Aprile 13th, 2021 Riccardo Fucile
DUE DISASTRI CON MOLTO IN COMUNE
Da Nord a Sud, dalla Lombardia alla Sicilia, un filo conduttore sembra accomunare le ombre che si addensano sulla gestione dell’emergenza Covid da parte di alcune Regioni.
Emblematici i casi della Lombardia, dove si attende chiarezza sulla fornitura di camici divenuta per il Governatore Fontana un “affare di famiglia”, e della Sicilia, che vede il Governatore Musumeci ancora in sella nonostante l’indignazione suscitata dalla scoperta di pratiche “disinvolte” nella pubblicazione dei dati riguardanti la pandemia.
Entrambe le amministrazioni sono espressione di una sedicente destra che trova nella deriva populista della Lega e del movimento del Governatore siciliano (in cerca di un patto federativo con il partito di Salvini) un quasi esclusivo punto di riferimento.
Una componente dello scenario politico che, al di là delle giravolte di facciata per recitare ora da forza di lotta ora da forza di governo, di fronte alla crisi sanitaria ha mostrato la sua vera anima e le ormai tristemente note strategie per garantirsi consenso.
Ma, allo stesso tempo, si è rivelata essere – adattando un’espressione coniata dal sociologo Franco Ferrarotti – la perfezione… del nulla; ha consacrato l’efficientismo dell’inadeguatezza.
Ripercorrendo l’ultimo anno, appare chiaro come proprio questo tipo di sedicente destra sia stata la componente più resistente alle misure di contenimento, evidentemente nel tentativo di cavalcare il malumore delle piazze sottraendosi a quel senso di responsabilità che dovrebbe portare coloro i quali gestiscono la cosa pubblica ad adottare anche scelte impopolari.
Prova ne sia il fatto che sia Musumeci che Fontana, nel commentare le valutazioni del Ministero della Salute, lanciarono entrambi il sospetto di decisioni orientate politicamente. Una continua ricerca del capro espiatorio per sfuggire alle proprie, spesso gravi, responsabilità.
Una versione aggiornata del “Roma ladrona” di bossiana memoria, alimentata da una comunicazione tesa a sfruttare la generale mancanza di coordinate di fronte a una situazione inedita qual è la pandemia.
Una comunicazione ostinatamente tesa ad alimentare processi di costruzione della realtà sociale antitetici rispetto al senso comune basato sulle esperienze personali di chi è stato a diretto contatto con il dramma dei contagi e dei decessi; di un Paese che ha viaggiato a due velocità in chiave di efficienze amministrative e nel quale proprio la Sicilia e la Lombardia si sono rivelate costantemente in coda.
Le fake news, d’altronde, costituiscono una cifra distintiva di questa sedicente destra, secondo un modello importato dalla Francia già alla fine degli Anni ‘90 e che ha trasformato la conquista del web e dei social in un obiettivo politico vero e proprio. La verità è, sempre e comunque, una post-verità; una verità che va oltre, come quella dei decessi e dei contagi spalmati su più giorni o dei posti letto duplicati tra reparti ordinari e Covid hospital.
Il paradosso è che la sentenza definitiva su questi atteggiamenti l’ha emessa proprio un (ex) esponente della Giunta Musumeci, l’allora assessore alla Sanità Ruggero Razza che, intercettato dai magistrati, dice ai suoi dirigenti: “questo è il fallimento della politica”, riferendosi al tracollo del sistema sanitario siciliano. Lui, dimettendosi, ne ha tratto le conseguenze. Tutti gli altri no.
(da “La Notizia”)
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Aprile 13th, 2021 Riccardo Fucile
IL GENERALE E’ ALLA RESA DEI CONTI, GIORNI DECISIVI PER I RIFORNIMENTI
Il ritardo delle consegne non solo comporterebbe lo slittamento degli obiettivi
prefissati, ovvero 500mila vaccinazioni al giorno entro fine mese, ma rischierebbe di far saltare la campagna vaccinale e quindi ostacolerebbe il raggiungimento dell’immunità di gregge entro settembre.
Ma il generalissimo ci ha visto lungo. Onde evitare l’ennesima figuraccia punta al ribasso: non superare le 300mila dosi al giorno in modo da “tenersi al riparo di fronte a nuovi eventuali intoppi”.
