Febbraio 15th, 2022 Riccardo Fucile
LA RISPOSTA AL TENNISTA: ”NON SIAMO UNA COMPAGNIA AEREA, MA FACCIAMO LO STESSO VOLARE GLI AEREI”
Un tweet che è piaciuto soprattutto a quelli che hanno portato avanti una vera e propria campagna per cercare di mettere in evidenza le contraddizioni interne al movimento no-vax, soprattutto in questo momento in cui la pandemia ha avuto una sua recrudescenza.
L’account Twitter di Ryanair ha preso posizione contro Novak Djokovic, in seguito alla sua intervista esclusiva rilasciata ai microfoni della BBC.
Il tennista serbo è tornato sull’affaire Australian Open, sulla lunga battaglia legale che lo ha visto protagonista nel Paese, prima di essere costretto ad abbandonare lo stato dell’Oceania per non aver rispettato le prescrizioni relative alla vaccinazione obbligatoria.
Alla BBC, Djokovic ha affermato di non essere no-vax, ma di essere disposto a sacrificare l’iscrizione ad altri tornei di primo piano nel circuito ATP se non dovesse essere rivisto l’obbligo vaccinale per gli atleti.
Ryanair non si è fatta sfuggire l’occasione di rispondere per le rime via Twitter, mettendo in piedi una social media strategy molto aggressiva (e non è la prima volta che ciò accade).
Utilizzare degli spunti di cronaca per affrontare argomenti che l’azienda ritiene particolarmente sensibili per la propria immagine di fronte alla vasta utenza dei social network è una indicazione di scuola che viene utilizzata da diversi gruppi. Si pensi, ad esempio, all’agenzia funebre romana Taffo che ha costruito una vera e propria fama intorno alla sua comunicazione spiritosa su un tema terribilmente serio come la morte. Ma si possono citare casi a bizzeffe. Sicuramente Ryanair fa parte di quella scuola di pensiero social che ritiene opportuno cavalcare la polemica del giorno per farsi notare.
Così, ha preso il tweet con cui la BBC lanciava l’intervista esclusiva a Djokovic e lo ha commentato a modo suo. L’emittente britannica ha scritto: ”Novak Djokovic, non sono no-vax, ma rinuncio ai trofei piuttosto che adeguarmi all’obbligo vaccinale”. Ryanair ha trovato questa frase contraddittoria e ha risposto con un altro paradosso: «Non siamo una compagnia aerea, ma facciamo lo stesso volare gli aerei».
La battuta è stata molto apprezzata e ha generato migliaia di interazioni. Normalmente, un tweet di Ryanair mette a referto poche decine di like, retweet o commenti. Un deciso segnale che questo tipo di comunicazione, su argomenti divisivi e ben piazzata al momento giusto, cavalcando l’onda di un trend, dà effettivamente i suoi frutti.
(da agenzie)
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Febbraio 15th, 2022 Riccardo Fucile
IL PRIMO COMIZIO È STATO UN DISASTRO: FRASI RIPETUTE COME IN UNA RECITA SCOLASTICA, VOLUME SOLENNE ED ESAGERATO, GESTI DA ATTRICE IMPROVVISATA E PERSINO UN RICHIAMO A UNA TEORIA COMPLOTTISTA
Tutto organizzato, studiato, limato: il palazzetto Zenith di Parigi riempito da settemila
sostenitori ognuno dotato di bandiera, le prime file con i tenori del partito dei Républicains, la scenografia con tre immensi pannelli blu, bianco e rosso, che sembravano un po’ piste da skateboard ma mettevano comunque in risalto la protagonista della giornata, candidata della destra all’Eliseo.
E invece, nonostante le lunghe prove del giorno prima, Valérie Pécresse è stata disastrosa.
A 54 anni, una lunga carriera in politica come collaboratrice di Jacques Chirac e poi al governo con Nicolas Sarkozy, presidente della regione Ile de France dal 2015, iper-diplomata e competente, Pécresse è crollata proprio nel comizio che avrebbe dovuto rilanciare la sua campagna.
Una prestazione insolitamente insufficiente, a questi livelli di solito si va più o meno bene, mai malissimo. Pécresse ha fatto tutto da sola, non è stata messa in difficoltà dalle domande di un giornalista aggressivo e neanche da un candidato rivale in un duello tv.
