Aprile 18th, 2022 Riccardo Fucile
“PUTIN DICA LA VERITA'”… IN RETE CIRCOLANO DECINE DI DICHIARAZIONI DI PARENTI DI MORTI E DISPERSI
“Dedicherò tutta la mia vita perché la verità prevalga”: Dmytro
Shkrebets, padre di Yegor, marinaio del Moskva dato per disperso, prende l’iniziativa e si fa portavoce delle famiglie dei membri dell’equipaggio dell’incrociatore lanciamissili russo affondato nel Mar Nero.
I russi negano che ci siano stati morti, ma i parenti parlano ormai apertamente di decine di vittime in questa tragedia sempre più simile a quella del sottomarino Kursk che 22 anni fa sollevò un’ondata di indignazione e proteste che investì direttamente Vladimir Putin, da poco salito alla presidenza.
Mosca non ha parlato di vittime, ma in rete circolano dichiarazioni di persone che si presentano come parenti di morti o dispersi. Il Guardian scrive che Yulia Tsyvova, la madre di un marinaio di leva di 19 anni, ha ricevuto direttamente dal ministero della Difesa la notizia della morte del figlio Andrei.
Varvara Vakhrusheva, moglie del guardiamarina Iva Vakhrushev, 41 anni, annuncia il decesso del marito, scrivendo su un social network che è morto da “eroe, facendo il suo dovere”. Il bilancio sarebbe di 40 morti e molti feriti stando alla testimonianza di una donna che si presenta come la madre di un marinaio sopravvissuto, ma non fornisce il suo nome, citata dalla Novaya Gazeta Europe.
Emblematica delle contraddizioni della società russa è la reazione di Dmytro Shkrebets. Da un lato l’uomo sostiene quella che le autorità chiamano “l’operazione militare speciale” arrivando ad affermare che “l’Ucraina non dovrebbe esistere”. Ma dall’altro fa sentire la sua protesta. “Ho chiesto direttamente perché voi ufficiali siete vivi e mio figlio, appena arruolato, è morto?”, afferma l’uomo, citato dal sito indipendente Meduza.
La reazione ricorda quella dei parenti dei 118 membri dell’equipaggio del sottomarino nucleare Kursk, affondato nel Mare di Barents nell’agosto del 2000, che Putin incontrò nella base della Marina di Vidyayevo dieci giorni dopo la tragedia. Madri e mogli dei marinai gridarono tutta la loro rabbia contro il presidente, eletto per la prima volta solo cinque mesi prima, protestando per i ritardi nei soccorsi e la mancanza di spiegazioni. Ma non si era trattato della prima oscura tragedia nella storia della Marina russa.
Nel 1961 un sottomarino sovietico K-19, aveva subito un guasto al reattore e diversi membri dell’equipaggio erano stati colpiti da radiazioni letali. Mosca nascose la tragedia per quasi 30 anni, prima che diventasse di pubblico dominio e ispirasse anche il film ‘The Widowmaker’, (il fabbricatore di vedove) del 2002, con protagonista Harrison Ford.
(da agenzie)
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Aprile 18th, 2022 Riccardo Fucile
IL CLIMA DI INTIMIDAZIONE VERSO CHI NON SI ALLINEA AL REGIME CRIMINALE
La politologa e giornalista russa Ekaterina Schulmann ha denunciato sul suo profilo Facebook che le avrebbero attaccato più cartelli con il suo volto accompagnato dalla scritta «Sostiene i nazisti».
Le foto sarebbero state attaccate all’ingresso, al primo e al terzo piano dell’edificio.
Scrive che il tratto caratteristico di questi gesti è il «formalismo», perché hanno appeso i cartelli nella casa in cui non vive più dieci anni e neanche dove registrava il suo programma televisivo.
La politologa è infatti molto nota in Russia per il suo programma radiofonico “Echo di Mosca” che ha poi interrotto la programmazione a causa della guerra. Ekaterina Schulman aveva dichiarato alla Bbc: «Le persone come me potrebbero trovarsi senza un posto dove lavorare. Molto presto non ci saranno più organi di informazione, aule o altre piattaforme in cui possiamo parlare con il pubblico».
