Settembre 23rd, 2021 Riccardo Fucile
L’ASSESSORA IN REGIONE ACCUSA LA SINDACA IN UNA CHAT CON 142 ELETTI E NESSUNO CONTROBATTE
Roberta Lombardi, assessora Movimento 5 stelle alla Transizione ecologica e
alla Trasformazione digitale del Lazio, torna ad attaccare Virginia Raggi sulla gestione dei rifiuti a Roma.
In una chat con 142 eletti del M5s, riportata da la Repubblica, Lombardi ha condiviso la foto di una strada della Capitale sommersa dall’immondizia: la stradina è appena dietro all’Ama, la società che si occupa della raccolta dei rifiuti nella città.
«Questa piccola discarica a cielo aperto è nel terzo municipio di fronte a un giardino dei cani», si legge nel messaggio. «Il cancello aperto dietro la piccola discarica è la sede Ama municipale. La stradina che si intravede sulla destra porta all’isola ecologica». E il testo continua:
Nessuno di Ama, nessuno, che passa lì tutti i giorni, pensa di organizzare la raccolta. E la discarica si è formata quando a luglio e agosto l’isola ecologica aveva un orario ridotto quindi le persone arrivavano, trovavano chiuso e anziché riportare i rifiuti a casa li lasciavano lì. Costume esecrabile, per carità, ma i nostri concittadini il piccolo sforzo di conferire correttamente l’avevano fatto, noi non abbiamo garantito un servizio. Ora aspetto il solito tweet quotidiano della sindaca che chiede a Gualtieri dove metterà la discarica. Ma a volte un bel tacere è molto più dignitoso.”
Nessuno nella chat, scrive sempre la Repubblica, prende le difese della sindaca.
Lo scontro si inserisce in quello Comune-Regione sulla gestione dei rifiuti che va avanti ormai da mesi.
«Tanto per rimettere la chiesa al centro del villaggio», aggiunge Lombardi. «Siete voi che avete governato per 5 anni. E siete sempre voi che vi siete candidati per i prossimi 5. Quindi che voi facciate le domande sulle cose che uno farebbe perché voi non le avete fatte è grottesco. Smettetela di renderci tutti ridicoli».
L’assessora, da tempo nemica interna della sindaca, aveva già contestato a Raggi la gestione dei rifiuti nella Capitale. Nel 2019 aveva detto: «Dopo tre anni di giunta Raggi io vivo in uno stato di costernazione per la mia città».
(da agenzie)
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Settembre 23rd, 2021 Riccardo Fucile
UNA DICHIARAZIONE AUTOLESIONISTA PER STRIZZARE L’OCCHIO A UNA MINORANZA DI SCAPPATI DI CASA
Il candidato sindaco al Comune di Milano per il centrodestra, Luca Bernardo, non esclude l’eventualità di poter aver nella sua Giunta un No Vax ma gli consiglierebbe “sicuramente di vaccinarsi, come medico”.
“Non escludo ma sicuramente gli consiglierei di vaccinarsi, come medico” spiega. Bernardo è, però, “assolutamente contrario” e non accetta “neanche di discutere con quei No vax che sono violenti”.
Parole pronunciate a margine di un appuntamento elettorare che si attirano una coda di polemiche da parte degli avversari.
“Bernardo gioca, ancora, sul pericolosissimo filo dell’ambiguità, in un momento in cui l’Italia e Milano stanno, gradualmente e faticosamente, uscendo dalla pandemia. Oggi, infatti, si spinge a dire che non esclude la presenza in giunta di No Vax”, afferma Silvia Roggiani (Pd).
“Affermazioni pericolose e gravissime, ancora di più perché pronunciate da un medico. Un medico che, non solo porta la pistola in ospedale, ma ripudia il suo stesso ruolo pur di raccattare qualche voto” si legge in un comunicato della lista a sostegno di Beppe Sala Milano in Salute.