Ostacoli causati dalle carenze dei contratti europei che il ministro della Salute Roberto Speranza continua comunque a difendere “perché altrimenti avremmo avuto la guerra di un Paese contro l’altro”.
Uno spiraglio di luce sembra arrivare da Pfizer. L’azienda statunitense ha promesso di anticipare di un mese le consegne dei prossimi trimestri. Se questo impegno venisse davvero rispettato le Regioni potrebbero andare a pieno regime prima che arrivi il grosso delle dosi del secondo trimestre. Da aprile a giugno dovrebbero essere a disposizione 52 milioni di dosi. Tra otto e dieci sono programmate ad aprile. Se le oltre 40 rimanenti fossero concentrate su giugno, sarebbe impossibile mantenere il ritmo delle 500mila vaccinazioni al giorno. La media del mezzo milione quotidiano dovrebbe scattare nell’ultima settimana di aprile.
Intanto in questi giorni dovrebbe arrivare in Italia per la prima volta il vaccino di Johnson & Johnson, che si basa sulla stessa tecnica di Astrazeneca. Si tratta di circa 184mila dosi, le prime delle 400-500mila attese tra il 16 e il 19 aprile.
Le fiale dell’unico vaccino monodose dovrebbero arrivare tra oggi e domani all’hub della Difesa all’aeroporto di Pratica di Mare, assieme a 175mila dosi di AstraZeneca. Entro oggi, inoltre, Pfizer dovrebbe consegnare in tutta Italia oltre un milione di dosi.
Il ritardo nelle consegne dei vaccini
Sempre per l’inizio della settimana è prevista la consegna da parte di Moderna di circa 400mila dosi, sufficienti per aumentare il ritmo della campagna, sempre che davvero le promesse siano rispettate.
In queste settimane si è visto che Pfizer ha consegnato con regolarità e Moderna consegna di solito piccole quantità, quindi non è decisivo. Il fornitore più irregolare è certamente Astrazeneca, che accumula spesso ritardi, tagliando i quantitativi.
Con questi presupposti gli obiettivi del piano stilato esattamente un mese fa dal generalissimo sembrano più che mai irraggiungibili nei tempi previsti: l’Italia avrebbe dovuto viaggiare a una velocità di 300mila somministrazioni al giorno già dall’ultima settima di marzo. Invece non l’ha ancora raggiunta, e ora avrebbe dovuto avvicinarsi al mezzo milione di iniezioni ogni 24 ore.
Le stessa struttura commissariale di Figliuolo certifica il ritardo, spiegando che anche nella settimana 16-22 aprile “si stimano circa 315mila somministrazioni giornaliere negli oltre 2.200 punti vaccinali in tutta Italia attivi”.
Questa settimana però sarà decisiva anche per tenere quanto meno il passo degli altri grandi Paesi Ue, che nei giorni scorsi hanno accelerato più dell’Italia. Dunque in sette giorni è previsto l’arrivo di circa due milioni e duecentomila dosi di vaccino. Ciò dovrebbe consentire di migliorare la media di 242mila inoculazioni al giorno tenuta dal 3 al 9 aprile, che è peggiore di quella tenuta in Germania (425mila), in Francia (287mila) e pure in Spagna (255mila).
(da La Notizia)
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Aprile 13th, 2021 Riccardo Fucile
LA RABBIA DEL SINDACO: “ORA I CITTADINI DOVRANNO SPOSTARSI PER CHILOMETRI”
Il sindaco di Desio, Roberto Corti, si sta battendo contro la chiusura del centro vaccinale nella cittadina lombarda. Secondo il primo cittadino i cittadini in questo modo saranno privati della possibilità di essere vaccinati vicino a casa e dovranno spostarsi per chilometri. Il tutto mentre le alternative ancora sono in fase di allestimento.
La decisione della regione di chiudere è stata accolta criticamente, anche perché le strutture alternative avranno un costo: “Non capiamo i criteri di questa scelta – ha affermato l’assessore Buonvicino – Il PalaBancoDesio ha anche un vantaggio in più dei centri designati. Mentre gli hub che verranno aperti verranno finanziati da Regione, con una spesa per l’allestimento, qui è a costo zero perché è già tutto fatto”.