Oggi ha fatto un altro post sul suo profilo Facebook raccontando l’arrivo della polizia, denunciando il comportamento che hanno avuto nei confronti della situazione. Sono stati chiamati due volte da lei.
La prima si sarebbero limitati a prendere i volantini e ad andarsene. La seconda volta si sarebbero presentati altri due agenti, un uomo e una donna, che le hanno fatto diverse domande, a suo avviso, da presa in giro.
«Come erano gli sconosciuti che appendevano i volantini?» le avrebbero chiesto. «Mi prendi in giro? Se li avessi visti, non sarebbero stati sconosciuti» avrebbe risposto. Poi le avrebbero chiesto il rapporto che ha con i vicini. Quando lei ha detto che era positivo loro scherzando avrebbero detto: «Allora sono tuoi fan ahahah». Ha concluso il post dicendo: «Penso che se qualcuno scrivesse sulla mia porta “Pace”, sarebbe già in galera».
(da agenzie)
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Aprile 18th, 2022 Riccardo Fucile
LO AVEVA IN TASCA UN SOLDATO RUSSO FATTO PRIGIONIERO, UN ALTRO LADRO CHE RUBA A UNA BAMBINA
È una di quelle piccole storie che nella tragedia luttuosa di una
guerra sanno ancora regalare un sorriso e un pizzico di speranza.
A raccontarla su Twitter è stato il giornale indipendente ucraino The Kyiv Independent, che dichiara come fonte la 93a brigata Kholodnyi Yar dell’esercito ucraino.
Le truppe ucraine hanno restituiscono a una bambina di 10 anni lo smartphone che i soldati russi le avevano portato via mentre il 15 marzo stava fuggendo con la sua famiglia da Trostianets nell’oblast di Sumy, in quei giorni sotto occupazione russa.
Quante probabilità avrebbe mai avuto di rivedere quel telefono tra le sue mani, pochissime se non zero.
E invece dopo ben un mese i soldati ucraini hanno scoperto lo smartphone della ragazzina tra gli effetti personali di un soldato russo che avevano catturato.
I militari hanno chiamato i numeri presenti in rubrica per rintracciare il proprietario. Trovata la famiglia della piccola, le hanno restituito lo smartphone e donato una bellissima storia di Pasqua.
(da agenzie)
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Aprile 18th, 2022 Riccardo Fucile
LA VERGOGNA DI AUTORIZZARE LA PRESENZA DI SODALI DEL CRIMINALE DEL CREMLINO CON TANTO DI BANDIERE DELLA REPUBBLICA AUTOPROCLAMATA DEL DONETSK… CHE NE PENSA IL SINDACO DI FDI?
Verona continua a fare notizia per le sue posizioni reazionarie.
Nella centralissima piazza Brà, l’attuale amministrazione di Verona ha autorizzato un gazebo che ha sventolato le bandiere delle autoproclamate, e non riconosciute da alcuno, repubbliche di Donetsk e Lugansk: un chiaro segno a favore della spietata invasione russa in Ucraina.
La sedicente organizzazione, autorizzata ad occupare lo spazio pubblico vorrebbe ‘tutelare’ i bambini russofoni del Donbass.
Questo proprio quando ogni giorno si apprende dai media che decine e decine di bambini ucraini, proprio in quelle terre, sono stati strappati alle loro famiglie e deportati in strutture russe con non ben precisati scopi, oggetto di indagini di organizzazioni internazionali, dall’Onu alla Corte Internazionale dell’Aja.
Si tratta di interventi da parte dell’esercito russo al di fuori dal contesto degli aiuti umanitari e che si aggiungono alle brutali violenze, torture ed uccisioni della popolazione civile, oltre alla devastante distruzione del territorio.
Si ravvisano, quindi, estremi per configurare crimini di guerra, e da più parti si è anche iniziato a parlare di genocidio nei confronti del popolo ucraino.
Non è la prima volta che l’attuale amministrazione pecca di mancata sorveglianza, in quanto già sabato 9 aprile, durante la manifestazione No vax, una ‘giovane russa’, nota sostenitrice delle deliranti tesi panrusse, ha tenuto un vero e proprio comizio dalla scalinata di Palazzo Barbieri a favore di Putin e della sua guerra.
