Destra di Popolo.net

SALVINI E’ FUORI CONTROLLO, ORMAI L’HA CAPITO ANCHE DRAGHI

Aprile 23rd, 2021 Riccardo Fucile

LA STRATEGIA DELLE TENSIONE DI UN CADAVERE CHE CAMMINA

E anche Mario Draghi, dopo Giuseppe Conte, ha scoperto chi è Matteo Salvini. L’amara constatazione su chi sia, rispetto al suo predecessore col quale il leader della Lega arrivò al clamoroso strappo nella ormai nota estate del Papeete a poco più di un anno dall’insediamento del governo gialloverde, è arrivata addirittura ad appena due mesi dal giuramento.
Lo strappo di Salvini che sul decreto Riaperture fa astenere i ministri leghisti in Consiglio dei ministri – nonostante la mediazione del solito Giancarlo Giorgetti- ufficialmente perché il coprifuoco resta alle 22, è un colpo basso a Draghi.
Che, per usare un eufemismo, sarebbe “molto irritato”. È inaccettabile che un partito si sfili platealmente da un provvedimento così importante. Con misure peraltro già concordate, e resti in maggioranza battagliando su ogni cosa ogni giorno.
Dal Pd al M5S tutti ne hanno abbastanza e non sta in piedi la giustificazione che anche ieri Salvini ha dato. “Io penso che l’Italia meriti rispetto, spero che in una quindicina di giorni si torni al buonsenso. Credo che Draghi apprezzi la lealtà, la schiettezza e la coerenza. Noi abbiamo dato la fiducia al governo Draghi, non al governo Franceschini-Speranza”, afferma mettendo ancora una volta in mezzo i due ministri in quota LeU e Pd per non attaccare – per il momento – direttamente il premier.
Ma nelle coalizioni e a maggior ragione in una maggioranza amplia e variegata come l’attuale, tutti rinunciano a qualcosa per raggiungere l’obiettivo comune. Non possono esistere partiti di lotta e di governo: chi non accetta questo principio rimane fuori. Come coerentemente ha fatto Giorgia Meloni premiata dai sondaggi in continua ascesa e che non a caso Salvini “soffre”.
Tanto che anche ieri è tornato a tirala in ballo: “A differenza della Meloni che ha scelto di stare fuori a protestare, dall’interno del governo noi possiamo incidere”.
Per giustificare lo strappo in Cdm il segretario leghista si trincera dietro al malcontento dei territori (“Se tutte le regioni e tutti i comuni di ogni colore chiedono la stessa cosa allora non è un capriccio della Lega”).
Ma ad alzare lo scontro è proprio un governatore leghista, il presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, scettico sul coprifuoco e sulla percentuale di studenti da far rientrare a scuola in presenza da lunedì.
“Si è incrinata la leale collaborazione tra Stato e Regioni, in Cdm è stato cambiato un accordo siglato tra istituzioni e questo è un precedente molto grave, non credo sia mai successo”, ha tuonato ieri. Subito ripreso da Salvini: “Le regioni fanno bene a lamentarsi, è grave ridiscutere gli accordi presi sulla scuola per le pressioni del M5S”.
D’altro canto la strategia del Capitano ha una logica ben precisa. Secondo i suoi piani l’esecutivo dell’ex presidente Bce dovrebbe avere una durata di undici mesi e qualche settimana. Cioè fino all’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Che dovrebbe essere proprio Draghi, il cui primo atto sarebbe nominare un premier che lo sostituisca per varare un governo elettorale.
E poi sciogliere le camere per votare a giugno 2022. Ecco perché il Capitano sta iniziando a “picconare” l’esecutivo di cui fa parte – come fece già nel 2019 sperando anche quella volta di andare ad elezioni – prendendo di mira i soliti grillini, Speranza e Franceschini.
Per creare una crisi e agevolare la salita del numero della Bce al Colle, scongiurando il temutissimo scenario B.
Un’altra personalità (oppure, ipotesi però smentita dall’interessato, la conferma per qualche tempo di Sergio Mattarella e il governo Draghi che dura molto più tempo.
Una prospettiva che metterebbe Salvini irrimediabilmente all’angolo.
(da La Notizia)

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SALVINI PIU’ CHE PAURA DI NUOVO PAPEETE HA PAURA DI FINIRE I SUOI GIORNI IN GALERA

