Aprile 9th, 2022 Riccardo Fucile
DURE DICHIARAZIONI SUL SOCIOLOGO DELLA RESA AI RUSSI
Porta a Porta sbarra le entrate al professore più controverso delle ultime settimane: Alessandro Orsini, il docente di Sociologia del terrorismo alla Luiss le cui affermazioni hanno generato non poco scalpore dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina.
Dopo il direttore di Rai3 Franco di Mare, che ha definito le osservazioni di Orsini al programma Cartabianca «riprovevoli e assolutamente incondivisibili», anche Bruno Vespa riserva al professore aspre critiche – dirette e indirette – in un’intervista rilasciata a Repubblica.
« La pandemia ci ha insegnato quanti danni può fare una informazione distorta. Con la guerra non si può commettere lo stesso errore. È in gioco la civiltà occidentale, la libertà per cui si sono battuti i nostri padri», ha esordito il conduttore, aggiungendo: «Da una legittima critica agli errori degli ucraini in passato, non si può passare al “né né” tipico di troppi italiani».
A differenza dunque della collega Bianca Berlinguer, che parla di pluralismo delle idee da garantire, Vespa si mostra categorico: «In ogni trasmissione, se si usano toni troppo alti, si stona e il pubblico deve tapparsi le orecchie. Un conto è il confronto, altro è la rissa. Ed è facile portare lo spettatore meno informato fuori dei sentieri della storia».
Con una stoccata finale a Orsini: «È un mio difetto, ma non l’ho mai ascoltato. Se è vero quello che leggo, non l’avrei invitato».
Il professore, dal canto suo, non ha tardato a replicare: «Caro Dottor Bruno Vespa, ci tengo a farle sapere, molto rispettosamente, che non metterei piede nella sua trasmissione per nessun motivo al mondo»
Come no, ci crediamo tutti.
(da agenzie)
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Aprile 9th, 2022 Riccardo Fucile
LA CNN HA AVUTO ACCESSO AL SITO
La Cnn ha avuto accesso esclusivo alla centrale di Chernobyl per la prima volta
dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.
E ha trovato un luogo in cui il beep del rilevatore delle rilevazioni si ascolta in continuazione. Si tratta della stanza in cui i soldati russi vivevano durante l’occupazione della centrale nucleare.
Nella stanza non è visibile la fonte del materiale radioattivo, ma secondo i funzionari ucraini viene dalle piccole particelle e dalle polvere che i soldati hanno portato dentro l’edificio.
«Sono andati nella Foresta Rossa», ovvero l’area intorno a Chernobyl che è tuttora la zona più contaminata del pianeta in seguito al disastro nucleare del 1986, «e hanno portato dentro» la centrale «il materiale attraverso le loro scarpe», spiega il soldato ucraino Ihor Ugolkov. «Nelle altre aree le radiazioni sono sotto controllo, ma qui aumentano perché loro vivevano qui», aggiunge.
I funzionari dell’impianto spiegano all’emittente americana che i livelli nella stanza usata dai soldati russi sono solo leggermente superiori a quelle presenti in natura: un contatto singolo non è pericoloso, ma l’esposizione mette a rischio la salute.
«Sono andati ovunque, hanno anche portato della polvere radioattiva sui loro corpi», quando se ne sono andati, sostiene Ugolkov.
In un’area ai margini della foresta la Cnn ha anche trovato un contenitore col pranzo dei soldati con livelli di radiazione 50 volte di quelli naturali.
Nelle immagini della Cnn le aree della centrale occupata dai russi appaiono come saccheggiate: a terra abiti, beni personali, scatole e sacchetti.
«I soldati russi hanno frugato negli abiti e nelle cose personali degli ucraini in cerca probabilmente di denaro, cose di valore, portatili», afferma il ministro dell’interno ucraino all’emittente Denys Monastyrskyy. «Qui stavano facendo un saccheggio – aggiunge -. Hanno rubato computer e attrezzatura».
(da agenzie)
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Aprile 9th, 2022 Riccardo Fucile
I FAN DEI TORTURATORI DI BAMBINI AGISCONO DI NOTTE COME I LADRONI… ADESSO LE BANDIERE SONO DUE
Dieci “Z” disegnate in piena notte sulla facciata di un condominio a Montecchio Maggiore, vicino Vicenza, messe lì perché proprio in quel palazzo dal 2003 abita Olena, cresciuta a Zytomyr, nell’Ucraina occidentale.
Alla sua finestra aveva esposto una bandiera del suo Paese, e proprio lì sotto qualcuno ha pensato di imbrattare il muro con il simbolo dell’appoggio all’invasione voluta da Vladimir Putin lo scorso 24 febbraio.
