Novembre 8th, 2021 Riccardo Fucile
SOVRANISTI IN AFFANNO, SALGONO PD, M5S E FORZA ITALIA
Il Pd primo partito del Paese, seguito da Lega e Fratelli d’Italia. 
È il risultato politico che si profilerebbe se oggi si tornasse alle urne.
Secondo i dati dell’Osservatorio politico nazionale, elaborati dall’istituto Ixè – periodo di copertura 5-8 novembre -, il partito di Enrico Letta conquisterebbe il 21% dei consensi.
Il Carroccio, secondo soggetto politico, si attesterebbe al 18,8%.
Stessa percentuale per Fratelli d’Italia e Movimento 5 stelle, entrambi al 18%.
Forza Italia risulterebbe il quinto partito, con una percentuale di consensi dell’8,3%; Azione, sesto partito, al 3,9%; seguono Sinistra Italiana al 2%; Europa Verde 1,5%; Più Europa 1,3%; Italia Viva 1,9%.
(da agenzie)
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Novembre 8th, 2021 Riccardo Fucile
“VOGLIO PORTARE LA MIA ESPERIENZA NELLE SCUOLE, NULLA PUO’ GIUSTIFICARE FRASI RAZZISTE, QUELLA SERA AVEVO BEVUTO”
Dagli insulti razzisti urlati a squarciagola dagli spalti dello stadio, all’attività in un centro per migranti.
È la parabola di un operaio di Rovigo che il 19 settembre scorso aveva inveito nel corso di una partita all’Allianz Stadium di Torino contro il portiere del Milan, Mike Maignan, urlando insulti razzisti e bestemmie. «Sei una scimmia», diceva ridendo e dando di gomito a un amico, ripetendo la parola «negro».
Non aveva resistito, e aveva ripreso tutto col cellulare: quindi aveva inoltrato il video ad alcune chat su Whatsapp. Individuato dagli investigatori della Digos, l’uomo è finito davanti a un giudice con l’accusa di istigazione all’odio razziale.
Ora, per espiare le sue colpe, ha chiesto di essere messo alla prova, lavorando per un’associazione – “La casa di Abraham”, a Rovigo – che si occupa di immigrazione. «Il razzismo non deve annidarsi in nessuno sport. E non può mai essere giustificato. Essere tifosi è un’altra cosa», ha detto a La Stampa
Dopo aver ricevuto il Daspo per tre anni ed essere stato espulso dallo Juventus Club “Gaetano Scirea” di Castagnaro, in provincia di Verona, di cui era socio, ha scritto diverse lettere di scuse.
Una diretta al responsabile dell’azienda in cui lavora e un’altra al portiere bianconero Maignan. «Quella sera avevo bevuto troppo – ha spiegato – Volevo fare una goliardata e invece ho tenuto un atteggiamento grave e indifendibile. Sono pronto ad assumermi le conseguenze», ha scritto. Il suo sogno, ora, è poter portare la sua esperienza nelle scuole, per spiegare «che essere tifosi è altro dagli insulti all’avversario. E che nulla può giustificare frasi razziste».
(da agenzie)
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Novembre 8th, 2021 Riccardo Fucile
IL NUMERO DI VACCINAZIONI E’ TRIPLICATO
La stretta dell’Austria contro i no vax sta dando ragione al governo di
Vienna: da oggi, infatti, entra in vigore in tutto il Paese un “lockdown” selettivo soltanto per chi non si è vaccinato, e la nuova disposizione voluta dal Cancelliere federale, il conservatore Alexander Schallenberg, ha portato un aumento sensibile delle inoculazioni. In Tirolo, con 3.200 prime dosi, il numero è triplicato rispetto ai fine settimana precedenti, scrive la Tiroler Tageszeitung.
L’esclusione dalla vita sociale di chi non si è ancora immunizzato sembra aver sortito gli effetti sperati, così come fu in Italia per l’introduzione del Green Pass obbligatorio sui luoghi di lavoro.
Per quanto riguarda invece l’ipotesi di emulare nel nostro Paese il modello austriaco, che prevede l’impossibilita per chi non è immunizzato o guarito dal Covid negli ultimi sei mesi (la cosiddetta “regola 2G”) di accedere in tutti quei luoghi dove prima bastava anche un tampone negativo (“regola 3G”), come ristoranti, hotel e eventi sportivi, ieri è arrivata un’apertura anche da parte del presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti.
“Non mi farebbe scandalo – ha detto intervistato da Tgcom – anche a tutela degli stessi non vaccinati. Del resto, una persona non vaccinata corre un rischio triplo o quadruplo, e mette a rischio anche chi si è sottoposto a vaccino”.
