Febbraio 6th, 2022 Riccardo Fucile
CONTE NON VUOLE USCIRE DAL GOVERNO, MA LO CONSIDERA UNA PARENTESI EMERGENZIALE… CONTE PIACE ALLA BASE PERCHÉ APPARE MOLTO PIÙ “GRILLINO” DI DI MAIO
Con le uscite allo scoperto di Conte, Di Maio e Grillo si parla della vera posta in gioco: non una lite di comari o di galli nel pollaio, né una guerra per la leadership; ma un dissidio politico sul draghismo.
Di Maio non vuole cacciare Conte otto mesi dopo aver contribuito a incoronarlo, né prendere il suo posto (fuggì dopo tre anni, spossato dagli impegni ministeriali e dalle liti interne): da quel che si intuisce, vuole dirottare la nave verso la stella polare Draghi perché la ritiene irrinunciabile per i prossimi anni e, se non ci riesce, farsi una corrente nel M5S o traslocare altrove, ma sempre all’ombra del premier (infatti ha fatto di tutto per portarlo al Quirinale).
Conte non vuole uscire dal governo, ma lo considera una parentesi emergenziale da sopportare per limitarne i danni dall’interno e chiudere a fine legislatura per tornare alla politica (infatti ha sbarrato a Draghi la via del Colle). Perciò Conte piace alla base: perché appare molto più “grillino” di Di Maio.
Basta leggere l’ultimo post di Grillo, che ritrova lucidità e indica obiettivi incompatibili col draghismo. […] Siccome il governo Draghi è nato anzitutto per spazzare via i 5Stelle, questi non possono sostenerlo per altri 12 mesi solo per difendere le cose fatte, ma a patto di ottenerne di nuove: salario minimo, nuovi ristori, aiuti contro il caro bollette, no al nucleare, nessuna scappatoia per i boss al 41-bis.
Qui si parrà la nobilitate dei 5Stelle, di Conte e di Di Maio. Sempreché non sia già diventato Di Mario.
Marco Travaglio
(da “Fatto quotidiano”)
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Febbraio 6th, 2022 Riccardo Fucile
“NON CI FACCIAMO INTIMIDIRE”
Un altro vergognoso blitz dei no vax contro la sede del Pd, dove sono comparse
delle scritte ingiuriose contro Stefano Bonaccini, questa volta a Parma.
I dem hanno immediatamente commentato: “”Non ci facciamo intimidire da quella che sembra proprio essere una campagna di atti vandalici organizzata contro il presidente Stefano Bonaccini e contro il Pd”, affermano il segretario regionale Luigi Tosiani, quello provinciale Filippo Fritelli e il segretario cittadino di Parma Michele Vanolli. Anche questo episodio verrà denunciato alle autorità e di certo non fermerà l’attività del Pd di Parma né i nostri sforzi, che invece si moltiplicheranno, per divulgare e promuovere l’importanza del vaccino”.
Anche il sindaco Federico Pizzarotti, esprime la propria solidarietà al Pd di Parma e ai suoi iscritti “per l’ignobile atto vandalico ad opera di persone che non si rendono conto di quel che scrivono e, soprattutto, di quanto grave e minatorio sia il loro gesto”.
“Vandalizzare una sede di partito rimanda il pensiero a momenti drammatici della storia, oltreché essere un’azione di totale inciviltà”, scrive Pizzarotti sui social. “Ma non solo: scrivere che il vaccino uccide, ed esserne pure convinti- prosegue il sindaco- è di una ignoranza e di una gravità abissali a fronte dei dati, oggettivi, che affermano l’esatto opposto. Nonostante questo grave atto, Parma è e resterà una città civile e consapevole: i dati affermano che la stragrande maggioranza dei parmigiani si è vaccinata, questo mi conforta e rasserena”.
(da agenzie)
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Febbraio 6th, 2022 Riccardo Fucile
AMADEUS BATTE SE STESSO: 13 MILIONI DI SPETTATORI
La finale del festival di Sanremo, che ha incoronato vincitori Mahmood & Blanco con Brividi, ha ottenuto su Rai1 (dalle 21.22 all’1.48) 13 milioni 380 mila telespettatori pari al 64.9%.
L’anno scorso l’ultima serata del festival aveva fatto segnare in media 9 milioni 970 mila telespettatori con il 54.4% di share.a prima parte della serata finale del festival (dalle 21.22 alle 23.54) ha raccolto 15 milioni 660 mila spettatori pari al 62.1% di share; la seconda (dalle 23.58 all’1.48) 10 milioni 153 mila con il 72.1%.
Nel 2020 la prima parte della serata finale del festival aveva fatto segnare 13 milioni 203 mila telespettatori con il 49.9% di share, la seconda 7 milioni 730 mila con il 62.5%.
Amadeus batte se stesso anche nella serata finale del festival. Oltre a superare gli ascolti del 2021, i risultati di ieri migliorano anche quelli da record del 2020, quando l’ultima serata del festival fece segnare in media 11 milioni 477 mila spettatori pari al 60.6% di share (13 milioni 638 mila spettatori con il 56,8% nella prima parte, 8 milioni 969 mila con il 68.8% nella seconda).
(da agenzie)
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Febbraio 6th, 2022 Riccardo Fucile
SAREBBE STATA SUA L’IDEA DI SCAVARE UN TUNNEL DI RACCORDO
Si chiama Ali Sahroui e in Marocco è stato soprannominato «l’eroe del deserto». È
uno dei soccorritori che, fino all’ultimo, hanno fatto di tutto per salvare il piccolo Rayan, 5 anni, caduto in un pozzo (e poi deceduto) mentre, martedì scorso, giocava davanti casa sua sulle montagne del Rif.
Ali Sahroui si era presentato al villaggio con una maglietta azzurra, un berretto nero in testa e aveva chiesto di poter dare una mano.
L’uomo ha 50 anni, è specialista nella perforazione di pozzi e abita a Erfoud, molto lontano dal luogo in cui si trovava Rayan. Appena ha saputo della notizia, non ci ha pensato un attimo a percorrere quasi per intero il Marocco per provare a salvare il piccolo.
Sua sarebbe stata l’idea del tunnel di raccordo tra il cratere – in cui Ali è entrato venerdì alle 18 per poi uscirne sabato, quando l’operazione si era conclusa – e il punto in cui era caduto Rayan.
Di tanto in tanto il soccorritore – che alla fine ha scavato a mani nude – si affacciava per riprendere il fiato, per bere un po’ d’acqua. Ma le sue fatiche non sono bastate per salvare Rayan.
(da agenzie)
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Febbraio 6th, 2022 Riccardo Fucile
IL MONDO PIANGE IL PICCOLO CHE NON CE L’HA FATTA
A causare la morte di Rayan, il bambino di cinque anni precipitato in un pozzo ad Ighrane, nel Nord del Marocco, sono state le gravi ferite riportate, tra le quali una alla testa, che non gli hanno lasciato scampo. Questo quanto riportato nel comunicato diffuso dalla Casa Reale del Marocco.
Traumi provocati dalla caduta nello scavo del terreno profondo circa 30 metri e largo 25 centimetri. La speranza del mondo intero nutrita alla prima notizia arrivata ieri sera, che il piccolo era stato estratto vivo, si è infranta quando, una volta preso in carico dai soccorritori, l’elicottero a bordo del quale sarebbe dovuto decollare verso l’ospedale non si è alzato in volo.
Rayan non ce l’ha fatta. I drammatici fatti che hanno tenuto per quattro giorni la popolazione mondiale con il fiato sospeso lo hanno visto un’altra piccola vittima dei pozzi, un altro Afredino Rampi, il bambino che aveva la sua stessa età precipitato all’interno di un pozzo artesiano lasciato incustodito in un campo a Vermicino, alle porte di Roma e morto il 13 giugno del 1981, nonostante gli innumerevoli e disperati tentativi da parte dei soccorritori di salvargli la vita.
Rayan è caduto nel pozzo delle montagne del Rif, che stava sistemando suo papà Khalid. Le operazioni per salvarlo sono durate ore, è stata una corsa senza sosta contro il tempo, nel tentativo di raggiungere il piccolo e riportarlo in superficie.
Una prima parte dell’intervento ha visto gli operatori squarciare in due la montagna e lavorare con una scavatrice, operando in orizzontale tramite un condotto di sicurezza, per poi proseguire a scavare anche a mani nude, per evitare crolli. I soccorritori si sono fatti strada verso il bambino a venti centimetri l’ora.
Rayan è stato raggiunto nella tarda serata di ieri. In un primo momento ad entrare in contatto con lui erano stati i soccorritori e il medico. Una volta estratto, il bambino è stato avvolto in un lenzuolo giallo, davanti agli occhi dei genitori e delle centinaia di persone che erano lì riunite in preghiera e vedendolo pieno di terra nei primi istanti in braccio e finalmente fuori dalla montagna hanno festeggiato con cori.
Purtroppo Rayan non ce l’ha fatta e in breve tempo la drammatica notizia ha fatto il giro del mondo, sostituendo la gioia dei momenti iniziali a un grande dolore.
(da agenzie)
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