Settembre 26th, 2025 Riccardo Fucile
SECONDO IL PADRE DI UNO DEI RAGAZZI, SUO FIGLIO È STATO RECLUTATO SU TELEGRAM DA UN HACKER FILO-RUSSO: AD AGOSTO, IL RAGAZZO E’ ENTRATO NEGLI UFFICI DELL’EUROPOL E DELL’AMBASCIATA CANADESE ALL’AIA PORTANDO CON SÉ UN DISPOSITIVO CHE RINTRACCIA LE RETI WI-FI E INTERCETTA I DATI …ANCHE IN ESTONIA UN UOMO E’ STATO CONDANNATO A CINQUE ANNI PER AVER COLLABORATO CON I SERVIZI RUSSI
La polizia ha arrestato due diciassettenni olandesi con l’accusa di spionaggio, probabilmente
a favore della Russia, secondo quanto riportato venerdì dal quotidiano De Telegraaf.
Secondo il padre di uno dei ragazzi, suo figlio è stato reclutato su Telegram da un hacker filo-russo. Nell’agosto di quest’anno, il ragazzo avrebbe sorpassato gli uffici di Europol, Eurojust e l’ambasciata canadese all’Aia portando con sé un cosiddetto ‘wifi sniffer’, un dispositivo che rintraccia le reti vicine e intercetta i dati.
La procura non ha voluto commentare il caso vista la giovane età dei sospetti, ma ha confermato che uno dei ragazzi rimarrà in custodia per altre due settimane, mentre l’altro è agli arresti domiciliari e gli è stato applicato un braccialetto elettronico. Secondo il padre del principale sospettato, lunedì nel tardo pomeriggio otto uomini con il passamontagna sono entrati in casa con un mandato di perquisizione: sono andati direttamente nella stanza dove suo figlio stava facendo i compiti e lo hanno portato via, dicendo al padre solo che si trattava di “spionaggio” e “prestazione di servizi a un Paese straniero”.
“Mio figlio non esce, lavora in un supermercato e non mostra
alcun desiderio di esplorare il mondo”, ha detto l’uomo. Il figlio è descritto come un appassionato giocatore, bravo con i computer e affascinato dall’hacking. Gli arresti sono avvenuti dopo una segnalazione dei servizi segreti Aivd. Sebbene questo sia il primo caso del genere venuto alla luce nei Paesi Bassi, nota il portale DutchNews, in Germania il governo è arrivato al punto di avviare una campagna per mettere in guardia i giovani dal diventare “agenti usa e getta”.
Un cittadino estone è stato condannato a cinque anni di reclusione per aver collaborato con i servizi di intelligence russi. Lo comunica il portale della televisione di Stato estone, Err.
Le indagini condotte dalle autorità estoni hanno rivelato che l’uomo, residente nella città di Narva, sul confine tra Estonia e Federazione russa, avrebbe iniziato la collaborazione nel 2017, fornendo dati sensibili sulla sicurezza interna e la situazione politica estone.
(da agenzie)
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Settembre 26th, 2025 Riccardo Fucile
IL MINISTRO PRIMA HA SOSTENUTO IL “BELLO DELLA DEMOCRAZIA”, POI SI È INCAZZATO CON GLI UOMINI DELLA SICUREZZA: “NON È POSSIBILE CHE ARRIVINO A 5 METRI DA ME. NON SI RIESCE MANCO A PARLARE. SE ARRIVA QUALCUNO QUI A DARMI DELL’ASSASSINO MI GIRANO I COGLIONI…”
Il leader della Lega è stato contestato con fischi, cori e striscioni mentre si trovava nelle Marche per il tour elettorale in vista delle regionali. Infastidito dalla situazione Salvini si è rivolto agli uomini della sicurezza, sgridandoli: “Conosco la gestione dell’ordine pubblico, non è possibile che arrivano a 5 metri da me!”
Sia a San Benedetto del Tronto che a Offida e ad Ascoli Piceno, il vicepremier è stato accolto dai contestatori.
In polemica con le sue dichiarazioni a sostegno di Israele e del premier Benjamin Netanyahu, in tutte e tre le tappe del tour elettorale alcuni manifestanti dei collettivi Caciara e Casa Rossa e altri del Partito democratico hanno esposto dei cartelli con le scritte: “Un minuto di silenzio per ogni morto a Gaza. Salvini taci per sempre”, “Scodinzoli per Netanyahu. Salvinibau bau bau”, “Governo complice dei criminali di guerra Netanyahu e Almasri” e ancora, “Palestina libera”.