Il presidente del Consiglio Superiore di Sanità e coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, Franco Locatelli, sostiene invece che la proposta adottata oltralpe e sia “non proponibile e non considerabile nel nostro Paese”. Oltretutto, la pressione sugli ospedali è lontana dalle soglie di riempimento (10% nelle terapie intensive, 15% nei reparti ordinari) che farebbero scattare nuove restrizioni per contenere il contagio. Lo conferma anche il ministro della Salute, Roberto Speranza, che guardando alle vacanze invernali ha dichiarato: “Se i reparti ospedalieri tengono non scatteranno misure e sarà un Natale come gli altri prima del Covid. Sarà l’eventuale pressione sugli ospedali a far scattare le misure nei territori, in base al sistema dei colori”.
(da agenzie)
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Novembre 8th, 2021 Riccardo Fucile
COLPITO ALLE SPALLE CON UNA TESTATA E POI CON UN PUGNO… L’AGGRESSORE GIA’ NOTO PER AVER PARTECIPATO ALLE MANIFESTAZIONI AL PORTO
Ancora violenze contro i giornalisti. Dopo quelle subìte da Saverio Tommasi di Fanpage a Milano, i No Green Pass continuano a prendere di mira i cronisti scesi in piazza per lavorare raccontando le loro mobilitazioni.
Questa volta il giornalista aggredito a Trieste fa parte della redazione del quotidiano “Il Piccolo”: colpito alle spalle, prima da una testata e poi con un pugno. Vittima delle violenze di piazza anche un altro giornalista.
Il filmato è stato girato durante la manifestazione di sabato a Trieste. A tenere la telecamera in mano è Gianpaolo Sarti. Un uomo si avvicina a lui e, dopo esser arrivato alle sue spalle, lo colpisce con una testata. Poi, ancora, ecco arrivare un pugno. Il cronista piomba a terra con una ferita allo zigomo.
Con lui è stato aggredito anche Andrea Pierini, collaboratore sempre del Piccolo ma anche di Telefriuli.
Dei circa 8mila partecipanti al corteo nel capoluogo giuliano, secondo quanto riferito dal Coordinamento No green pass Trieste, 18 sono stati denunciati per disordini dalla questura di Trieste. A sei dimostranti, invece, è stato notificato il foglio di via obbligatorio. La temperatura si è surriscaldata quando i partecipanti al corteo hanno cominciato a lanciare bottiglie di vetro e oggetti contro le forze di polizia, con gli agenti che cercavano di invitarli ad allontanarsi in quanto la manifestazione non era stata autorizzata.
Ma il bilancio potrebbe aumentare poiché in queste ore è in corso la visione dei filmati realizzati dalla Polizia scientifica al fine di “individuare ulteriori condotte delittuose a carico delle persone identificate e degli altri partecipanti ai disordini”, come spiega la Questura. L’analisi delle immagini potrà infatti consentire di individuare chi non ha rispettato il distanziamento e l’utilizzo delle mascherine durante il corteo di ieri pomeriggio. Per quanto riguarda l’aggressione subita dal giornalista del Piccolo, al momento, non si conosce lo stato delle indagini delle autorità inquirenti.
(da agenzie)
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Novembre 8th, 2021 Riccardo Fucile
NON ERA VACCINATA E LE SERVIVA PER ENTRARE IN PALESTRA… DOPO AVER PAGATO 150 EURO HA RICEVUTO SOLO MINACCE E RICATTI
Il Green Pass le serviva per mantenersi in forma in palestra, visto il lavoro
da modella. Il vaccino, però, aveva deciso di non farlo.
Così una donna a Genova ha cercato online qualcuno che le vendesse un certificato verde fasullo, e lo ha trovato su un canale Telegram al prezzo di 150 euro.
Ma si trattava – neanche a dirlo – di una truffa: dopo aver atteso a lungo e invano il documento, l’unica cosa che ha ricevuto sono state delle minacce, da parte del presunto venditore, che aveva provato a ricattarla chiedendole più soldi per non rivelare il suo tentativo di illecito.
A quel punto la modella si è fatta coraggio ed ha denunciato tutto alla Polizia Postale di Genova. La pista seguita dagli uomini della sezione Financial Cybercrime ha portato a individuare un’abitazione nel Lazio e uno studente che, grazie a particolari capacità informatiche, era diventato il referente italiano di un gruppo di hacker russi specializzati nella creazione di Green Pass falsi.
Il giovane gestiva in prima persona i canali Telegram che propongono false attestazioni, comunicava poi i dati dei “clienti” ad un hacker russo che poi forniva le indicazioni su come procedere al pagamento.
Il gruppo chiedeva anche copia dei documenti d’identità “per poter confezionare un certificato credibile”, ma in realtà venivano poi utilizzati per aprire conti on line, carte di credito o account su piattaforme di e-commerce o per compiere altri reati.