Aprile 23rd, 2021 Riccardo Fucile

NON PUO’ ROMPERE CON DRAGHI MA PENSA DI LOGORARLO: MA AL PRIMO PARTITO CHE LO SORPASSA E’ UN UOMO FINITO

Dopo l’azzardo dell’astensione in CdM e la battaglia sul coprifuoco c’è davvero il rischio che Salvini rompa e molli il governo Draghi? I numeri dicono di no. E anche l’opportunità politica. Che vantaggio ne avrebbe Giorgia Meloni?
L’antagonista di Salvini potrebbe sbandierare con grande facilità la sua coerenza rispetto al leader della Lega, entrato in un governo per incidere e poi uscito senza esserci riuscito. La strategia del leghista è chiara: fare opposizione all’interno dell’esecutivo.
Ma quanto può durare? Su Repubblica Tommaso Ciriaco e Emanuele Lauria si concentrano su Giorgetti, amico di Draghi, e sul ruolo che ha avuto nella vicenda. Pare che il leghista, per non commentare nel dettaglio quanto successo in CdM, abbia scherzato dicendo “«Io notoriamente vado a letto presto”.
Si riferiva al coprifuoco ovviamente. Ma ieri, quando Salvini ha riunito lo stato maggiore della Lega è rimasto pochi minuti, senza dire niente. Non è un segnale di attrito, visto che il “Capitano” ha più volte dichiarato ai media di aver più volte sentito il suo numero due. Ma forse è un anticipo di quello che potrebbe accadere nei prossimi mesi, perché l’ex ministro dell’Interno avrebbe intenzione di non smettere con la sua escalation:
Ma è quello che dice subito dopo ad allargare il fossato tra due modi di concepire la Lega e il rapporto con Draghi. Perché Salvini assicura lealtà all’esecutivo, ma alza l’asticella. «Dobbiamo farci vedere», dice ai suoi dirigenti. Annuncia una escalation, pur senza immaginare strappi definitivi: «Noi non possiamo ripetere l’errore di consegnare il governo al Pd e ai 5S». E quindi restare nell’esecutivo – secondo molti – almeno fino a gennaio, fino all’elezione del nuovo Capo dello Stato – ma distinguersi. Sul coprifuoco, ma anche su tutto il resto, perché il leader promette battaglia pure sulla riforma della giustizia, per ottenere la responsabilità civile dei magistrati e la separazione delle carriere. Quel che è certo è che, con Giorgetti defilato, Salvini incassa il sostegno degli altri big: da Zaia a Fedriga, che alla guida delle Regioni rappresenta l’altro braccio della tenaglia con cui il Carroccio stringe Draghi.
Ma davvero Salvini se lo può permettere? Secondo quanto racconta Marco Cremonesi sul Corriere c’è molto fumo e poco arrosto. Certo la battaglia sul coprifuoco è un argomento popolare che Salvini può facilmente spendere per recuperare un po’ di consenso, sui social e nei sondaggi. Ma se dovesse passare ai fatti il prezzo da pagare sarebbe molto alto:
Un fatto utile per contrastare la tendenza ribassista dei sondaggi: «Matteo sa bene che se lasciasse il governo dopo meno di tre mesi, i danni alla sua credibilità non sarebbero recuperabili, con Giorgia Meloni arrembante».
Insomma sembra che la tattica sia quella di una guerriglia di facciata, ma guai ad arrivare a un nuovo Papeete. Potrebbe costargli veramente caro.
(da agenzie)

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L’ULTIMA STRAGE DI MIGRANTI NEL MEDITERRANEO, OLTRE 100 MORTI

Aprile 23rd, 2021 Riccardo Fucile

LE ONG: “UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA”… DA DUE GIORNI LE AUTORITA’ ERANO A CONOSCENZA, NESSUNO E’ INTERVENUTO: QUESTA SI CHIAMA OMISSIONE DI SOCCORSO E STRAGE