“È il bello della democrazia” – ha replicato. “L’unica riflessione che faccio è che se ci fosse un pranzo del Pd e ci fossero dei leghisti li avrebbero portati via di peso da mezz’ora. Ma siamo diversi. Mi fanno un mix di pena e di tenerezza”, ha aggiunto.
In un secondo momento, distante dalle telecamere dei cronisti, ha sbottato contro le forze dell’ordine presenti sul posto: “Non è possibile che siano autorizzati a stare lì di fronte”, ha detto
visibilmente infastidito.
Alzando i toni, Salvini ha redarguito gli uomini della sicurezza: “Conosco la gestione dell’ordine pubblico, non è possibile che arrivino a 5 metri da me. Non si riesce manco a parlare. Se arriva qualcuno qui a darmi dell’assassino mi girano i co****i eh?!”, ha esclamato, alludendo alla sua esperienza da ministro dell’Interno durante il governo Conte.
(da agenzie)
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Settembre 26th, 2025 Riccardo Fucile
IL MINISTRO DELLA DIFESA, BORIS PISTORIUS: “LE RETI SATELLITARI SONO ORMAI IL TALLONE D’ACHILLE DELLE SOCIETÀ MODERNE. ATTACCARLE PUÒ PARALIZZARE UN INTERO PAESE”…IL PIANO TEDESCO PREVEDE SIA LA PROTEZIONE DI SISTEMI SATELLITARI E TERRESTRI, SIA LO SVILUPPO DI MEZZI DI TRASPORTO SPAZIALI
La Germania investirà 35 miliardi di euro entro il 2030 per sviluppare la difesa spaziale e
contrastare le capacità militari di Russia e Cina. Lo ha annunciato ieri il ministro della Difesa, Boris Pistorius, spiegando che all’interno della Bundeswehr – le forze armate del Paese – saranno create strutture dedicate «per la difesa e la deterrenza».
Secondo Pistorius, Mosca e Pechino hanno «rapidamente sviluppato le loro capacità di condurre una guerra nello spazio», con l’invasione russa dell’Ucraina
«Le reti satellitari sono ormai il tallone d’Achille delle società moderne. Attaccarle può paralizzare un intero Paese», ha detto il ministro durante una conferenza dell’industria spaziale a Berlino.
Il piano tedesco prevede sia la protezione di sistemi satellitari e terrestri, sia lo sviluppo di mezzi di trasporto spaziali, accanto alla possibilità di dotarsi di strumenti offensivi.
«Anche nello spazio dobbiamo essere in grado di esercitare una deterrenza per poterci difendere», ha insistito. Gli investimenti tedeschi dovranno costituire un «pilastro solido» per la Nato, secondo il ministro, visto il crescente disimpegno degli Stati Uniti.
Anche Washington ha rilanciato di recente il progetto di difesa spaziale «Golden Dome», mentre Russia e Cina sono state accusate di aver sviluppato armi anti-satellite. «Possono bloccare, accecare, manipolare o interrompere cineticamente i satelliti», ha affermato Pistorius, aggiungendo che «già oggi i sistemi delle forze armate tedesche sono colpiti da attacchi di disturbo
Questi attacchi sono diretti non solo contro i militari, ma contro l’economia e la società nel suo complesso». Mosca, secondo il ministro, starebbe attualmente monitorando due satelliti IntelSat, utilizzati anche dalle forze armate tedesche. «Proprio in questo momento, 39 satelliti cinesi e russi ci stanno sorvolando», ha detto Pistorius.
(da agenzie)
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Settembre 26th, 2025 Riccardo Fucile
LA CONFERENZA STAMPA A GENOVA: ISRAELE NON FA PASSARE GLI ALIMENTI AD ALTO VALORE ENERGETICO, OGNI CAMION DI AIUTI DEVE PAGARE 2.200 DOLLARI , HANNO RESPINTO 300 TONN DI AIUTI E PER GLI ALIMENTI CHE SCARTANO CI FANNO PAGARE I PRESUNTI COSTI DI SMALTIMENTO”
Durante la conferenza stampa di questa mattina a Genova, Music4Peace ha denunciato le pesanti restrizioni imposte da Israele sugli aiuti umanitari diretti alla popolazione civile di
Gaza. Tra le condizioni dettate da Tel Aviv – spiegano gli organizzatori – figura l’esclusione di alimenti ad alto valore energetico come miele, biscotti e marmellata, nonostante le linee guida internazionali, comprese quelle della FAO, li considerino fondamentali nei contesti di carestia e denutrizione.
