Giugno 27th, 2021 Riccardo Fucile
LA SOLITA FOGNA DI SFIGATI OMOFOBI, ESPRESSIONE DELLA SUBCULTURA RAZZISTA
Quella di ieri, 26 giugno, doveva essere una giornata di festa, la giornata del Pride e, invece, per un ragazzo di 12 anni di origine egiziana, si è trasformata in un incubo.
Il motivo? Il giovane, stando alle prime ricostruzioni, si trovava all’interno del Parco Sempione, a pochi passi dalla piazza in cui si stava tenendo il Pride di Milano, quando è stato raggiunto da un branco di ragazzi che lo avrebbero preso a calci e pugni, come conferma a Open anche Fabio Pellegatta, presidente del Cig Arcigay di Milano.
Gli avrebbero gridato «Froc*o di merda» e poi lo avrebbero malmenato, in pieno centro alle 20.30, con schiaffi dietro la testa e addirittura gli avrebbero gettato addosso dello Spritz, come scrive Repubblica.
Per Alessandro Zan, promotore della legge contro l’omotransbifobia (il ddl Zan, appunto) «la solidarietà non serve. Serve una legge».
Cosa è successo
Gli aggressori non avrebbero gradito l’abbigliamento del giovane che, in perfetta sintonia col Pride, sfoggiava i colori arcobaleno, come ci spiega Pellegatta. «Non era una solo persona ma un branco che ha agito in una zona in cui evidentemente si sentiva protetto. Hanno scaricato la loro rabbia sul minore perché non gli piaceva come era vestito», aggiunge.
Necessario l’intervento delle ambulanze presenti alla manifestazione all’Arco della Pace: «Il primo a intervenire è stato il personale dell’assistenza sanitaria in bici che l’ha visto mentre lo stavano pestando. Grazie al loro intervento, questi ragazzi sono scappati. Ad ogni modo, si tratta di un episodio che lo condizionerà senz’altro», tuona Pellegatta. «Ecco perché serve subito una legge contro l’omotransbifobia che crei cultura e porti al rispetto sociale. Non nascondiamo dietro l’opinione personale la possibilità di offendere la dignità delle persone. Iniziamo a tutelare davvero questi ragazzi», conclude. Sul caso, adesso, indaga la Digos: è caccia ai responsabili dell’aggressione.
(da Open)
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Giugno 27th, 2021 Riccardo Fucile
IL GRANDE MAESTRO IL 28 LUGLIO COMPIE 80 ANNI E NON LE MANDA A DIRE
“Mi sono stancato della vita. Perché è un mondo in cui non mi riconosco più. E
siccome non posso pretendere che il mondo si adatti a me, preferisco togliermi di mezzo. Come nel Falstaff: ‘Tutto declina’”.
Ad affermarlo è Riccardo Muti, il direttore di orchestra che il 28 luglio prossimo compirà 80 anni.
“Ho avuto la fortuna di crescere negli anni 50, di frequentare il liceo di Molfetta dove aveva studiato Salvemini, con professori non severi; severissimi. Ricordo un’interrogazione di latino alle medie. L’insegnante mi chiese: ‘Pluit aqua’; che caso è aqua? Anziché ablativo, risposi: nominativo. Mi afferrò per le orecchie e mi scosse come la corda di una campana. Grazie a quel professore, non ho più sbagliato una citazione in latino. Oggi lo arresterebbero”, sottolinea Muti.
Non riconosce più neanche il suo mestiere? “Purtroppo no. La direzione d’orchestra – spiega – è spesso diventata una professione di comodo. Sovente i giovani arrivano a dirigere senza studi lunghi e seri. Affrontano opere monumentali all’inizio dell’attività, basandosi sull’efficienza del gesto, talora della gesticolazione”.
Toscanini, rileva il Maestro, “diceva che le braccia sono l’estensione della mente. Oggi molti direttori d’orchestra usano il podio per gesticolazioni eccessive, da show, cercando di colpire un pubblico più incline a ciò che vede e meno a ciò che sente”.
(da agenzie)
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Giugno 27th, 2021 Riccardo Fucile
MAI COSI’ TANTI MORTI A MOSCA, PEGGIORA SITUAZIONE IN ISRAELE E IN AUSTRALIA
È salito ad oltre 850 il numero degli studenti spagnoli risultati positivi al Covid dopo viaggi di vacanza a Maiorca. Lo riferiscono i media spagnoli citando i dati forniti dalla comunità autonome. Migliaia gli studenti sono costretti alla quarantena dopo essersi trovati in contatto con persone contagiate. La Comunità di Madrid è la più colpita con 363 studenti contagiati e altri 3mila esposti al mega focolaio e costretti quindi alla quarantena.