Una nuova strage è avvenuta nel Mediterraneo. “Una strage annunciata”, come denuncia ResQ – People saving people sulla propria pagina Facebook.
A bordo del gommone naufragato ieri sera al largo delle acque libiche, in un tratto privo di soccorsi e testimoni, c’erano – secondo l’ong – circa 130 persone, nessuno dei quali sarebbe superstite.
Secondo le prime ricostruzioni, “i naufraghi a bordo avevano chiesto aiuto ad AlarmPhone, che ha immediatamente allertato le autorità libiche ed europee, ma nessuno ha lanciato una missione di soccorso. Ocean Viking e tre mercantili hanno pattugliato l’area, disperatamente, in cerca del gommone con cui ormai si erano persi i contatti: purtroppo, quello che resta sull’acqua sono solo i corpi delle vittime.”
In molti ora sottolineano come si sapeva da giorni che in quel tratto di mare ci fossero tre barconi carichi di migranti, ma nessuno, a Roma come a Tripoli, ha coordinato un’operazione di soccorso, né è stato possibile per le ong arrivare in tempo.
Tra i primi ad arrivare sul posto, le donne e gli uomini di Ocean Viking, che hanno, tuttavia, escluso la possibilità di ritrovare sopravvissuti:
“Dopo ore di ricerca, la nostra peggiore paura si è avverata. L’equipaggio ha dovuto assistere alle devastanti conseguenze del naufragio di un gommone a Nord-Est di Tripoli. Mecoledì mattina era scattato l’allarme rispetto a questa stessa imbarcazione con circa 130 persone a bordo. Nelle ultime 48 ore, il network telefonico civile Alarm Phone ci ha avvisato di un totale di tre barche in difficoltà in acque internazionali al largo della Libia. Tutte si trovavano ad almeno dieci ore dalla nostra posizione nel momento in cui abbiamo ricevuto le segnalazioni. Abbiamo cercato due di queste barche, una dopo l’altra, in una corsa contro il tempo con il mare molto mosso, con onde fino a 6 metri”.
“Non è stata una “disgrazia”. Non è stata una “tragica fatalità”. È stata una strage annunciata” attacca ResQ “l’ennesima. Uccisi dai ritardi nei soccorsi, dall’indifferenza, dalla politica dei muri e dei respingimenti. Fino a quando il Mediterraneo sarà la tomba degli esseri umani, delle leggi e dei diritti? Basta, basta, basta.
(da agenzie)

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BORGHI PROVA A DARE LEZIONI SUL LOCKDOWN A CRISANTI. CHE LO ZITTISCE

Aprile 23rd, 2021 Riccardo Fucile

IL VIROLOGO: “LA NULLITA’ DI QUANTO HA DETTO SI GIUSTIFICA DA SOLA, NON VOGLIO AGGIUNGERE ALTRO”

Lo scontro tra il microbiologo Andrea Crisanti e il deputato della Lega Claudio Borghi va in scena a Piazzapulita, il programma condotto da Corrado Formigli su La7.
Più che di uno scontro, si tratta di una lezione che dà – con poche parole – il dottore a Borghi.
In sostanza: c’è il leghista che arriva in studio sventolando qualche foglio, su cui – dice lui – c’è un autorevolissimo studio dell’università di Stanford. Sostiene, e lo dice con un lungo preambolo (e con parole: “fortuna che studio”) che il lockdown non sia servito. E, si badi bene, non quello parziale degli ultimi mesi, ma in generale, quello a cui tutti siamo stati obbligati all’inizio della pandemia.
Alla domanda di Fromigli sul se “dovevamo tenere sempre aperto, da febbraio del 2020 non avremmo mai dovuto chiudere?”, lui ha risposto con un sì: “Probabilmente non sarebbero stati gravi i risultati”. Ma andiamo con ordine.
Il discorso del leghista
La prima domanda del giornalista è sul “no” all’ultimo decreto: “State remando contro il decreto riaperture”. Ma Borghi non ci sta, e si intesta le riaperture con parole quantomeno ambigue (come a dire: per le riaperture è roba nostra, per le chiusure no): “Il decreto riaperture è nostro, cioè, vale a dire: lo abbiamo chiesto noi. Purtroppo abbiamo scoperto che oltre alle riaperture c’erano anche delle chiusure. O quantomeno c’erano delle cose che non andavano bene”. E poi, ecco il discorso sullo studio e il lockdown:
“Però io primo ho sentito dei numeri molto allarmistici o così via. Però vede, io sono una persona fortunata, perché non a tutti è stata data l’opportunità di servire la propria nazione e cerco di farlo con il massimo di studio e di impegno. E quindi io come rappresentante dei cittadini studio. Partiamo da alcune cose che sono state dette, che il lockdown funziona, salva vite, che è possibile misurare il costo dei morti. Io, per carità con tutto il rispetto per il professore Crisanti, se io devo prendere una decisione importante, devo andare a sentire chi sono i massimi esperti al mondo di epidemiologia, vedo cosa scrivono e poi prendo delle decisioni. Crisanti è un esperto della genetica della zanzara anofele, è un’ottima cosa. Fa degli studi perfetti, ma non è un esperto di queste cose. Ho preso il professore di Stanford e ci dice che il lockdown ha portato pochi o nessun risultato, in tutti gli studi. Ha concluso che gli studi sul lockdown non portano risultati.
La risposta di Crisanti a Borghi
A questo punto Formigli interpella Andrea Crisanti, anche perché quando ha parlato di lui come esperto della zanzare (la malaria) lo ha fatto anche con un tono quasi derisorio. La risposta del microbiologo:
“La nullità di quello che ha detto si giustifica da sola, non voglio aggiungere altro. L’unica cosa che voglio aggiungere è che io sono contento della mia esperienza come esperto di malaria, perché contrariamente a lei che è stato in Parlamento io ho visto cosa significa un’epidemia, ho visto come si combatte. Io sono molto contento dell’esperienza che ho avuto, perché mi è servita moltissimo, contrariamente ad alcune persone del suo partito che hanno sempre detto che il virus era morto o era diventato più buono. Sta davanti agli occhi di tutti quanti la scempiaggine di quello che hanno detto. Il virus è morto.”
(da “NextQuotidiano”)

