte e a giugno chiuderemo la campagna».
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: dopo un mese di litigi con Aria Spa, la società che ha messo a punto la fallimentare piattaforma di prenotazioni per le somministrazioni, al 10 aprile non si è ancora completata la vaccinazione degli over 80.
(da agenzie)
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Aprile 10th, 2021 Riccardo Fucile
COME APRI, IL PROBLEMA RISORGE, ORA CON RT A 1,54 HA IL DATO PIU’ ALTO IN ITALIA
-Da zona bianca a rossa in poco più di un mese. Era lunedì 1° marzo quando la
Sardegna veniva decretata area a basso rischio con conseguente allentamento delle restrizioni. In una ventina di giorni è passata in zona arancione per finire, dopo più o meno gli stessi giorni, in fascia rossa. Ma cosa è successo in questi 40 giorni?
L’indice Rt
A spedire la Sardegna in zona rossa da lunedì 12 aprile è l’indice Rt (numero che indica quante persone vengono contagiate da una sola persona, in media e in un certo arco di tempo, ndr) rilevato dal monitoraggio Istituto Superiore di Sanità-Ministero della Salute. Nell’isola è attualmente pari a 1,54, il dato più alto d’Italia e ben al di sopra della soglia di 1,25, con cui scatta la zona rossa. Gli altri indicatori non superano le soglie di rischio, alcuni però, come la pressione negli ospedali, stanno crescendo.
Contagi e decessi
In Sardegna sono 380 i nuovi casi Covid registrati secondo il bollettino del 9 aprile. Nella tabella si fa riferimento ad altri 4 morti. Nelle ultime 24 ore sono stati fatti 7.955 i test in più. Il tasso di positività è del 4,7%. I pazienti attualmente ricoverati in ospedale sono 321 (+19), 50 (+1) quelli in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 16.078, 138 quelle in più guarite. Dei 48.315 casi positivi complessivamente accertati, 12.284 (+87) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 7.415 (+84) nel Sud Sardegna, 4.147 (+21) a Oristano, 9.562 (+104) a Nuoro, 14.907 (+84) a Sassari.
Cosa non ha funzionato
Gli esperti concordano nel dire che il “tesoretto” si è presto esaurito a causa dei comportamenti scorretti tenuti dai singoli cittadini, con ritorno ad assembramenti nei locali pubblici e al poco rispetto del distanziamento sociale.
Così i contagi hanno ripreso a correre, i posti letto sono tornati a riempirsi sia in area medica che in terapia intensiva e si è registrata un’altalena del tasso di positività. Ad essere colpiti soprattutto i piccoli Comuni: con il passare dei giorni molti sindaci si sono visti costretti a firmare ordinanze con le quali hanno introdotto la zona rossa. Attualmente sono 16 le località sarde in lockdown.
Le difficoltà della campagna vaccinale
Dal report quotidiano della struttura commissariale datato 9 aprile, nonostante il recente aumento del ritmo delle vaccinazioni, la Sardegna risulta ancora agli ultimi posti per numero di dosi inoculate rispetto a quelle ricevute: 289.797 su 402.820 consegnate, quindi il 71,9%. Dietro all’isola solo Puglia e Calabria. Questa la distribuzione per fasce di età: 79.371 somministrazioni agli over 80, 17.923 agli over 90, 25.094 per la fascia 70-79 anni, 35.659 ai 60-69enni, 52.404 ai 50-59enni, 38.942 ai 40-49enni, 26.851 ai 30-39enni, 13.278 ai 20-29enni, 271 a chi ha tra 16 e 19 anni.
Cosa succede adesso
Da lunedì 12 aprile, sull’isola spostamenti consentiti solo per lavoro, salute o necessità; chiusi tutti i negozi al dettaglio, tranne i rivenditori di generi alimentari, le farmacie, le parafarmacie, i tabaccai, le edicole. Sono aperti anche lavanderie, ferramenta, ottici, fiorai, librerie, cartolerie, informatica, negozi di abbigliamento per bambini e di giocattoli, profumerie, pompe funebri, distributori automatici. Stop anche a parrucchieri ed estetisti, mentre è consentita la vendita con asporto di cibi e bevande. Confermato, infine, il coprifuoco dalle 22.
“Purtroppo paghiamo una diffusione virale che ha camminato sulle gambe delle persone, non dobbiamo nasconderci dietro un dito, alcuni atteggiamenti non sono stati propriamente responsabili”. Così il governatore della Sardegna Christian Solinas sul passaggio dell’isola, a margine dell’inaugurazione di un hub per la vaccinazione a Quartu Sant’Elena, terza città della Sardegna al confine con Cagliari.