Contagi nelle ultime due settimane legati ai viaggi a Maiorca sono stati confermati anche nelle Comunità Valenciana, Murcia, Castilla-La Mancha, Galizia, Catalogna, Paesi Baschi e Aragona. I focolai hanno avuto origine in un concerto reggaeton nella Plaza de Toros a Palma di Maiorca e in diverse feste in barche e hotel. Le autorità dell’isola delle Baleari hanno annunciato un’inchiesta per appurare se una serie di hotel e locali a Palma abbiano seguito le misure anti-Covid. In Spagna la mascherina non è più obbligatoria negli spazi all’aperto, ma solo se è possibile mantenere il distanziamento sociale.
Maiorca si prepara a ricevere da mercoledì prossimo un’ondata di turisti britannici dopo che Londra l’ha inserita nella lista verde delle destinazioni.
Mosca mai così male
La città di Mosca ha registrato oggi un numero record di decessi per coronavirus. Sono stati 144 nelle ultime 24 ore, il peggior bilancio dall’inizio della pandemia. Sabato era stata San Pietroburgo a toccare il suo record, 107 morti. È il segno che la situazione in Russia sta rapidamente peggiorando a causa della variante Delta e del basso numero di vaccinazioni. Nelle ultime 24 ore sono stati 20.538 i nuovi casi di contagi in tutto il Paese, e 599 i morti.
Australia, a Sydney altri 30 nuovi casi nonostante il lockdown
Lo Stato australiano del Nuovo Galles del Sud ha registrato 30 nuovi casi di coronavirus nel secondo giorno del nuovo lockdown di due settimane della capitale Sydney: lo riporta la Bbc. Il bilancio delle infezioni provocate della variante Delta del virus sale così a 110, ma la premier dello Stato, Gladys Berejiklian, è convinta che i casi aumenteranno ulteriormente nei prossimi giorni. “Dato l’elevato tasso di contagio di questo ceppo del virus ci aspettiamo che nei prossimi giorni il numero dei casi probabilmente aumenterà anche oltre il livello che abbiamo visto oggi perchè stiamo vedendo che le persone in isolamento sfortunatamente avevano già contagiato tutte le persone con le quali erano entrate in contatto nelle loro abitazioni”, ha detto la premier. Come è noto, dopo aver decretato venerdì scorso le restrizioni per quattro distretti del centro della città, le autorità di Sydney avevano deciso di estendere per due settimane il provvedimento a tutta la metropoli più grande d’Australia (con oltre cinque milioni di abitanti).
Asia, nuove restrizioni in arrivo in Thailandia e Malesia
La Thailandia ha annunciato nuove restrizioni anti-Covid che resteranno in vigore 30 giorni nella capitale Bangkok e in cinque province confinanti. Vietato mangiare al ristorante, centri commerciale chiusi alle 21, stop anche a cantieri così come a feste e assembramenti sopra le 20 persone. Anche in Malesia, dove sabato sono stati registrati 5.803 nuovi casi, il premier Muhyiddin Yassin ha annunciato una proroga alle restrizioni che sarebbero dovute finire domani: le misure non saranno allentate fino a quando i casi giornalieri non scenderanno sotto quota 4 mila.
Nuova Zelanda, a Wellington due giorni di allerta alta
La Nuova Zelanda prolungherà il livello di allerta Covid-19 nella capitale Wellington per due giorni. La cautela è dovuta a un turista australiano risultato positivo al coronavirus dopo aver visitato la città lo scorso fine settimana. Wellington, che mercoledì è passato al livello di allerta 2, rimarrà a quel livello fino a martedì. “È chiaro che non siamo ancora fuori dai guai”, ha detto il ministro Chris Hipkins. “Sono necessari più test e più risultati per poterci sentire sicuri nel prendere una decisione per abbassare i livelli di allerta”. Saranno in vigore regole di distanziamento sociale in tutta la città, ma uffici, scuole e aziende potrebbero rimanere aperti. La Nuova Zelanda ha bloccato i viaggi dall’Australia senza quarantena sabato per tre giorni, dicendo che c’erano troppi casi di contagio. “La pausa di tre giorni ci darà il tempo di valutare se è necessario imporre ulteriori misure, oltre a darci il tempo per comprendere meglio la situazione in Australia”, ha detto Hipkins
Israele, i casi aumentano: riunione di emergenza per varare una nuova stretta
In Israele sono stati registrati 229 nuovi casi di Covid nelle ultime 24 ore, un numero molto alto paragonato ai contagi che si sono avuti per la maggior parte di giugno. Il numero dei pazienti gravi resta invece basso, grazie all’estesa campagna vaccinale messa in atto. Il gabinetto per affrontare l’emergenza coronavirus si riunirà oggi per discutere nuove misure, dopo che ieri è stato ristabilito l’obbligo della mascherina al chiuso e nei luoghi affollati. Tra i passi all’esame, la mascherina anche all’aperto, la riduzione del numero di persone che si possono assembrare e il tampone per i non vaccinati prima che prendano parte a una serie di attività.
(da La Repubblica)
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