Destra di Popolo.net

LA PRESIDENTE DELL’EUROPARLAMENTO METSOLA: “L’EUROPA NON HA PAURA DI PUTIN”

Aprile 28th, 2022 Riccardo Fucile

“L’OBIETTIVO E’ LO STOP TOTALE AL GAS RUSSO, VOGLIAMO L’EMBARGO IMMEDIATO”

L’Unione Europea «non ha paura della Russia». E deve accelerare sullo stop al gas russo Lo dice in un’intervista a il Messaggero la presidente dell’Europarlamento Roberta Metsola.
«Non possiamo lasciarci dividere da Vladimir Putin. L’energia è sempre stata un’arma politica per la Russia, uno strumento usato per esercitare la propria influenza», ricorda Metsola nel colloquio con Gabriele Rosana. Ma Mosca «non può essere contemporaneamente un membro della comunità internazionale e un aggressore che commette crimini di guerra. Come Parlamento europeo vogliamo un embargo immediato di tutte le forniture energetiche controllate dal Cremlino».
Questo è «il momento di mobilitarci tutti insieme e di sostenere Polonia e Bulgaria e qualsiasi altro Stato membro che Putin dovesse decidere di mettere nel mirino. L’Ue non può essere ricattata».
Al tempo stesso «dobbiamo diventare impermeabili a ogni minaccia: ciò significa diversificare le nostri fonti energetiche, investire di più sulle rinnovabili, adottare nuove e più dure sanzioni nei confronti della Russia e aumentare i nostri aiuti all’Ucraina, continuando a sostenere le nostre imprese e i nostri cittadini». Per la presidente dell’Europarlamento l’Unione europea ha preso «decisioni storiche e senza precedenti per sostenere Kiev sin dal primo giorno: aiuti umanitari e finanziari, ma anche sostegno militare. E poi ci sono le sanzioni. Dobbiamo mantenere unità e risolutezza anche rispetto alle misure che riguardano l’energia». L’obiettivo finale «deve rimanere lo stop totale all’acquisto del metano» dalla Russia.
L’Ucraina «è Europa, con noi condivide gli stessi valori, come questa guerra ci sta dimostrando – conclude Metsola -. Il Parlamento europeo sostiene le aspirazioni europee dell’Ucraina e la sua formale richiesta di entrare nell’Ue».
(da Open)

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MARIA PONOMARENKO, LA GIORNALISTA RUSSA ARRESTATA PER AVER SCRITTO DELL’ATTACCO AL TEATRO DI MARIUPOL

Aprile 28th, 2022 Riccardo Fucile

E’ IL REGIME CRIMINALE CHE PIACE AI SOVRANISTI

La giornalista russa Maria Ponomarenko di RusNews è stata arrestata per aver parlato del «presunto attacco aereo russo» al teatro Drama di Mariupol.
Il Cpj ha pubblicato un appello per chiedere la sua scarcerazione e il ritiro delle accuse nei confronti di Ilya Krasilshchik, ex editor di Meduza, per aver parlato della strage di Bucha.
La Ponomarenko deve fronteggiare l’accusa di aver diffuso pubblicamente false informazioni sull’uso delle forze armate russe, secondo Sputnik, sul suo canale Telegram. Si trova in custodia dal 24 aprile e ci rimarrà almeno fino al 22 giugno, data in cui è prevista la prima udienza del processo.
Il 16 marzo, il ministero della difesa russo aveva detto che le accuse di Kiev di un attacco aereo russo sul teatro Mariupol, nell’Ucraina orientale, sono «non in linea con la realtà».
Le autorità ucraine, nel frattempo, hanno affermato che il teatro, dove circa 1.500 persone erano rifugiate, è stato colpito da un missile russo, uccidendo circa 300 persone.
Ponomarenko, spiega Cpj, è stata accusata in base all’articolo del codice penale modificato subito dopo l’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca, che vieta la diffusione di notizie false sulla base di odio politico, religioso o ideologico.
Rischia fino a 10 anni di carcere. Le autorità russe affermano che la giornalista era la persona che gestiva il canale Telegram “No censorship“, ora chiuso. Lei ha negato di essere collegata al canale.
Ponomarenko ha recentemente coperto le proteste a Novosibirsk e San Pietroburgo contro l’invasione russa dell’Ucraina per RusNews. È già finita in carcere e ha dovuto pagare multe per i suoi racconti delle manifestazioni contro la guerra.
Le autorità hanno perquisito la sua casa il 25 aprile e hanno raccolto la testimonianza della figlia 16enne. La polizia l’ha trasferita in un centro di detenzione preventiva a San Pietroburgo. Krasilshchik invece rischia fino a 3 anni di carcere per aver «diffuso consapevolmente notizie false sull’esercito russo», ma ha lasciato la Russia a gennaio 2022 e diffonde notizie sulla guerra in Ucraina dal suo account Instagram oltre che da quello chiamato Ukraine War Evidence.
(da agenzie)