(da agenzie)
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Aprile 10th, 2021 Riccardo Fucile
ATTIVANO LE PIASTRINE DEL SANGUE PROVOCANDO COAGULI.. AL VAGLIO ANCHE IL VETTORE VIRALE
Trombocitopenia trombotica immunitaria indotta da vaccino (VITT).
Gli scienziati tedeschi dell’Università di Greifswald, con uno studio pubblicato ieri su quella che è considerata una delle più prestigiose riviste scientifiche The New England journal of medicine, hanno concluso che la somministrazione del vaccino a vettore virale Astrazeneca innesca la reazione che ha portato al ricovero e in alcuni casi alla morte di persone a cui era stato somministrato il composto sviluppato dall’Università di Oxford.
“La vaccinazione con ChAdOx1 nCov-19 può provocare il raro sviluppo di trombocitopenia trombotica immunitaria mediata da anticorpi attivatori delle piastrine contro PF4, che imita clinicamente la trombocitopenia autoimmune indotta da eparina” le conclusioni.
Sono state 222 le segnalazioni in tutta Europa, Gran Bretagna inclusa, su 34 milioni di persone vaccinate. In una conferenza stampa internazionale, a cui il Fattoquotidiano ha partecipato, il professore Andreas Greinacher, ordinario di Immunologia dell’ateneo tedesco, ha spiegato che i campioni esaminati hanno mostrato “anticorpi insoliti” che attivano le piastrine del sangue, provocando la formazione di coaguli, che si sta valutando la presenza di “cofattori” e che un possibile innesco di questi anticorpi reattivi al fattore piastrinico (Pf4) “potrebbe essere il Dna libero nel vaccino”.
Lo scienziato ha spiegato anche che in collaborazione con i ricercatori di Friburgo e colleghi italiani è al vaglio l’ipotesi che a innescare gli eventi ci siano alcuni “cofattori”. Quali siano questi cofattori al momento è oggetto di un ulteriore studio che sarà pubblicato su una rivista pre-print e successivamente sottoposto alla revisione peer review. Una “fantastica notizia” ha detto il ricercatore per la prosecuzione della campagna vaccinale che in alcuni paesi sembra parzialmente compromessa dalla decisioni fai da te di ogni paese e dalla montante mancanza di fiducia nel confronti del composto.
Dopo la notizia diffusa dall’Agenzia europea del farmaco che anche il vaccino Janssen (Johnson&Johnson) sarà oggetto di un’analisi per quattro casi di trombosi segnalati negli Stati Uniti è nuovamente emersa l’ipotesi che a contribuire a innescare le trombosi possa essere il vettore virale. “È troppo presto per dirlo, sono necessarie ulteriori esami” ha risposto Greinacher sul punto affermando che tutti i ricercatori coinvolti hanno passato fino a 18 ore ogni giorno, weekend inclusi, per cercare di spiegare quanto sta avvenendo. Al momento non sono stati segnalati casi di trombosi dopo la somministrazione di vaccini a Rna messaggero. A domanda specifica se le donne che usano contraccettivi orali devono preoccuparsi di essere vaccinate il ricercatore ha risposto che l’assunzione della pillola, al momento, non è considerato un fattore di rischio ulteriore.
Nello studio sul Nejm sono stati analizzati i casi di undici pazienti in Germania e Austria in cui si erano sviluppate trombosi o trombocitopenia dopo la vaccinazione con ChAdOx1 nCov-19. “Sono stati utilizzati test standard per rilevare il fattore piastrinico 4 (PF4) – anticorpi eparina e un test di attivazione piastrinica modificato (potenziato con PF4) per rilevare gli anticorpi attivanti le piastrine in varie condizioni di reazione. In questo test – si legge nello studio – sono stati inclusi campioni di pazienti a cui sono stati inviati campioni di sangue per lo studio di eventi trombotici associati al vaccino, con 28 risultati positivi in un test immunologico di screening PF4-eparina”. Degli 11 pazienti originali, nove erano donne, con un’età media di 36 anni: la paziente più giovane 22enne la più anziana 49.