Il sindaco di Desio, Roberto Corti, ha poi scritto un appello su Facebook rivolto al presidente della regione Lombardia Attilio Fontana, all’assessora al Welfare Letizia Moratti e al commissario Figliuolo, oltre che al ministro Speranza. il primo cittadino illustra le motivazioni secondo le quali la chiusura del centro vaccinale è sbagliata. A partire dal numero di dosi somministrate.
Desio è una città di 42.000 abitanti. Sommando la popolazione dei comuni confinanti, le persone residenti sono circa 250.000, su una superficie di circa 70kmq, con una densità di oltre 3500 abitanti/kmq. Il centro vaccinale è gestito dall’ASST Brianza, con il supporto della Protezione Civile e del Comune di Desio.
E’ stato attivato il 15 marzo scorso, con 6 linee vaccinali occupando una parte del palazzetto (tant’è che l’attività sportiva presente è proseguita senza problemi) e con la possibilità di ulteriori ampliamenti, se ritenuti necessari.
Le 6 linee vaccinali, sono attive dalle ore 8.30 alle ore 19.00, 7 giorni su 7 e la capacità di vaccinazione è arrivata a 600 inoculazioni al giorno
Dalla giornata del 7 aprile sono state attivate altre linee vaccinali per rispondere alle richieste degli over 80 non ancora prenotati nei sistemi, arrivando a 9 linee nella giornata di venerdì 9 aprile
Dalla sua apertura ad oggi (12 aprile 2021), sono state inoculate circa 15.000 dosi dei vari vaccini disponibili.L’attività vaccinale del personale sanitario, supportata dai volontari della protezione civile, ha fino ad ora riscosso grande apprezzamento in merito a collocazione, organizzazione, tempi d’attesa e somministrazione.
Ma non solo: con la chiusura i cittadini dovrebbero spostarsi per chilometri per potersi vaccinare:
La struttura sta permettendo ai residenti del territorio di essere vaccinati vicino casa, in un’area priva di barriere architettoniche adeguatamente preparata e soprattutto per i più anziani ed i più fragili, ciò risulta non essere cosa di poco conto.
Poi il sindaco spiega che le alternative non sono ancora pronte. Perché dunque smantellare una struttura già operativa in attesa che ne vengano allestite altre?
Il modello organizzativo, per la cosiddetta “vaccinazione di massa”, ha escluso il PalaBancoDesio dalle sedi previste, prevedendone altre, che sono in corso d’allestimento: questa c’è, funziona bene, serve un territorio molto ampio, ha parcheggi ed è facilmente raggiungibile, perché chiuderla?
Dal 12 aprile 2021 il centro passerà a sole 3 linee vaccinali attive e non essendo inserito nell’elenco delle strutture disponibili all’atto della prenotazione, si stima che terminata la fase di somministrazione della seconda dose agli over80, insegnanti e “fragili” possa concludere le sue attività verso la fine d’aprile o al più tardi la metà di maggio.
Sarebbe possibile potenziare, e come minimo raddoppiare a 12, le linee vaccinali, all’interno dello spazio preposto, ora utilizzato solo per metà.
(da “Next Quotidiano”)
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Aprile 13th, 2021 Riccardo Fucile
RICCARDO CRISTELLO LA RINGRAZIA MOLTISSIMO PER IL GESTO MA NON VUOLE AIUTI: “SONO GIA’ ASSISTITO DAL SINDACATO”… IL MINISTRO ORLANDO A MUSO DURO CONTRO L’AZIENDA: “NON E’ FINITA QUA”
Sabrina Ferilli ha telefonato a Riccardo Cristello per esprimere la propria
solidarietà e offrirgli il supporto per le spese legali nel ricorso contro il licenziamento di Arcelor Mittal, assieme al pagamento di uno stipendio.
L’attrice protagonista di ‘Svegliati amore mio’, la fiction Mediaset al centro del messaggio condiviso dall’impiegato dell’acciaieria ex Ilva sulla propria bacheca Facebook che gli è costato il posto di lavoro, ha voluto così compiere un passo concreto in favore del lavoratore cacciato dopo 21 anni dalla fabbrica proprio a causa di quel post
Cristello ha rifiutato l’offerta spiegando che le spese legali sono comunque pagate dal sindacato Usb ma ha ringraziato l’attrice per la piena solidarietà espressa anche grazie alla propria notorietà. Il lavoratore ex Ilva aveva subito prima un provvedimento di sospensione da parte della dirigenza della multinazionale che gestisce il siderurgico di Taranto, poi il licenziamento per giusta causa.