“Quando le ho viste sono risalita in casa ma quando ho raggiunto il pianerottolo non ce l’ho fatta e sono scoppiata a piangere. È orribile: chi può odiare fino a questo punto?”, le parole della donna 41enne riportate dal Corriere della Sera.
Lei lavora da Mc Donald’s, suo marito Marco – il papà delle loro due figlie di 17 e 11 anni — fa il cuoco. La loro abitazione adesso marchiata come accadeva con le case degli ebrei durante la seconda guerra mondiale: “Ci ho pensato anch’io – confida – quel simbolo, per me, ha lo stesso valore che può avere una svastica disegnata sulla casa di un ebreo. È un gesto violento”.
La famiglia ha sporto denuncia ai carabinieri e la Polizia sta vagliando le immagini registrate dalle telecamere di sicurezza per risalire all’autore del gesto. “Non credo sia stato un russo – spiega Olena – qui da noi non c’è la censura e quindi chi vive in Italia sa bene che questa è una guerra di invasione. Ma non penso neppure a una ragazzata. Qualcuno ha voluto mettermi paura, e devo ammettere che un po’ ci è riuscito”.
“Il responsabile deve sapere che non riuscirà a farci vivere nel terrore – aggiunge Marco – la nostra reazione ha già potuto vederla”.
Le bandiere esposte sulla facciata dell’edificio infatti adesso sono due: “Non solo: in tantissimi ci hanno espresso solidarietà, e questo ci infonde moltissima forza”.
(da NetQuotidiano)
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Aprile 9th, 2022 Riccardo Fucile
ESPONENTI POLITICI E COMMENTATORI LO COSTRINGONO A RETTIFICARE
Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov nell’occhio del ciclone in Russia per le sue
dichiarazioni sulle “perdite” dell’esercito di Mosca in Ucraina.
Giovedì 7 aprile aveva rilasciato un’intervista a Sky News nella quale aveva parlato di “significative perdite” in battaglia definendole “una grave tragedia” e auspicando la fine delle ostilità tramite negoziati.
“Il nostro esercito – aveva detto – sta facendo di tutto per portare a termine l’operazione. Ci auguriamo che nei prossimi giorni, nel prossimo futuro, l’operazione raggiunga risultati o si concluda a seguito di negoziati tra le delegazioni russa e ucraina”.
Parole che non sono piaciute a diversi alti esponenti di Mosca, tra i quali diversi commentatori filo-russi e il senatore e presidente del Consiglio generale del partito di Putin Russia Unita Andrej Turchak.
“Quali sono le perdite ‘significative’ e quali le ‘non significative’?”, ha chiesto Turchak. “Che dire – ha aggiunto – delle vittime di otto anni di genocidio del Donbass? E i nostri combattenti a Mariupol, che stringono i denti, salvano i civili sotto tiro e chiedono una vera denazificazione, non capiscono nulla di tragedie?”. Contro Peskov anche Aram Gabreljanov, creatore del portale Life.ru e presidente del cda del giornale russo Izvestia: “Dobbiamo ammettere che Peskov è impreparato a essere l’addetto stampa del presidente durante le ostilità. Tanto è stato efficace in tempo di pace, quanto è indifeso, confuso e perso in tempi difficili! Le sue dichiarazioni danneggiano il morale dei nostri soldati”.
Il megafono di Putin – fa notare Repubblica – ha ricevuto attacchi inoltre da noti canali Telegram filo-Cremlino e pro-conflitto rilanciati dalla direttrice di Rt e Sputnik Margarita Simonjan.
Alla fine Peskov ha precisato di riferirsi ai 1.351 militari uccisi resi noti dal ministero della Difesa: “Abbiamo solo questi dati”, ha spiegato. Dati inconfutabili perché chi lo facesse rischierebbe un’incriminazione ai sensi della legge bavaglio votata dalla Duma che punisce con la reclusione fino a 15 anni di carcere chi propaga “fake news” con la guerra, dove per “fake news” si intende qualunque versione non pre-approvata da Mosca.
(da NetQuotidiano)
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Aprile 8th, 2022 Riccardo Fucile
IL DONBASS È UN TERRITORIO MOLTO RICCO DAL PUNTO DI VISTA MINERARIO: CI SONO 900 SITI INDUSTRIALI, 40 FABBRICHE METALLURGICHE, 177 SITI CHIMICI AD ALTO RISCHIO, 113 SITI CHE USANO MATERIALI RADIOATTIVI, 248 MINIERE, 1.230 CHILOMETRI DI TUBATURE CHE TRASPORTANO GAS, PETROLIO
Perché la Russia punta ad un’annessione di fatto del Donbass? E si va verso due Ucraine, di cui una sotto il controllo di Putin?