“A partire da 5-16 giorni dopo la vaccinazione, i pazienti hanno presentato uno o più eventi trombotici, ad eccezione di un paziente, che ha presentato emorragia intracranica fatale. Dei pazienti con uno o più eventi trombotici, 9 avevano trombosi venosa cerebrale, 3 avevano trombosi venosa splancnica, 3 avevano embolia polmonare e 4 avevano altre trombosi; di questi pazienti, 6 sono morti. Cinque pazienti avevano una coagulazione intravascolare disseminata. Nessuno dei pazienti – si legge nella ricerca – aveva ricevuto eparina prima della comparsa dei sintomi. Tutti i 28 pazienti risultati positivi agli anticorpi contro PF4-eparina sono risultati positivi al test di attivazione piastrinica in presenza di PF4 indipendente dall’eparina. L’attivazione piastrinica è stata inibita da alti livelli di eparina, Anticorpo monoclonale bloccante il recettore Fc e immunoglobuline (10 mg per millilitro). Ulteriori studi con anticorpi purificati per affinità PF4 o PF4-eparina in 2 pazienti hanno confermato l’attivazione piastrinica dipendente da PF4″.
Sulla questione del contributo del vettore virale all’innesco degli eventi. I ricercatori ricordano che è noto che l’adenovirus si leghi alle piastrine provocando una attivazione, ma che la quantità di adenovirus in un’iniezione di vaccino impone di pensare che sia improbabile che “contribuisca alla successiva attivazione piastrinica osservata in questi pazienti. Tuttavia, le interazioni tra il vaccino e le piastrine o tra il vaccino e PF4 potrebbero svolgere un ruolo nella patogenesi”. Sul punto ieri la Food and Drug Administration ha comunicato di non aver “trovato una relazione causale” tra la vaccinazione con il composto Johnson &Johnson e casi di trombosi. Secondo la nota, la “Fda è a conoscenza dei casi di persone con gravi coaguli di sangue – a volte collegati a bassi livelli di piastrine nel sangue – dopo la somministrazione di J&J” e ha sottolineato “che queste condizioni possono avere molte cause diverse”, precisando che continuerà a investigare.
Un possibile fattore scatenante di questi anticorpi reattivi al PF4 potrebbe essere il Dna libero nel vaccino. “Abbiamo precedentemente dimostrato che Dna e Rna formano complessi multimolecolari con PF4, che legano gli anticorpi di pazienti con trombocitopenia indotta da eparina e inducono anche anticorpi contro PF4-eparina in un modello murino. Sfortunatamente, altri vaccini Covid-19 non erano disponibili per i test”.
(da “il Fatto Quotiudiano”)
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Aprile 10th, 2021 Riccardo Fucile
“SITUAZIONE AL LIMITE DELLA DECENZA”
Chissà cosa ne pensano i sovranisti difensori d’ufficio della Regione
Lombardia delle parole di Vittorio Feltri sul piano vaccinale (fallimentare della Regione Lombardia). Chissà se quelli che hanno attaccato Chiara Ferragni e Fedez – “rei “di aver reso pubbliche tutte le incongruenze tra quel che viene raccontato da Attilio Fontana e dai suoi assessori e la realtà – adesso si rivolgeranno con gli stessi toni e modi nei confronti del fondatore di Libero quotidiano.
Chissà se Libero quotidiano, ora che anche il suo fondatore (e prima firma negli editoriali) ha svelato il malfunzionamento della macchina lombarda, la smetterà di difendere la gestione che la Regione (fino ad ora) ha avuto dal punto di vista vaccinale. Perché Feltri ha messo in luce le stesse problematiche palesate dai Ferragnez qualche giorno fa
In collegamento con L’Aria che Tira (La7), il fondatore di Libero ha raccontato una vicenda accaduta alla sua famiglia. Una storia che, di fatto, smentisce tutta la linea editoriale del suo giornale. Ripercorriamo le tappe.
La conduttrice, Myrta Merlino, fa una domanda personale a Vittorio Feltri: «Ma tu sei stato vaccinato?». Ma l’ex giornalista, prima firma negli editoriali di Libero quotidiano, ha spiegato che la sua età – quasi 78 anni – non gli permette di accedere, ancora, alla campagna vaccinale portata avanti dalla Regione Lombardia.
Poi la narrazione di cosa è successo a Enoe Bonfanti, sua consorte dal lontano 1968: «In Lombardia succede di tutto – ha detto l’ex giornalista -. Pensa che mia moglie, che ha 82 anni, aveva fatto la domanda via web e non l’hanno mai chiamata».
