Giugno 4th, 2021 Riccardo Fucile
SALVINI HA PAURA DEL SORPASSO DI FDI E CERCA DI SALVARSI CON IL PARTITO UNICO DEL CENTRODESTRA, LA MELONI RIBATTE: “OPERAZIONE CHE NON CI INTERESSA”
Silvio Berlusconi torna a parlare ai suoi. Dopo l’assenza del leader di Forza Italia provocata dall’aggravarsi delle sue condizioni di salute (dovute, come ha lui stesso dichiarato, alle complicazioni provocate dal Covid), il Cavaliere oggi ha riunito i vertici del partito su Zoom. E poi ha parlato al telefono con Matteo Salvini della proposta di federazione del centrodestra lanciata dal leader leghista.
“Consideriamo con grande attenzione l’ipotesi, – ha detto il Cavaliere ai suoi . “non diciamo no: ne parleremo nelle sedi dedicate del partito. Di sicuro – ha aggiunto Berlusconi – una maggiore unità con le altre forze del centrodestra consentirà di dare maggiore forza alle nostre battaglie storiche”.
Altre ricostruzioni si spingono a raccontare che Berlusconi avrebbe detto anche che la federazione “non significa diluirsi” nella Lega ma una opportunità: “Magari si arrivasse a un partito unico”.
Tuttavia, una parte dei dirigenti, soprattutto le ministre Gelmini e Carfagna avrebbero espresso forti dubbi sull’offerta di Salvini.
L’ex ministro dell’Interno ha parlato con Berlusconi in un giro di telefonate con i leader dei partiti dell’area di centrodestra che appoggiano il governo Draghi.
Alla fine ha commentato in un intervista a Il Giornale: “Credo e spero entro giugno di arrivare alla federazione delle forze di centrodestra, almeno di quelle che sostengono il governo Draghi. Siamo tutti sullo stesso piano ma dobbiamo fare un passo in avanti. Per esempio creando gruppi unici alla Camera e al Senato”.
La costituzione di una federazione, avrebbe detto il leader di Forza Italia, non significherebbe l’annessione del partito al Carroccio. “Non siamo appiattiti sulla Lega”, ha chiarito Berlusconi. “Ho sentito qualcuno dire che saremmo appiattiti sulla Lega: ma quando? Siamo il partito guida del centrodestra”
Fdi: “Non ci riguarda”
Ma la proposta di Salvini e le reazioni positive di Berlusconi non convincono Fratelli d’Italia. La federazione riguarda i gruppi del centrodestra che sono in maggioranza con Draghi, fanno sapere dal partito di Giorgia Meloni. È un’operazione che però non riguarda Fratelli d’Italia, – si spiega – che si trova all’opposizione del governo.
(da agenzie)
argomento: Berlusconi | Commenta »
Giugno 4th, 2021 Riccardo Fucile
LUI SOSTIENE DI AVER PRENOTATO MA DI NON CONOSCERE LA DATA: IMPOSSIBILE, IN REGIONE LOMBARDIA COME PRENOTI HAI ANCHE LA DATA”… POI ANNUNCIA CHE NON PUBBLICHERA’ LA FOTO, FATTO ATIPICO… DOMANDA: SI E’ GIA’ VACCINATO DA TEMPO E NON PUO’ DIRLO?
Il segretario della Lega Matteo Salvini, intervistato ieri da Otto e mezzo su La7 da
Lilli Gruber, afferma di aver prenotato l’appuntamento per il vaccino anti Covid: “Spero di farlo entro giugno. Ho 48 anni, a differenza di qualche collega giornalista non ho scavalcato la coda”. Il leader della Lega dice che si vaccinerà in Lombardia, la sua Regione
La giornalista però lo incalza, chiedendogli la data del suo appuntamento, perché le vaccinazioni per la fascia d’età compresa tra i 40 e i 49 anni si sono aperte in Lombardia dallo scorso 20 maggio: “Non so la data, me la devono fissare, mi sono prenotato…”.
Quando Lilli Gruber però gli fa notare che la data viene comunicata al cittadino proprio al momento della prenotazione, Salvini risponde così: “Mi perdoni se non ho ancora la data del vaccino, entro giugno. Le farò sapere tempo zero quando mi vaccinerò”.