L’azienda ha ritenuto denigratori, offensivi e minacciosi i contenuti di quel messaggio. Copiato e incollato sul suo profilo social chiuso, invitava a vedere la miniserie che racconta la lotta di una mamma, interpretata da Ferilli, che denuncia l’inquinamento di una fabbrica siderurgica ritenendola responsabile della leucemia di sua figlia. Non c’è alcun riferimento alle vicende di Taranto.
Ma si lega la narrazione della fiction diretta da Ricky Tognazzi e Simona Izzo alle vicende della città pugliese. L’acciaieria della fantomatica città del Sud è Ghisal, che “altro non è – è scritto – che lo stabilimento siderurgico di Taranto”.
Di qui l’invito a vedere l’opera perché “non mi meraviglio che interessi forti si siano mossi per occultare l’ennesima che colpisce i bambini della nostra città” e ancora “lo trovo vergognoso”.
Parole che hanno decretato il licenziamento sul quale è intervenuto anche il ministro del Lavoro Andrea Orlando che ha chiesto nuovamente spiegazioni all’ad di Mittal, Lucia Morselli.
L’invio del provvedimento di licenziamento è stato ritenuto insufficiente da parte del ministro che ha dichiarato: “Non è finita qui”.
Anche i registi della fiction Ricky Tognazzi e Simona Izzo si sono offerti per supportare il lavoratore che mercoledì 14 aprile partecipa al presidio permanente davanti alla direzione Mittal organizzato dal sindacato Usb.
(da agenzie)
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Aprile 13th, 2021 Riccardo Fucile
GLI AVEVA BLOCCATO LA PROMOZIONE E PER VENDETTA LE HA MESSO NELL’AUTO ALCUNE DOSI DI COCAINA
All’alba la polizia di Stato ha arrestato il comandante della Polizia Locale di Trezzano sul Naviglio Salvatore Furci e un cittadino albanese, Mariglen Memushi, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’ufficio Gip di Milano Anna Magelli, su richiesta della procuratrice aggiunta Alessandra Dolci e del pm Gianluca Prisco.
La vicenda riguarda le indagini della Squadra mobile che avevano portato a indagare in stato di libertà Lia Vismara, la comandante della Polizia Locale del Comune di Corbetta (MI), trovata in possesso, la notte del 4 gennaio 2020, di alcune dosi di cocaina occultate all’interno della sua autovettura.
Una storia intricata, con numerosi esposti e con Salvatore Furci, risultato vincitore nel 2018 del concorso per ricoprire la posizione di Ufficiale del Corpo di Polizia Locale di Corbetta su cui però aveva espresso parere negativo la comandante della Polizia Locale Vismara: Furci, così, non aveva superato con profitto il periodo di prova e pertanto nel 2019 era tornato a rivestire la qualifica di agente all’interno della Polizia Locale di Milano.
Soltanto da un mese era diventato comandante a Trezzano. Ma era stato quel controllo sull’auto della comandante Vismara a insospettire gli investigatori: così la Squadra Mobile di Milano ha effettuato tutti gli approfondimenti necessari procedendo all’analisi degli atti redatti in occasione del controllo di polizia, visionando le telecamere e soprattutto acquisendo la telefonata registrata dal Numero Unico Emergenze 112 con la quale era stata segnalata alle Forze di Polizia la presenza di sostanza stupefacente a bordo dell’autovettura della Comandante della Polizia Locale di Trezzano sul Naviglio
L’incrocio dei dati ha consentito di ricostruire gli eventi di quella notte e dei giorni precedenti, accertando che Salvatore Furci aveva, direttamente o tramite terzi, collocato la sostanza stupefacente all’interno della vettura e veicolato le informazioni inducendo in errore i militari intervenuti.