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IL LEADER NO VAX FRANZONI, DOPO L’ARRESTO, DICE DI NON ESSERE FASCISTA

Aprile 28th, 2022 Riccardo Fucile

DA “FIERO CAMERATA” A CAGASOTTO: E’ IL DESTINO DEI CARATTERISTI DA AVANSPETTACOLO

Aveva detto davanti alle telecamere, con immagini che rimarranno immortali del tempo, di essere un fiero camerata nostalgico del fascismo. Era lo scorso 13 febbraio, a pochi giorni da quel tentativo – fallito – di organizzare un grande raduno per invadere Roma sotto l’etichetta del mondo no vax.
Poi, però, è arrivato l’arresto (lo scorso 22 aprile) perché ritenuto uno dei responsabili e organizzatori dell’assalto alla sede della CGIL del 9 ottobre 2021. E ora che è in carcere, Nicola Franzoni toglie dal suo petto tutte quelle sue etichette, dicendo ai giudici di non essere fascista.
L’arresto è arrivato anche analizzando i canali social di Nicola Franzoni. Nei giorni successivi all’assalto alla sede romana della CGIL, infatti, lo stesso leader del movimento no vax denominato “Fronte di liberazione Nazionale”, aveva rivendicato il suo ruolo attivo nell’organizzazione di quella marcia che poi è diventata pura devastazione. In particolare scriveva: “Io e Giuliano Castellino abbiamo fatto tremare l’Italia, abbiamo inculato la Cgil e libereremo l’Italia. Voi gelosi, falliti, complessati fisicamente, idioti e servi di Draghi ci potete soltanto fare una sega a quattro mani”.
Insomma, ha confessato online quel suo ruolo di primo piano nell’assalto alla sede del sindacato. E per questo, diversi mesi dopo dal fatto, è stato arrestato. E ora ha cambiato il suo spartito.
Come riporta il quotidiano La Repubblica, infatti, davanti ai giudici ha promesso la disattivazione istantanea di tutti quei canali social utilizzati per diffondere la sua propaganda no vax fatta di bufale, insulti e minacce che poi si sono concretizzate nell’organizzazione e nella partecipazione a manifestazioni deflagrate in violenza. E non solo. Davanti ai magistrati ha detto di non essere fascista, nonostante in quel pomeriggio del 9 ottobre fosse salito sul palco al fianco di Castellino salutando la folla con il classico braccio teso. Nonostante avesse confessato, davanti alle telecamere di La7, di essere un sedicente “camerata”.
(da agenzie)

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ORSINI IN ESTASI MISTICA PER SALVINI “PACIFISTA”

Aprile 28th, 2022 Riccardo Fucile

PERCHE’ NON VANNO A MANIFESTARE INSIEME PER LA PACE NELLA PIAZZA ROSSA?

Da settimane, Matteo Salvini continua a dire di stare lavorando per “parlare di pace”. Fin dall’inizio della guerra il leader della Lega ha condannato l’aggressione russa all’Ucraina (senza però mai nominare il nome di Vladimir Putin), sottolineando come lui non voglia sentir parlare di armi (relativamente a questa situazione, visto che in Italia è strenuo difensore della legittima difesa).
E ieri ha ribadito questo concetto parlando davanti ai cronisti. Parole che sono piaciuta – e non poco – ad Alessandro Orsini che ringrazia Matteo Salvini pubblicamente parlando di “notizia più bella del mondo”.
“La mia giornata era iniziata con gli insulti che Cacciari mi ha rivolto in maniera del tutto gratuita. Ma adesso una notizia mi riempie di gioia. Questa è la notizia più bella del mondo. Avanzi l’Italia. Avanzi la pace”.
Orsini ringrazia Salvini in modo quasi estasiato. Ma cosa ha detto il leader della Lega? In realtà nulla di nuovo. Ha chiesto un incontro ai leader degli altri partiti per dialogare e creare una tavola rotonda per parlare di pace, ha sottolineato come serva un passaggio parlamentare per decidere se inviare le armi all’Ucraina per difendersi dall’offensiva russa. Infine ha ribadito come l’Italia dovrebbe essere la promotrice principale del cessate il fuoco.
Una serie di messaggi già noti da settimane che non aggiungono nulla allo status quo della situazione. Anche in questo caso, però, sembra che il tema principale non sia quello della guerra dichiarata dalla Russia all’Ucraina, ma quello degli aiuti da inviare agli ucraini per difendersi da quella offensiva militare.
E questo manda in estasi mistica Orsini.
(da NextQuotidiano)

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IL FUOCO DELLA RIVOLTA: IN RUSSIA DA SETTIMANE SCOPPIANO DEI MISTERIOSI ROGHI A DEPOSITI E BASI MILITARI

Aprile 27th, 2022 Riccardo Fucile

AI PIANI ALTI SI COMINCIA A TEMERE QUESTA GUERRA PARTIGIANA CHE STA ESPLODENDO NEL PAESE DOVE UNA MINORANZA FATTA DI SABOTATORI È DISPOSTA A RISCHIARE PER MANIFESTARE IL PROPRIO DISSENSO ALLA GUERRA CON BOICOTTAGGI, INCENDI E BLOCCHI FERROVIARI

Fucili a canne mozze, bottiglie Molotov, droga e siringhe, pistole, letteratura estremista, passaporti ucraini falsi, t-shirt metallare, santini di Hitler e dischi con il videogame The Sims: questo è il kit dell’infiltrato sovversivo che vuole seminare terrore in Russia per ordine dei servizi segreti di Kiev.
La televisione russa mostra nei dettagli gli arresti di improbabili personaggi che vengono buttati giù dal letto in mutande dalle teste di cuoio dell’Fsb, per poi “confessare” davanti alla telecamera di aver progettato atti terroristici: incendiare automobili con gli adesivi in sostegno della “operazione militare speciale” in Ucraina e uccidere i propagandisti della tv di Stato.
Quel che resta dei social ride delle presunte molotov in bottiglie di plastica e soprattutto dei Sims: qualcuno sostiene che gli agenti dell’Fsb volevano mettere nel kit del nazista delle sim-card,
I presunti infiltrati ucraini intanto hanno negato ogni colpa davanti al giudice, ma Vladimir Putin in persona racconta davanti alle telecamere della «congiura nazista» e ne indica esplicitamente il mandante, l’Sbu, Servizio di sicurezza ucraino, a sua volta «supervisionato dalla Cia».
La caccia all’agente sovversivo, l’ucraino mascherato, il traditore, rievoca una figura archetipica dell’infanzia dei russi meno giovani, bombardati da libri e film su infiltrati e doppiogiochisti servi dell’imperialismo.
Ma dietro alle paranoie diffuse dalla propaganda potrebbe non esserci solo una guerra virtuale: negli ultimi giorni un po’ dovunque in Russia scoppiano roghi in siti militari e strategici: soltanto due giorni fa si sono incendiati contemporaneamente due depositi di combustibile nella regione di Bryansk, non lontana dal confine settentrionale dell’Ucraina, suscitando nei social locali un acceso dibattito sull’ipotesi di un attacco ucraino o un atto terroristico. Tre settimane prima era toccato a un magazzino di carburante a Belgorod, distante 40 chilometri dal confine ucraino: si era parlato di missili o droni ucraini, ma le autorità russe hanno preferito citare un “errore umano” di origini autoctone.
Il fuoco divampa però anche in territori russi molto lontani dall’Ucraina: contemporaneamente al deposito di Bryansk un incendio enorme è scoppiato in una base militare di Ussuriysk, distante circa 10 mila chilometri da Kiev. Le fiamme hanno divorato anche la sede dell’Istituto di ricerca centrale delle forze aerospaziali russe, a Tver, a Nord di Mosca, il centro dove vengono progettati alcuni dei missili che la Russia lancia sull’Ucraina, tra cui gli Iskander: il rogo ha fatto almeno 17 morti, e le sue cause restano sconosciute.
Una settimana fa è andata a fuoco la dacia del governatore della regione di Mosca Andrey Vorobyov, secondo alcune fonti adiacente alla sontuosa residenza del ministro della Difesa russo Sergey Shoigu. Diversi incendi hanno colpito nelle ultime settimane anche alcuni commissariati militari di varie regioni russe: sono gli uffici dove si svolgono le operazioni di reclutamento e si conservano i documenti dei russi con obbligo di chiamata alle armi. «La gente non vuole venire richiamata e quindi cerca di impedirlo, ho la sensazione che in Russia sia iniziata una guerra partigiana», è stato il commento di Oleksiy Arestovich, il responsabile della comunicazione strategica di Kiev.
È noto che la Russia è il Paese con il maggior numero di incendi (e vittime del fuoco) al mondo, e Arestovich è un maestro della contropropaganda, che sa benissimo di cosa hanno paura i servizi russi. Ma in Bielorussia -, Paese di grande tradizione partigiana nella guerra contro i nazisti – il sabotaggio nella “battaglia dei binari” è stato cruciale nel bloccare gli spostamenti delle truppe russe, e anche dalla Crimea occupata giungono voci di blocchi ferroviari.
Oppositori di Putin, oligarchi sanzionati, riservisti in fuga dalla chiamata: la lista dei potenziali sovversivi è lunga, e l’eliminazione di qualunque possibilità di sfogo pubblico del dissenso spaventa la maggioranza, ma potrebbe anche spingere ad azioni più estreme una minoranza decisa a rischiare.
Ogni giorno, su mura, porte, panchine, parapetti, monumenti e fiancate di auto delle città russe appaiono scritte “no alla guerra”: un esercito invisibile, ma molto più numeroso di quanto il Cremlino voglia far credere.
(da la Stampa)

