Settembre 29th, 2025 Riccardo Fucile
CENTRODESTRA FALLISCE OBIETTIVO
L’Unione Valdôtaine riprende vigore e dopo il brusco calo del 2020 torna essere il
primopartito alle regionali in Valle d’Aosta. Quando lo spoglio è ancora in corso, l’Uv supera il 30%.
In testa fin dall’inizio dello spoglio c’è l’Union Valdotaine (Uv). Con l’85% delle schede scrutinate, il partito autonomista storico,
già traino della maggioranza nella legislatura uscente, è il primo partito con il 31,16% dei voti. Fanno bene anche gli Autonomisti di centro (14,15%) con cui è facile ipotizzare una nuova alleanza con Uv. A chiudere la coalizione nella passata legislatura c’era il Partito democratico, che pure all’inizio dello spoglio viaggiava a rilento rispetto agli altri due potenziali alleati, con l’8,08%. L’alleanza dei tre (che pure non si sono presentati in coalizione) rappresenta oggi oltre il 50% dei voti regionali.
Di contro, c’è grande attenzione per la performance del centrodestra, che si presenta nella classica formazione: Fratelli d’Italia, Lega Vallée d’Aoste e Forza Italia. La coalizione è seconda rispetto all’Uv con il 30,06%. L’obiettivo (ambizioso) del centrodestra era quello di arrivare al 42% dei consensi, che gli avrebbe permesso di accaparrarsi il premio di maggioranza (e 21 posti dei 35 in consiglio). Anche l’eco del governo Meloni sembra non aver convinto del tutto i valdostani.
Oggi la coalizione punta molto su Forza Italia (10,40%), . Fratelli d’Italia si ferma all’11,11%, mentre la Lega appare in forte calo, con il 8,56%.
Al momento, entrerebbe in Consiglio anche la lista Valle d’Aosta Aperta (5,57%), che include il Movimento Cinque Stelle; mentre l’Alleanza Verdi e Sinistra fa il 6,29%. Resterebbe fuori solo Valle d’Aosta Futura con il 4,68%.
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Settembre 29th, 2025 Riccardo Fucile
A DORTMUND, STORICA ROCCAFORTE DELLA SPD: DOPO 80 ANNI HA VINTO IL CANDIDATO DELLA CDU, ALEXANDER OMAR KALOUTI
Dopo 79 anni, cade la roccaforte rossa di Dortmund. Nessuno si aspettava che la Spd cedesse una delle città dove ha dominato tutto il dopoguerra e certificasse, rendendola visibile, la sua progressiva e inarrestabile ritirata.
Tutti guardavano al risultato dell’estrema destra AfD — se passando ai ballottaggi in tre città, avrebbe potuto ambire a un sindaco anche nell’Ovest della Germania.
Non è successo: chiaramente respinti i suoi tre candidati a Duisburg, Gelsenkirchen e Hagen. Il Nordreno-Vestfalia, dove ieri si è votato per il secondo turno in 150 comuni, resta legato ai partiti tradizionali. Ma per i socialdemocratici al governo è una batosta.
Il Nordreno-Vestfalia non è solo la più popolosa regione tedesca, con i suoi 18 milioni di abitanti. Da sola ne ha più di tutta la Germania Est . È anche la regione dell’industria, il cuore renano legato alla Francia e all’Occidente, la terra delle tante città che
quasi senza interruzione si succedono una all’altra.
Ben 13 hanno più di 250 mila abitanti (tutta l’Italia ne ha 14): un infinito circondario urbano e la terra dei mille derby calcistici. È qui, nella Ruhr, dove avanza la deindustrializzazione, che l’AfD si è insediata nelle aree operaie: e se a Duisburg l’ha votata il 21,4%, a Hagen è salita al 28,3% e a Gelsenkirchen al 33,1%. Un elettore su tre, un record. Dal canto suo, la Cdu resiste, espugna Dortmund con Alexander Omar Kalouti, vince tanti ballottaggi. È la padrona del Land da ormai 25 anni, da quando la Spd ha iniziato a cedere.
I Verdi prendono per la prima volta la città universitaria di Münster, ma non riescono nel colpaccio di Colonia: sarebbe stato il loro primo capoluogo con più di un milione di abitanti E perdono tutti gli altri ballottaggi (Bonn, Aachen, Düsseldorf, dove sono sempre arrivati in finale al posto della Spd).