Gli investigatori sono inoltre giunti ad identificare il complice Mariglen Memushi e, grazie ad una perizia fonica, è stato possibile determinare che lo straniero, nonostante avesse camuffato la propria voce, coincideva con l’uomo che aveva effettuato la telefonata al 112 NUE dichiarando di avere venduto la sostanza stupefacente alla donna, sostenendo che la stessa lo avesse pagato con banconote false e indicando l’autovettura quale luogo di occultamento della cocaina acquistata. §
Nel corso delle indagini, è stato altresì accertato che Furci ha tentato di acquisire informazioni per il tramite di suoi conoscenti in servizio presso il Tribunale di Milano al fine di conoscere l’eventuale esistenza di procedimenti penali a suo carico per i fatti che hanno portato all’odierno arresto.
Commenta il sindaco di Corbetta Marco Ballarini: “La nostra amministrazione, il sindaco e la comandante della Polizia locale sono stati vittime di un feroce attacco di stampo mafioso, un complotto in piena regola orchestrato con l’unico obiettivo di destabilizzare il Comune e destituire il sindaco “colpevole” solo di aver continuato a lavorare nell’unico interesse dei cittadini, rivoluzionando un corpo di polizia assoggettato per anni a modus operandi illeciti. Ora è giusto che questi delinquenti paghino; è giusto che tutti gli artefici delle diffamazioni a carico della comandante siano messi dinanzi alle loro responsabilità penali e civili. Il nostro capo della Polizia Locale era stata colpita duramente da uno studiato complotto, orchestrato da membri infedeli delle forze dell’ordine che vestono indegnamente una divisa, che avevano nascosto della droga nella sua auto col solo fine di vendicarsi del lavoro rivoluzionario portato avanti dalla mia amministrazione comunale negli ultimi anni. Un lavoro duro, estremamente difficile per noi e che abbiamo pagato sulla nostra pelle: riportare la legalità nel comando”.
(da agenzie)
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Aprile 13th, 2021 Riccardo Fucile
A DUE SETTIMANE DALLA SOMMINISTRAZIONE SEI DONNE HANNO SVILUPPATO COAGULI NEL SANGUE
Vaccino Johnson & Johnson in Usa e trombosi, le autorità federali sanitarie
americane hanno chiesto l’immediato stop “precauzionale” dell’uso del vaccino contro il Covid dopo che si sono registrati 6 casi di coaguli nel sangue a due settimane dal vaccino. Si tratta in tutti i casi di donne tra i 18 ed i 48 anni. Una donna è morta ed un’altra è ricoverata in gravi condizioni in Nebraska. Lo riporta il New York Times.
“Oggi la Food & Drug Administration e i Cdc hanno diffuso una dichiarazione riguardo al vaccino Johnson&Johnson” si legge in una dichiarazione pubblicata oggi dalla Fda, l’agenzia che autorizza i farmaci negli Usa, su Twitter. “Come misura precauzionale, raccomandiamo una pausa dell’uso del vaccino”, conclude il tweet in cui si annuncia una conferenza stampa per oggi alle 10, le 16 in Italia. Quasi sette milioni di persone sono state immunizzate con il vaccino che prevede una sola dose, ed altre nove milioni di dose sono state esportate all’estero, secondo i dati del Cdc.
Da oggi quindi i centri vaccinali gestiti dal governo federale interromperanno l’uso del vaccino, mentre la misura viene presentata come una raccomandazione per le autorità sanitarie che fanno capo ai singoli stati. Le autorità federali, comunque, si aspettano che la loro dichiarazione sia intesa come un forte sollecitazione affinché gli Stati seguano il loro esempio.
La pausa, spiegano alla Fda e ai Cdc, servirà agli esperti di entrambe le agenzie di esaminare i possibili legami tra il vaccino e questi episodi per stabilire se la Fda debba limitare l’autorizzazione del vaccino. Una riunione d’emergenza del comitato consultivo esterno dei Cdc è stata convocata per domani.
I Cdc e la Fda raccomandano una “pausa nell’uso del vaccino Johnson&Johnson come misura di estrema precauzione” in attesa che domani venga convocato l’Advisory Committee on Immunization Practices, comitato del Cdc per le vaccinazioni, “per analizzare” i casi di trombosi che si sono verificati per almeno sei donne vaccinate. L’agenzia americana del farmaco poi analizzerà questi “dati ed indagherà questi casi”, si legge in una dichiarazione diffusa oggi dalle agenzie federali.