La versione di Salvini però non sta in piedi.
In realtà il nuovo sistema di prenotazione, attivo dallo scorso 2 aprile, consente di prenotare sul portale e il cittadino ottiene subito tutte le informazioni necessarie.
Come funziona la vaccinazione in Lombardia
Funziona così: bisogna accedere alla piattaforma dedicata, avendo a disposizione la tessera sanitaria e il cellulare. Nello step successivo si inseriscono negli appositi campi il numero della tessera sanitaria e il codice fiscale per poi selezionare il consenso al trattamento dei dati personali. A quel punto vengono richiesti Provincia, Comune e CAP di appartenenza, per individuare il centro vaccinale più vicino.
Quindi bisogna digitare il numero di cellulare su cui si vuole ricevere la conferma con i dati della prenotazione e poi la data di nascita. Completate queste operazioni il sistema mostrerà data, orario e indirizzo dei centri vaccinali disponibili per effettuare la vaccinazione.
Il cittadino è libero quindi di selezionare la data, l’orario e il centro vaccinale, in base alle proprie esigenze. A quel punto sul cellulare arriva un codice che andrà inserito sul portale online. Cliccando su ‘Conferma’ compaiono tutti i dettagli della prenotazione, che vengono inviati anche via SMS sul cellulare.
Il sistema per altro comunica anche l’intervallo di tempo per il richiamo del vaccino, che varia in base al tipo di farmaco che viene inoculato. È possibile poi cambiare anche la data, in un secondo momento, nel caso in cui il cittadino non possa più recarsi al centro vaccinale nella fascia oraria e nel giorno prescelti.
Le giustificazioni di Salvini dunque sembrano prive di fondamento: se davvero avesse effettuato la prenotazione online, come ha dichiarato ieri sera, dovrebbe avere già a disposizione tutte le informazioni relative alla sua vaccinazione.
Salvini specifica però che non mostrerà le immagini sui social dopo l’inoculazione: “Se no poi qualcuno dice ‘Salvini ostenta il vaccino”.
Una scelta, quella della riservatezza, che potrebbe essere dettata o dal fatto che si è già vaccinato o dalla necessità di non scontentare una parte del suo elettorato, che comprende anche molti No Vax.
Alla fine Lilli Gruber riesce a strappargli una promessa: il segretario della Lega sarà ospite a Otto e mezzo il giorno dopo della vaccinazione. “Invito chi può, chi è in condizioni e chi vuole a vaccinarsi, ci mancherebbe. Chi per scelta o per motivi personali non vuole non avrà in me un impositore. Io sono per le libertà”, conclude Salvini.
Un colpo al cerchio e una alla botte.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Giugno 4th, 2021 Riccardo Fucile
MICHETTI A ROMA E MATONE A MILANO IN BASE AL MANUALE CENCELLI
Potrebbe essere oggi il D-Day: dopo la fumata nera di martedì scorso sui candidati del centrodestra alle prossime amministrative di ottobre, il leader della Lega Matteo Salvini ha aperto le ‘consultazioni’, ieri ha incontrato Simonetta Matone e in giornata incontrerà Enrico Michetti, l’avvocato che Giorgia Meloni ha indicato come il “suo” candidato da schierare a Roma, e altre figure civiche a Milano.
Non è infatti un mistero che l’ultimo vertice si sia impantanato sui nomi condivisi da mettere in campo nelle due realtà più importanti – la Capitale e il capoluogo lombardo – e che la corsa per il Campidoglio rappresenti la sfida più significativa, sia perché si profila una contesa aperta senza vincitori annunciati e sia perché finora ha riguardato soprattutto gli equilibri politici interni tra gli schieramenti, in particolar modo nel centrodestra, visto che sull’altro fronte è tacito che Pd e M5S correranno ognuno coi propri candidati.
Come ammesso ieri dal senatore di FdI Ignazio la Russa, fra i due principali partiti della coalizione si è stabilita una sorta di spartizione: “è corretto che a Milano l’ultima parola ce l’abbia Salvini, così come ha detto anche Giorgetti, facendo il parallelo a Roma con la Meloni”.