Alla prima domanda – nel giorno della strage alla stazione ferroviaria di Kramatorsk – c’è una motivazione economica ed energetica.
L’Ucraina detiene oggi le seconde riserve di gas conosciute in Europa. Alla fine del 2020, le riserve ucraine conosciute ammontavano a 1,09 trilioni di metri cubi di gas naturale, seconde solo alle risorse conosciute della Norvegia di 1,53 trilioni di metri cubi.
Solo nell’area del Donetsk i giacimenti stimati conterrebbero fino a 113 miliardi di metri cubi di gas. Tuttavia oggi l’Ucraina ha un basso tasso di utilizzo della riserva annuale di circa il 2%.
Nelle intenzioni dichiarate di Mosca l’operazione speciale condotta in Donbass sarebbe finalizzata a portare soccorso alla popolazione russa schiacciata e discriminata dal governo di Zelensky.
Pura propaganda: il Donbass è anche un territorio molto ricco dal punto di vista minerario.
Secondo un report della Banca mondiale, in Donbass ci sono 900 siti industriali, 40 fabbriche metallurgiche, 177 siti chimici ad alto rischio, 113 siti che usano materiali radioattivi, 248 miniere, 1.230 chilometri di tubature che trasportano gas, petrolio e ammoniaca, 10 miliardi di tonnellate di rifiuti industriali.
Il controllo di questa zona vorrebbe dire impossessarsi dei giacimenti di carbone, una risorsa mineraria fondamentale per l’affermazione della potenza economica russa.
(da agenzie)
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Aprile 8th, 2022 Riccardo Fucile
QUANDO E’ EMERSO CHE LE VITTIME ERANO CIVILI IL DIETROFRONT PER TAMPONARE LA CONDANNA DEI PAESI CIVILI
I media affiliati al Cremlino in un primo momento hanno rivendicato trionfalmente
l’attacco alla stazione di Kramatorsk, poi – quando sono iniziate a circolare voci del coinvolgimento di diversi civili – hanno iniziato ad incolpare gli ucraini.
Questo è quanto emerge da un’analisi del giornalista politico del quotidiano tedesco Bild Julian Röpcke, che su Twitter ha condiviso gli screenshot del canale Telegram di una delle agenzie governative russe che rilanciano la propaganda di Mosca dall’inizio della guerra.
Le truppe russe erano convinte di aver colpito e distrutto un vagone pieno di munizioni, in realtà è stata una vera e propria carneficina, con il conteggio dei morti che si aggiorna di ora in ora: al momento ne sono segnalati cinquanta, con centinaia di feriti.
Erano tutti civili che volevano prendere un treno per provare a scappare via dal Paese. Inizialmente la Russia aveva rivendicato anche l’arma utilizzata per portare a termine il massacro, un razzo Tochka-U, che poi il ministero della difesa ha smentito di aver utilizzato. Secondo la milizia separatista della sedicente Repubblica popolare di Donetsk, citata dall’agenzia di stampa governativa russa Tass quel tipo di razzo non è nella disponibilità delle forze russe o filo-russe, “ma è utilizzato attivamente dall’esercito ucraino”.
Tesi smentita da diverse prove video che mostrano convogli russi carichi proprio di quel tipo di armi, oltre che delle attrezzature necessarie per lanciarli. Avanzano anche nuove teorie sulla scritta “Per i bambini” trovata sulla fiancata del missile: c’è chi dice che potrebbe essere una sorta di messaggio di vendetta per la morte di bambini tra le fila dei separatisti, e chi ci legge un messaggio di puro sadismo nell’indirizzare l’attacco proprio dove si sperava di trovare famiglie e persone più fragili.
(da agenzie)
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Aprile 8th, 2022 Riccardo Fucile
COSI’ HANNO ASSASSINATO LA 77ENNE DISABILE
Svetlana Mykolayivna era un’anziana di Ivankiv, cittadina alla periferia di Kiev. 77enne, gravemente disabile, si è svegliata di notte durante il secondo giorno dell’invasione russa, quando le truppe di Putin hanno fatto saltare in aria la parete della sua camera da letto con proiettili traccianti da 40 mm.
È stata uccisa a colpi di arma da fuoco. A raccontare la sua storia sono i suoi parenti, intervistati dal Mirror.
Svetlana avrebbe acceso la sua lanterna, terrorizzata dopo aver udito i colpi, i proiettili di un fucile d’assalto l’hanno raggiunta attraverso la sua finestra senza darle scampo, secondo i suoi vicini devastati.
Sua figlia Irina, 52 anni, che vive a 200 metri di distanza, ha detto in lacrime: “Hanno sparato nella casa di mia madre, l’hanno svegliata, poi le hanno sparato una volta che ha acceso la luce”.
Il genero di Svetlana, Andrei, un riparatore di lavatrici di 52 anni, ha trovato il suo corpo il giorno successivo. “Sono troppo arrabbiato per andare a casa sua. Non so cosa posso dire – non la riporterà indietro. Stavano uccidendo dei civili qui. Nessuno sapeva che sarebbe successo. È così scioccante”.
Nella camera da letto di Svetlana uno dei bossoli è stato trovato vicino al tappeto insanguinatola, la dentiera dell’anziana sul pavimento, i suoi bastoni da passeggio appoggiati al muro.
Andrei, visibilmente scioccato, indica le foto di sua suocera, dei suoi nipoti, e dei suoi stessi figli. Poi guarda i detriti e le pareti distrutte dai proiettili: “Lo hanno fatto. Guarda cosa hanno fatto i russi”.
“Sapevamo che erano qui. Potevamo sentire i rumori e gli spari, ma non avremmo mai pensato che avrebbero sparato deliberatamente ai civili. Mia moglie non può venire qui. Lei rifiuta. È troppo sconvolgente. Sì, sono stato io a trovarla. Tutto quello che ha fatto è stato accendere una luce e poi hanno saputo che era lì e l’hanno uccisa”.
(da Fanpage)
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Aprile 8th, 2022 Riccardo Fucile
CONTE 31% , MELONI 28% , LETTA 26%, CALENDA 18% , SALVINI E TAJANI 16%
Gli italiani vorrebbero Giuseppe Conte di nuovo premier una volta terminato il mandato
di Mario Draghi: è quanto emerge dagli ultimi sondaggi politici elettorali elaborati da Swg.
L’istituto di ricerca, infatti, ha chiesto a un campione rappresentativo di 1200 maggiorenni, quale leader, tra quelli elencati, fosse più adeguato a diventare il prossimo presidente del Consiglio nel 2023, ovvero dopo la conclusione del mandato da premier di Mario Draghi con le nuove elezioni politiche.
Secondo la rilevazione, il 31% degli intervistati vorrebbe di nuovo Giuseppe Conte nel ruolo di premier. Al 28 per cento c’è Giorgia Meloni, seguita, al 26%, da Enrico Letta.
Al 18 per cento c’è Carlo Calenda, mentre Matteo Salvini è solo al 16% insieme al coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani. L’attuale ministro della Salute, Roberto Speranza, è il favorito del 13 per cento degli intervistati, mentre Silvio Berlusconi è al 12%. Chiude Giovanni Toti con l’11 per cento, mentre tra i leader, che hanno un gradimento inferiore al 10%, figurano, tra gli altri, Matteo Renzi e Gianluigi Paragone.
(da TPI)
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Aprile 8th, 2022 Riccardo Fucile
UN APPARTAMENTO SU TRE LIVELLI A SAN PIETROBURGO CHE LE DUE STANNO PROVANDO AD AFFITTARE ALLA CIFRA DI 9.200 EURO AL MESE…TETTI DIPINTI, HOME CINEMA E ARREDAMENTO IN STILE CASAMONICA
Date un’occhiata agli interni lussuosi dell’attico dove è cresciuta Luiza Rozova, 19 anni, figlia segreta di Putin, concepita con l’ex amante Svetlana Krivonogikh: la 45enne era una colf diventata in pochi anni una multimilionaria che ha una partecipazione in una grande banca russa.
Luiza e Svetlana stanno cercando di affittare l’appartamento di San Pietroburgo per 9.200 euro al mese. L’attico è stato dato a Krivonogikh l’anno dopo la nascita di Luiza, figlia mai riconosciuta da Putin che non è stata raggiunta dalle sanzioni di Europa e Stati Uniti.
Il complesso residenziale si distingue per l’architettura classica. Il primo piano è composto da soggiorno e terrazzo con vista sul fiume Neva.
Al secondo piano ha una camera da letto con un letto placcato in oro e una stanza per bambini con un soffitto dipinto e un’area giochi. Al terzo piano dell’appartamento c’è un bar con home cinema. L’attico è il più grande del complesso con i suoi 447 metri quadrati.
All’inizio degli anni 2000, gli appartamenti furono venduti ad alcuni dei più stretti amici di Putin: i magnati Vasily Shestakov, Arkady Rotenberg, Yuri Kovalchuk, Nikolai Shamalov, Sergey Fursenko e Alexei Mordashov.
Pare che le due stiano tentando di affittare l’appartamento perché vivono in un altro attico da quasi 2 milioni di euro.
Krivonogikh e sua figlia hanno anche una casa da oltre 3 milioni di euro a Monaco: l’ex amante di Putin – una delle donne più ricche della Russia – ha una fortuna finanziaria e immobiliare stimata in 88 milioni di euro.
(da agenzie)
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