La scalinata è usualmente interdetta a tutte le manifestazioni di carattere politico, perché parte dei luoghi istituzionali. Ma evidentemente per qualcuno non è così.
(da Globalist)
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Aprile 18th, 2022 Riccardo Fucile
CHE COMICHE…”ALLORA PROVEREMO A PARMA” “CANDIDERO’ FABRIZIO CORONA, PENSO NEL MERIDIONE”
I precedenti sono quasi tutti infausti. Anche quelli di cui il ricordo è
più fresco. E dovrebbe mettere in guardia gli emuli.
Per esempio le preferenze strappate da Pippo Franco alle ultime comunali di Roma, nella civica di Enrico Michetti: 81.
O le 20 (classico caso di nemmeno i parenti) dell’ex miss Nadia Bengala, in lizza, sempre alle consultazioni dell’ultimo autunno, con Virginia Raggi. Eppure, con sprezzo dell’imprudenza, riecco i vip pronti a lanciarsi nell’agone della cosa pubblica.
L’ultimo, quello che sta facendo più discutere in queste ore, è Marco Castoldi in arte Morgan. Quasi candidato alle comunali di Verona, nella lista Rinascimento di Vittorio Sgarbi.
Ma quasi appunto, un po’ perché lui per primo ci sta pensando – «Di fronte all’azione politica sono affascinato, ma valuterò» – un po’ perché il sindaco di cui l’ex X Factor dovrebbe farsi supporter, racimolatore di consensi, non lo vede affatto di buon occhio: «Morgan è un grande artista, ma non sarà nelle mie liste», ha tagliato corto Federico Sboarina, ex leghista ora passato con FdI, che corre per la riconferma sotto l’Arena.
Sgarbi però non demorde. E dunque rilancia: «Se non vogliono candidare Morgan a Verona, senza troppe polemiche, lo candideremo a Parma, altra città in cui la musica conta». Mica per fare il consigliere comunale semplice: «Lo vedo minimo come assessore, o comunque con un ruolo operativo, un’autorità garante per la musica».
Non è il solo colpo in canna del critico e deputato, da anni formidabile moltiplicatore di candidature di sé stesso lungo lo Stivale: «Candiderò Fabrizio Corona, penso nel Meridione». Ci sarebbe la legge Severino… «Ci ho parlato, dice che è disponibile e candidabile. Meglio lui di un grillino. Voglio chiederlo anche a Fausto Leali».
Il più in alto in grado, nelle fila dei candidati vip di questa tornata, in calendario il prossimo 12 giugno, è senza dubbio Damiano Tommasi, gloria pallonara della Roma dell’ultimo scudetto, che cominciò la carriera nel Verona dove ora si candida sindaco, con l’assist convinto di M5S e Pd.
A Riccione – e dove sennò? – ha annunciato la candidatura a sindaco Claudio Cecchetto, talent scout di un’infinita schiera di personaggi dello spettacolo, da Gerry Scotti a Tracy Spencer, storico dj, produttore discografico, conduttore radio e tv. Lì dove negli anni ’80 inventò il format dell’Acquafan, ora corre per la fascia tricolore con la sue liste civiche.
Altre carte vip per ora rimangono coperte. Del resto il puzzle elettorale prevede che prima vadano trovati gli incastri dei candidati a sindaco e che solo dopo si aggreghino gli aspiranti consiglieri.
A Cuneo, nel centrodestra c’è chi avrebbe voluto prima cittadina Stefania Belmondo, olimpionica dello sci di fondo. Ma l’ipotesi sembra evaporata.
Altri partiti, considerati i trascorsi non proprio brillanti, in termini di riuscita, di attori, sportivi e cantanti in lista, ripiegano sull’usato sicuro: politici local, niente star e starlette.
