Giugno 24th, 2021 Riccardo Fucile
CROCIATA REFERENDARIA SENZA FDI: LA MELONI NON ABBOCCA E LIQUIDA LA BATTTAGLIA DEGLI ALLEATI
Non usa giri di parole Matteo Salvini e, arrivando ieri in Senato alla conferenza
stampa per promuovere la raccolta firme a partire dal 2 luglio sui referendum sulla giustizia, ha dichiarato esplicitamente: “Questa è una prova tecnica di federazione”.
Il leader del Carroccio lancia dunque la campagna referendaria – il Partito Radicale e la Lega hanno depositato in Corte di Cassazione a inizio giugno i sei quesiti referendari annunciando – e lo fa da una parte mentre il Parlamento sta lavorando a una riforma strutturale della giustizia che è uno degli impegni presi dall’Italia con l’Ue per ottenere i fondi del Recovery Fund e dall’altra mentre il centrodestra è in fermento per la proposta, lanciata dallo stesso Salvini ma accolta e rilanciata pure da Silvio Berlusconi – che addirittura si è spinto a parlare di partito unico – di federare in un unico soggetto, dai contorni ancora indefiniti, i partiti del “centrodestra di governo” (definizione by Salvini).
E infatti ieri a seguire la conferenza stampa congiunta del Capitano e del presidente dell’Udc Antonio De Poli in prima fila c’erano la capogruppo di Forza Italia Anna Maria Bernini, Licia Ronzulli e Alessandro Cattaneo, ma del resto già nei giorni scorsi il coordinatore azzurro Antonio Tajani aveva assicurato l’adesione (“Siamo a favore dei referendum perché ne condividiamo i contenuti”).
Assente al lancio della campagna referendaria/prova tecnica di federazione è ovviamente FdI: nelle stesse ore Giorgia Meloni, in qualità di presidente di Ecr, il gruppo dei Conservatori e Riformisti europei, si trovava a Bruxelles per una serie di incontri politici e istituzionali, fra i quali quello con il commissario Ue agli Affari economici Paolo Gentiloni, col presidente dell’Europarlamento David Sassoli ma anche col leader ungherese Vicktor Obràn e quello polacco Mateusz Morawiecki, che Salvini vorrebbe convincere a dar vita ad un “asse fra forze sovraniste”.
Ma per ora l’unica novità di giornata registrata sul fronte Ue è l’adesione del parlamentare europeo Giuseppe Milazzo, eletto con FI, al gruppo Ecr.
Per tornare ai temi della giustizia, una delegazione di FdI parteciperà invece oggi alla manifestazione indetta dai Penalisti italiani (Ucpi) e dal presidente dell’Unione delle camere penali Giandomenico Caiazza, che ieri ha incontrato anche il leader della Lega, per rilanciare il tema della separazione delle carriere nella magistratura.
Nel merito, il quesito referendario in questione vede infatti anche la convergenza del partito della Meloni, così come quelli riguardanti la responsabilità civile dei magistrati, il requisito della raccolta firme per il magistrato che intende candidarsi al Csm e il diritto di voto dei membri non togati nei consigli giudiziari (gli organi che hanno il compito di valutare l’operato dei magistrati), come spiegato anche dal responsabile nazionale Giustizia del partito Andrea Delmastro: “Abbiamo proposto emendamenti ad hoc alla riforma del Csm che andrebbero oltre il referendum. Anzi, chiediamo al centrodestra di appoggiarci in Aula su questo fronte. Ma su altri aspetti ci sono problemi tecnici che vogliamo definire a breve”.
Il riferimento del deputato di FdI è al terzo quesito, che riguarda la custodia cautelare, cioè la custodia preventiva a cui un imputato può essere oggi sottoposto prima della sentenza nei casi in cui vi sia pericolo di fuga, di inquinamento delle prove o di compimento di nuovi e gravi reati.
Il quesito referendario interviene su questi specifici casi, limitando il carcere preventivo alla terza ipotesi di pericolo, e cioè ai soli reati gravi. Su questo punto molto duro il commento dell’ex magistrato Piercamillo Davigo: “Quello sulla custodia cautelare è semplicemente ridicolo, sembra uno scherzo. Chiarisco, non sarà più possibile porre in custodia cautelare i ladri. Ora – sottolinea Davigo – un partito come la Lega, che ha fatto della sicurezza uno dei suoi temi cardini, si rende conto che se questa norma venisse approvata verrebbero scarcerati praticamente tutti gli stranieri che sono detenuti nelle nostre carceri? La criminalità comune, quella da strada, verrà lasciata libera. Sono curioso di sapere come Salvini lo spiegherà ai suoi elettori”.
I dubbi di FdI riguardano anche il quesito sull’abolizione della legge Severino nella parte in cui prevede la sanzione accessoria dell’incandidabilità e del divieto di ricoprire cariche elettive e di governo dopo una condanna definitiva: Lega e Radicali vogliono superare gli automatismi della legge e lasciare ai giudici la libertà di decidere caso per caso se applicare o no l’interdizione dai pubblici uffici. Delmastro su questo è chiaro: “La Severino ha avuto effetti distorsivi ma non si può buttare il bambino con tutta l’acqua sporca, certi automatismi ci vogliono, magari meno rigidi ma servono”.
(da La Notizia)
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Giugno 24th, 2021 Riccardo Fucile
PUR NON ESSENDO IN POSSESSO DELL’ATTESTATO DI LIBERA CIRCOLAZIONE O DI LICENZA DI ESPORTAZIONE, HA CERCATO DI VENDERE UNA TELA DI VALENTIN DE BOULOGNE DEL VALORE DI 5 MILIONI DI EURO
Vittorio Sgarbi di nuovo sotto inchiesta, questa volta per aver provato a vendere illecitamente un quadro all’estero.