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L’ADDIO DI ROUSSEAU AL M5S: “LE STRADE SI DIVIDONO, SAREMO UNA SPAZIO LAICO”

Aprile 23rd, 2021 Riccardo Fucile

L’ASSOCIAZIONE DI CASALEGGIO SCARICA I VERTICI GRILLINI

Le casse di Rousseau sono vuote e l’associazione di Davide Casaleggio scarica i vertici del Movimento per creare una “piattaforma laica”. Questo il contenuto del post pubblicato sul Blog da Rousseau, nel quale viene sancito l’addio al Movimento 5 Stelle.
Ecco il testo integrale del post:
L’Associazione Rousseau cambia strada. La scelta è dolorosa, ma inevitabile. In questi 15 mesi abbiamo sollecitato costantemente la risoluzione delle criticità. Per otto lunghi mesi abbiamo richiesto più volte di condividere un progetto comune con responsabilità e perimetri ben definiti dei ruoli reciproci e abbiamo proposto concretamente un accordo di partnership per rafforzare e chiarire il legame tra Rousseau e il Movimento così come indicato dagli iscritti attraverso il voto.
Abbiamo cercato, in ogni modo, di mantenere forte quel rapporto speciale che ha permesso ad una forza politica di diventare protagonista della storia del nostro Paese e di portare nelle istituzioni migliaia di cittadini con l’elmetto.
Ma stare insieme deve essere una scelta reciproca e deve presupporre rispetto e assunzione di responsabilità da ambo le parti. E questo, purtroppo, non si è verificato.
Per questo, a fronte dell’enorme mole di debiti cumulati dal MoVimento 5 Stelle nei confronti dell’Associazione Rousseau e della decisione di chi ritiene di essere il gruppo dirigente del MoVimento di impartire ai portavoce un invito diretto a violare espressamente lo Statuto stesso del MoVimento, omettendo di versare, già dal mese di aprile, il contributo stabilito per i servizi erogati, questa mattina abbiamo dovuto comunicare a tutto il personale di Rousseau che siamo costretti ad avviare le procedure per la cassa integrazione.
Oggi non è più possibile, infatti, sostenere le spese necessarie per il personale che lavora quotidianamente ai 19 servizi di cui il MoVimento 5 Stelle usufruisce.
Nonostante tutto, noi seguiteremo – nel limite del possibile e per rispetto verso tutte le persone che credono nel progetto – a fare la nostra parte onorando i nostri impegni, come sempre. A tal fine, manterremo la piattaforma attiva applicando ovviamente pesanti ridimensionamenti.
Da parte nostra, proseguiremo nell’onorare i patti fino a che non siano consensualmente modificati da soggetti legittimati a farlo, nel rispetto delle regole che la comunità del MoVimento ha deciso di darsi.
Nei prossimi giorni comunicheremo con trasparenza – sia agli attivisti che ai portavoce che sono tenuti ancora oggi a contribuire al sostentamento di questi stessi servizi – le modalità attraverso cui svolgeremo queste attività.
La situazione è difficile e ci lascia ingiustamente sulle spalle un peso enorme, ma la nostra missione non si fermerà.
Rousseau è nato molto prima del MoVimento stesso. Non aveva ancora il nome di Rousseau, ma era ed è stato, negli anni il metodo che ha guidato tutto il percorso di nascita, crescita ed evoluzione del MoVimento 5 Stelle. Oltre 15 anni di vita insieme attraverso i quali le competenze, l’innovazione e la professionalità sono state messe a disposizione, molto spesso in modo totalmente gratuito, per costruire un’organizzazione innovativa, orizzontale, efficiente, centrata sui cittadini e soprattutto unica nel panorama politico italiano e non solo.
La visione di Gianroberto è chiara e noi la porteremo avanti. Ci impegneremo, infatti, ancora di più e in tutte le forme che saranno necessarie, affinché le sue idee continuino a camminare sulle gambe di coloro che vorranno esserci.
Partiremo con un nuovo progetto e con nuovi attori protagonisti, ma non sarà facile. Dovremo risolvere tutti i pesanti problemi economico-finanziari che ci sono stati addossati e trovare strategie di sostenibilità per il futuro.