Insomma se Michetti – che nel frattempo ha già avviato un giro di incontri vis à vis con Adriano Palozzi per Coraggio Italia, Vittorio Sgarbi, e Maurizio Gasparri di FI e, a quanto si apprende dall’agenzia di stampa Adnkronos, si è già portato avanti registrando il dominio ‘michettisindaco.it’. – riceverà il placet del segretario leghista, si sbloccherà anche la casella Milano, per la quale lo stesso Salvini ha riferito di avere un ‘Mister X’, un nome coperto del quale si è riservato di svelare l’identità nel prossimo vertice di coalizione in programma per martedì prossimo, solo dopo averne sondato la disponibilità
Anche se mette le mani avanti e ieri ha preferito non parlare di date (“Se martedì sarà decisivo? Sarà un giorno come altri. Quando sceglieremo, lo diremo)
Ovviamente questa divisione dei pani e dei pesci nel quale le pietanze più gustose sono state riservate alla Lega e a FdI non è stato accettato con entusiasmo dagli altri, soprattutto dal coordinatore azzurro Antonio Tajani, protagonista nel corso dell’incontro di martedì scorso di un botta e risposta con Giancarlo Giorgetti dopo che quest’ultimo avrebbe fatto presente che, dal momento che non si riesce a trovare un accordo sui candidati civici, debbano essere i partiti più grandi, ovvero Lega e FdI, a scegliere i nomi da schierare.
Uno scontro mediato alla fine con la promessa che a Forza Italia spetti indicare il candidato sindaco a Bologna e il candidato governatore in Calabria.
Non è difficile capire che FI stia giocando un’altra partita che non è quella della leadership della coalizione, quella è fra Salvini e Meloni, ma per la sopravvivenza: in qualche modo vuole esistere e ha la necessità di non essere totalmente fuori dai giochi.
(da agenzie)
argomento: elezioni | Commenta »
Giugno 4th, 2021 Riccardo Fucile
IL LIBRO DI ANTONIO ALOSCO, COLLABORATORE DI RENZO DE FELICE, FARA’ RIFLETTERE
La maggioranza dei dirigenti socialisti italiani aderì al fascismo. È questa la tesi,
provocatoria solo per chi non ha letto Renzo De Felice, del nuovo libro di uno dei suoi principali collaboratori: Antonio Alosco, già docente di storia contemporanea all’università di Napoli, autore di ‘I socialfascisti’ (D’Amico editore, 2021).
“Furono tanti i socialisti che aderirono al fascismo, o si ritirarono dalla politica, o scrissero a Mussolini facendo atto di sottomissione, collaborando e affiancando il regime”, scrive Alosco. “In confronto a loro i socialisti fuoriusciti all’estero o clandestini in Italia appaiono una minoranza trascurabile”.
Senza nulla togliere agli eroi dell’antifascismo come Pertini, Nenni, i fratelli Rosselli, Lelio Basso o Ernesto Rossi, insomma, nel decennio del consenso al regime (1928-38) fra i socialisti prevalsero rassegnazione e “indifferentismo” (la definizione sconsolata che i marxisti ‘scientifici’ davano da Parigi della situazione italiana).
Alosco esamina i casi più eclatanti di passaggio dalla sinistra al fascismo. Arturo Labriola, fondatore del partito socialista a Napoli, economista, deputato, ministro del Lavoro con Giolitti nel 1921, finì sull’Aventino e scappò in Francia. Ma nel 1935 tornò clamorosamente in Italia, lodando Mussolini per la guerra d’Etiopia. Il duce lo ricevette in nome del comune passato soreliano, e trovò lavoro a lui e al figlio. Più in là il collaborazionismo di Labriola non si spinse, ma tanto bastò perché il partito socialista gli negasse un seggio alla Consulta nel 1945.
L’anno dopo si fece eleggere in una lista liberale, e fu senatore fino al 1953 tornando a sinistra, tanto che fu capolista Pci alle comunali di Napoli nel 1956.
Un altro caso scandaloso fu quello di Emilio Caldara, primo sindaco socialista in una grande città, a Milano dal 1914 al 1920. Grazie alla sua buona amministrazione divenne più popolare di Turati, e portò il Psi al trionfo elettorale del 1919: primo partito col 32% (allora i fascisti ebbero solo 4mila voti).
