Aprile 17th, 2022 Riccardo Fucile
ERA IL 30 AGOSTO 2003 E L’AMMIRAGLIA DELLA MARINA DI MOSCA ERA ANCORATA AL LARGO DELLA MADDALENA
Una foto di 19 anni fa scattata in Sardegna mostra l’allora
presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e Vladimir Putin – all’epoca come oggi, presidente russo – in posa sul ponte dell’ammiraglia della marina di Mosca: l’incrociatore Moskva. La stessa nave colata a picco nel Mar Nero a sud di Odessa, centrata da due missili ucraini secondo la ricostruzione del Pentagono.
Era il 30 agosto 2003 e il Moskva era ancorato al largo della Maddalena, proprio davanti alla base americana di Santo Stefano. Berlusconi e Putin passarono in rassegna il picchetto d’onore e in quell’occasione il leader russo ribadì l’interesse per il sistema europeo di difesa e parlò di pace: «Penso che non abbiamo niente da temere dal processo di realizzazione della politica europea di difesa», aveva detto, «la Russia è pronta a collaborare con la Nato e con la Difesa europea».
(da il Corriere della Sera)
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Aprile 17th, 2022 Riccardo Fucile
STAREBBERO ISTRUENDO IL 112ESIMO BATTAGLIONE A UTILIZZARE I 5MILA MISSILI ANTI-TANK NLAW FORNITI DA LONDRA… L’MI6 STA COLLABORANDO CON KIEV PER PENETRARE LE COMUNICAZIONI RUSSE
Nell’ultimo incontro ufficiale tra Russia e Regno Unito l’11 febbraio scorso a Mosca, il ministro della Difesa Sergei Shoigu provocò così il pari britannico Ben Wallace: «Mi piacerebbe sapere perché Londra stia mandando forze speciali in Ucraina e quanto resteranno ». Ora ci sarebbe la conferma. Secondo il Times , il leggendario corpo di élite britannico Sas (Special Air Service) starebbe addestrando militari ucraini a Obolon, alla periferia Nord di Kiev, che due mesi fa i soldati regolari britannici avevano abbandonato prima dell’invasione ordinata da Putin, poiché si temeva che la capitale sarebbe caduta in pochi giorni. Invece, la resistenza ucraina è stata sorprendente. Anche grazie all’addestramento britannico negli ultimi anni.
In questi giorni, le Sas, che hanno ridotto la presenza in Afghanistan e Siria, starebbero istruendo le nuove giovani reclute e il 112esimo battaglione ucraini ad utilizzare i circa 5mila missili anti-tank NLaw sinora forniti da Londra. Armi eccezionalmente efficaci contro gli impacciati carri armati di Mosca, monouso (costo 40mila euro l’una) ma leggere (12,5 kg), facili da utilizzare e capaci di colpire a oltre 770 km/h obiettivi in movimento fino a 400 metri di distanza (e 800m per gli stazionari). Insieme agli altri missili anti-carro americani “Javelin” forniti dai britannici, che hanno una gittata superiore (circa 2 km) ma meno versatilità, gli NLaw hanno cambiato il corso di questa guerra.
Il ministero della Difesa britannico, come sempre sulle forze speciali, non commenta. Ma che le Sas orbitino da tempo in Ucraina non stupisce. Qualche giorno fa il Figaro , citando fonti di intelligence francese, aveva riportato la presenza loro e delle americane Delta. A metà febbraio, il Sunday Mirror aveva scritto che, prima dell’aggressione russa, cento forze speciali Sas e Sbs (Special Boat Service) erano state spedite a Kiev per addestrare gli ucraini in controguerriglia, artiglieria, cecchinaggio e sabotaggio dei piani di Mosca e delle forze speciali russe Spetsnaz per assassinare il presidente Volodymyr Zelensky.