Insomma, il modello Lombardia difeso quotidianamente da Libero – vari titoli e articoli che parlano di attacchi mediatici privi di fondamento solamente per contrastare la “locomotiva d’Italia” solo perché amministrata dal Centrodestra – viene smentito nel giro di pochi secondi.
Insomma, quando un fatto puramente personale tocca un personaggio che lavora a Libero (anzi, il fondatore del giornale) allora vengono alla luce le magagne che quello stesso quotidiano ha sempre provato a smentire con una narrazione priva di contenuti veritieri
Dall’accanimento mediatico alla verità quanto si tocca il proprio orticello
Perché è palese che la prima fase della campagna vaccinale in Lombardia abbia fatto acqua da tutte le parti. Fin dall’origine, dalle dichiarazioni prive di senso dell’ex assessore alla Salute e al Welfare – Giulio Gallera – che non voleva richiamare i medici in vacanza per iniziare le somministrazioni, alla clamorosa vicenda (ma specchio di una cattiva gestione) del portale per le prenotazioni gestito da Aria Spa. Una situazione sempre smentita dal quotidiano diretto da Pietro Senaldi. Ma ora, quando si tocca il proprio orticello, la situazione viene a galla.
E Vittorio Feltri, giustamente risentito per quanto accaduto a sua moglie, non le ha mandate a dire (anche se non è chiaro quel «alla fine mi sono dovuto arrangiare con i miei mezzi») palesando quella verità raccontata da quasi tutti i media. Tutti tranne Libero. Almeno fino a questa mattina.
(da NextQuotidiano”)
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Aprile 10th, 2021 Riccardo Fucile
MA LUI PENSA DI ESSERLO?
A Reggio Emilia durante un consiglio comunale un consigliere in quota Lega, Alessandro Rinaldi, ha pronunciato una frase che ha scatenato un putiferio: “Volete essere considerati uguali alle persone etero? Iniziate a comportarvi come tutte le persone normali!”
Tutto è iniziato dalla discussione di una mozione presentata dalla consigliera del Partito Democratico Fabiana Montanari e da Dario De Lucia del Gruppo Misto.
La mozione intendeva agevolare il il “turismo Lgbtqi”, ma quando ha preso la parola Rinaldi, per esporre la propria dichiarazione di voto ha criticato duramente parlando di “baracconata LGBT”.
A quel punto, il consigliere della Lega ha detto: “Questo documento non ha né capo né coda. Non so se ci rendiamo conto, cosa facciamo dei viaggi personalizzati per le persone che hanno un orientamento omosessuale? Allora analizziamo anche i dati dei tifosi della Juventus, che magari viaggiano e spendono più di quelli dell’Inter. Ma soprattutto, sa che cos’è incomprensibile? Che voi, che proclamate l’uguaglianza e che volete essere considerati uguali a tutti gli altri orientamenti sessuali, vi ponete in una condizione di differenza”. E poi la frase choc: “Volete essere considerati uguali alle persone etero perché l’uguaglianza è un diritto sacrosanto? Iniziate a comportarvi come tutte le persone normali, ovvero ponetevi sullo stesso piano e sulla stessa posizione delle persone etero. Voler sempre rimarcare delle differenze in qualsiasi ambito sociale non fa altro che accrescere la differenza tra il vostro diverso orientamento e quello degli etero”
Queste parole non sono di sicuro ispirate dalla nostra carta costituzionale, che all’articolo 3 dice: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”
Fa ancora più male quando chi la calpesta è un rappresentante delle istituzioni, un uomo al servizio di tutti i cittadini e non solo della propria parte politica.
(da agenzie)
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Aprile 10th, 2021 Riccardo Fucile
NANCY PORSIA: “I MILITARI LIBICI NON SONO SALVATORI MA CARCERIERI”
“Quella di Draghi è una mistificazione della realtà. Quando il premier parla di
salvataggi da parte di militari libici sfalza la verità. Non si deve parlare di salvataggi perché tecnicamente quelle che portano avanti i guardacoste libici sono intercettazioni in mare”, così Nancy Porsia, giornalista freelance esperta di Libia, commenta le dichiarazioni rilasciate da Draghi a margine della conferenza stampa congiunta con il nuovo primo ministro libico Abdul Hamid Dbeibah martedì scorso.
In quell’occasione il premier ha espresso “soddisfazione per quello che la Libia fa per i salvataggi” dei migranti in mare.