Era tutto pronto, ma è mancata l’unica cosa che conta: la sincerità, o almeno la sua parvenza. Il mondo è pieno di uomini e donne che si affermano in politica benché manchino di convinzioni profonde, ma in quel caso riescono a coprire la lacuna con una grande abilità oratoria. Valérie Pécresse magari crede anche in quel che dice, ma è riuscita nel miracolo opposto di fare apparire ogni frase come studiata a tavolino, falsa, degna di una recita scolastica in cui si ripete una poesia senza comprenderne il senso.
Voce dal volume troppo alto, tono piatto perché solenne a sproposito, sguardo e gesti da attrice improvvisata. «Mi siete mancatiii!», ha gridato a un pubblico perplesso. Persino il passaggio sull’amore famigliare – «Jérôme… (pausa interminabile) merci» è stato imbarazzante. I primi ad accorgersene sono stati i suoi uomini, seduti davanti a lei.
«Che succede? Che succede?», ripeteva pochi minuti dopo l’inizio del discorso Nadine Morano, sua consigliera per le questioni internazionali. «Accelera Valérie, accelera!», ha provato a suggerirle Hervé Morin, esponente dell’ala centrista del partito.
È possibile che le aspettative fossero troppo alte: dopo un ottimo inizio di campagna Pécresse da giorni è in calo nei sondaggi, e rischia di essere superata non solo da Marine Le Pen ma anche da Eric Zemmour nella corsa alla seconda posizione che garantisce l’accesso al ballottaggio (si vota il 10 e il 24 aprile).
Alcune defezioni importanti, come quella dell’ex compagno di governo Eric Woerth verso Macron, pochi giorni prima, hanno accentuato un clima da ultima spiaggia che certo non ha aiutato.
Se la forma è stata pessima, anche il contenuto ha creato sconcerto all’interno del partito. Pécresse – «sono una donna d’ordine, voglio che la Francia torni ordinata!» – ha fatto ricorso a una formula tipica dell’estrema destra, quel «Grand Remplacement» caro a Eric Zemmour ma rifiutato persino da Marine Le Pen perché troppo radicale e complottista.
Nel 2010, lo scrittore Renaud Camus ha teorizzato che la Francia stia subendo la sostituzione della sua popolazione originaria con gli immigrati in arrivo dal Maghreb e dall’Africa nera, grazie alla complicità attiva delle élite. Una teoria di complotto contraddetta dalla realtà, ma abbracciata dall’attentatore della strage anti-islamica di Christchurch in Nuova Zelanda e dagli ambienti dell’estrema destra francese. «Il Grand Remplacement non è una fatalità!», ha gridato Pécresse offrendosi di combatterlo, come Zemmour. «La Francia ha ormai tre candidati di estrema destra», è stata la reazione più diffusa.
Il presidente in carica Macron, in testa con quasi 10 punti di distacco, potrà ancora più facilmente porsi come il solo politico di punta moderato e responsabile.
(da il Giornale)
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Febbraio 15th, 2022 Riccardo Fucile
DA 40 ANNI LA DONNA PORTAVA I FIORI SULLA TOMBA DEL PADRE DEI SUOI SETTE FIGLI E SI ERA TRASFERITA VICINO AL CIMITERO PER POTER ANDARE TUTTI I GIORNI A TROVARLO
Stroncata da un attacco di cuore, il giorno di San Valentino, sulla tomba del marito, dove era andata a portare fiori per la ricorrenza del 14 febbraio .
Infarto fatale per Erminia Dossi, una signora di 85 anni, originaria di Fara d’Adda, ma residente a Treviglio, nella Bassa Bergamasca. L’anziana, tutti i giorni da molti anni, faceva visita al coniuge, Giacomo Bonacina, con cui aveva condiviso gli anni più belli e aveva avuto sette figli. Un legame molto forte, anche se l’uomo era scomparso quarant’anni fa.
E, proprio per sentirlo vicino, la donna aveva scelto di abitare poco lontano dal cimitero, in un condominio in via Beato Angelico. Nel giorno che celebra gli innamorati, Erminia Dossi non poteva certo far mancare un mazzo di fiori sulla lapide del consorte. Così, poco dopo le 13, la donna è stata trovata riversa sulla tomba del marito, ormai priva di vita.
Dai primi accertamenti medici, la causa della morte dell’anziana sarebbe appunto un infarto. Immediato l’allarme al 112, che ha inviato sul posto un’automedica e un’ambulanza della Croce Rossa di Treviglio. L’intervento dei sanitari, purtroppo, è stato inutile e per la donna non c’è stato nulla da fare. Al cimitero cittadino è intervenuta anche una pattuglia del Commissariato di Treviglio per i rilievi in cui viveva. Il funerale sarà celebrato mercoledì alle 10.30.