(da agenzie)
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Aprile 18th, 2022 Riccardo Fucile
SI SCATENA LA RABBIA DEI FEDELI, SCONTRI IN VARIE CITTA
Non sono festività pasquali tranquille quelle che si stanno svolgendo in Svezia. Nella capitale Stoccolma, ma anche a Malmoe, Linköping e Norrköping, è infatti da quattro giorni in corso una vera e propria guerriglia urbana con tafferugli, scontri con la polizia, cassonetti incendiati e trasformati in barricate, auto distrutte, vetri infranti oltre naturalmente a decine di arresti da parte delle forze dell’ordine. §
Ma cosa sta accadendo nel Paese scandinavo? I disordini imperversano da giovedì sera, quando il leader danese d’estrema destra, Rasmus Paludan, attualmente in Svezia per un tour di comizi, ha dato alle fiamme una copia del Corano – come spesso fa dopo i suoi aggressivi discorsi – al termine di un incontro nella città di Linköping.
La provocazione non poteva passare inosservata nella grande comunità islamica svedese. I toni violenti e razzisti della sua propaganda avevano causato già forte risentimento dei musulmani (bersaglio delle invettive di Paludan) ma la rabbia è esplosa dopo che il neonazista ha incendiato il testo sacro.
Le violenze di piazza sono deflagrate dopo che la polizia ha rifiutato di annullare i comizi contestati: la legge svedese, molto permissiva in fatto di libertà di espressione, non lo consentirebbe.
Le manifestazioni più violente sono state organizzate a Norrköpping , dove diversi agenti sono rimasti feriti nel tentativo da parte degli attivisti islamici di forzare alcuni blocchi; gli agenti sono stati bersaglio di sassaiole e hanno risposto con gas lacrimogeni e spray al peperoncino. La scena, tra giovedì e sabato, si è ripetuta alla periferia di Stoccolma a Malmoe dove nel quartiere di Rosengrad è stato incendiato un autobus. Scontri si sono accesi infine a Linkoping.
La permissività delle forze dell’ordine svedesi sta creando qualche problema al governo nei confronti dei Paesi a maggioranza musulmana: oggi il Ministro degli Esteri iracheno ha convocato un alto diplomatico svedese a Baghdad affermando che questo tipo di incidenti possono avere gravi ripercussioni .
Le posizioni razziste di Rasmus Paludan sono infatti note: leader del partito danese Stram Kurs (in italiano: Linea Dura), da anni il neonazista chiede la messa al bando dell’Islam e l’espulsione di tutti i richiedenti asilo non occidentali dalla Danimarca.
Il quarantenne, che nel 2020 ha assunto anche la cittadinanza svedese, ha ripetutamente bruciato il Corano in piazza al termine dei suoi comizi carichi di odio e razzismo.
(da Fanpage)
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Aprile 18th, 2022 Riccardo Fucile
LO HA DETTO LA GOVERNATRICE DELLA BANCA CENTRALE RUSSA: “L’ECONOMIA PUO’ VIVERE SULLE SCORTE SOLO PER UN PERIODO LIMITATO”
Le sanzioni imposte a causa dell’invasione dell’Ucraina stanno
cominciando a produrre effetti sull’economia della Russia. I provvedimenti “hanno colpito in un primo momento il mercato finanziario anche se ora avranno un impatto più forte sull’economia” russa. Lo afferma, in un discorso alla Duma, la governatrice della Banca centrale russa Elvira Nabiullina secondo cui “il periodo in cui l’economia possa vivere sulle scorte è limitato“.
La governatrice ha sottolineato come la banca centrale non “proverà ad abbassare l’inflazione a ogni costo perché questo limiterebbe l’adattamento dell’economia” alla nuova situazione caratterizzata dalle sanzioni.
“E’ finito il periodo in cui l’economia può vivere di riserve. Già nel secondo e terzo trimestre entreremo in un periodo di trasformazione strutturale e di ricerca di nuovi modelli di business”, ha affermato Nabiullina, spiegando che le sanzioni hanno colpito principalmente il mercato finanziario, “ma ora cominceranno a colpire sempre più l’economia”.
Le aziende russe dovranno adattarsi perché, ha aggiunto, “i problemi principali riguarderanno le restrizioni sulle importazioni e alla logistica del commercio estero”. Inoltre “i produttori russi dovranno cercare nuovi partner, una nuova logistica o passare alla produzione di prodotti delle generazioni precedenti”, ma “per tutto questo ci vorrà tempo”. La Banca centrale russa sta anche valutando di emettere rubli digitali.