“Questo è importante, in parte, per assicurare che la comunità sanitaria sia al corrente di queste potenziali reazioni avverse e può prepararsi a riconoscerle e gestirle in modo adeguato dato il particolare trattamento richiesto da questo tipo di coaguli del sangue”, prosegue da dichiarazione di Peter Marks, direttore del Center for Biologics Evaluation and Research della Fda e Anne Schuchat, principale vice direttore del Cdc, che sottolineano che questi “episodi sono estremamente rari”.
L’efficacia del prodotto – spiegava l’Ema nei giorni scorsi – è stata dimostrata in uno studio clinico che ha coinvolto oltre 44mila persone dai 18 anni in sui negli Stati Uniti, in Sudafrica e nei Paesi dell’America Latina. A metà dei partecipanti è stata somministrata una singola dose di vaccino e all’altra metà un placebo. Lo studio ha rilevato una riduzione del 67% del numero di casi Covid sintomatici dopo 2 settimane nelle persone che hanno ricevuto il vaccino Janssen (116 casi su 19.630 persone), rispetto alle persone a cui è stato somministrato placebo (348 persone su 19.691). Questo significa che il vaccino ha avuto un’efficacia del 67%, spiegava ancora l’Ema.
(da agenzie)
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Aprile 13th, 2021 Riccardo Fucile
“TERAPIE INTENSIVE BEN OLTRE LE SOGLIE, LA MORTALITA’ RESTA ELEVATA, LA POLITICA ASCOLTI IL NOSTRO GRIDO”… “MENO RESTRIZIONI SOLO CON CONTAGI GIORNALIERI SOTTO I 5.000”
“Il sistema ospedaliero è ancora in sovraccarico. Gli indici di occupazione delle terapie intensive e delle aree mediche Covid sono ben oltre le soglie critiche individuate. La mortalità resta elevata. Sì, i dati delle ultime settimane mostrano progressivi segnali di rallentamento della crescita dei contagi, ma siamo sempre sui 530mila e serve molta cautela nell’allentare le misure restrittive della movimentazione sociale”. E’ l’appello dell’intersindacale che riunisce i principali sindacati dei medici.
“Il personale sanitario, impegnato quotidianamente – 7 giorni su 7, di giorno e di notte – e da oltre un anno nella lotta contro la pandemia – sottolinea il comunicato – si trova ad affrontare ancora per tutto il 2021 criticità di ogni tipo dovute al sovraffollamento degli ospedali, che con la terza ondata interessa in successione tutta la nostra penisola, anche aree precedentemente risparmiate, come dimostra il caso Sardegna. Ogni prematuro allentamento delle restrizioni potrebbe mettere a rischio tanto la vita dei pazienti affetti da Covid, costringendo per carenza di posti letto gli operatori a scelte strazianti sotto il profilo etico, come il triage inverso, quanto la salute dei pazienti con altre patologie, la cui prevenzione e cura rischia di essere ancora una volta sacrificata a causa della sottovalutazione del rischio di una persistente elevata circolazione del virus, sulla quale i medici e i dirigenti del servizio sanitario nazionale lanciano da tempo, inascoltati, tutti gli allarmi possibili”.
Per la terza volta, fa notare ancora l’intersindacale medica, “gli operatori sanitari sono costretti, dopo il secondo picco epidemico autunnale, a ulteriori sacrifici, anche a rischio della salute personale, oltre che ad affrontare una situazione di costante super lavoro fisico e psichico che sta fiaccando le loro resistenze. Le decisioni competono, certo, alla politica, ma è compito, anche deontologico, di chi lavora in prima linea fornire una fotografia chiara dell’andamento clinico ed epidemiologico della pandemia”.
Secondo i sindacati dei medici, un rallentamento delle restrizioni sarà possibile solo con contagi giornalieri al di sotto di 5mila casi, mantenendo una larga capacità di testing e riprendendo il contact tracing per il controllo della diffusione dell’epidemia, i ricoveri in area Covid medica e intensiva largamente al di sotto delle soglie critiche, rispettivamente 40% e 30%, e la vaccinazione completata almeno per i soggetti fragili e gli ultra 60enni, categorie a più alto rischio di ricovero e mortalità.