Dopo lo scioglimento dei partiti e l’inizio della dittatura Caldara tornò a fare l’avvocato, ma nel 1934 chiese un colloquio a Mussolini, che conosceva bene come collega consigliere comunale a Milano. Gli propose di collaborare al corporativismo, che riteneva vicino agli ideali socialisti. Fu il duce a declinare l’offerta del gruppo di Caldara, per evitare frizioni con i sindacalisti fascisti.
Ma forse l’episodio più pregnante fu quello dell’intero gruppo dirigente della Cgl, il sindacato di sinistra. I suoi due primi segretari, Rinaldo Rigola e Ludovico d’Aragona, si offrirono anch’essi a Mussolini nel 1927, entusiasti per la Carta del lavoro fascista. L’unico a opporsi, dall’esilio parigino, fu Bruno Buozzi.
Anche Alberto Beneduce, issato dal duce alla testa dell’Iri nel 1933, era di sinistra, tanto da chiamare col bizzarro nome di Idea Nuova Socialista la figlia, poi moglie di Enrico Cuccia, fondatore di Mediobanca.
Tragico il destino di Nicola Bombacci, l’ex segretario nazionale socialista passato prima al Pci e poi al fascismo (Mussolini gli finanziò il giornale ‘La Verità’), fucilato a Dongo e appeso in piazzale Loreto col duce, Claretta e i gerarchi.
Ma il professore Alosco presenta molti altri casi di dirigenti politici e sindacali socialisti i quali via via chinarono la testa di fronte al fascismo, che acquistava un consenso sempre maggiore.
Nel 1932, per il decennale del regime, Mussolini era così saldo al potere che potè permettersi magnanimità: amnistiò i due terzi dei 1056 condannati per reati politici, e liberò 595 confinati.
Il crescente consenso deprimeva gli antifascisti fuoriusciti a Parigi, che passavano molto tempo in dispute ideologiche fra loro. Tutto sommato, lo sprezzante epiteto di “socialfascisti”, con cui il comunista Togliatti equiparava i socialisti antibolscevichi ai fascisti, aveva un fondamento nei fatti.
(da Huffingtonpost)
argomento: Politica | Commenta »
Giugno 4th, 2021 Riccardo Fucile
IL 54% DEGLI ITALIANI FAVOREVOLE ALLA TASSA DI SUCCESSIONE PER I GRANDI PATRIMONI
I sondaggi politici di Noto Sondaggi pubblicati da Porta a Porta dicono che Fratelli d’Italia sorpassa il Partito Democratico e si avvicina alla Lega mentre Coraggio, la new entry di Brugnaro e Toti, parte con il 3,5%.
Secondo la rilevazione di Antonio Noto rispetto al 20 maggio Fdi supera il Partito Democratico. Il partito della Meloni aumenta dello 0.5% e arriva al 18.5% mentre il Pd rimane fermo al 18%”.
La Lega invece perde ancora mezzo punto e si posiziona al 21.5%, avvicinata pericolosamente da Fdi e Pd. Mentre il M5S si ferma al 16%, perdendo 1 punto rispetto l’ultima rilevazione. Forza Italia perde ancora mezzo punto e arriva al 7%.
La new entry Coraggio di Brugnaro e Toti esordisce con il 3,5%: un buon punto di partenza per ora.
Seguono le piccole forze del panorama politico italiano: Azione di Calenda perde lo 0.5% arrivando così al 2.5%. Italia Viva di Renzi stabile al 2%, Noi con l’Italia stabile all’ 1.5%, Verdi e Sinistra Italiana stabili rispettivamente all’1.5%. Mentre LEU -Art 1 perde lo 0,5%, fermandosi così all’1%.
Intanto, sempre secondo il sondaggio di Noto, il 54% si dice d’accordo con la proposta del segretario Pd, Enrico Letta, sulla tassa di successione per finanziare una dote ai 18enni. Agli intervistati è stato chiesto di esprimere un giudizio sull’ipotesi della tassa di successione, avanzata dal segretario Letta. La proposta è gradita dal 54% dei cittadini. I favorevoli sono maggiormente concentrati nella fascia di età giovanile, mentre il dissenso aumenta con l’aumentare dell’età.