Non solo. Si apprende che Londra, nei prossimi giorni, addestrerà altre centinaia di truppe ucraine nel Regno Unito. L’MI6 sta collaborando con Kiev per penetrare le comunicazioni russe. Mentre in Ucraina sono arrivate ex forze speciali inglesi in pensione soprattutto nella zona di Yaroviv (guardacaso bombardata dai russi settimane fa), e persino soldati “disertori” britannici, arrivati a combattere nel Paese contro gli ordini dei propri superiori.
Ma l’impegno militare britannico per l’Ucraina arriva da lontano.
Sin dall’indipendenza da Mosca nel 1991, quando arrivarono le prime truppe da Londra. Poi, dopo l’invasione russa della Crimea nel 2014, è scattata l’Operazione Orbital: l’esercito britannico ha addestrato da allora quasi 25mila truppe ucraine a Kiev, Odessa e Mykolaiv – artiglieria, fanteria, intelligence militare, logistica – e fornito numerose armi difensive non letali. Nel 2016, Londra e Kiev hanno firmato un memorandum di cooperazione militare di 15 anni per 2 miliardi di euro, e nel 2020 un altro sulla formazione aeronautica.
Ora, dopo l’invasione russa, il Regno Unito è stato il primo Paese occidentale a fornire armi letali a Kiev, seguite da una linea di credito di 1,5 miliardi di aiuti, 125 milioni per la Difesa ucraina, 120 veicoli armati, almeno 6mila missili difensivi anti-carro e anti-aerei come gli Starstreak, e misteriosi missili anti-nave, sebbene gli ucraini insistano che l’ultimo, clamoroso affondamento dell’incrociatore russo Moskva nel Mar Nero sia merito dei “Neptune” fatti in casa. Per tutto questo Mosca è furiosa con Londra – che ha ordinato ulteriori dure sanzioni contro la Russia – e minaccia «conseguenze mai viste» e la Terza Guerra Mondiale, considera Boris Johnson “il leader occidentale più ostile di tutti” e ieri lo ha dichiarato «persona non grata» insieme al suo governo, come già visto con gli Stati Uniti e Biden.
«Ma noi faremo ogni cosa possibile per l’Ucraina», ha promesso il primo ministro britannico nella sua recente visita a sorpresa a Kiev per incontrare “l’amico” Zelensky, che sente praticamente ogni giorno. Oltre alle accuse di voler distrarre l’opinione pubblica dallo scandalo “Partygate”, Johnson è diventato un falco sull’Ucraina per il legame storico del Regno Unito con Kiev. Ma anche perché cedere sulla Russia significherebbe mutilare la strategia anti-Cina nell’Indo-Pacifico, su cui Londra punta enormemente (proprio giovedì Boris vola in India da Modi, che spera di poter convincere a schierarsi contro lo zar).
Per questo, sebbene non punti alla caduta di Putin («sarebbe pericoloso e controproducente»), Johnson vuole infliggere una punizione severissima al presidente russo, strappargli nei prossimi mesi quanto più terreno occupato in Ucraina in questi anni e far così arrivare Kiev ai colloqui di pace nella posizione più forte possibile per «una soluzione a lungo termine», come discusso nella telefonata di ieri con Zelensky. Ossia mettere Putin, e le ambizioni della Cina su Taiwan, nella condizione di non (ri)provarci mai più.
(da La Repubblica)
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Aprile 17th, 2022 Riccardo Fucile
PRESE DI POSIZIONE A FAVORE DI PUTIN, BUFALE RUSSE E ODIO PER GLI USA
Da qualche ora circola lo screenshot di un post Facebook nel quale
vengono prese le difese di Vladimir Putin in chiave anti americana, definendo illegittimo il governo di Kiev in quanto «nato di fatto da un colpo di Stato foraggiato dagli Stati Uniti».
La pubblicazione non è recente, risale al 14 gennaio 2015, ma a pubblicarlo è stato l’attuale Presidente nazionale Anpi, Gianfranco Pagliarulo, rieletto lo scorso 12 aprile 2022.
A scatenare questa sua reazione è stato un articolo pubblicato da Repubblica, a firma Andrea Tarquini, critico riguardo l’assenza di Putin alle celebrazioni di Auschwitz del 27 gennaio successivo.