“In tre settimane sono state rifiutate oltre 300 tonnellate di aiuti”, denuncia Stefano Rebora, presidente dell’organizzazione. “A ogni camion viene inoltre imposto un pedaggio di 2.200 dollari per l’ingresso attraverso l’unico valico operativo, spesso chiuso. Non solo: anche quando le spedizioni vengono accettate, Israele apre i pacchi, controlla ogni contenuto e rimuove gli alimenti non conformi alle proprie linee guida”.
Music4Peace spiega che, qualora le indicazioni israeliane non vengano seguite alla lettera, i pacchi vengono ugualmente aperti e modificati, e i prodotti esclusi devono essere pagati dagli stessi donatori, perché considerati rifiuti da smaltire: “Si tratta di costi aggiuntivi per la distruzione di alimenti perfettamente idonei, che potrebbero sfamare una popolazione stremata”, sottolineano. “Arriva caffè in polvere per i bambini, non pacchi di biscotti”, aggiunge Rebora. “Eppure un semplice biscotto può essere una risorsa e un conforto per un bambino affamato”. “Queste modalità sono disumane e violano ogni principio di diritto umanitario. Questo il governo lo sa da tempo”, afferma Valentina Gallo, portavoce di Music4Peace. “Il diritto internazionale è morto”.
“Quando vengono richiesti l’eliminazione e lo scarto dei prodotti che possono realmente aiutare — alimenti ad alto contenuto nutritivo come biscotti, marmellate, miele — ci si trova di fronte a un livello di crudeltà che va chiamato con il suo nome”, ha dichiarato a Fanpage.it Margherita Mereto, Responsabile Politiche estere Pd Liguria.
“Per iscritto viene indicato che è auspicabile che donne e bambini non ricevano troppo sostegno energetico. Relazionarsi a un’affermazione del genere, non solo a livello politico ma anche umano, è tremendo”. La Responsabile Pd ha poi evidenziato un aspetto politico particolarmente significativo: “Queste linee guida non sono state introdotte ora, per fermare la Flotilla o per bloccare gli aiuti raccolti da Music4Peace. Sono in vigore da tempo. Significa che i governi, incluso quello italiano, le conoscevano e le hanno accettate. Lo stesso governo che oggi si propone come interlocutore ‘alternativo’ alla Flotilla, per la consegna degli aiuti attraverso i canali ufficiali, ha nei fatti sottostato e continua a sottostare a queste condizioni. Ha accettato — e accetta — che vengano esclusi dagli aiuti proprio quegli alimenti fondamentali per chi vive in stato di denutrizione cronica, come le popolazioni di Gaza”.Mereto ha definito tutto questo “una complicità con un sistema brutale e in aperta violazione del diritto umanitario”, e ha ribadito il pieno sostegno politico del PD ligure alla missione della Global Sumud Flotilla: “Questa è una missione che va ben oltre la consegna di beni. È nata per rompere l’assedio e rimettere al centro la questione della responsabilità politica. Dopo la prima conferenza stampa di Barcellona, si è aggiunto l’obiettivo umanitario, certo, ma la
Flotilla resta innanzitutto un’azione politica, un detonatore necessario di fronte all’incapacità dell’Europa e di altri attori internazionali di assumere una posizione chiara e garantista a tutela della popolazione palestinese”.
Presente alla conferenza stampa organizzata oggi a Genova da Music4Peace, anche la consigliera Avs Francesca Ghio, che ha denunciato con forza le restrizioni imposte da Israele sugli aiuti umanitari destinati alla popolazione civile di Gaza: “Con una popolazione che muore di fame, Israele impone e minaccia le organizzazioni umanitarie – tra cui Music for Peace – di non inserire alimenti ad alto valore energetico destinati a donne e bambini palestinesi”, ha dichiarato Ghio a Fanpage.it. “È un atto di disumanizzazione dell’aiuto umanitario. Si rifiuta ciò che può nutrire e dare sollievo a una popolazione stremata. E di fronte a tutto questo, il governo italiano resta in silenzio. Un silenzio che equivale a complicità”, aggiunge.
Domani alle 19:00, Music For Peace ha indetto una fiaccolata che partirà davanti alla propria sede a Genova, per ribadire il sostegno alla popolazione palestinese e chiedere, ancora una volta, l’apertura immediata di un corridoio umanitario verso Gaza. Un’iniziativa che si inserisce nel solco delle mobilitazioni civili di queste settimane e che punta a rompere l’embargo imposto da Israele, considerato illegale dal diritto internazionale, e a dare continuità all’azione della Global Sumud Flotilla in mare.