“Siamo tutti sbalorditi davanti all’ennesimo paradosso di un medico che pur di raccattare voti ripudia il suo ruolo”, afferma la capolista Francesca Ulivi. E Filippo Barberis, capogruppo Pd a Palazzo Marino: “Un candidato sindaco perdipiù medico che non esclude di avere propri membri di giunta no Vax è doppiamente pericoloso. Come medico e come candidato a ricoprire una carica pubblica. Un’ennesima uscita più che infelice”.
(da agenzie)
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Settembre 23rd, 2021 Riccardo Fucile
“PIU’ POESIE TEDESCHE”, MA QUANDO L’INTERVISTATORE GLI CHIEDE QUAL’E’ LA SUA PREFERITA IL LEADER DI AFD NON SA COSA RISPONDERE E FA SCENA MUTA: PAESE CHE VAI, CAZZARO SOVRANISTA CHE TROVI
C’è stato persino un momento di involontaria comicità nella campagna
elettorale dell’ultradestra di Afd. L’emittente pubblica Zdf ha organizzato interviste di “reporter bambini” ai leader politici.
Quando è toccato a Tino Chrupalla, il leader dell’Afd ha chiesto che “a scuola si imparino più poesie tedesche”. Il giovane cronista Alexander ha avuto la prontezza di ribattere: “E qual è la sua poesia preferita?”.
Tra i due è piombato un imbarazzato silenzio. Non che ci si aspettasse che Chrupalla recitasse a memoria lo sterminato Apprendista stregone di Goethe o La Pantera di Rilke – repertorio obbligato di molte scuole tedesche.
Ma al povero leader dell’estrema destra non è venuto in mente neanche un titolo.
La gaffe di Chrupalla è stato un raro momento di leggerezza in una campagna elettorale inquietante.
Ieri le agenzie di stampa hanno battuto la notizia che Mario N., il fanatico No Vax che ha sparato in Renania-Palatinato a un benzinaio soltanto perché gli aveva chiesto di indossare la mascherina, era un sostenitore dell’Afd.
La forza politica guidata da Chrupalla e Alice Weidel cavalca da tempo lo scetticismo dei No Mask per arare voti a destra, continua a chiedere che la Germania esca dalla Ue e i migranti vengano respinti alle frontiere – se necessario con le armi.
La notizia è che il partito è inchiodato all’11%. Anche il 12,7% dell’esordio al Bundestag nel 2017 sembra un miraggio. Ma, come ha detto Chrupalla di recente, “siamo qui per restare”.
Alle ultime elezioni l’Afd era volata dopo aver cavalcato la paura dei profughi. Stavolta le è mancato un argomento forte per la campagna elettorale. Ed è lacerata da lotte intestine tra la “faccia presentabile” del duo ai vertici Chrupalla-Weidel, e l’ala oltranzista del “Flügel“, capitanato dall’estremista Björn Höcke, che aspetta solo il momento propizio per il colpo di mano.
Un cattivo risultato nelle urne potrebbe essere l’appiglio giusto per la corrente estremista per chiedere la testa della “strana coppia” che si divide attualmente la presidenza, per cacciare il muratore smemorato dell’Est e la leader dichiaratamente lesbica che ha lasciato Goldman Sachs per buttarsi in politica.
Peraltro il “Flügel” è stato bollato ufficialmente come un pericolo per la democrazia dal Verfassungsschutz, i servizi segreti interni. Ufficialmente si è sciolto, ma segretamente i suoi leader continuano a fare adepti.
Ma la deriva a destra si nota anche in alcuni candidati discutibili come Hans-Georg Maassen, l’ex capo dei servizi che negò ci fossero state delle cacce allo straniero nei giorni delle scorribande neonazi a Chemnitz, nel 2018.
E per la leader della Spd Saskia Esken è chiaro che il silenzio di Armin Laschet su Maassen significa che “la sponda a destra della Cdu resta dolorosamente aperta”.
(da La Repubblica)
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