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Settembre 29th, 2025 Riccardo Fucile
È A CAMPATA UNICA SOSPESA SOPRA UN FIUME, A UN’ALTEZZA DI 625 METRI, ED È LUNGO QUASI TRE CHILOMETRI …UN’IMPRESA INGEGNERISTICA DURATA APPENA TRE ANNI
Il ponte più alto del mondo è stato inaugurato nella provincia montuosa di Guizhou, nel
sud-ovest della Cina. Il Huajiang Grand Canyon Bridge, sospeso a 625 metri sopra il fiume Beipan, ha ridotto il tempo di attraversamento della gola da due ore a due minuti.
Lungo 2.890 metri, con una campata principale di 1.420 metri, è il più esteso ponte sospeso con travi reticolari in acciaio mai realizzato in territorio montuoso.
Per la sua imponenza è stato paragonato a nove Golden Gate impilati l’uno sull’altro, e ha strappato il primato al Beipanjiang Bridge, distante un centinaio di chilometri e alto “solo” 565 metri.
Frutto di tre anni di lavori, il ponte è un concentrato di innovazioni: dal sistema di “smart cables” incorporati nei cavi principali, che monitorano in tempo reale pressione, temperatura e umidità attivando deumidificatori automatici. In totale sono stati ottenuti 21 brevetti applicati alla costruzione ad alta quota, tra cui soluzioni antivento, materiali ad altissima resistenza e strumenti di precisione guidati da droni e satelliti.
La struttura che attraversa quella che viene definita “la crepa della Terra” non è solo un’arteria strategica: ospita anche ascensori panoramici, sale di osservazione in vetro e spazi per sport estremi, dal bungee jumping al paracadutismo, oltre a un bar sulla sommità delle torri.
(da agenzie)
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Settembre 29th, 2025 Riccardo Fucile
“HANNO LA RABBIA DENTRO. VEDONO LA MAMMA E IL PAPÀ SFRUTTATI, CHE LAVORANO COME MATTI E NON RIESCONO AD ARRIVARE A FINE MESE. E NON LO ACCETTANO”… “LO STATO? VIENE FUORI SOLO SE CI SCAPPA IL MORTO”
E’ giorno di mercato in via Oglio. Shawky Geber da quattro anni è capolega per la Cgil a Corvetto, ma da quando è arrivato in Italia dall’Egitto nel 1973 si impegna per i diritti dei lavoratori. «Ho fatto il sindacalista nell’edilizia per vent’anni, non sono uno che si fa mettere i piedi in testa ma ho sempre cercato di rispettare le regole del gioco. A chi si rivolge a me dico di lavorare regolarmente e in sicurezza. Ma quando parlo con i giovani mi rispondono che sono matto, che ormai ragiono come un italiano», racconta Geber.
Quando il sindacalista pensa ai giovani del quartiere, quei ragazzi italiani di seconda generazione spesso chiamati “maranza”, scuote convinto la testa: «Hanno la rabbia dentro. Si comportano male, fanno cose brutte che non appartengono alla nostra cultura». La rabbia di cui parla Geber l’hanno sfogata anche durante le ultime manifestazioni per Gaza.
Ed era già venuta fuori nel novembre scorso, quando il 19enne di origine marocchina Ramy Elgaml è morto cadendo da uno scooter alla fine di un inseguimento dei Carabinieri. La protesta, come quella pro-Palestina, era finita con atti di vandalismo, tra cassonetti dati alle fiamme, fumogeni e lanci di bottiglie. Ma da dove arriva questa collera?
Per Geber la risposta è semplice: «Vedono la mamma e il papà sfruttati, che lavorano come matti e non riescono ad arrivare a fine mese. E non lo accettano». Ma non c’è solo lo sfruttamento per il sindacalista: «Inutile nasconderlo, un po’ di razzismo c’è. C’era anche quando sono arrivato io, cinquant’anni fa, ma era nascosto. Ora non hanno più paura a farlo vedere. Molti, specie in questo quartiere dove sono tante le case popolari, vedono l’immigrato come chi è venuto a rubare il poco che si ha».
Geber accoglie nel suo ufficio Magda, una donna di origini egiziane che abita nella zona. Mamma di due adolescenti, anche lei al sentire parlare di maranza scuote rapidamente il capo. «Me l’ha spiegato mio figlio cosa vuol dire maranza. Sono quei
ragazzi che vogliono fare i fighi, che si vestono in un certo modo. Però è tutta facciata: si mostrano forti, ma dentro hanno paura», dice Magda.
Per lei il quartiere non è sicuro, troppo odio e maleducazione in giro. «Poveri ragazzi», continua a ripetere, perché non è colpa dei giovani di Corvetto se sono nati in quest’ambiente. «Le mamme di questi giovani sono le prime a stare male. E non riescono a passare dei buoni insegnamenti. I ragazzi escono pieni d’odio, vogliono spaccare tutto. Pensano che sia giusto, ma non è così. La guerra a Gaza, le immagini che vedono online dalla Striscia, hanno acceso ancora di più la loro rivolta».