(da agenzie)
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Aprile 18th, 2022 Riccardo Fucile
I CODARDI RUSSI HANNO PAURA DI ADDENTRARSI NEI CUNICOLI, SI TEME L’USO DI ARMI CHIMICHE PER UCCIDERE I PATRIOTI
A Mariupol “ci sono ancora le nostre forze armate, i nostri soldati, che combatteranno fino alla fine”. Lo ha dichiarato il primo ministro ucraino, Denys Shmyhal, in un’intervista ad Abc News.
La città di Mariupol, assediata dalle forze armate russe, non è ancora caduta. Si continua a combattere nell’acciaieria Azovstal, che con la sua vasta rete di tunnel sotterranei consente di sfuggire agli assalti nemici, e che è diventata la base del battaglione nazionalista Azov.
L‘ultimatum per la resa è scaduto all’alba e di ieri e gli ultimi combattenti ucraini asserragliati all’interno dell’acciaieria hanno rifiutato la proposta di deporre le armi offerta dalle forze russe, che ora minacciano di eliminarli. “Se continuano a opporre resistenza, saranno tutti eliminati”, ha fatto sapere il ministero della Difesa russo alla resistenza ucraina.
Il generale Igor Konashenkov ha detto che insieme alle truppe ucraine ci sono circa 400 mercenari stranieri, che combattono al fianco delle forze ucraine, accerchiati ad Azovstal, la maggior parte provenienti da Paesi europei e dal Canada, i quali comunicano in sei lingue, secondo le intercettazioni. L’affermazione di Konashenkov non può essere verificata in modo indipendente, sottolinea AP.
Non è chiaro come la Russia possa pianificare un’irruzione al suo interno, senza rischiare di avere innumerevoli perdite tra i suoi uomini.
Sarebbe complicato anche usare le bombe ‘bunker buster’, armi utilizzate ad Aleppo, senza avere una conoscenza precisa degli obiettivi, cosa non semplice data la vastità dell’area da attaccare: un complesso di edifici, fornaci e binari che si espande per oltre 11 chilometri quadrati.
A questo punto non è escluso che possa avere in programma un attacco chimico, secondo Agi.
(da agenzie)
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Aprile 18th, 2022 Riccardo Fucile
LEI NEGA TUTTO E SE LA PRENDE CON GLI EX COLLABORATORI CHE AVREBBERO AGITO “A SUA INSAPUTA” MA L’INDAGINE RISCHIA DI AVERE RIPERCUSSIONI SULLA VOLATA ELETTORALE
Marine Le Pen è accusata di appropriazione indebita di fondi
europei in rapporto dell’ufficio anti-frodi della Ue, datato 11 marzo, che è stato consegnato alla procura di Parigi. Lo ha confermato oggi alla Dpa la procura parigina, precisando che attualmente sta esaminando il dossier.
Ieri il sito di giornalismo investigativo Mediapart ha pubblicato parte del rapporto sulla leader dell’estrema destra francese – che domenica prossima sfiderà il presidente Emmanuel Macron nel ballottaggio per le presidenziali – che si sarebbe appropriata in modo indebito di quasi 137mila euro negli anni in cui è stata europarlamentare tra il 2004 e il 2007.
L’avvocato di Le Pen, Rodolphe Bosselut, citato da Mediapart, nega ogni accusa contro la candidata presidenziale che si riserva il diritto di intraprendere azioni legali contro ex collaboratori che potrebbero essersi appropriati dei fondi senza che lei ne fosse a conoscenza.
Secondo il rapporto pubblicato da Mediapart, l’inchiesta per appropriazione indebita coinvolgerebbe anche il padre di Le Pen, Jean-Marie, fondatore del Front National da lei poi rinominato Rassemblement National, il suo ex partner Louis Aliot e l’ex vice presidente del partito Bruno Gollnisch.
Insieme si sarebbero appropriati di 486mila euro. Aliot, ora sindaco di Perpignan, anche ha negato ogni accusa in dichiarazioni rilasciare oggi Franceinfo.
(da agenzie)
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