(da Fanpage)
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Settembre 26th, 2025 Riccardo Fucile
NEL GOVERNO SCATTA L’ALLERTA A TAL PUNTO CHE SI È CAMBIATA PURE LA FREGATA: NON PIÙ LA FASAN, MA LA ALPINO, DOTATA DI PIÙ SOFISTICATI SISTEMI ANTI-DRONE E ANTI-SOMMERGIBILI
«Questa missione è legittima, legale e necessaria. Nonostante minacce e attacchi,
continueremo fino a Gaza senza altre soste».
Al riparo lungo la costa di Creta, in una pausa necessaria per mettere a posto barche e animi dopo gli attacchi di tre notti fa, la Global Sumud Flotilla non tentenna quando da Israele arrivano nuove minacce. E viene respinta la proposta dell’Italia di fermarsi a Cipro.
«Questo è uno scalo tecnico — chiariscono dal comitato direttivo — non ce ne saranno altri». Anche se fonti di intelligence hanno informato di possibili attacchi «già entro le prossime 48 ore». Anche se Israele ha promesso di fermare con ogni mezzo qualsiasi barca si avvicini alla Striscia, bollando gli attivisti come «flotilla di Hamas».
«Bugie riciclate», ribatte Yasemin Acar, membro del comitato direttivo della Global Sumud Flotilla «il nostro obiettivo è sempre stato chiaro, non è mai cambiato: vogliamo rompere l’assedio, non semplicemente portare aiuti. Il nostro è un atto di solidarietà internazionale per fermare il genocidio, aprire corridoi umanitari permanenti e difendere i diritti del popolo palestinese». Gaza — spiegano da bordo — non può rimanere un’inaccessibile prigione a cielo aperto.
L’ipotesi di scaricare a Cipro cibo e farmaci, da affidare poi al patriarcato latino di Gerusalemme, incaricato di farle entrare davvero a Gaza, non convince tutti. Non c’è certezza che non rimangano fermi ai valichi controllati dal Cogat, l’ente israeliano che gestisce l’ingresso di cose e persone nella Striscia.
«L’obiettivo principale rimane il superamento del blocco navale». Dura dal 2007, il segretariato generale delle Nazioni Unite l’ha definito più volte «illegittimo» perché assimilabile a una «punizione collettiva» nei confronti di tutta la popolazione palestinese, dunque una palese violazione del diritto internazionale. Ma Israele ha sempre ignorato raccomandazioni e moniti. E non sembra avere intenzione di fare passi indietro.
«Siamo pronti a un accordo costruttivo sugli aiuti ma impediremo a ogni costo qualsiasi violazione», ha annunciato il ministro Gideon Sa’ar.
A che prezzo?
(da La Repubblica)
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Settembre 26th, 2025 Riccardo Fucile
SE LA FLOTILLA NON SI FERMA, E’ POSSIBILE CHE UNA NAVE ISRAELIANA SCORTI A TERRA LE IMBARCAZIONI
La Global Sumud Flotilla non si fermerà a Cipro: «Se la merce di scambio è la fine della missione, noi non ci stiamo, vogliamo l’apertura di un canale umanitario permanente via terra e via mare». È decisa e forte al telefono la voce di Tony La Piccirella, lo skipper barese che si trova a bordo della nave Family, coordinatrice dell’impresa, insieme ai capi del movimento da Miguel Duarte a Thiago Avila.
«Il nostro peso politico — dice con orgoglio — sta aumentando, Crosetto ha cambiato posizione, ora afferma che ci proteggerà dai droni, è la prima mossa concreta che il governo fa per la nostra missione. Questa è una vittoria del movimento globale, di quello italiano che ha paralizzato il Paese, dei deputati che hanno occupato il Parlamento».
E anche di quei parlamentari che hanno voluto far parte della
Flotilla. L’eurodeputata di Avs Benedetta Scuderi e il senatore del Movimento Cinque Stelle Marco Croatti viaggiano sulla barca a vela Morgana che martedì notte è stata colpita dai droni e ha perso l’utilizzo della vela: «Quello che sta succedendo dentro il Mediterraneo — dice Croatti — è gravissimo. Non si può viaggiare tranquilli in acque internazionali e dobbiamo tirare un sospiro di sollievo perché ieri notte non siano stati bombardati!». L’europarlamentare Annalisa Corrado e il deputato Arturo Scotto, entrambi democratici, chiedono al governo italiano di dire «se il blocco navale imposto da Israele nelle acque antistanti la Striscia è legale o no, perché per il diritto internazionale non lo è». Per Scuderi «l’assedio va rotto perché attualmente non c’è possibilità di far entrare aiuti umanitari, tant’è che nel momento in cui c’è stata un’escalation, non dal 7 ottobre ma dal 2007, la popolazione è finita in uno stato di carestia permanente».
All’Italia gli onorevoli chiedono più protezione. «I volontari spagnoli — fa notare Croatti — si sentono più protetti dal loro Paese che gli ha concesso l’immunità diplomatica rispetto agli italiani cui è stato detto che si imbarcavano a loro rischio e pericolo». Ma è sulle parole della premier italiana all’Onu che gli animi si accendono di più: «Meloni invece di attaccare Netanyahu, attacca noi.
Noi — sottolineano con fermezza — non siamo irresponsabili. Anzi, abbiamo deciso di accompagnare 59 attivisti e dare protezione politica e diplomatica quando invece il governo italiano non ha mosso un dito». Scuderi è ancora più dura: «Invece di andare alle Nazioni Unite a condannare quello che sta avvenendo a Gaza perché non interrompe gli accordi
commerciali con Israele e vara sanzioni? Non sta facendo niente per fermare una cosa enorme come il genocidio a Gaza».
Sono 450 le miglia che separano la Flotilla dalle acque antistanti Gaza. E il ministro degli Esteri di Gerusalemme Gideon Sa’ar ha detto a chiare lettere che «Israele non consentirà alle navi di entrare in una zona di combattimento attiva e non permetterà la violazione di un legittimo blocco navale». Il rischio è grande.
«Usciti dalle acque internazionali nessuno sarà più in grado di garantire sicurezza e aiuto nel caso accadesse qualcosa» ha avvisato ieri il ministro Crosetto.
«Le missioni si rivendicano e si portano fino in fondo» dice convinto La Piccirella che è già finito nelle prigioni israeliane a fine luglio quando ha violato il blocco su Gaza a bordo della Handala insieme a Greta Thunberg.
«Certo — aggiunge — bisogna essere fortemente motivati e convinti». «Questa è una missione umanitaria, pacifica e non violenta per Gaza. Nessuno sia martire» dice Scuderi. «Dobbiamo cercare di aprire una via diplomatica, non il contrario, almeno per quanto mi riguarda» aggiunge Croatti.
Sulla Flotilla la maggioranza vuole andare allo scontro: «Io mi auspico che i territori palestinesi ritornino ai palestinesi, oggi sono occupati da Israele per il 90%» è il sogno di La Piccirella.
(da Corriere della Sera)
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Settembre 26th, 2025 Riccardo Fucile
BOLDRINI: “AVETE PRESENTE IL CLIMA DI ODIO DENUNCIATO DA GIORGIA MELONI E DA TUTTA LA DESTRA DOPO L’OMICIDIO KIRK? QUELLO CHE, A SENTIRE LORO, SAREBBE ALIMENTATO DALLA SINISTRA? E’ L’ENNESIMO ESEMPIO DELL’ODIO CHE LA DESTRA, NON NOI, ALIMENTA DA ANNI”
“Pussy pass”. Così ha riassunto l’ultima proposta di legge di Laura Boldrini sul consenso ai
rapporti sessuali. Che in soldoni dice: rapporto sessuale sì, ma solo previo consenso della donna.
L’espressione è comparsa in un post pubblicato sui social da Alfredo Giovine, vicesegretario cittadino di Forza Italia a Bari, in riferimento all’iniziativa legislativa presentata dalla deputata del Partito democratico.
Una definizione, quella di Giovine, che è già tutta un programma. Anche se a far divampare le polemiche sarebbero stati soprattutto alcuni commenti che hanno accompagnato il post.
Uno su tutti, quello pubblicato dallo stesso Giovine: “Sergio
Fanelli, la Boldrini buongustaia ha assaggiato il big bamboo”, ha scritto, citando l’esponente del coordinamento dell’area metropolitana di Bari per Fratelli d’Italia. Il quale avrebbe reagito con un’emoji che ride, contribuendo al germogliare le polemiche.
Immediata la condanna di Boldrini, che in una nota ha definito il post un “attacco sessista” e collegato l’episodio a un clima di ostilità politica generalizzato. “Avete presente il clima di odio denunciato da Giorgia Meloni e da tutta la destra dopo l’omicidio Kirk? Quello che, a sentire loro, sarebbe alimentato dalla sinistra? Ecco, oggi abbiamo l’ennesimo, classico esempio dell’odio che la destra, non noi, alimenta da anni – ha detto la deputata dem, nonché presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo – Odio che, quando si parla di donne, diventa immediatamente volgare sessismo”.
L’ex presidente della Camera ha poi posto una serie di domande politiche dirette: “Cosa intendono fare Forza Italia e Fratelli d’Italia nei confronti di questi signori? È un linguaggio e un comportamento accettabile? Pensano sia sufficiente che il post sia magicamente sparito? Chi alimenta l’odio in politica?”.
In seguito alla diffusione delle dichiarazioni e alla risonanza mediatica del caso, Alfredo Giovine ha pubblicamente chiesto scusa, precisando di averlo già fatto anche tramite i canali istituzionali.
“Mi scuso pubblicamente con l’onorevole Laura Boldrini per il post che ho pubblicato sui social contro la sua proposta di legge sul consenso formale prima di un rapporto sessuale. Mi rendo conto, nel commento, di essere stato inopportuno, me ne
rammarico con l’on. Boldrini e, idealmente, con tutte le donne – ha scritto – Non è mia intenzione iscrivermi a quel gruppo politico-sociale che attacca le donne per motivi di genere. Il mio post è stato un caso isolato, frutto dell’emotività da social”.
Il tentativo di metterci una toppa, tuttavia, non ha spento il caso politico. Dal Partito democratico sono arrivate reazioni critiche e richieste di chiarimento. Il segretario del Pd Puglia, Domenico De Santis, ha parlato di un “attacco vergognoso” e ha chiesto formalmente a Forza Italia di prendere le distanze.
(da agenzie)
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Settembre 26th, 2025 Riccardo Fucile
E LA LEGA TARGATA VANNACCI PERDE CONSENSI, TANTO RUMORE PER NULLA
Eugenio Giani è in vantaggio su Alessandro Tomasi e Antonella Bundu alle elezioni regionali in Toscana. Lo dicono i sondaggi di Ipsos illustrati oggi da Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera. Gli abitanti della regione, spiega il sondaggisti, indicano come priorità la sanità. Seguono trasporti e infrastrutture e poi sicurezza e criminalità. Infine, lavoro e occupazione.
I giudizi positivi sull’operato del governatore uscente arrivano al 56%. L’apprezzamento tra gli avversari è al 43%, mentre il 51% degli intervistati dice che andrà sicuramente alle urne.
Il centrosinistra in Toscana
Le intenzioni di voto premiano Giani: il 54,8% dichiara di volerlo votare. A distanza di oltre tredici punti Alessandro Tomasi, stimato al 41,3%, mentre si collocano al 3,9% le dichiarazioni di voto per Bundu. In Toscana è ammesso il voto disgiunto.
Per quanto riguarda le liste il Partito Democratico è al 31%, quattro punti in meno rispetto al 2020. La lista Giani è all’8%, Avs al 7,9% e il Movimento 5 Stelle al 7,7%. Le liste collegate a Giani sono stimate al 54,6%.
Il centrodestra
Per quanto riguarda il centrodestra invece Fratelli d’Italia è al 25%, Forza Italia al 6,9% (in crescita) e la Lega al 6,1% (in calo). Complessivamente le liste di centrodestra sono stimate al 41,7%. Sul voto, il 46% ritiene che vincerà Giani, il 13% assegna la palma a Tomasi (e il 36% dei suoi elettori pensa che vincerà l’avversario), il 2% alla Bundu, mentre il 39% non sa esprimersi.
(da agenzie)
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Settembre 26th, 2025 Riccardo Fucile
L’IPOTESI DI REATO E’ CORRUZIONE IN ATTI GIUDIZIARI, LE INTERCETTAZIONI
«Serve una perizia calligrafica per attribuire i pizzini a chicchessia». Questa la reazione
dell’avvocato di Andrea Sempio, Massimo Lovati, commentando la notizia dell’indagine sull’ex procuratore di Pavia Mario Venditti, e del biglietto sequestrato lo scorso 14 maggio in casa dei genitori dell’amico dei Poggi, in cui si leggerebbe «Venditti gip archivia per 20-30 euro».
I parenti di Sempio, spiega Lovati, «sono sereni e stanno collaborando, stanno guardando PC e telefonini e verbalizzando». E infine: «Onestamente le cifre di cui si parla nell’appunto che sarebbe stato trovato – 20 o 30 mila euro – mi sembrano una base troppo esigua per un’ipotesi corruttiva di un professionista del genere». Le cifre però individuate nelle indagini del Gico della Gdf su alcuni prelievi sono però più alte.
Cosa è successo: la perquisizione a casa Sempio
I carabinieri e la Guardia di Finanza hanno perquisito le abitazioni di ex investigatori e inquirenti che hanno partecipato alle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco. Ad annunciarlo è il Tg1. Indagato sarebbe l’ex procuratore di Pavia Mario Venditti. Che sarebbe stato corrotto per scagionare Andrea Sempio. Si parla anche di un appunto a penna su un bloc notes trovato a casa dei genitori di Sempio: “Venditti gip
archivia X 20-30 euro”. E di anomalie nelle indagini, nelle quali sarebbero stati omessi passaggi delle intercettazioni. Gli indagati sono in tutto tre. Oltre a Venditti ci sono due appartenenti alle forze dell’ordine ora in congedo che lavoravano nella sezione di polizia giudiziaria della procura di Pavia: Silvio Sapone e Giuseppe Spoto. L’indagine è diretta dalla pm di Brescia Claudia Moregola e dal procuratore Francesco Prete.
L’appunto sul bloc notes
Sarebbe di corruzione in atti giudiziari l’ipotesi di reato a carico di Venditti, che nel 2017 archiviò l’indagine su Sempio. Da questa mattina carabinieri e uomini della guardia di Finanza stanno perquisendo le abitazioni dell’ex procuratore oltre che quelle del circuito familiare di Sempio. Tra le perquisizioni anche quella delle abitazioni degli zii del 37enne indagato. Ma anche quelle di due ex carabinieri della polizia giudiziaria di Pavia oggi in congedo. L’operazione è coordinata dalla procura di Brescia, competente per i reati commessi dai magistrati pavesi. Venditti, oggi presidente del Casinò di Campione, è indagato per il ritrovamento di un appunto a casa dei genitori di Sempio. Il foglio si trovava in un bloc notes che risale a febbraio 2017. Giorni prima dell’avviso di garanzia per la morte di Chiara, che gli è stato notificato l’8 febbraio.
Il decreto di perquisizione
Nel decreto di perquisizione si parla di contatti «opachi» tra Sempio e i carabinieri che hanno condotto le indagini all’epoca. Secondo questa ipotesi di reato Sempio sarebbe stato informato delle domande a cui sarebbe stato sottoposto durante l’interrogatorio di garanzia del 2017. Ci sarebbero poi interi
passaggi di conversazioni omessi nelle intercettazioni. Forse si parla proprio di quella tra Sempio e il padre Giuseppe in auto dopo il botta e risposta con gli inquirenti. Tra le frasi omesse una del padre di Sempio sul «pagare quelli lì». Venditti, secondo l’ipotesi di accusa, sarebbe quindi stato corrotto con la cifra stanziata dagli zii di Sempio: 30-40 mila euro.
Il decreto di perquisizione dice che secondo la procura di Brescia «le indagini condotte nel 2017 a carico di Sempio sono state caratterizzate da una serie di anomalie, tra cui l’omissione, da parte della pg incaricata delle indagini della trasmissione di alcuni passaggi rilevanti delle intercettazioni ambientali». Sarebbero emersi «alcuni contatti opachi» con personale della sezione di pg. Mentre «la breve durata dell’interrogatorio di Andrea Sempio» lascia trasparire «la verosimile conoscenza anticipata da parte dei membri della famiglia Sempio dei temi su cui sarebbero stati sentiti dai pubblici ministeri».
L’intercettazione
Nel decreto di perquisizione si fa riferimento all’intercettazione ambientale di una conversazione tra Sempio e suo padre Giuseppe captata a bordo dell’auto dell’indagato il 9 febbraio 2017, il giorno prima dell’interrogatorio. «Comunque ha detto che ti chiederà le cose che sono state depositate. Non è che…», dice Giuseppe. «Sì lo so», risponde Andrea. «(Al) massimo se ti infila dentro qualche domanda che non… dici: guardi io non mi ricordo, son passati dieci anni…», conclude il padre.
I due vengono intercettati anche il giorno successivo, subito dopo l’interrogatorio. Si confrontano su quanto dichiarato agli inquirenti, con la famosa espressione «ne ho cannata una».
Si parlava di una domanda su quando Sempio avesse ritrovato lo scontrino del parcheggio di Vigevano della mattina del 13 agosto 2007. Ovvero il giorno dell’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco. Dopodiché l’amico del fratello della vittima, indagato allora come oggi per l’omicidio, confrontandosi con il padre, osservava: «A parte che erano dalla nostra… perché mi han fatto alcune domande che io ho capito perché me le facevano…». «I pizzini richiedono prima una perizia calligrafica per essere attribuiti a chicchessia», dice all’AdnKronos l’avvocato Massimo Lovati, difensore di Andrea Sempio.
Le analisi patrimoniali
Le analisi patrimoniali hanno accertato il movimento di 40 mila euro partiti dalle zie paterne di Andrea a dicembre 2016. La somma sarebbe arrivata allo zio e da lì al padre. I genitori hanno prelevato contante per poi girarlo al magistrato, secondo l’ipotesi degli inquirenti. Secondo questa ipotesi i genitori di Sempio erano a conoscenza da prima dell’indagine nei confronti del figlio. Così come sapevano delle domande che gli avrebbero fatto durante l’interrogatorio. Agli atti c’è un’intercettazione tra Andrea e il padre in auto dopo il botta e risposta con gli inquirenti: «Ne abbiamo cannata una, che io ho detto che lo scontrino (quello del parcheggio, il suo alibi per quel 13 agosto 2007, ndr) era stato ritrovato dopo che ero stato sentito, che tu hai detto che l’abbiamo ritrovato prima».
Le perquisizioni
Le perquisizioni in corso, nelle dimore dell’ex procuratore di Pavia Venditti, a Pavia, Genova e Campione d’Italia (Como) dove è presidente del cda del Casinò, sono operate dai
Carabinieri di Milano e dalla Gdf di Pavia. Altre perquisizioni sono in corso a casa di Giuseppe Sempio e Daniela Ferrari, i genitori di Andrea Sempio, a Garlasco (Pavia). E dove si è trasferito anche Andrea Sempio, che viveva a Voghera (Pavia) dopo l’apertura dell’inchiesta su di lui nel nuovo filone aperto dalla procura di Pavia. Perquisizioni in corso anche nei domicili dei tre zii da parte di padre di Andrea Sempio. E a casa di due carabinieri in congedo che lavoravano nella sezione di Polizia giudiziaria del Tribunale pavese quando era procuratore Venditti.
L’indagine del 2017
La procura di Pavia aprì un fascicolo su Andrea Sempio nel 2017, poi successivamente archiviato. In un documento del 2017 e redatto dalla procura generale di Milano nell’ambito della prima inchiesta, si sottolineava come «la fotografia della scena del crimine (…) esclude Sempio come possibile autore dell’omicidio». Nel testo si evidenziava che «il modo con cui Chiara consente l’ingresso» all’aggressore dimostra l’esistenza di un legame di «profonda confidenza», mentre «le modalità dell’aggressione rivelano un coinvolgimento emotivo particolarmente intenso». Tutti elementi, spiegavano i magistrati, che non trovavano «alcun riscontro nelle evidenze probatorie» relative al rapporto tra Poggi e Sempio.
L’archiviazione
Nell’appunto trasmesso nel 2017 ai pm di Pavia durante la prima inchiesta, poi archiviata, la procura aveva fatto inoltre sapere che «le chiamate del 7 e 8 agosto 2007» di Andrea Sempio a casa Poggi, erano «trasparenti ed esplicite». Ed erano inoltre state
fatte «da una persona che non si nasconde», si leggeva. Nell’atto si sottolineava, se mai, che era stata la difesa di Stasi a tentare di confondere le acque. Dopo le tesi della «doppia vita di Chiara» e di un ladro «sconosciuto» entrato in casa, «sostituiva» quest’ultima figura con quella «di un amico del fratello, Andrea Sempio».
Secondo la relazione della procura generale, tali «scarni dati» non avevano però la benché minima «rilevanza», in quanto «si collocano e si esauriscono a distanza di ben 5 giorni dall’omicidio, a ridosso della partenza di Marco per il Trentino, e dopo «l’informazione» della sua assenza a Garlasco. Inoltre, l’incrocio delle testimonianze raccolte, «dello scontrino del parcheggio di Vigevano pagato alle ore 10.18 del 13 agosto e l’orario e lo scambio delle telefonate e dei messaggi con gli amici» Mattia Capra e Roberto Freddi «dimostrano che Sempio dice il vero» in merito a come ha trascorso la mattina dell’omicidio.
(da Open)
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