(da agenzie)
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Febbraio 15th, 2022 Riccardo Fucile
ACCANTO A QUELLA DEI POTENTI C’ERA E C’È UN FIORIRE DI SOTTOCASTE ALTRETTANTO FAMELICHE, CHE APPROFITTANO DELLA MANCANZA DI BIASIMO SOCIALE PER SOTTRARRE ALLA COMUNITÀ MILIARDI DI SOLDI PUBBLICI
Quando leggi di centinaia di truffatori indagati per avere lucrato quattro miliardi con gli
incentivi edilizi.
Quando nelle intercettazioni li senti parlare allegramente di panzerotti, che sarebbero i soldi, trasferiti nei paradisi fiscali.
Quando li ascolti esultare al telefono per le scappatoie offerte da leggi mal scritte e burocrazie farraginose: «Lo Stato è pazzesco, gli piace farsi fregare (eufemismo)».
Ecco, in momenti del genere ti tornano alla mente le parole dei magistrati di Mani pulite, di cui in questi giorni si celebra il trentennale.
Rovesciando un diffuso luogo comune, quei giudici hanno sempre sostenuto che l’inchiesta non si fermò perché era salita troppo in alto, ma perché era scesa troppo in basso.
Il consenso popolare, elevatissimo finché si era trattato di fare le bucce ai politici, si esaurì quando le indagini cominciarono a scoperchiare la corruzione spicciola, quella dei panzerotti. Inutile precisare che, come non tutti i politici sono ladri, così non tutti gli imprenditori sono prenditori.
Ma è sicuro che la famigerata Casta contro cui alcuni partiti oggi in via di disfacimento hanno costruito le loro fortune era solo una parte del problema.
Accanto a quella dei potenti c’era e c’è un fiorire di sottocaste altrettanto fameliche e corporative, che approfittano della mancanza di biasimo sociale per sottrarre alla comunità (cioè, lo ricordo, a noi) miliardi di soldi pubblici (cioè, lo ricordo, anticipati da noi).
Rivoglio indietro i miei panzerotti.
(da il “Corriere della Sera”)
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Febbraio 15th, 2022 Riccardo Fucile
LUI MUMMIFICATO, LEI SMALTATA COME UNA VASCA DA BAGNO, DIETRO A UN TAVOLO COSPARSO DI PETALI E UNA GIGANTESCA TORTA CON MACARONS E CUORE ROSSO
Anche l’ottantacinquenne Silvio Berlusconi ha voluto festeggiare San Valentino. Postando una foto in cui brinda con la fidanzata trentunenne Marta Fascina, che da un paio d’anni ha sostituito Francesca Pascale nel suo cuore.
«Buon San Valentino con chi amate e a chi ama l’Italia!», ha scritto il leader di Forza Italia, fresco di rinuncia alla candidatura alla presidenza della Repubblica, postando uno scatto in cui brinda con la fidanzata. Davanti alla coppia, circondata da cascate di stelle filanti, un tavolo cosparso di petali e una gigantesca torta sormontata dal classico cuore rosso.
La coppia in cui pochi credevano sembra funzionare. Marta Antonia Fascina, nata in Calabria, cresciuta in Campania, laureata in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, sarebbe legata a Berlusconi dalla primavera 2020. I primi rumor erano iniziati proprio in quel periodo. Poi, nell’agosto dello stesso anno, la prima estate «ufficiale» a Villa Certosa, la residenza del Cavaliere in Costa Smeralda.
Da allora la trentunenne non ha mai smesso di dimostrare tutto il suo amore a Berlusconi. Lo scorso agosto, per dire, s’è tatuata le sue iniziali, S. B., sull’anulare sinistro (avevano fatto lo stesso, in passato, Sabina Began e Francesca Pascale).
Poi, quando lui nel settembre 2021 ha spento 85 candeline, la Fascina ha voluto fargli gli auguri con una foto social che li ritraeva mano nella mano sullo sfondo di un giardino pieno di fiori: «Buon compleanno amore mio», aveva scritto la deputata di Forza Italia accompagnando le parole con tre cuori rossi.
(da agenzie)
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Febbraio 15th, 2022 Riccardo Fucile
A FRANZONI CONTESTATA L’ISTIGAZIONE A DELINQUERE
Il flop della manifestazione no vax di ieri ha fatto infuriare gli stessi organizzatori che si
aspettavano molta più gente. Per fortuna invece non è stato così, e, nonostante la concessione a manifestare, i no vax hanno comunque violato le direttive della Questura di Roma
Alcuni manifestanti hanno piantato delle canadesi e promettono di restare in sit in. L’iniziativa prevista inizialmente al Circo Massimo, dopo lo stop da parte della prefettura della tre giorni ai Pratoni del Vivaro, si è tenuta a Piazza Venezia.