Pagliarulo si scaglia contro i giornalisti, mettendo in dubbio la loro professione e insinuando una propaganda «scritta sotto dettatura della Cia». L’ attuale presidente dell’Anpi contesta la definizione di «annessione illegale» del Donbass alla Russia, sebbene i referendum non siano stati riconosciuti da alcun organo internazionale terzo.
Contesta, inoltre, che ci sia stata un’aggressione militare contro l’Ucraina e un appoggio ai «terroristi separatisti russofoni» – preferendo definirli «patrioti dell’Est» – da parte della Russia.
Quest’ultima ha sempre negato, come nel caso dei paracadutisti russi arrestati dalle forze ucraine, affermando che i propri militari si sarebbero «persi» e dunque entrati in territorio ucraino «per errore».
Ecco il testo completo del post di Gianfranco Pagliarulo:
SPAZZATURA DI GUERRA
E con questo “articolo” (?) Repubblica si è superata: non è giornalismo; è propaganda di guerra. Vediamo. Ecco l’inizio: “Ormai da Vladimir Vladimirovic Putin ci si deve aspettare di tutto”. Non è la notizia. E’ l’opinione di chi scrive. Avanti: “Non è bastata l’aggressione militare contro l’Ucraina con l’annessione illegale della Crimea e le provocazioni militari, né l’appoggio aperto ai terroristi separatisti russofoni dell’Ucraina orientale, non sono bastate nemmeno le minacce aperte contro Polonia, paesi baltici e Nato in generale “che le mie armate potrebbero invadere in poche ore”. Dunque per il “giornalista” (?!) Andrea Tarquini c’è stata “un’aggressione militare” russa, una “annessione illegale”, un “appoggio aperto ai terroristi”, cioè i patrioti dell’Est, una minaccia aperta alle repubbliche baltiche e persino alla Nato!!!. Si tratta di una sequenza di giudizi senza uno straccio di prova, a cui si giustappone il totale silenzio sui massacri da parte del regime di Kiev, sulla sua illegittimità (è nato di fatto da un colpo di Stato foraggiato dagli Stati Uniti), sulle attività criminali delle bande armate naziste inviate ad assassinare le popolazioni dell’Est, sullo scempio di democrazia, libertà, diritti umani che sta avvenendo oramai da quasi un anno in quello sfortunatio Paese, sul riamo dell’occidente in chiave antirussa, sull’atteggiamento (e non solo l’atteggiamento) aggressivo della Nato. Insomma c’è il cattivo Putin (come sempre gli americani hanno diabolicamente dipinto il leader di un Paese prima di aggredirlo), e poi ci sono i buoni, fra cui la Nato. Ma chi si vuole prendere per i fondelli? Questa spazzatura non è giornalismo. E’ solo propaganda di guerra. Una propaganda che sembra scritta sotto dettatura della Cia.
Le prove della presenza russa in Ucraina
La presenza dei militari russi nel Donbass venne dimostrata soprattutto attraverso il giornalismo investigativo di nuova generazione come quello svolto dal team di Bellingcat.
Putin negava che i militari del suo esercito si trovassero in terra ucraina durante la guerra del Donbass, ma a smentirlo sul campo è stato il giornalista Simon Ostrovsky attraverso le fotografie pubblicate sul social network russo Vk da parte dei soldati di Mosca. Simon si recò nei punti dove vennero scattate, fotografandosi a sua volta imitando i russi, al fine di dimostrare che questi si trovavano effettivamente a Debal’ceve, in Ucraina.
Non è l’unico. Il 22 agosto 2014, condividendo un comunicato del sito Russia.it, Pagliarulo sostiene che fosse l’Ucraina, definendo quello di Kiev un «governo nazista», a cercare un conflitto con la Russia: «Da leggere. E’ evidente che il governo ucraino, che andrebbe processato per crimini contro l’umanità, non vuole fare arrivare gli aiuti alle popolazioni che sta bombardando. E’ altrettanto evidente che cerca ogni pretesto per aprire un conflitto armato con la Russia. E’ infine ancora più evidente che gli Stati Uniti, con l’accordo più o meno sofferto dell’UE, sono i burattinai del governo nazista di Kiev».