I camici bianchi chiedono “alla politica di ascoltare le decine e decine di migliaia di colleghi che da 13 mesi lavorano senza tregua nell’emergenza territoriale e negli ospedali, e che non nascondono la loro perplessità e amarezza per il dibattito in corso su riaperture che, sotto le pur comprensibili esigenze economiche e sociali, celano una non corretta valutazione del rischio di un prolungamento della pandemia e di una persistente elevata mortalità tra i cittadini non ancora protetti con la vaccinazione. Senza una soluzione duratura della crisi sanitaria non vi potrà essere una ripresa economica nè un ritorno in sicurezza alle normali relazioni sociali”.
(da “La Repubblica”)
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Aprile 13th, 2021 Riccardo Fucile
“LASCINO IN PACE CHI E’ DISPERATO”
Guido Crosetto, fondatore ed esponente di punta di Fratelli d’Italia, attacca
CasaPound.
“Lo dico da giorni” ha scritto Guido Crosetto su Twitter, “i peggiori nemici di chi protesta (giustamente) sono quei parassiti che colgono ogni occasione per farsi pubblicità con la violenza, i cori, le bandiere ed i bracci tesi. Si facciano le loro manifestazioni e lascino in pace chi manifesta perché è disperato.”
Poche parole, ma chirurgiche, che mettono finalmente nella giusta dimensione (anche a destra) un fenomeno che in molti avevano provato a portare all’attenzione nei giorni scorsi, denunciando come la strumentalizzazione di una protesta finisse per disinnescare le istanze della stragrande maggioranza di ristoratori onesti che magari non hanno neanche la forza, le risorse, l’organizzazione per scendere in piazza, e che vedono le proprie battaglie sequestrate da un nugolo di braccia tese, banalizzate e ridicolizzate da un paio di corna stile QAnon e squalificate da cariche, lanci di oggetti e violenza, che finiscono puntualmente col fagocitare l’attenzione mediatica e cancellare le legittime richieste di lavoratori che, da un anno ormai, patiscono, come altri, le conseguenze sociali ed economiche della pandemia.
Crosetto, col suo tweet, ha messo a nudo questa strumentalizzazione, lanciando un sasso a destra, dove invece da anni i leader dei due principali partiti (uno dei quali proprio quello di Crosetto) stuzzicano e solleticano la pancia di quella destra estrema senza riuscire ad esprimere parole chiare di distanza
Qualcuno prenda esempio.
(da “NextQuotidiano”)
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Aprile 13th, 2021 Riccardo Fucile
LEGA 22%, PD 19,3%, M5S 17,7%, FDI 17,3%, FORZA ITALIA 6,7%, AZIONE 3,4%, SINISTRA 3%
Il tradizionale sondaggio del lunedi di Swg per La7 vede un ennesimo calo della Lega dello 0,8% in una settimana e una crescita del Pd dello 0,9%.
La Lega scende al 22%, il Pd sale al 19,3%.
Il M5S sorpassa Fdi che perde lo 0,3%, mentre i Cinquestelle crescono dello 0,2%.
Il M5s si attesta al 17,7% in terza posizione, il partito della Meloni si ferma al 17,3%.
Cala dello 0,1% Forza Italia che scende al 6,7%.
Segue Azione (-0,1%) al 3,4%, incalzato dalla Sinistra di Fratoianni al 3% (+0,3%).
Per quanto riguarda gli altri partiti Italia Viva è al 2,2% perdendo ancora posizioni.
La rilevazione illustrata da Enrico Mentana parte con una domanda che confronta il governo Draghi e quello Conte. Per gli intervistati non c’è grande differenza.
Il quesito del sondaggio SWG è: “Facendo un confronto tra questo primo periodo del governo Draghi e l’operato del Conte 2 nel complesso direbbe che…” con la possibilità di scegliere tra le opzioni: “Non c’è particolare differenza”, “È più efficace il governo Draghi” o “È stato più efficace il governo Conte”.
Il 61% di chi è stato interpellato non trova particolare differenza tra governo Conte e Governo Draghi e solo il 21% preferisce il governo Draghi mentre il 17% degli intervistati sceglie l’esecutivo Conte.
(da agenzie)
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