In pratica il critico d’arte, riporta Fabio Tonacci su La Repubblica, ha provato a vendere una preziosa tela del pittore Valentin de Boulogne pur non essendo in possesso dell’attestato di libera circolazione o licenza di esportazione.
Per esportare all’estero opere d’arte, infatti, bisogna essere in possesso di questo attestato. I carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale hanno riportato in Italia, dal principato di Monaco, il quadro dal titolo ‘Concerto con bevitore’, realizzato da de Boulogne all’incirca tra il 1623 e il 1624. Il valore stimato è di 5 milioni di euro.
I carabinieri hanno ricostruito tutte le fasi della vendita: il prelievo dell’opera e il suo trasferimento dal nord Italia a un appartamento nel territorio del Principato di Monaco. L’illecita esportazione, scrivono ancora i carabinieri in una nota, aveva l’obiettivo di mettere in commercio l’opera sul mercato internazionale dell’arte, attraverso l’opera di mercanti d’arte e collezionisti e utilizzando uno stand espositivo presso una nota fiera d’arte internazionale. Al momento risultano indagate dalla procura di Siracusa cinque persone le cui accuse vanno dall’esportazione illecita al reato transnazionale in concorso.
Secondo quanto riporta La Repubblica, Sgarbi risulta uno dei proprietari del quadro. L’opera sarebbe stata prelevata dalla casa del critico d’arte a Ro Ferrarese e consegnato a Montecarlo a una signora di Cagliari, che aveva l’obiettivo di piazzarla sul mercato internazionale. Quando Sgarbi è venuto a conoscenza del sequestro del quadro, ha fatto subito ricorso al tribunale del Riesame. L’udienza ci sarà a luglio.
Le indagini sul quadro di de Boulogne sono collegate a un’altra inchiesta per la quale Sgarbi rischia di finire a processo. Il critico d’arte è infatti accusato di avere certificato come autentici alcune opere di Gino De Domicinis. L’accusa è di avere autentificato 32 quadri pur sapendo che si trattava di falsi.
(da Fanpage)
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Giugno 24th, 2021 Riccardo Fucile
PER TUTTA LA PARTITA I TIFOSI UNGHERESI AVEVANO INTONATO CORI “TEDESCHI OMOSESSUALI”: ORA POSSONO RITORNARE NELLE FOGNE DA CUI SONO USCITI
Germania-Ungheria non è stata solamente una partita di calcio. L’ultimo match
della fase a gironi di Euro 2020 ha regalato ai tedeschi (che non hanno brillato nel gioco e nei risultati, finora) la qualificazione agli ottavi di finale.
Il pallone, però, è stato solamente lo sfondo di un evento che è andato ben al di là del manto erboso dell’Allianz Arena di Monaco. Prima le polemiche con la Uefa per non aver approvato la “colorazione” arcobaleno dell’impianto, ma con la città che si è colorata per dare un chiaro messaggio contro la più recente legge (omofoba) targata Orban; poi 90 minuti più recupero di cori di stampo omofobo piovuti dagli spalti della curva ungherese contro i tedeschi (e non solo).
Alla fine il grande protagonista, dentro e fuori dal campo, è stato il centrocampista Leon Goretzka.
La sua rete, che ha fissato il punteggio finale sul 2-2, non ha solamente permesso alla Nazionale di Joachim Löw di superare una difficile fase a gironi. Quel gol siglato all’84° è stata anche la miglior risposta ai cori intonati dalla folta pattuglia di tifosi unhgeresi.
Quel “tedeschi siete tutti gay” cantato dalla curva magiara ha fatto da (pessimo) sfondo al match. Poi la doppia beffa: l’Ungheria che torna a casa e Goretzka che zittisce nel migliore dei modi l’omofobia di quei tifosi
Una corsa piena di gioia per il gol e condita dalle due mani che si uniscono per creare un cuore da mostrare a chi, per tutta la partita, si è reso protagonista di una nazi-omofobia di stampo ungherese.
Il gesto non è passato inosservato e lo stesso calciatore ha voluto diffondere quello stesso messaggio postando sui suoi canali social la foto che ha immortalato il momento.
Nel corso di un’intervista al quotidiano Bild, proprio Goretzka aveva parlato di questo argomento:
“Noi come mondo del calcio vogliamo contrastare il razzismo e l’omofobia con la diversità”. Goretzka si è sempre battuto per i diritti sostenere il movimento LGBT e le battaglie contro ogni tipo di discriminazione.
Più volte, l’autore del gol decisivo che ha portato la Germania agli ottavi degli Europei ha affrontato il tema del razzismo e ha anche sottolineato la sua preoccupazione per l’avanzata nel suo Paese delle forze neonaziste di Afd
I tifosi ungheresi non sono nuovi a trovate omofobe simili. La Uefa, nei giorni scorsi, ha avviato un’indagine contro i sostenitori magiari che già in occasione dei match contro Francia e Portogallo avevano intonato cori razzisti e omofobi. Questo il comunicato della Federcalcio europea:
“In conformità con l’articolo 31(4) del Regolamento Disciplinare UEFA, un ispettore disciplinare e etico UEFA è stato nominato per condurre un’indagine disciplinare su potenziali incidenti discriminatori avvenuti nella Puskás Aréna, Budapest, durante le partite della fase a gironi del Campionato Europeo 2020 tra le nazionali di Ungheria e Portogallo il 15 giugno 2021 e tra le nazionali di Ungheria e Francia si sono giocate il 19 giugno 2021”.
Adesso, con il loro Europeo finito, potrebbe arrivare una sanzione (alcune partite a porte chiuse, per esempio) da scontare durante i match di qualificazione per i mondiali.
(da agenzie)
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