Il 9 settembre 2014, Pagliarulo condivide un articolo di Repubblica sul rapporto del volo MH17 abbattuto in terra ucraina il 17 luglio 2014. Per l’attuale presidente dell’Anpi, la colpa doveva essere di Kiev:
Grottesco e reticente il rapporto dell’Ufficio di Sicurezza olandese sull’abbattimento del Boing malese. La prima conclusione è che è stato abbattuto. Grande scoperta! La seconda conclusione è che, guardando le foto che si conoscono da mesi e che io ho pubblicato su Facebook molto tempo fa e che dimostrano incontrovertibilmente che l’aereo è stato mitragliato da centinaia di proiettili (la grande parte dei fori è tondeggiante, più piccoli e piegati all’interno quelli di entrata, più grandi e piegati all’esterno quelli di uscita), è che forse è stato colpito da un missile! Gli olandesi cercano malamente di accreditare la tesi di Kiev. E’ invece ovvio pensare che sia stato abbattuto da uno o più aerei. Caso vuole che due aerei di Kiev fossero nei pressi del Boing; con tutta probabilità prima lo hanno costretto a cambiare rotta e poi lo hanno abbattuto mitragliandolo. Ma non si può dire, perchè questa malandata Europa, disgraziatamente a rimorchio degli USA, sostiene proprio il governo di Kiev. Sarebbe bene sapere cosa ne pensa il governo della Malaysia.
Un’indagine congiunta venne affidata a un Joint Investigation Team (Jit), composto da esperti provenienti da Australia, Belgio, Malaysia, Olanda e Ucraina, arrivando a una conclusione: il missile che ha abbattuto il volo MH17 della Malaysia Airlines è di origine russa. Il mezzo che lo aveva lanciato era stato portato in un campo vicino alla città di Pervomaisk, all’epoca controllata dai separatisti, e riportato in Russia dopo il lancio. A supporto dell’indagine ci furono anche le immagini satellitari fornite dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa).
(da Open)
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Aprile 17th, 2022 Riccardo Fucile
“TUTTI PARLANO MA NESSUNO HA IL CORAGGIO DI AGIRE”
«L’Ucraina non è disposta a cedere il territorio nella parte Orientale del Paese (nella regione del Donbass, ndr) per porre fine alla guerra con la Russia: l’esercito ucraino è pronto a combattere contro l’esercito di Mosca nella regione del Donbass in una battaglia, che potrebbe influenzare il corso dell’intera guerra».
È quanto dichiarato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un’intervista esclusiva alla Cnn, pubblicata integralmente oggi, 17 aprile, dal network statunitense. «Non mi fido dell’esercito e della leadership russa. Ecco perché non possiamo perdere questa battaglia».
Nei giorni scorsi erano state rese note alcune dichiarazioni in anteprima, in cui il presidente ucraino ha dichiarato: «Tutti i Paesi del mondo dovrebbero farsi trovare pronti davanti alla minaccia nucleare della Russia». Il presidente ucraino ha poi dichiarato di «non aver più fiducia nel mondo dopo l’escalation della Russia», così come nelle parole dei vari leader mondiali, specialmente quelli dei «Paesi vicini». «Le uniche certezze le riponiamo in noi stessi, nella nostra gente, nelle nostre forze armate. Riporremo fiducia nei Paesi ci sosterranno non solo con le loro parole, ma con le loro azioni. Tutti ne parlano, ma non tutti hanno il coraggio di agire».
E queste «azioni», ossia l’invio di aiuti militari, secondo il presidente ucraino sta procedendo a rilento: «Siamo pronti a utilizzare qualsiasi tipo di attrezzatura, ma deve essere consegnata in fretta».
Il presidente ucraino non chiude del tutto la porta a possibili ulteriori colloqui di pace, ma osserva che «gli attacchi della Russia contro gli ucraini li rendono più complessi».
Secondo Zelensky, infatti, «se ci sarà l’opportunità di discutere, discuteremo. Ma è possibile aprire una discussione quando da Mosca arrivano solo ultimatum? È una domanda sull’atteggiamento nei nostri confronti, non sul fatto che la strada della diplomazia e del dialogo siano un bene o un male. È impossibile». E infine Zelensky incalza: «Qual è il prezzo di questo conflitto? Sono le persone, in particolare le vittime. E chi finisce per pagare per tutto questo? L’Ucraina, solo noi».
(da agenzie)
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Aprile 17th, 2022 Riccardo Fucile
L’AGENZIA PORTUALE DI TRIESTE SMENTISCE IL NO VAX
L’Agenzia portuale per il lavoro di Trieste (Alpt) di cui era
dipendente a chiamata, ha dato il “ben servito” a Stefano Puzzer, che ieri, in dodici minuti di audio in cui millantava di essere stato licenziato per aver osato ‘opporsi al sistema’, ha dichiarato di essere intenzionato a fare ricorso contro l’azienda, che l’avrebbe destituito per non ben chiare ‘motivazioni politiche’.
Ma, come ha dichiarato il presidente dell’azienda Franco Mariani, non ci sarebbe alcuna motivazione politica: “Il licenziamento nulla ha a che vedere con vicende politiche sulle quali il lavoratore fa leva. E le cose andrebbero raccontate tutte”, ha dichiarato in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. E tra le cose da raccontare, c’è senz’altro il fatto che il portuale non si recava al lavoro dallo scorso 15 ottobre per via della sua strenua opposizione al Gren pass (pur essendo lui vaccinato con due dosi).
Puzzer, che aveva poi contratto il Covid, avrebbe potuto tornare a lavoro una volta guarito, nonostante la scelta di non fare la terza dose (a cui si era dichiarato contrario) e, secondo quanto riporta il presidente dell’Alpt, si sarebbe effettivamente mosso in quel senso: “Ci ha inviato una pec nella quale chiedeva di essere riammesso al lavoro. Ha fatto la visita medica ottenendo l’idoneità al lavoro. Poi evidentemente ci ha ripensato”. Un ripensamento che lo ha portato a uno scontro vero e proprio con l’azienda, che da marzo gli chiede ripetutamente di tornare al lavoro.
“La vicenda — continua Mariani — è legata strettamente al rapporto del lavoratore con la sua Agenzia, che deve essere improntato alla lealtà e al rispetto delle normative sanitarie e contrattuali, senza creare nocumento agli altri lavoratori portuali in termini di immagine e di concreta partecipazione all’attività lavorativa. No, nulla di politico”, ribadisce il presidente. Semmai, di politico ci sarebbero le ambizioni, quelle di Puzzer, che sempre Mariani definisce “personali e del tutto legittime” ma che “non possono colpire, indebolire i lavoratori art. 17 (quelli a chiamata) del porto e il porto di Trieste stesso”.
(da NextQuotidiano)
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Aprile 16th, 2022 Riccardo Fucile
RESTANO PADRONI NELL’OMBRA E CONTINUANO A GODERSI VERI TESORI COME VILLA FELTRINELLI SUL GARDA
Viktor Vekselberg, possiede Renova Group. È il più grosso collezionista di uova Fabergé.
Leonid Mikhelson 66 anni, è presidente e principale azionista del colosso del gas russo Novatek. Uno degli oligarchi più vicini a Putin: Alexander Abramov, re dell’acciaio (Evraz) e socio di Roman Abramovich.
Sono solo alcuni dei tanti oligarchi russi, molti di loro con interessi in Italia. Oggi Repubblica pubblica un’inchiesta sui loro patrimoni italiani, definendoli “furbetti del Cremlino”.
“Oligarchi scaltri, che hanno coperto i loro investimenti in Italia attraverso società offshore e fondazioni, riuscendo così a salvarli dai sequestri scattati per punire l’invasione dell’Ucraina”, scrive Repubblica. “Restano padroni nell’ombra e continuano a godersi veri tesori come Villa Feltrinelli, la storica dimora di Benito Mussolini sul Garda, o Villa Altachiara, la più lussuosa residenza di Portofino.
Oppure mandano avanti aziende che gestiscono affari milionari e associazioni con sedi di prestigio. La loro immunità mostra come la rete delle sanzioni individuali decise dall’Europa abbia maglie troppo larghe, a cui sfuggono patrimoni colossali”.
L’elenco dei nomi è lungo. Comprende anche Iskander Makhmudov, il presidente della Ural Mining and Metallurgical Company, Tamaz Manasherov, Presidente di Unident, che domina il mercato russo delle apparecchiature odontoiatriche.
E ancora Eduard Khudaynatov, ex primo vicepresidente e membro del cda di Rosneft, e ora presidente di Nkk, intimo di Putin. Oppure Michail Prokhorov, il presidente di Polyus Gold e del gruppo Pnexim. È stato proprietario dei Brooklyn Nets (Nba).
“I beni degli oligarchi vengono congelati (non espropriati)”, spiega Repubblica: “questo implica il diritto di vendita e locazione. Per i fondi bancari e le carte di credito questo include il divieto di movimentazione e di utilizzo”.
(da La Repubblica)
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Aprile 16th, 2022 Riccardo Fucile
LE ULTIME ORE DELL’INCROCIATORE RUSSO AFFONDATO DA KIEV
Tutto l’equipaggio dell’incrociatore russo Moskva, colpito e
affondato dai missili ucraini nel Mar Nero, sarebbe morto.
A riferirlo è un funzionario ucraino. Si tratta di Anton Gerashchenko, un consigliere del ministero dell’Interno di Kiev.
In tutto si tratterebbe di 500 persone che avrebbero perso la vita, con la nave che sarebbe caduta “in pochi minuti”. Per ora nessuna conferma da parte russa, con il Cremlino che aveva cercato di giustificare l’accaduto parlando di un incidente a bordo che aveva fatto capovolgere la nave. L’unico rapporto esistente parla di 50 membri dell’equipaggio salvati da una nave turca. Ma anche qui nessuna verifica è stata fatta.
Gerashchenko ha scritto sui suoi profili social che probabilmente, dopo l’attacco missilistico e il conseguente incendio divampato a bordo, sarebbero esplosi i depositi di munizioni e in particolare i 16 missili P-1000 Vulkan presenti a bordo. Per il rappresentante del governo di Kiev, poi, la leadership della flotta russa del Mar Nero avrebbe “deliberatamente nascosto la verità ai parenti e agli amici dei membri dell’equipaggio”.
Secondo fonti vicine a Kiev, quindi, sarebbero stati utilizzati i droni Bayraktar TB2 di fabbricazione turca per confondere i sistemi di difesa antimissilistica della nave e far viaggiare senza intoppi i razzi Neptune, dalla costa ucraina fino all’incrociatore.
La Moskva è sicuramente la nave più grande affondata in combattimento dai tempi della guerra delle Falkland tra Argentina e Regno Unito nel 1982. Se l’intero equipaggio o la maggioranza fosse morto nell’incidente, sarebbe il peggior bilancio di vittime di una nave militare che affonda dalla seconda guerra mondiale.
(da Fanpage)
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Aprile 16th, 2022 Riccardo Fucile
CALA LA FIDUCIA NEL GOVERNO
Prima di entrare nel dettaglio delle intenzioni di voto partito per partito va subito sottolineato il dato più evidente che emerge dai dati dell’istituto di sondaggi triestino: l’impennata dell’area di astenuti e indecisi schizza in alto di 8 punti, sfondando quota 46 per cento, soglia mai varcata nelle precedenti analisi di Ixè. Un dato che mette in evidenza un significativo disorientamento dell’opinione pubblica in questi mesi di guerra.