Ma Porsia, che ha indagato sul campo il traffico di esseri umani nel Paese documentando la corruzione e l’infiltrazione dei trafficanti libici nelle istituzioni locali con cui l’Italia ha firmato il memorandum per il controllo dei flussi, spiega a TPI che “per gli uomini, le donne e i bambini che decidono di prendere la via del mare dalla Libia, essere portati sulla terra ferma dai militari libici significa tornare dalla condizione che stavano provando a lasciare“.
“Vale per asiatici, africani e per gli stessi libici che scappano dalla Libia, perché mirano a chiedere asilo in Europa”, afferma.
A salvare i natanti in difficoltà, il più delle volte, sono i pescatori al largo delle coste libiche o tunisine impegnati in una battuta di pesca, che se incrociano i barchini “si mettono subito a disposizione per salvare vite”.
Ma il personale libico, chiarisce Porsia “non fa ricerca e soccorso ma pattuglia le acque per fermare potenziali richiedenti asilo diretti in Europa”.
“Parlare di salvataggi è come dire che quando gli uomini del presidente eritreo Isaias Afwerki prendono gli eritrei al confine con l’Etiopia stanno operando un salvataggio. Ma quelle persone trovate nella boscaglia volevano scappare da Asmara”, afferma la giornalista.
I militari che Draghi ha ringraziato “non sono salvatori ma guardie di quel sistema da cui i migranti stanno tentando di scappare”, spiega.
Sono le Ong e le navi umanitarie che conducono i naufraghi in un porto sicuro a operare i salvataggi, secondo quanto stabilito dal diritto internazionale. “Il Mediterrano è tra le rotte migratorie più mortali al mondo e quando le Ong operano un soccorso è un soccorso vero e proprio perché i barchini e le persone in difficoltà vengono portate in salvo, in un luogo dove sono veramente salvi, in Europa. Riportarli in Libia significa riportarli nella condizione di pericolo”, afferma Porsia.
Perché allora il ringraziamento di Draghi? Quello del premier è, secondo la giornalista, un latinorum diplomatico “per salvaguardare gli interessi italiani in Libia”.
“Ma sono interessi e una ragion di Stato che manda in deroga lo Stato di diritto e i diritti umani sanciti e tutelati da convenzioni internazionali”. Per il suo lavoro in Libia Porsia è stata intercettata per sei mesi dalla procura di Trapani che indagava sulle presunte relazioni tra Ong e trafficanti di esseri umani.
Una violazione del segreto professionale, “del diritto alla privacy e alla protezione delle fonti” portata alla luce da un’inchiesta del quotidiano Domani.
Porsia, che non è mai stata indagata, sostiene di essere stata bersaglio degli inquirenti non perché in possesso di informazioni rilevanti ai fini dell’indagine sulle Ong, ma per quello di cui era a conoscenza proprio nell’ambito della sua inchiesta sui trafficanti libici.
“Non avevo e non ho mai avuto informazioni sensibili sulle Ong, ma come ho dichiarato anche agli investigatori quando ascoltata come persona informata sui fatti avevo informazioni sensibili sul traffico di esseri umani in Libia e sul coinvolgimento di ufficiali libici, gli stessi con cui il governo italiano stava per definire l’accordo di cooperazione”, spiega.
Le intercettazioni delle conversazioni di Porsia non sono state trascritte nell’informativa finale su cui i giudici istruiranno il processo, ma sono rimaste nel fascicolo di 30mila pagine in mano alla procura. “Questo mi fa pensare che la rilevanza investigativa delle mie conversazioni non fosse sul tema su cui si stava indagando ma su altro”, osserva la giornalista. E intanto teme per le sue fonti.
L’indagine della procura di Trapani ha portato al rinvio a giudizio, a fine marzo, di 21 persone con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I capi di imputazione si riferiscono alle operazioni di salvataggio condotte dalle navi umanitarie al largo delle coste libiche, che tra il 2016 al 2017 hanno portato in Europa centinaia di migliaia di persone in fuga dalle torture di cui sono vittime in Libia.
(da TPI)
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Aprile 10th, 2021 Riccardo Fucile
SOLO IL 30% DI ANZIANI VACCINATO, MA LE DOSI NON MANCANO A CHI E’ A CONTATTO SOLO CON ORSI E LUPI
Come mai in Abruzzo, governato dal centrodestra, i guardiaparco che vivono isolati a contatto principalmente con orsi e lupi sono stati vaccinati mentre la quota di over 80 che hanno ricevuto le dosi è pari solo al 30%?