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CENTRODESTRA: O SI TROVA UN ACCORDO SULLE ELEZIONI REGIONALI IN SICILIA O SALTA LA COALIZIONE

Aprile 27th, 2022 Riccardo Fucile

FRATELLI D’ITALIA PRETENDE LA RICONFERMA DI MUSUMECI, LEGA E FORZA ITALIA NICCHIANO: “SE NON SOSTENETE MUSUMECI, NOI NON APPOGGEREMO IL CENTRODESTRA ALLE REGIONALI IN LOMBARDIA” – IL CONSIGLIO DI BERLUSCONI A SALVINI: “ACCETTA LE LORO CONDIZIONI, TANTO POI NON LI APPOGGIAMO”

Ma questo incontro tra i leader del Centrodestra si fa o non si fa? Nessuno vuole fare la prima mossa o tendere la mano: giocano a fare i preziosi. Salvini ha già chiarito di non volere vertici via Zoom: vuole vedere di persona Meloni e Berlusconi.
A chi gli ha fatto notare che sabato a Milano c’è anche Giorgia Meloni, impegnata nella Conferenza programmatica del suo partito, Salvini si è limitato a dire: “Beh, siamo tutti a Milano, cosa c’è di meglio?!”. Ma quello che il Capitone descrive con un aperitivo tra amici in realtà è una resa dei conti decisiva per le sorti della coalizione.
Fratelli d’Italia pretende che Lega e Forza Italia diano l’ok alla ricandidatura di Musumeci in Sicilia. Una posizione non negoziabile. Al punto che i meloniani hanno recapitato un aut-aut a Salvini: “Se non sostenete Musumeci, noi non appoggeremo il centrodestra alle prossime regionali in Lombardia”.
Berlusconi, che sarà anche acciaccato ma resta la solita faina, ha sussurrato a Salvini di farsi concavo e convesso: “Accetta le loro condizioni, tanto poi non li appoggiamo”. Un sabotaggio interno per affossare Musumeci e dare una spallata a Giorgia Meloni.
Ps: si registra un euro-movimentismo di Guido Crosetto, suggeritore in chief della Meloni su atlantismo e armamenti, per creare un link tra Ecr, il gruppo dei Conservatori europei guidato dalla “Ducetta”, e il Partito popolare europeo. Un dialogo, o almeno una non-ostilità, che aiuti ad avvicinare Giorgia Meloni all’establishment europeo. Eppure, nonostante la netta posizione assunta sulla guerra in Ucraina, la leader di Fratelli d’Italia ancora smuove qualche scetticismo: “E’ troppo di destra”.
A Bruxelles la tentazione di paragonarla a Marine Le Pen è forte, nonostante le differenze su collocamento internazionale, rapporti con la Russia e atlantismo. Ma si sa, in Europa ci si muove “a naso”, si procede per semplificazioni.
Un punto di contatto però salta agli occhi: Marine Le Pen è una donna sola al comando e non ha classe dirigente di spessore. La sua sconfitta alle presidenziali si deve in parte a questa leadership solitaria.
Giorgia Meloni sconta una situazione simile: si ritrova un partito a gestione familiare, che è passato dal 4,35% al 21% certificato dai sondaggi, ancora arredato con il modernariato delle Santanché e dei La Russa.
(da agenzie)

