Marzo 23rd, 2022 Riccardo Fucile
LE FORZE RUSSE SAREBBERO RIMASTE CON SCORTE DI MUNIZIONI E CIBO IN GRADO DI SOSTENERNE L’OFFENSIVA PER “NON PIÙ DI TRE GIORNI” E CIRCA 300 SOLDATI SI SAREBBERO RIFIUTATI DI ESEGUIRE GLI ORDINI
Che l’Operazione militare speciale in Ucraina non vada come Vladimir Putin si aspettava lo sanno tutti, ma sulle perdite subite dall’esercito russo non c’è ancora alcuna chiarezza. Una cifra che sembrava essere uscita per errore sul quotidiano Komsomolskaya Pravda , 9.861 morti, è stata smentita ieri decisamente.
Ma allora, quante sono in realtà? Il portavoce di Putin Dmitrij Peskov si è limitato ieri a rinviare diplomaticamente i giornalisti alla Difesa. Ma lì i reporter si sono trovati davanti un muro di gomma. L’ultimo dato ufficiale risale al 2 marzo, 498 morti. Poi più nulla: sono informazioni riservate. Vista l’esperienza delle «operazioni» passate, in Afghanistan e in Cecenia, si vuole impedire che a casa si sappia dei caduti.
Anche i cadaveri e i feriti vengono dirottati allo stesso scopo in parte in Bielorussia. Gli ucraini sostengono che le perdite russe sono altissime, addirittura 15 mila dall’inizio della campagna (lo stesso ha detto in Parlamento il nostro capo di Stato maggiore della Difesa Giuseppe Cavo Dragone). In parte si tratta di ragazzi sotto le armi, mandati al fronte «per errore», almeno secondo la spiegazione data dal Cremlino quando i racconti diretti fatti da prigionieri hanno preso a circolare.
Ma appare confermato che l’Esercito abbia un serio problema, nonostante sulla carta possa disporre di oltre un milione di uomini. Così in questi giorni è venuto fuori che nelle città russe si sta tentando di reclutare immigrati dell’Asia centrale promettendo loro la concessione della cittadinanza dopo un periodo di servizio in Ucraina. Ci sono organizzazioni che sembrano operare in favore delle strutture militari ufficiali, come il sito UzMigrant.
Il direttore della società che lo gestisce, Bakhrom Ismailov, in un video in uzbeko promette: «Il servizio a contratto come effettivo russo consente a chiunque di ottenere la cittadinanza in tre mesi». Tra pochi giorni, poi, iniziano a terminare il servizio di leva 130 mila giovani arruolati l’anno scorso. Non sono certo professionisti ma hanno una buona esperienza e potrebbero essere utilizzati in massa nei combattimenti. Ci sono pressioni perché si raffermino. Se poi fosse necessario, si ricorrerebbe all’aiuto della Bielorussia di Lukashenko che sarebbe pronto a mandare i suoi.
(da ik “Corriere della Sera”)
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Marzo 23rd, 2022 Riccardo Fucile
AVREBBERO LASCIATO ANCHE IN UN DISTRETTO DI MAKARIV, DOVE LE TRUPPE DI KIEV STANNO RIGUADAGNANDO TERRENO… ALCUNI SAREBBERO SCAPPATI RUBANDO UN’AUTO, GUIDANDO VERSO IL CONFINE NORD
A dirlo in via ufficiale, da parte ucraina, è il Center for Defense Strategies, il think tank
guidato dall’ex ministro della Difesa di Kiev Andriy Zagorodnyuk.
Ci sarebbero disertori tra i russi. Soldati che hanno voltato le spalle a Putin e sono scappati, alcuni verso la Bielorussia, «lasciando l’area delle operazioni nella zona di Okhtyrka, regione di Sumy, vicino al confine Nordest con la Russia», dichiara il centro di intelligence. «Hanno scelto di abbandonare per evitare la morte».
Sarebbero trecento, secondo gli ucraini. Avrebbero lasciato anche ad Havronshchyna, nel distretto di Makariv, dove le truppe di Kiev stanno riguadagnando terreno. La controffensiva li ha colti di sorpresa. Alcuni sarebbero scappati rubando un’auto, guidando verso il confine Nord. Secondo il Pentagono, Mosca ha perso il suo potenziale offensivo» e si vede costretta a chiamare rinforzi dalle sacche più lontane del Paese, mentre si ritira dalle battaglie chiave.
A questo scenario si aggiungerebbero i disertori, denunciati dagli ucraini. I generali di Kiev sostengono che i russi hanno cibo, carburante e munizioni sufficienti solo per altri tre giorni di combattimenti e che le offensive sono state bloccate.
Il Cremlino non sarebbe riuscito a rifornire le truppe al fronte. Sempre per il centro strategico ucraino, «le forze russe sono consapevoli della disperazione della loro situazione e scelgono sempre più spesso la diserzione, per evitare la morte».
Alcuni soldati si sarebbero tolti la divisa militare per indossare abiti civili rubati, per poi salire in macchina e fuggire. Gli Stati Uniti stimano che la Russia abbia già impegnato più del 60% dei suoi aerei ed elicotteri da guerra in Ucraina, così come il 75% delle sue forze convenzionali.
A fronte di copiose perdite, ora starebbe privilegiando un maggiore uso dei droni. Ma un altro fianco sarebbe scoperto per Mosca, quello delle comunicazioni: le truppe russe starebbero utilizzando sempre più comunicazioni non classificate, che possono essere intercettate più facilmente dagli ucraini, portando a individuare da dove arriva il nemico e ad anticiparne le mosse.
Nel frattempo, anche Anonymous sta aiutando la causa ucraina: «Stiamo attaccando siti web governativi in Russia, stampando con le loro stampanti, colpendo siti web russi, hackerando telecamere russe e inviando messaggi di testo ai cittadini russi sull’Ucraina e anche facendo trapelare molti dati», hanno reso noto gli attivisti dell’organizzazione hacker su Twitter.
Poi ci sono le immagini satellitari di Maxar, società statunitense, che mostrano un apparente accumulo di truppe in Bielorussia, con tanto di accampamenti e attrezzature vicino al confine.
L’Ucraina teme l’invasione da Nord, e teme che Mosca intanto spinga sul reclutamento dei mercenari. Quanto ai disertori russi, il 16 marzo scorso il cancelliere tedesco Olaf Scholz aveva dato loro qualche speranza, parlando di una possibile accoglienza in Germania e in Europa. «È una questione che riguarda il diritto di asilo – ha detto Scholz -. Le nostre leggi sono preparate a questo». Come dire, abbandonate il fronte, fermate la guerra, venite qui e sarete al sicuro.
(da la Stampa)
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