E lo Stato? Geber e Magda concordano, qui non esiste. «Viene fuori solo se ci scappa il morto», commenta il sindacalista. «Quando ho chiamato la polizia per denunciare un punto di spaccio davanti alla scuola di mio figlio, mi hanno detto che sapevano già tutto. Ma non hanno mai fatto niente», conclude la donna.
(da La Stampa)
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Settembre 29th, 2025 Riccardo Fucile
IL PAESE GUIDA DA OTTO ANNI LA CLASSIFICA DEL “WORLD HAPPINESS REPORT”, MERITO DELLO STATO SOCIALE: I FINLANDESI PAGANO IMPOSTE MOLTO ALTE, MA HANNO IN CAMBIO SERVIZI DI ECCELLENZA. NON SOLO SCUOLE FENOMENALI, MA ANCHE SPAZI PUBBLICI APERTI A TUTTI. COME LA BIBLIOTECA OODI DI HELSINKI, DOVE SI PUÒ GIOCARE AI VIDEOGAME, STAMPARE IN 3D, LEGGERE, ACCEDERE A STUDI TV O RADIO. TUTTO GRATUITO E ACCESSIBILE A TUTTI
La Finlandia e i Boston Celtics non hanno quasi nulla in comune se non una cosa: la
capacità di vincere alla grande, per otto anni di fila. Per i Celtics, si trattò di otto campionati NBA dal 1959 al 196
Per la Finlandia, si tratta invece di essere in cima alle classifiche mondiali della felicità negli ultimi otto anni. Quest’ultimo risultato potrebbe essere considerato un traguardo ancora più importante in tempi così incerti, ma il mistero della felicità finlandese sfugge a molti, inclusi gli stessi finlandesi.
Il World Happiness Report è un rapporto annuale pubblicato dall’Università di Oxford in collaborazione con Gallup e le Nazioni Unite.
«Le persone andavano a vedere il sondaggio cercando di capire cosa non andasse nel sondaggio», ha spiegato Frank Martela, filosofo e professore.
Martela, che quest’anno ha pubblicato Stop Chasing Happiness: a pessimist’s guide to a good life (Smettila di inseguire la felicità: guida pessimista a una buona vita), ritiene che i finlandesi fossero scettici a causa del modo in cui la felicità viene misurata.
«Immagino che uno dei motivi principali sia cosa viene effettivamente misurato in questo World Happiness Report», ha
detto Martela.
Il rapporto classifica la felicità di una nazione in base a una sola domanda: su una scala da zero a dieci, quanto è vicina la tua vita alla migliore vita possibile?
«Che è una domanda diversa da, per esempio, hai provato gioia oggi, oppure hai sorriso o riso oggi?», ha detto Martela.
La felicità significativa, nel caso dei finlandesi, si riduce davvero alla soddisfazione, il che porta a chiedersi: perché i finlandesi sono così soddisfatti?
«Il tipo di società che abbiamo è stata in grado di prendersi cura dei cittadini relativamente bene», ha spiegato Martela.
Oodi, la Biblioteca Centrale di Helsinki, ne è un esempio. La biblioteca si definisce un «luogo di incontro vivente» che offre servizi bibliotecari tradizionali, spazi per i videogiochi, studi digitali, servizi di stampa 3D e altro ancora, tutto gratuito e accessibile al pubblico.
«L’idea è assicurarsi che tutti abbiano l’opportunità di fare questo tipo di cose indipendentemente da quanti soldi abbiano», ha detto Martela.
Ma le tasse più alte che alimentano una società di tipo socialista valgono la pena per i finlandesi.
«C’è più un’idea di società qui, credo; la gente accetta che se paghi le tasse, allora ottieni qualcosa in cambio», ha spiegato Tim Bird, che si è trasferito in Finlandia dal Regno Unito più di quarant’anni fa.
Bird era anche affascinato dalla vicinanza alla natura in Finlandia
«Questa è una delle grandi cose di Helsinki, non sei mai troppo
lontano dall’ambiente naturale», ha detto.
Un’altra possibile spiegazione per la felicità del paese potrebbe essere il rapporto dei suoi cittadini con la temperatura. La Finlandia ha più saune pro capite di quante auto passeggeri abbia gli Stati Uniti.
Carita Harju, coautrice di The Power of Hot and Cold (Il potere del caldo e del freddo), ha spiegato che usa la sauna ogni giorno tanto per i benefici sulla salute quanto per quelli mentali. Dopo essersi riscaldata, si tuffa nel gelido Mar Baltico. I rapidi cambiamenti di temperatura rilasciano endorfine, ma per Harju si tratta di relax.
(da agenzie)
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Settembre 29th, 2025 Riccardo Fucile
SANDU: “DALLE ELEZIONI UN MANDATO FORTE PER L‘ADESIONE ALL’UE”
Dal risultato delle elezioni arriva “un mandato forte per il processo di adesione”. Lo ha detto la presidente della Moldavia e leader del partito filo-Ue (il Pas), Maia Sandu, in una conferenza stampa organizzata a Chisinau. “Abbiamo dimostrato al mondo intero che siamo coraggiosi e dignitosi, che non ci siamo lasciati
intimidire”, ha aggiunto Sandu con riferimento alle ingerenze russe. Nella tarda mattinata la presidente ha ricevuto anche la telefonata di congratulazioni del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Il Partito Azione e Verità (Pas), al potere dal 2021 in un paese tra i più poveri d’Europa, ha ottenuto il 50,16% dei voti e, secondo le proiezioni, potrebbe mantenere la maggioranza assoluta in Parlamento con 55 seggi su 101, contro i 63 dell’assemblea uscente.
La Russia “non è riuscita a destabilizzare la Moldavia” e la sua “influenza sovversiva” non si diffonderà ulteriormente: lo afferma il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che rende omaggio alla Moldavia affermando che “ha vinto l’idea dell’Europa, l’idea di uno sviluppo nazionale normale e stabile”. “L’influenza sovversiva della Russia non si estenderà ulteriormente in Europa”, ha aggiunto.
Il Cremlino attende di dare una valutazione sul risultato delle elezioni in Moldavia dopo che tutte le forze politiche del Paese si saranno espresse, e sottolinea che alcune di esse denunciano “possibili violazioni”. Lo ha detto il portavoce, Dmitry Peskov, citato dall’agenzia Interfax.
“Il voto della Moldavia è un chiaro sì a un futuro europeo. Nonostante i massicci sforzi della Russia per diffondere disinformazione e comprare voti, nessuna forza può fermare un popolo impegnato per la libertà.
Siamo al fianco della Moldavia nel suo percorso verso l’Ue”. Lo scrive sui social l’alto rappresentante Ue Kaja Kallas.
”Malgrado i tentativi di ingerenze e pressioni, la scelta dei
cittadini moldavi si è espressa con forza. La Francia è al fianco della Moldavia, nel suo progetto europeo e il suo slancio di libertà e di sovranità”: lo scrive in un messaggio pubblicato su X il presidente francese, Emmanuel Macron.
“Moldavia, ci sei riuscita di nuovo. Nessun tentativo di seminare paura o divisione ha potuto infrangere la tua determinazione. Hai fatto una scelta chiara: Europa, democrazia e libertà. La nostra porta è aperta. E saremo al tuo fianco in ogni fase del cammino. Il futuro è tuo”. Lo ha scritto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen su X.
“Il futuro della Moldavia è in Europa! Con questo storico passo avanti, il popolo moldavo ha scelto la via della democrazia, della speranza e delle opportunità. Ha scelto l’Europa. L’Europa è la Moldova. La Moldova è Europa.” Lo scrive su X la presidente dell’Eurocamera Roberta Metsola.
“Il popolo moldavo si è espresso e il suo messaggio è forte e chiaro. Hanno scelto la democrazia, la riforma e un futuro europeo, nonostante le pressioni e le interferenze della Russia L’Ue è al fianco della Moldavia. In ogni fase del percorso”. Lo dichiara su X il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa. Il primo ministro polacco Donald Tusk plaude alla vittoria in Moldavia del partito filo-europeista Azione e Solidarietà (Pas) della presidente Maia Sandu sul Blocco patriottico filorusso guidato dall’ex capo di Stato Igor Dodon. “Ci è voluto un grande coraggio da parte della nazione moldava e di Maia Sandu personalmente per vincere queste elezioni. Non solo avete salvato la democrazia e mantenuto la rotta europea – scrive il primo ministro su X – ma avete anche fermato la Russia nei suoi
tentativi di assumere il controllo dell’intera regione. Una buona lezione per tutti noi”.