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“TANK” YOU! FINORA GLI ALLEATI METTEVANO A DISPOSIZIONE CARRI ARMATI DI EPOCA E FABBRICAZIONE SOVIETICA, PER NON SPRECARE TEMPO NELL’ADDESTRAMENTO

Aprile 27th, 2022 Riccardo Fucile

ORA SI INIZIA A PARLARE DI MEZZI DI CONCEZIONE OCCIDENTALE… IL FATTORE TEMPO E IL PROBLEMA DELLA LOGISTICA

I vertici del Pentagono da Ramstein avvertono che il «tempo gioca in favore della Russia» e dunque l’aiuto in favore di Kiev deve essere rapido. A coordinarlo Eucom, il comando Usa in Europa, e l’International Donors Coordination Center, entrambi a Stoccarda, Germania.
L’Armata russa attacca a sud ed a oriente usando tutta la sua potenza di fuoco. Martella trincee e postazioni, un tiro pesante. Ammorbidisce e distrugge in vista di un assalto. Al tempo stesso prova a mantenere le «distanze» per subire meno perdite. La resistenza ha bisogno di rispondere. Da qui la fornitura, solo nelle ultime settimane, di «pezzi» analoghi. I cannoni trainati o semoventi, lanciarazzi multipli con proiettili guidati capaci di ingaggiare l’invasore sul lungo raggio.
Usa, Canada, Olanda sono stati tra i primi a impegnarsi. Poi francesi e Paesi dell’Est. Per essere efficace l’artiglieria richiede una buona ricognizione: i radar da scoperta (garantiti ancora da americani e olandesi). I droni-kamikaze (Switchblade, Phoenix Ghost) e d’attacco (TB 2 turchi) hanno accresciuto le capacità.
Si è a lungo discusso sulla possibilità di consegnare carri armati, c’erano dei dubbi (solo iniziali). Gli alleati si sono rivolti di nuovo agli Stati confinanti, come Polonia e Slovacchia, che hanno messo a disposizione tank identici a quelli già impiegati dall’esercito di Zelensky. Scelta logistica e «conveniente», per non sprecare altri giorni nel training.
Ora però si parla di mezzi di concezione occidentale. La compagnia tedesca Rheinmetall ha offerto a Berlino decine di Leopard attualmente nei depositi (Italia e Svizzera). Modelli 1 e 2.
Si ripropone in questo caso il tema training, per quanto veloce richiede settimane. Vedremo. Londra ha invece proposto la soluzione «scambio circolare»: passa i suoi Challenger 2 ai polacchi e loro aumentano il lotto di T-72 a Kiev.
Quindi sono stati schierati o promessi blindati di vario tipo. I Bushmaster australiani, vecchi M113, Mastiff britannici. I corazzati sono «scudo» e «lancia»: contrastano l’avanzata, servono per il contrattacco. La Nato ritiene che l’aggredito non solo è in grado di «non perdere» ma potrebbe anche vincere. Valutazione che tuttavia non trova tutti d’accordo.
La copertura
La copertura anti-aerea è indispensabile. L’alleanza ha consegnato missili Stinger, Mistral, Starstreak e Strela (quest’ ultimi acquistati nell’Est Europa) per le basse quote e S300 slovacchi. Decine i velivoli abbattuti. Servirebbe molto di più. La Germania – è la novità di queste ore – ha dato luce verde per un certo numero di blindati Gepard (due mitragliatrici con radar).
Nelle scorse settimane è stato invece massiccio l’invio alleato degli anti-tank portatili (Javelin, NLAW, AT 4) e di alcuni anti-nave. Quanto alla componente aerea il supporto è stato meno intenso: pezzi di ricambio, forse qualche vecchio Mig polacco, una pattuglia di elicotteri Mi-17.§La logistica
L’aumento del flusso comporta problemi di trasporto e sicurezza. Infatti la Russia ha iniziato a colpire in modo sistematico gli snodi ferroviari nel centro e nell’ovest, azione affidata a cruise lanciati da grande distanza.
Sono i treni, insieme ai camion, a trasportare i carichi. I russi proveranno a distruggere binari, stazioni e i magazzini (magari mimetizzati) che ospitano il materiale. Enorme la domanda per le munizioni, con alcune imprese a gestire l’appalto rivolgendosi sempre all’Est. Riappare la questione delle scorte (per gli Stinger) e della produzione, le industrie sono mobilitate, si stabiliscono tabelle di marcia, ma nessuno ha idea di quanto il conflitto possa durare. C’è sempre il fattore tempo che può diventare determinante.
(da Il Corriere della Sera)