(da agenzie)
argomento: elezioni | Commenta »
Giugno 4th, 2021 Riccardo Fucile
“ABBIAMO PRESO UN RISCHIO INUTILE A FINE APRILE, LA STRADA ERA QUELLA DELL’INGHILTERRA CHE OGGI HA 3 MORTI AL GIORNO, NOI FESTEGGIAMO PERCHE’ NE ABBIAMO 70”
Andrea Crisanti non ha cambiato idea e non si pente di quello che ha detto in vista
delle riaperture del 26 aprile scorso quando criticò il governo per tale scelta.
“In questo mese fantastico ci sono stati 7000 morti, ci avviamo a superare l’Inghilterra e a diventare il primo paese in Europa per mortalità. Faccio un ragionamento paradossale. Se anche non fosse successo nulla, sarebbe stato giusto togliere il freno alla funivia del Mottarone? Abbiamo preso un rischio inutile con le riaperture decise il 26 aprile”.
“L’Inghilterra aveva indicato la strada da seguire: oggi ha 2-5 morti, noi ne abbiamo 70. Parliamo di un mese di grande successo, in questo periodo abbiamo avuto 7000 morti. Alla fine di questa epidemia voglio essere ricordato come una persona prudente, non ottimista o pessimista”, dice Crisanti.
Per il futuro “la durata della protezione da vaccino avrà un impatto su tutto il sistema: un conto è se dura 9 mesi, un altro conto è se dura 18. Abbiamo bisogno poi di vaccini somministrabili con una sola dose”.
Nelle ultime settimane ha ripreso quota la teoria relativa ad un’origine artificiale del coronavirus. “E’ vero che i processi di editazione genetica hanno fatto progressi eccezionali, però se cambiamo un pezzo del Dna di un virus e come se mettessimo una pagina nuova in un libro del ‘500. Questo disallineamento si vedrebbe e in questo momento non è stata provata la presenza di una pagina nuova in un libro vecchio”, dice Crisanti.
Il virus potrebbe essere sfuggito da un laboratorio? “Possibile, ma difficilmente dimostrabile”, dice il professore, ponendo l’accento su una questione generale, legata alla dipendenza di laboratori scientifici dai ministeri della Difesa in diversi paesi. “La discussione su questo argomento ha un grande merito: fa luce su laboratori ad altissima sicurezza che dipendono direttamente dal ministero della Difesa”.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Giugno 4th, 2021 Riccardo Fucile
E QUALCHE SOVRANISTA IN ABITI TALARI GLI REGGE IL MOCCOLO
Matteo Salvini, ospite ieri a Otto e Mezzo, ci ha tenuto a far sapere che lui non ostenta la fede per rimediare voti. “Non lo faccio per quello sicuramente”, ha risposto a Lilli Gruber.
Salvini è infatti diventato un devoto da qualche tempo. Il leader della Lega è andato in Portogallo per partecipare al vertice del gruppo di Identità e Democrazia del Parlamento europeo. E poi ha deciso di prendersi “due ore per andare a Fatima e raccomandare l’Italia al cuore di Maria”. Poi, ha spiegato, «torno in Italia per tornare a lavorare”.
La visita al santuario mariano è stata pianificata prima della partenza. “Lì vado per avere l’illuminazione, vado a raccogliere un suggerimento utile” per le candidature del centrodestra di Roma e Milano, aveva scherzato con i giornalisti in attesa di decollare per il Portogallo.
Proprio ieri Don Livio Fanzaga di Radio Maria non ha fatto mistero di avere dei contatti abbastanza frequenti con Matteo Salvini: “Tempo fa ho letto che ha ritrovato la fede, anche grazie alla Madonna di Medjugorje. Ovviamente questo mi ha interessato al di là della politica”. Proprio per questo fatto Padre Livio continua: “Gli faccio avere ogni mese, come ad altre personalità, i messaggi della Regina della Pace”.