Intanto, saranno denunciati per manifestazione non preavvisata i promotori della manifestazione no vax di oggi a Roma, tra cui il generale Pappalardo, si apprende da fonti investigative. Al vaglio la posizione degli altri partecipanti della protesta, circa 200, quasi tutti identificati.
Denunciato dalla polizia anche Nicola Franzoni intercettato a Velletri per istigazione a delinquere, alla luce di numerosi video pubblicati nei giorni scorsi in cui incitava a forzare i controlli con i camion.
Diversi manifestanti sono stati intercettati duranti i controlli predisposti dalla questura in varie zone della città stamattina e invitati a lasciare camper e altri mezzi per raggiungere il centro della città. La manifestazione era prevista al Circo Massimo ma si è poi tenuta davanti all’Altare della Patria a Piazza Venezia. I manifestanti hanno lasciato un presidio di circa una settantina di persone che si sono accampati con delle tende a Piazza San Marco.
(da agenzie)
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Febbraio 15th, 2022 Riccardo Fucile
“L’OBBLIGO HA CONVINTO TUTTI A METTERSI IN REGOLA“
Gianluca Donadel guida la LogUp Service, una società che si occupa di movimentazione merci, dal trasporto tradizionale fino alla consegna nelle case e all’installazione degli elettrodomestici. Aveva un problema No vax fra i suoi dipendenti: il 15% era non vaccinato.
Ma nel giorno in cui scatta il Super Green pass sul lavoro, spiega a Il Messaggero che la situazione è cambiata: «L’obbligo del Green pass ha convinto tutti a mettersi in regola. Da parte nostra non c’è stata nessuna pressione, però l’effetto di sensibilizzazione della legge si è visto».
Ma c’è sempre difficoltà ad assumere dipendenti: «Se trovare il personale prima era difficile, con l’obbligo del Green pass si è accentuato questo problema. Noi come azienda abbiamo visto migliorare la situazione. Molti dei nostri dipendenti che erano restii a vaccinarsi, si sono convinti come conseguenza del provvedimento del governo che ha introdotto l’obbligo del Green pass. Avevamo circa il 15 per cento di non immunizzati. Alla fine hanno scelto tutti di vaccinarsi. Per fortuna, visto che nel nostro settore a gennaio e febbraio il lavoro diminuisce, a marzo riprende, e in primavera riparte alla grande. Non ci possiamo permettere di trovarci senza autisti o specialisti che installano gli elettrodomestici. Però tengo a precisare che come titolare dell’azienda non ho atto mai pressioni. Noi abbiamo operato in conformità delle leggi».
(da agenzie)
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Febbraio 15th, 2022 Riccardo Fucile
L’AGENZIA DELLE ENTRATE NON HA ANCORA LE LISTE
Ad oggi gli elenchi dei cittadini sanzionabili non esistono. All’Ader non hanno ricevuto il
nome di un solo destinatario. E senza l’elenco dei non vaccinati, gli operatori non potranno far partire né le lettere di segnalazione né le multe
L’Agenzia delle Entrate non ha ancora ricevuto dal ministero della Salute le liste dei cittadini che non si sono vaccinati. Anche se la norma dell’obbligo vaccinale per gli over 50 è in vigore dal primo febbraio. E quindi nessuno degli 1,5 milioni che non si è ancora immunizzato ha ricevuto la lettera che lo invita a immunizzarsi e lo minaccia di multa. Il meccanismo, che parte dal DL 1/2022 in vigore dall’8 gennaio scorso che ha introdotto l’obbligo vaccinale per gli over 50, era stato spiegato dallo stesso ministro della Salute Roberto Speranza: «Sarà cura del ministero della Salute fornire gli elenchi dei soggetti inadempienti, anche acquisendo direttamente dal sistema tessera sanitaria le informazioni relative alla somministrazioni acquisite giornalmente dall’anagrafe vaccinale»
E questo perché «il decreto legge prevede una fase di contraddittorio, il ministero della Salute invierà una comunicazione agli inadempienti che potranno trasmettere alla Asl competente l’esenzione o il differimento dell’obbligo vaccinale». Ma, racconta oggi Il Giornale, qualcosa è andato storto. Ad oggi, infatti, gli elenchi dei cittadini sanzionabili non esistono. All’Ader non hanno ricevuto il nome di un solo destinatario. E senza l’elenco dei non vaccinati, gli operatori non potranno far partire né le lettere di segnalazione, né le ingiunzioni di pagamento delle multe. E, secondo quanto scrive il quotidiano, le multe potrebbero arrivare soltanto in estate. Quando magari l’obbligo vaccinale sarà stato tolto, come vuole la Lega.
Non solo. Come abbiamo spiegato qualche tempo fa, basterà fare opposizione per ritardare l’arrivo della multa fino a 260 giorni. E questo perché prima dell’avviso il No vax riceverà una comunicazione di avvio del procedimento. E in quella occasione potrà anche decidere di prendersi i dieci giorni di tempo per inviare all’autorità competente le ragioni che lo hanno fatto soprassedere dalla scelta di immunizzarsi. E poi potrà appellarsi al giudice di pace chiedendo la sospensione dell’avviso di addebito. Soltanto se il giudice non accoglie l’istanza, le Entrate potranno avviare l’iter per il recupero coattivo della somma, maggiorata delle spese successive.
(da agenzie)
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Febbraio 15th, 2022 Riccardo Fucile
“NON HO ABBASTANZA INFORMAZIONI SUI VACCINI“
Ha smentito il suo biografo ufficiale che, nelle scorse settimane, aveva raccontato di voci sul presunto vaccino di Novak Djokovic dopo il caos di Melbourne e la vittoria di Rafael Nadal agli Australian Open. Rumors che, evidentemente, non erano veritieri. Perché è lo stesso tennista serbo, numero 1 del ranking ATP, a spiegare i motivi della sua scelta di non immunizzarsi contro il Covid in una lunga intervista rilasciata alla BBC in cui ha cercato di spiegare i suoi “perché”.
Motivazioni che, però, non sembrano poter avere un riscontro tangibile con la realtà.
La frase più forte della sua intervista riguarda i prossimi impegni in campo, con la eventi di rilievo che rischiano di non vederlo protagonista: né sull’erba inglese, né sulla terra rossa di Parigi. Perché Novak Djokovic dice di non aver abbastanza dati a disposizione sui vaccini e quindi è pronto a fare delle rinunce:
“Se sarei pronto a sacrificare la partecipazione a competizioni come Wimbledon e Open di Francia per la mia posizione sul vaccino? Sì, questo è il prezzo che sono disposto a pagare”.
Un prezzo già pagato in Australia, con Rafa Nadal che – grazie alla sua forza e all’assenza del tennista serbo – ha conquistato il suo 21° titolo Open, sopravanzando in un colpo solo proprio Djokovic e Roger Federer. Ma questo non scalfisce le posizioni del numero 1 del ranking ATP che, dunque, mette a tacere anche le voci messe in giro dal suo biografo ufficiale Daniel Müksch.
Il serbo rinnega l’etichetta di no vax, sottolineando come fin da piccolo si sia sottoposto ad alcune vaccinazioni. Ma le sue motivazioni e le risposte ai “perché” rinchiudono tutti i cliché di quell’universo che si sta opponendo all’immunizzazione anti-Covid:
“Non sono mai stato contrario alla vaccinazione. Capisco che a livello globale, tutti stanno cercando di fare un grande sforzo per gestire questo virus e vedere, si spera, una fine presto a questo virus”.
“Non sono contrario, ma…”
Il giornalista della BBC che lo ha intervistato ha provato a spiegargli come siano state somministrate più di 10 miliardi di dosi di vaccini Covid e circa sei persone su 10 a livello globale ne abbiano ricevuta almeno una. Ma la risposta di Djokovic è laconica: “Non ho abbastanza informazioni sul vaccino”.
Non sappiamo quali siano le informazioni necessarie al tennista serbo, visto che le evidenze sono alla portata di tutti. La sua, dunque, sembra essere più una questione di principio che va contro i dati consolidati forniti dalla scienza. Ma per il futuro apre le porte alla sua immunizzazione: “Sto tenendo la mia mente aperta”.
Ma lui non vuole obblighi, vuole decidere per se stesso, quasi non considerando la situazione globale che ha soffocato il mondo in questi lunghi due anni di pandemia. Poi l’attacco all’Australia per la sua decisione di revocargli il visto ed espellerlo alla vigilia degli Australian Open:
“Il motivo per cui sono stato espulso dall’Australia è stato perché il ministro dell’Immigrazione ha usato la sua discrezione per annullare il mio visto in base alla sua percezione che avrei potuto creare un sentimento anti-vax nel paese o in città, cosa con cui non sono completamente d’accordo”.
E che non fosse d’accordo era, è stato e sarà evidente a tutto il mondo.
(da agenzie)
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