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SALVINI PUBBLICA IL VIDEO DI UNA RISSA TRA RAGAZZE E INVOCA LA LEVA MILITARE OBBLIGATORIA

Aprile 27th, 2022 Riccardo Fucile

MA COSA C’ENTRA IL SERVIZIO MILITARE LO SA SOLO LUI

Le modalità comunicative sono sempre le stesse: mischiare mele e pere. Lo ha fatto, più volte, (non) rispondendo alle domande sulla condanna dei carabinieri che hanno pestato a morte Stefano Cucchi (replicando “io sono sempre contro la droga“).
E il canovaccio del fare un mix di tutto per portare avanti temi di propaganda leghista prosegue a spron battuto sui social. L’ultimo caso riguarda la pubblicazione di un video – diventato virale su Telegram – di una rissa tra ragazze a Napoli.
E Matteo Salvini ha (giustamente) condannato questa assurda violenza, per poi virare la sua attenzione su una richiesta: le reintroduzione del servizio militare obbligatorio.
Il video è reale. Quella rissa ragazze Napoli è avvenuta realmente qualche giorno fa. La vittima è stata bloccata in ginocchio mentre un’altra ragazza – davanti all’occhio delle telecamera che ha immortalato la scena – la colpisce più volte prima di iniziare a utilizzare le forbici per tagliarle alcune ciocche di capelli. E nel bel mezzo dell’atto violento, si sentono voci gridare:
“Ti devo tagliare tutti i capelli. Vuoi essere uccisa” e “Attenta a non accoltellarla”.
Il tutto mentre la giovane aggredita piange e chiede all’altra donna (nel video viene chiamata Alessia da un’altra voce femminile, probabilmente quella che sta riprendendo la scena con il suo smartphone) di non farle del male.
Insomma, una violenza inaudita che merita una seria condanna. E così ha fatto Matteo Salvini.
Ma cosa c’entra la reintroduzione della leva obbligatoria? Nulla.
Come al solito il leader della Lega utilizza storia (la maggior parte trapelate dai social) per portare avanti la propria propaganda offrendo al suo pubblico proposte spot che, solo sui social, possono far pensare a soluzioni a problemi di violenza.
Perché stando alla storia e alla versione salviniana, la sua idea è quella del servizio militare obbligatorio per tutti. Uomini e donne?
(da agenzie)

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GLI STATI UNITI HANNO FORNITO ALL’UCRAINA INFORMAZIONI ESSENZIALI CHE HANNO PERMESSO ALL’ESERCITO DI KIEV DI ABBATTERE UN AEREO RUSSO CARICO DI SOLDATI

Aprile 27th, 2022 Riccardo Fucile

IN UN’ALTRA OCCASIONE SONO RIUSCITI A SALVARE UOMINI E MEZZI SPOSTANDOSI POCO PRIMA DI UN ATTACCO GRAZIE A UNA SOFFIATA DEGLI USA