Non si può parlare ufficialmente di corrispondenza fissa dal momento che Padre Livio non ha “mai avuto il piacere di vederlo dal vivo e neppure di parlargli, sia pure via telefono”, eppure nulla esclude che questo incontro avvenga in futuro.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Giugno 4th, 2021 Riccardo Fucile
E’ L’UOMO CHE HA INCONTRATO RENZI E SALVINI
Marco Mancini, l’agente dei servizi segreti protagonista dell’incontro con Matteo
Renzi rivelato dal programma tv Report, andrà in pensione dopo 37 anni di servizio. Lo riporta Repubblica.
Il 60enne al centro di alcune vicende cruciali della storia dei servizi segreti italiani sperava di concludere la sua carriera in un altro modo, ricoprendo il posto di numero 2 del Dis (l’agenzia che coordina Aisi e Aise, cioè i servizi segreti che si occupano rispettivamente dell’interno e degli esteri) su spinta dell’allora direttore Gennaro Vecchione, scelto dall’ex premier Giuseppe Conte.
Ma l’incontro in autogrill con Renzi ha cambiato il corso degli eventi, soprattutto perché, sentito dal Copasir, Vecchione non ha saputo giustificare a sufficienza i motivi del misterioso meeting di Natale. Che secondo Renzi rispondeva solo alla necessità di scambiare convenevoli.
Una motivazione inconsistente, che insieme ai silenzi dell’ex capo del Dis ha portato anche alla scelta di Mario Draghi di nominare Elisabetta Belloni al posto di Vecchione.
Non è ancora chiaro perché Mancini abbia incontrato Renzi e perché non abbia stilato una relazione di servizio, né come sia stato possibile che una persona passata per caso in Autogrill – secondo quanto rivelato dalla stessa fonte a Report – abbia ripreso “per curiosità” e senza ostacoli un alto dirigente dei Servizi Segreti.
“Non il massimo, per una nostro agente così importante, farsi riprendere da una passante”, aveva commentato ironicamente uno dei componenti del Copasir.
Mancini ha una lunga storia all’interno del Sismi (il servizio segreto militare predecessore dell’Aise) di cui è stato capo della Divisione controspionaggio, braccio destro del direttore Nicolò Pollari. Nel 2013 fu condannato a nove anni dalla Corte d’appello di Milano nel processo d’appello bis per il sequestro di Abu Omar, l’imam rapito dagli agenti della Cia il 17 febbraio del 2003 con la collaborazione del Sismi, secondo quanto ricostruito dai pm di Milano. La sentenza fu poi annullata in seguito a un intervento della Consulta perché “l’azione penale non poteva essere proseguita per l’esistenza del segreto di Stato”.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Giugno 4th, 2021 Riccardo Fucile
COINVOLTA IN UNA INCHIESTA PER TRUFFA E CORRUZIONE SPORTIVA
La tennista russa Yana Sizikova è stata arrestata, al Roland Garros, dopo la fine di un match in doppio con la partner Ekaterina Alexandrova, appena perso contro la coppia Ajla Tomljanovic-Storm Sanders (6/1, 6/1).
Il fermo della Sizikova, avvenuto in campo, secondo un’esclusiva della testata francese Le Parisien è stato piuttosto movimentato, con il servizio di sicurezza del torneo che cercava di ostacolare i poliziotti.
Sizikova, secondo quanto si apprende, si trova attualmente in stato di fermo e nella sua camera d’albergo sono state effettuate perquisizioni.
La tennista, numero 101 della classifica mondiale di doppio, è al centro di un’inchiesta aperta lo scorso ottobre dalla procura di Parigi per truffa e corruzione sportiva in una vicenda di scommesse. Secondo le accuse, avrebbe perso intenzionalmente una partita di doppio. La atleta era finita al centro di indagini dopo una partita del primo turno nel doppio femminile giocata il 30 settembre a Parigi assieme alla americana Brengle e contro la coppia romena Mitu-Tig.
Durante il match, due doppi falli, risultati decisivi per spostare gli equilibri dell’incontro, avevano destato dubbi negli investigatori che avevano rilevato anche un flusso anomalo di scommesse durante il confronto, soprattutto al quinto set quando in battuta c’era proprio la Sizikova.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »