Novembre 3rd, 2021 Riccardo Fucile
LA NOTA DEL GOVERNO: SENZA GREEN PASS SI PERDE GIUSTAMENTE L’ASSEGNO
Chi riceve il sussidio è chiamato a fare formazione professionale e lavori utili alla collettività. Tutti ambiti in cui è indispensabile esibire il certificato verde. Basta un giorno di assenza per non ricevere più il Reddito di cittadinanza
L’obbligo del Green pass scattato il 15 ottobre per tutti i lavoratori riguarda anche chi riceve il Reddito di cittadinanza.
A chiarirlo è una nota del ministero del Lavoro, con cui il governo avverte che senza il certificato verde c’è il concreto rischio di non poter più ricevere il sussidio. Il documento, rintracciato dal quotidiano Italia oggi, spiega che l’obbligo del Green pass per i beneficiari del Reddito di cittadinanza è dovuto alle diverse attività a cui sono chiamati nel periodi di percezione del sussidio, quindi a quelle di formazione, volontariato e ovviamente lavoro.
Sono tutti ambiti in cui è necessario per un maggiorenne possedere il certificato verde, che sia per entrare in un’aula per la formazione professionale, oppure per i Puc, cioè i Progetti utili alla collettività. Questi si svolgono sia in accordo con gli uffici comunali, sia con le scuole, comunque in situazioni in cui il Green pass è indispensabile. Secondo il ministero del Lavoro, anche ai beneficiari del Reddito di cittadinanza si applicano le stesse regole per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, che in realtà sarebbero un diritto del lavoratore di ricevere informazioni sulle misure di prevenzione ed emergenza Covid in vigore nell’ambiente in cui si va a lavorare. Inevitabilmente, il volontario chiamato per i Puc sarà chiamato a esibire il Green pass, al pari degli altri dipendenti.
Il chiarimento rischia di essere un ostacolo insormontabile per chi si dichiara No vax e non vorrà quindi né farsi somministrare il vaccino, né sottoporsi a un tampone. Senza Green pass, chi i percettori del Reddito chiamati per corsi di formazione o Puc risulteranno assenti ingiustificati, con il rischio concreto di perdere il beneficio del sussidio.
Basta infatti un giorno di assenza perché scatti la «decadenza» dal Reddito di cittadinanza, da cui dovranno passare almeno 18 mesi prima di poter richiedere nuovamente l’assegno. Nel caso il No vax volesse evitare questa situazione, il ministero stesso suggerisce di rinunciare preventivamente al Reddito di cittadinanza, in attesa che l’obbligo del certificato verde scada e quindi riproporre la domanda. Per il momento però il governo ha fissato il termine al 31 dicembre 2021, ma l’orientamento dell’esecutivo è di prorogare lo stato di emergenza fino a metà del prossimo anno.
(da Open)
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Novembre 3rd, 2021 Riccardo Fucile
ANCHE CHI HA UNA BARCA E UNA FERRARI… IN MAGGIORANZA UOMINI E ITALIANI
Una maxi-operazione nel Sud e centro Italia contro i furbetti del reddito di
cittadinanza: una truffa ai danni dello Stato da 20 milioni di euro sgominata dai carabinieri del Comando Interregionale “Ogaden”. Insieme ai militari del comando Tutela del Lavoro, tra il primo maggio e il 17 ottobre sono state scoperchiate 5mila irregolarità in varie regioni; Campania, Puglia, Abruzzo, Molise e Basilicata. Nullatenenti ma con tanto di barca e Ferrari, imperi patrimoniali, scuole da ballo, c’è persino chi ha un autonoleggio con 27 auto e chi si è inventato figli che non esistono. 1338 persone erano già note alle forze di polizia e 90 hanno già condanne o precedenti per gravi reati di tipo associativo.
A Napoli a intascare il reddito di cittadinanza erano camorristi, parenti e rapinatori, con 2.441 casi scoperti. In provincia di Avellino un 70enne convivente con una funzionaria comunale (non indagata) sfoggiava la Ferrari, svariati immobili e terreni di proprietà. A Collepasso, in provincia di Lecce, una delle persone individuate ha dichiarato la presenza in famiglia di sei minori stranieri mai censiti in quel comune con i quali non aveva alcun vincolo di parentela. Sempre a Collepasso una coppia ha inserito nel proprio nucleo altri familiari, che però risiedono in Germania.
Sempre in provincia di Lecce, ad Aradeo una persona era ai domiciliari ed era anche intestataria di una grossa imbarcazione da diporto. In provincia di Caserta 8 persone della stessa famiglia hanno dichiarato il falso dicendo di appartenere a 3 distinte famiglie e di risiedere in altrettante case: in realtà abitavano nello stesso stabile. In Basilicata sono state denunciate 399 persone. Per loro l’Arma ha registrato irregolarità per un totale di 2,3 milioni di euro. In Puglia è risultato irregolare il 7,5% dei soggetti controllati, in Abruzzo e Molise il 5,9%, in Campania il 29.9%.
I numeri
Sono 4.839 le irregolarità emerse, ovvero il 12,6% dei 38.450 nuclei familiari controllati: il campione è di 87.198 persone. Al 30 aprile scorso all’Inps risultavano 387.076 nuclei familiari percettori del sussidio nelle cinque regioni: Campania, Puglia, Abruzzo, Molise e Basilicata. Sono 3.484 le denunce (9,1% rispetto al numero dei nuclei familiari controllati). La percentuale delle persone già note alle forze dell’ordine è quasi al 40% (38,4%): il 2,6% hanno condanne o precedenti per reati associativi. Il totale delle irregolarità riscontrate ammonta a quasi 20 milioni di euro percepiti indebitamente (19.112.615,72). I furbetti del reddito di cittadinanza, in questa operazione, sono soprattutto uomini (60,2% a fronte del 39,8% di donne) e italiani (il 59,4% a fronte del 40,6% di stranieri.
(da Open)
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Novembre 3rd, 2021 Riccardo Fucile
CARABINIERI E INPS HANNO SCOPERTO 2.441 POSIZIONI IRREGOLARI, MOLTE INTESTATE A CAMORRISTI E AI LORO PARENTI, A PARCHEGGIATORI ABUSIVI, RAPINATORI, TRUFFATORI E LAVORATORI IN NERO
Ammonta a oltre 5 milioni di euro la truffa ai danni dello Stato scoperta dai Carabinieri del Comando provinciale e del Nucleo Ispettorato Lavoro di Napoli che, con l’Inps, hanno passato al setaccio un imponente numero di istanze di reddito di cittadinanza e scoperto 2.441 posizioni irregolari che sono state tutte revocate. Molte sono risultate intestate a camorristi e a loro parenti, a parcheggiatori abusivi, rapinatori, truffatori e lavoratori in nero. I denunciati sono 716: 422 con pregiudizi penali, 64 per associazione mafiosa.
Malgrado fosse ai domiciliari per associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione e reati connessi allo spaccio di droga, anche Fausto Frizziero, 43 anni, è risultato beneficiario indiretto del reddito di cittadinanza, percepito dalla moglie convivente. Frizziero è ritenuto un elemento di vertice dell’omonimo clan che fa affari illegali tra i quartieri Chiaia e Posillipo di Napoli.
Ma tra i ‘furbetti’ dalla fedina penale nera ci sono anche cinque persone legate agli Amato-Pagano, gli scissionisti di Secondigliano, alcuni ritenuti appartenenti al clan Cifrone, alla famiglia malavitosa dei Balzano. Dieci sono affiliati al clan Grimaldi/Vanella Grassi. In provincia di Napoli, invece, sono 25 le figure di spicco della criminalità organizzata locale che rientrano nel novero dei percettori illeciti: si tratta di familiari di affiliati ai clan Nuvoletta, Orlando, Polverino, Amato-Pagano e De Rosa-Pianese.
Troviamo la moglie di un affiliato al clan «Polverino», la moglie del nipote del capo clan della stessa organizzazione mafiosa. La madre di un affiliato agli «Amato Pagano» e il fratello di un esponente dei Nuvoletta. Anche il figlio di uno degli elementi di spicco del clan «Nuvoletta» è riuscito ad ottenere 6500 euro. E così la nipote di un elemento apicale del clan «Orlando», ora detenuto: lei ha intascato oltre 19mila euro.
Da segnalare anche il caso di un 46enne che per assicurarsi il reddito di cittadinanza ha presentato in un ufficio postale di Castellammare di Stabia (Napoli) una carta di identità bulgara, evidentemente falsa, e ha pure simulato l’accento straniero che, però, di balcanico aveva ben poco: l’uomo, già noto alle forze dell’ordine, è stato smascherato e al posto dei soldi i carabinieri della locale Sezione Radiomobile hanno notificato all’uomo un ordine di arresto.
Tra i casi «eclatanti» anche quello di un 41enne di Cardito (Napoli) che dal 7 aprile 2020 ha percepito puntualmente ogni mese il Reddito di Cittadinanza malgrado fosse agli arresti domiciliari. Ora ne dovrà rispondere penalmente. Il reddito di cittadinanza gli è stato revocato e, oltre alla misura dei domiciliari, avrà pendente anche una denuncia per truffa aggravata ai danni dello Stato.
(da agenzie)
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