Un’attività che si era rivelata anche particolarmente redditizia: in pochi mesi, il ragazzo era riuscito a mettere da parte oltre 20 mila euro che aveva investito in cryptomonete, applicazioni in grado di moltiplicare i membri di Telegram con utenti fake e dispositivi elettronici di ultima generazione oltre a prodotti di bellezza e capi di abbigliamento griffato. I suoi genitori, estranei ai fatti, pensavano che i soldi guadagnato dal figlio fossero il ricavato della vendita di aggiornamenti per giochi online.
(da NextQuotidiano)
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Novembre 8th, 2021 Riccardo Fucile
ORA UTILIZZA PURE I MINORI PER FARE PROPAGANDA XENOFOBA
Propaganda sui migranti, utilizzando i minori. Anzi, direttamente sua figlia. Giorgia Meloni torna a buttare la palla in tribuna parlando dei vaccini per i bambini e, come da tradizione “patriottica” tira in ballo l’immigrazione per portare avanti il suo no all’immunizzazione dei più piccoli.
Ospite di Controcorrente, su Rete4, la leader di Fratelli d’Italia si lascia andare nel solito soliloquio in cui pretende di non essere fermata, nonostante il suo discorso sia ricco di inesattezze. La conduttrice, Veronica Gentili, ha provato a più riprese a mettere i paletti ad alcune affermazioni prive di riscontro, ma la segretaria di FdI ha tirato dritto.
La conduttrice ha chiesto a Giorgia Meloni un suo pensiero su un tema caldo come le vaccinazioni ai bambini più piccoli (si parla del range 5-11 anni) e se lei avesse intenzione di far immunizzare sua figlia: “Presumo di no. Cerchiamo di fare ordine, perché io sono una persona lucida. Nel senso: io non penso che i medicinali siano una religione, penso siano scienza. E quindi, quando noi prendiamo una medicina qualsiasi medicina prendiamo, noi valutiamo un rapporto rischi-benefici. Ho chiamato mia madre per chiedere se si fosse informata per la terza dose, perché lei è un soggetto a rischio”.
Poi spiega che lei si farà la terza dose, perché lo dice la scienza, però: “Sui bambini farei mezzo passo. Noi abbiamo scoperto che con questi vaccini non fermiamo il contagio, giusto? Quello su cui danno una mano significativa è il tema di evitare la terapia intensiva e il rischio di morte. In pratica ci si dice che l’immunità di gregge è impossibile, perché il vaccino non ferma il contagio, perché ci sono le varianti e perché noi siamo in un mondo globalizzato nel quale possiamo pure vaccinare il 100% degli italiani, ma quando ti arrivano gli immigrati dall’Africa il virus rientra. Quindi noi pretendiamo di vaccinare i bambini di cinque anni con vaccini che non hanno concluso la sperimentazione”.
La realtà è che i prodotti autorizzati hanno da tempo concluso tutti i test e quelli per i bambini hanno appena terminato il trials e attendono solo l’approvazione. Inoltre, il vaccino protegge anche dal contagio, riducendo anche la possibilità di essere infettati.
(da agenzie)
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Novembre 8th, 2021 Riccardo Fucile
I TRE GESTORI FINITI IN MANETTE
Si sono fatti beffa delle normative anti-covid, compreso l’obbligo di Green
Pass per accedere all’interno dei locali per consumare cibi e bevande.
Hanno proseguito, nonostante la chiusura imposta per reiterate violazioni delle normative vigenti, organizzando degli aperitivi sul marciapiede davanti al locale.
Poi sono arrivate le manette (temporanee) e i blocchi di cemento a sbarrare l’ingresso. Questa è la storia della brutta fine che ha fatto un ristorante no vax in Svizzera.
Ci troviamo a Zermatt, nota località sciistica ai piedi della sponda svizzera del Monte Cervino. I proprietari del ristorante Walliserkanne avevano ripetuto più volte di essere contro il Green Pass e che, quindi, non lo avrebbero mai chiesto ai loro clienti. Una “mobilitazione” durata diverse settimane contro cui le autorità del Canton Vallese si erano scagliati emettendo diverse ordinanze di sospensione dell’attività per reiterate violazioni delle norme. Ma i tre gestori – padre, madre e figlio – sono andati avanti, organizzando eventi (apertivi) sul marciapiede su cui si affaccia il loro locale.
Una provocazione continua che ha portato alla clamorosa decisione: arresto per i tre titolari e blocchi di cemento davanti alle vetrine e all’ingresso del ristorante no vax di Zermatt per evitare il riproporsi di scene come quelle avvenute nelle scorse settimane. Il provvedimento di arresto è stato poi annullato dai giudici che lo hanno ritenuto sproporzionato rispetto alle contestazioni.