Gli Stati Uniti hanno fornito all’esercito ucraino informazioni in tempo reale sul piano di guerra di Putin, e grazie a questi dati nei primi giorni dell’invasione l’Ucraina è riuscita ad abbattere un aereo russo che trasportava centinaia di soldati.
Il successo dell’attacco dell’Ucraina all’aereo da trasporto russo IL-76 vicino all’aeroporto di Kiev a febbraio è arrivato grazie alle informazioni ricevute dagli Stati Uniti: un’operazione di condivisione di dati senza precedenti con un partner non NATO, hanno detto alla NBC ex e attuali funzionari statunitensi.
Due di questi aerei sono stati abbattuti più o meno nello stesso periodo. I dettagli su quale dei due aerei sia stato abbattuto grazie all’intelligence statunitense non sono stati condivisi. La Russia non ha rivelato quante truppe sono morte, ma gli aerei possono trasportare fino a 150 soldati ciascuno.
Sebbene i russi alla fine abbiano preso l’aeroporto, la campagna dell’Ucraina nei cieli con l’intelligence statunitense ha compromesso le operazioni della Russia nella regione e ha aiutato l’Ucraina a combattere i suoi invasori, hanno aggiunto i funzionari, parlando in condizione di anonimato.
«Fin dall’inizio, ci siamo spinti piuttosto in avanti condividendo informazioni strategiche e attuabili con l’Ucraina», ha detto alla NBC un funzionario statunitense informato sulla questione. Ha avuto un impatto sia a livello tattico che strategico. «Ci sono esempi in cui questo ha fatto una grande differenza».
L’intelligence fornita dagli Stati Uniti ha consentito alle forze ucraine di sapere dove colpire, quali unità russe erano attive e quali esche e dove le forze d’invasione pianificavano di bombardare.
Un funzionario statunitense ha detto alla NBC che le operazioni segrete hanno salvato soldati e equipaggiamento ucraini facendo perdere tempo e munizioni alla Russia. «L’esercito russo ha letteralmente scavato campi vuoti dove un tempo erano state installate le difese aeree», ha detto il funzionario dopo che le forze ucraine sono state spostate a seguito di una soffiata degli Stati Uniti. «Ha avuto un enorme impatto sull’abilità dell’esercito russo sul campo».
Dall’inizio della guerra, la Russia ha perso un totale di 873 carri armati, 2.238 veicoli corazzati, 179 aerei, 154 elicotteri e 408 sistemi di artiglieria, secondo i dati pubblicati questa settimana dalle forze di terra ucraine. L’organizzazione ha stimato che circa 21.000 combattenti russi sono stati uccisi nella guerra, mentre le stime di Stati Uniti e Regno Unito parlano di 15.000.
In totale, 317 ufficiali di grado di tenente minore e superiore sono stati uccisi in poco più di due mesi di combattimenti, ha pubblicato questa settimana il quotidiano russo MediaZona. Quasi un terzo proveniva dai gradi più alti – maggiore o superiore – tra cui almeno due generali e il vice comandante della flotta russa del Mar Nero.
Il Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca ha dichiarato: «Stiamo fornendo regolarmente informazioni dettagliate e tempestive agli ucraini sul campo di battaglia per aiutarli a difendere il loro paese dall’aggressione russa e continueremo a farlo».
Anche la CIA ha fornito informazioni su come le forze ucraine possono proteggere e trasportare al meglio i leader, incluso il presidente Volodymyr Zelenskyy, che è un obiettivo primario per gli invasori russi, ha riferito la NBC. I funzionari statunitensi hanno affermato che la CIA è attiva in Ucraina da quando la Russia ha sequestrato la Crimea nel 2014 per aiutare il paese dell’Europa orientale a cacciare le spie russe.
«Negli ultimi otto anni c’è stata una relazione molto solida tra le agenzie di intelligence statunitensi e gli ucraini», ha detto un funzionario alla NBC, osservando che è stato questo legame che ha permesso agli Stati Uniti di condividere prontamente le informazioni con l’Ucraina quando la Russia ha iniziato la sua invasione.
È probabile che gli Stati Uniti forniscano forme di intelligence ancora maggiori per aiutare l’Ucraina a reagire dopo che Avril Haines, direttore dell’intelligence nazionale, ha sospeso gli ordini che vietavano la condivisione di forme di intelligence per aiutare l’Ucraina a riconquistare territori o attaccare in Crimea o nel Donbas. Lo ha riferito la NBC.
Washington ha anche intensificato il suo sostegno alle forze armate ucraine all’inizio di questo mese con un pacchetto da 800 milioni di dollari che per la prima volta includeva artiglieria a lungo raggio con obice da 155 mm, veicoli corazzati e droni di difesa costiera. Il nuovo pacchetto porta l’aiuto totale fornito all’Ucraina a 3,2 miliardi di dollari dall’inizio dell’invasione alla fine di febbraio, secondo il portavoce del Pentagono John Kirby.
La Germania ha annunciato martedì che si sarebbe unita agli sforzi e dovrebbe consegnare circa 50 veicoli antiaerei Gepard.
(da Daily Mail)

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