Piazzapulita ha provato a risolvere questo mistero, ma quando è stato interpellato il presidente della Regione Marsilio, di Fratelli d’Italia, la sua risposta è stata alquanto piccata.
Sara Giudice è andata a parlare con i guardiaparco. Sono circa 40 e ognuno di loro monitora una zona di circa 30 ettari. Sono stati tutti vaccinati perché equiparati a forze dell’ordine. Ma c’era davvero questa urgenza? Uno di loro, intervistato racconta: ““Non incontriamo nessuno per una settimana. È un lavoro che si fa veramente nel silenzio e nella solitudine”. Eppure, spiega sempre il servizio di Piazzapulita, solo il 30% degli over 80 in Abruzzo sono stati vaccinati. Chi ha chiesto l’immunizzazione per i guardiaparco? Si tratta di Luciano Sammarone, 54 anni, colonnello dei Carabinieri Forestali e direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo che spiega che era importante farlo perché “ogni tanto arrivano degli escursionisti”. Quando l’inviata di Piazzapulita chiede a Marsilio cosa ne pensa il presidente della Regione Abruzzo risponde in modo brusco: “il vaccino che viene dato alle Forze dell’ordine è diverso da quello che si dà agli ultraottantennni”.
Poi quando la giornalista gli chiede: “Ma secondo lei era una priorità?”, Marsilio fa uno zigzag, prima dice che le priorità sono state date dal governo nazionale poi afferma che di non sapere se sono stati vaccinati tutti i guardiaparco. La Giudice a quel punto smentisce la ricostruzione del presidente: “Il direttore ci ha spiegato che è stato lui a fare richiesta alla Regione che poi ha acconsentito”. Ennesimo zigzag di Marsilio che replica: “Lei pensa che i guardiaparco si occupino solo degli orsi? Gli uomini non ci vanno nei parchi?”. E quando l’inviata incalza: “Mi scusi, gli over 70 non si possono vaccinare con Astrazeneca? Come mai siamo all’1,5% di over 70 vaccinati, chi state vaccinando ora con Astrazeneca?”, Marsilio prima dice di non conoscere i dettagli e poi si arrabbia: “Gli over 80 non li abbiamo finiti perché i vaccini non ce li hanno mandati”
(da “NextQuotidiano”)
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Aprile 10th, 2021 Riccardo Fucile
SONDAGGIO INDEX SU POPOLARITA’: LETTA SORPASSA SALVINI
Secondo le rilevazioni di Index Research Giuseppe Conte si conferma come il
leader politico più popolare, con una leggera ripresa rispetto a sette giorni fa che lo portano al 37% dei consensi.
Segue la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, la cui posizione è rimasta invariata rispetto alla settimana scorsa. Anche per il segretario del Partito Democratico Enrico Letta nessuna variazione, ma rimane comunque più popolare rispetto a Matteo Salvini che invece scende nei consensi di un punto, per fermarsi al 28%. Più in basso nella classifica ci sono rispettivamente Luigi Di Maio, Carlo Calenda, Silvio Berlusconi e per ultimo Matteo Renzi.
Per quanto riguarda la fiducia nel governo Draghi e nel presidente del Consiglio continua a scendere, lentamente ma inesorabilmente, il consenso degli intervistati, anche se il punteggio è ancora molto alto: 59,8% per Mario Draghi e 44,3% per il suo esecutivo.
Per quanto riguarda le intenzioni di voto infine gli ultimi sondaggi per Porta a porta realizzato da Alessandra Ghisleri di Euromedia Research, la Lega di Salvini rimane primo partito italiano con il 22%, ma perde dalla scorsa rilevazione del 17 marzo lo 0.7%. Segue il Pd di Letta che guadagna il 3.1% toccando il 19.4%. Terzo partito italiano Fratelli d’Italia della Meloni con il 17.6% che guadagna l’1.1%. Quindi al quarto posto il Movimento 5stelle che rimane stabile al 17.4%. Forza Italia di Berlusconi con un calo dello 0.4% è, secondo il campione di Euromedia, al 7.2%. Seguono: Azione di Calenda al 3.8% (-0.5%), LEU al 2.8% (-0.7%), Italia Viva di Renzi al 2.5% (-0.2%), Federazione dei Verdi 1.7% (-0.7%), +Europa 1.5% (-0.1%) ed infine altri di Centrodestra 0.8% (-0.1%)
(da agenzie)
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