E anche i blocchi di cemento saranno rimossi, nelle prossime ore, davanti alle vetrine. Ma la magistratura ha sospeso la licenza commerciale – quindi non potranno più vendere al pubblico – e ha confermato la chiusura del locale.
Insomma, i blocchi di cemento non ci saranno più, i titolari saranno liberi. Ma, almeno per il momento, il ristorante no vax del Canton Vallese non potrà servire più alcuna pietanza ai loro clienti.
(da NextQuotidiano)
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Novembre 8th, 2021 Riccardo Fucile
E’ ACCADUTO REALMENTE A MILANO
Pronto, Polizia? C’è la Polizia che mi sta bloccando.
Di storie incredibili dalle varie piazze delle manifestazioni “No Green Pass” in giro per l’Italia ne abbiamo viste tante, ma quella che arriva da Milano è accompagnata da un mix di sensazioni che vanno dalla meraviglia a un senso di disagio quasi commovente.
Una dirigente della Polizia di Stato, accompagnata da alcuni militari della Guardia di Finanza, spiega i motivi del blocco – dopo un lungo pomeriggio di corteo per le strade del centro del capoluogo lombardo – della manifestazione e, per questo motivo, uno dei no Green Pass chiama il 112 per protestare
Il corteo si era sciolto all’altezza di Porta Romana. Si trattava di circa 4mila persone che, poi, hanno ripreso la strada verso le proprie abitazioni. Non tutti, però: una parte, circa 700 manifestanti, hanno proseguito il loro cammino seguendo il percorso indicato dalla Questura, ma altre persone hanno deciso di spostarsi lungo la Darsena, con l’obiettivo di paralizzare il traffico in quel quadrante – sempre molto trafficato – della città meneghina. Ed è lì che è avvenuta la paradossale scena immortalata dalla telecamere di Local Team.
Uno dei manifestanti, infatti, prende il suo telefono e digita un numero: è il 112. In pratica – fingendo anche di sentirsi male, evento smentito dalle stesse immagini – il giovane ha chiamato la Polizia per dire che la Polizia lo sta bloccando.
Infatti al numero unico per l’emergenza risponde un operatore specializzato che, in base alla richiesta, farà intervenire l’autorità che ritiene più appropriata: i carabinieri, la polizia, i vigili del fuoco oppure il soccorso sanitario. E in questo caso sembra abbastanza ovvio quale lo è.
Dice che vuole essere liberato, ma dall’altra parte della cornetta non arriverà mai un “soccorso”. Una situazione paradossale che prosegue con lo stesso “No Green Pass” che non demorde e prova a richiamare una seconda e una terza volta. Una scena di ordinaria follia, con tanto di protesta per il mancato intervento della Polizia. Scena da un’Italia di cospirazioni e bieca follia.
(da NextQuotidiano)
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Novembre 8th, 2021 Riccardo Fucile
I TIFOSI DELLA CURVA SUD HANNO VOLUTO DEDICARE UN PENSIERO ALLE VITTIME DEL COVID E AL PERSONALE SANITARIO CHE “HA SALVATO LA NAZIONE”
Il mondo del tifo calcistico, questa volta, dà il buon esempio. 
Un mondo variegato, spesso al centro di critiche per atteggiamenti poco consoni e rispettosi, ma che oggi merita le prime pagine per la stupenda scelta di omaggiare – pochi istanti prima di uno dei derby più sentiti d’Italia – tutti coloro i quali hanno lottato per sconfiggere il Covid.
La coreografia dei tifosi del Milan, esposta in Curva Sud, è una boccata d’ossigeno che sottolinea il sentito ringraziamento nei confronti di tutti quei medici, infermieri e personale sanitario che hanno dato l’esempio fin dall’inizio di questa pandemia. E un pensiero è andato anche a tutti coloro i quali non ce l’hanno fatta.
“A chi ha lottato, a chi non ce l’ha fatta. A chi ha combattuto in prima linea per salvare la Nazione: rendiamo onore a tutte queste persone dedicandogli la coreografia più importante di questa stagione”. Questo è il messaggio che ha anticipato di qualche istante l’esposizione della coreografia Milan poco prima del fischio d’inizio del Derby.
La partita si è conclusa con un pareggio (al vantaggio dell’interista Hakan Çalhanoğlu ha risposto il Milan con un’autorete di Stefan De Vrij), arrivato dopo una partita molto tesa ed emozionante. Ma il brivido più grande è arrivato prima che le due squadre calciassero il primo pallone.
E l’immagine dei giocatori raccolti a centrocampo, mentre sullo sfondo campeggia la coreografia della Curva Sud rimarrà nella storia del calcio italiano.
(da NextQuotidiano)
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