I primi due partiti sono il Pd al 21,4 e Fdi al 19,6 .
Registra un calo sensibile la Lega che scende di oltre un punto, dal 16,3 al 15,1.
Non lontano c’è il M5s che in questi 20 giorni non riesce a mettere insieme più di un +0,3 attestandosi al 14,4.
Resta sotto la soglia del 10 per cento ma in apparente ripresa Forza Italia che con un +0,4 arriva all’8,9. Cala invece il cartello +Europa-Azione che si ferma al 4,9 dopo essere rimasto sopra alla linea di galleggiamento del 5 per qualche mese.
Messi peggio sono Sinistra Italiana – in discesa di mezzo punto, al 2,3 -, Articolo 1 (in calo al 2,3), Italia Viva che sembra riprendere fiato al 2,1 dopo aver toccato l’1,6, e Europa Verde ferma al 2.
Ixè ha misurato anche la fiducia nel governo Draghi che per la prima volta scende sotto al 60 per cento: nell’ultima rilevazione dell’istituto viene dato al 59 per cento, formato da un quasi 43 per cento che risponde di avere “abbastanza fiducia” e un quasi 16 che risponde “molta”. L’elettorato che ha più fiducia nell’esecutivo è quello del Partito democratico (89 per cento), seguito in questo schema dagli elettori di Forza Italia e della Lega.
Gli elettori che si fidano di meno del governo sono quelli di Fratelli d’Italia (il 35 per cento risponde di sì), ma non è lontano da questo dato l’elettorato del Movimento 5 Stelle: solo il 44 per cento ha fiducia nel governo di unità nazionale.
(da agenzie)
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Aprile 16th, 2022 Riccardo Fucile
“MELONI MI HA STUPITO PERCHÉ HA PRESO UNA POSIZIONE NETTAMENTE ATLANTICA. SALVINI HA UN PASSATO DI MAGLIETTE CON PUTIN, COME LA LE PEN”
Il giornalista ed ex parlamentare di Forza Italia, Paolo Guzzanti,
ripercorre tra aneddoti e ricordi personali la storia della destra in Italia, dal fascismo ad oggi, nel suo nuovo libro “La Maldestra” (Paesi Edizioni).
Alla presentazione alla libreria Mondadori a Roma (Piazza Cola di Rienzo), è l’occasione per parlare anche e soprattutto della guerra in Ucraina: “Putin è un esempio lampante di sovranismo imperiale, perché poi abbiamo oggi 3 nuovi imperi, che prima non si facevano riconoscere come imperi: uno è l’impero russo, perché lo dice Putin ‘io rivoglio i confini non dell’Unione Sovietica, ma dell’impero russo, poi c’è l’impero cinese, che è stato un impero per 5.000 anni, poi c’è Erdogan”, ha spiegato il giornalista, che è stato presidente della commissione d’inchiesta Mitrokhin, ai microfoni di askanews.
“Io sono totalmente dalla parte di Zelensky, sono totalmente dalla parte del popolo ucraino”, ha precisato.“Noi vediamo gli ucraini, anche se fossero africani, australiani o quello che sono, ma fa particolarmente impressione vedere gente come noi, persone che vanno a lavorare, a scuola, all’asilo, al cinema, al concerto e che improvvisamente vengono presi a cannonate nelle loro case?”
“Nel 2008, quando vidi l’invasione della Georgia, io fui l’unico e solo parlamentare a ribellarmi e ho fatto molto chiasso, che non è servito a nulla, salvo mettere fuori gioco me da tutto”, ha affermato, ricordando la prima guerra europea del XXI secolo.
Per quanto riguarda la destra nostrana invece: “La Meloni è credo molto ben consigliata e ha preso una posizione, che può piacere o non piacere, io non sono un fan della Meloni ma ho detto ‘ah però, niente male’, perché ha preso una posizione nettamente atlantica”, che è la mia. Salvini ha dovuto ciriolare… Perché ha tutto un passato di magliette con Putin, come la Le Pen”, ha sottolineato.
(da agenzie)
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