Rousseau diventerà uno spazio aperto, laico e trasversale. Uno spazio per dare voce a tutti coloro che vorranno aggregare persone attorno a battaglie, temi o proposte. Uno spazio che ha l’ambizione di realizzare la più grande “lobby” dei cittadini attivi.
Lavoreremo per costruire un potente media civico che sia in grado di attivare, da una parte, concrete azioni di partecipazione attiva e di cittadinanza digitale e dall’altra, di incubare quelle nascenti composizioni civiche che diventeranno protagoniste dello scenario politico del futuro.
Dal 2005 abbiamo innovato la politica italiana anticipandone le traiettorie con modelli organizzativi alternativi, basati sull’utilizzo della rete e in grado di rendere anacronistiche le strutture partitiche esistenti e legate allo scorso secolo. Oggi, siamo di fronte ad un rovesciamento di paradigma che rende anche i movimenti, per come li conosciamo, basati su un’idea di società ancorata ai primi anni dieci del duemila.
Il futuro della politica si giocherà su un campo totalmente diverso e, anche a seguito della pandemia globale, avrà forme relazionali e organizzative totalmente differenti da quelle attuali.
Le future strutture sociali e politiche saranno sempre più interdipendenti da una infrastruttura globale creata dalle piattaforme digitali. La creazione di queste ultime definirà, infatti, le modalità di distribuzione del potere dei cittadini non solo in ambito civico e politico, ma anche statuale. La logica e i meccanismi di funzionamento di queste piattaforme disegneranno i futuri spazi di partecipazione nell’attuale Platform Society ed è fondamentale, già da oggi, comprendere e progettare in modo che vengano promossi valori finalizzati a favorire il bene comune e collettivo.
Le nuove generazioni andranno oltre i partiti e i movimenti. Costruiranno un’identità collettiva e politica che sarà disegnata su una estrema personalizzazione degli interessi civici individuali e sulle battaglie che i singoli cittadini costruiranno dal basso.
Parallelamente a questo piano orientato al futuro dei prossimi anni, continueremo ancora oggi a rispettare le promesse fatte a tutti coloro che, in questi anni, hanno creduto nell’idea di movimento come possibilità di coinvolgimento attivo. Sentiamo una profonda responsabilità verso ognuno di loro.
Lavoreremo, quindi, per mantenere il percorso civico costruito in questi 15 anni affinché quel principio di piramide rovesciata, nella quale crediamo profondamente, mantenga la sua forza. Ci impegneremo per individuare soluzioni necessarie per sviluppare le sedi digitali tematiche e territoriali che abbiamo progettato con gli attivisti, ma anche per dare seguito alle iniziative disegnate in questi tre mesi straordinari con gli Ambasciatori della Partecipazione.
Ci siamo e ci saremo. Nelle prossime settimane incontreremo tutti coloro che vorranno costruire il futuro insieme a noi e con loro progetteremo i passi successivi.
Sinceramente, non avremmo mai immaginato di dover vivere una situazione di questo tipo. E’ avvilente dover mandare in cassa integrazione le persone che, in questi anni, hanno lavorato con sacrificio e dedizione assoluta per consentire ad altri di entrare nelle istituzioni e dovergli dire che il motivo di tutto questo è la mancanza di rispetto delle regole e di quei principi etici e morali che sono alla base del progetto, per il quale quelle stesse persone sono entrate nelle istituzioni.
Abbiamo pensato fino all’ultimo che si sarebbe usciti dall’ambiguità e dal cerchiobottismo per risolvere i problemi in modo concreto, ma non è successo.
Sarà un futuro difficile e in salita, ma coerente, sfidante e intellettualmente onesto come siamo sempre stati.
Oggi siamo a terra, ma ci rialzeremo perché noi siamo MoVimento.
(da agenzie)

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