(da agenzie)
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Settembre 29th, 2025 Riccardo Fucile
GILL SI È DICHIARATO COLPEVOLE DI OTTO CAPI DI IMPUTAZIONE: HA RICEVUTO DENARO DA OLEG VOLOSHYN, UNA “PEDINA” DEI SERVIZI RUSSI, E IN CAMBIO DOVEVA RILASCIARE DICHIARAZIONI E ORGANIZZARE EVENTI A FAVORE DEL REGIME DI “MAD VLAD”
A proposito di disinformazione della Russia. C’è un ex deputato britannico
dell’Europarlamento ed ex colonna di Nigel Farage in Galles, che ha ammesso: “Sì, ho preso soldi e tangenti da Mosca per parlare bene della Russia e di Putin, in tv e pubblicamente”.
La rara e straordinaria ammissione, in un Occidente in cui negli ultimi anni sono visibilmente cresciuti i sospetti verso potenziali “agenti russi”, è arrivata da Nathan Gill: 52 anni gallese, europarlamentare brexiter dal 2014 al 2020 per ben due partiti di Nigel Farage – Ukip e poi Reform UK, che oggi sta volando nei sondaggi. Non solo: Gill è stato anche leader di Ukip Galles tra il 2014 e il 2016 e leader dell’attuale Reform UK in Galles tra marzo e maggio 2021, guidando la campagna elettorale del partito per il Senedd (Parlamento gallese).
Come riporta la Bbc, GIll si è dichiarato colpevole di otto capi d’imputazione per corruzione tra il 6 dicembre 2018 e il 18 luglio 2019. Ciò perché ha ricevuto denaro da Oleg Voloshyn – secondo gli Stati Uniti una “pedina” dei servizi segreti russi – per poi tenere discorsi al Parlamento di Strasburgo e rilasciare dichiarazioni in favore di Mosca
Come dimostrano le carte del processo che si è tenuto Londra,
Oleg Voloshyn – ex membro nel Parlamento ucraino per un partito filorusso e sanzionato nel 2022 dall’amministrazione Biden – aveva incaricato Gill in almeno otto occasioni di fare dichiarazioni specifiche pro Russia. Ovviamente, in cambio di denaro. A provarlo ci sono decine di messaggi WhatsApp tra i due
Nel dicembre 2018, per esempio, in un discorso parlamentare, Gill difese i controversi canali televisivi 112 Ukraine e NewsOne, sostenendo che fossero trattati ingiustamente dallo Stato ucraino. Sebbene questi canali fossero legati a Viktor Medvedchuk, uomo vicinissimo a Vladimir Putin – tanto che il presidente è il padrino di sua figlia – e rilasciato da Kiev qualche tempo fa in uno scambio di prigionieri con la Russia.
In altre occasioni, continua la Bbc, Gill, padre di cinque figli, è apparso su 112 Ukraine per difendere Medvedchuk, allora sotto processo in Ucraina per alto tradimento. E, in cambio di tangenti, ha organizzato eventi tra europarlamentari, rappresentanti filorussi ucraini e lo stesso Medvedchuk. Inoltre, dopo aver ricevuto i bonifici, Gill ha presentato specifiche interrogazioni parlamentari a Strasburgo in difesa di Mosca.
Gill, figura di spicco della destra brexiter gallese nel decennio scorso, oggi non è più membro di Reform UK, dal quale è stato allontanato.
(da Repubblica)
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Settembre 29th, 2025 Riccardo Fucile
SI RIAPRE LA PARTITA, E LA SFIDA E’ TRA IL DEMOCRATICO, ISLAMICO E SOCIALISTA, ZORHAN MAMDANI, E L’EX GOVERNATORE DELLO STATO, ANDREW CUOMO …SECONDO I SONDAGGI, MAMDANI ERA IN TESTA IN UNA CORSA A TRE MA COL PASSO INDIETRO DI ADAMS, IL SUO VANTAGGIO DIMINUISCE
A cinque settimane dal voto di novembre il sindaco uscente di New York, Eric Adams, ha annunciato il ritiro provocando un terremoto nella corsa elettorale per decidere chi guiderà per i prossimi quattro anni la più grande città d’America.
Si riapre di fatto la partita, e la sfida sembra essere a due, tra il Dem ‘socialista’, Zorhan Mamdani, e l’ex governatore dello Stato, Andrew Cuomo. Mamdani, secondo i sondaggi, é decisamente in testa in una corsa a tre, ma il suo vantaggio diminuisce considerevolmente col passo indietro di Adams, terzo incomodo che si era ripresentato alle elezioni del 4 novembre come indipendente per evitare le primarie tra candidati dem.
Ora che si è ritirato, anziché appoggiare uno dei rivali Adams ha invitato gli elettori a guardare con sospetto sia Mamdani che Cuomo. Senza nominare direttamente Mamdani, ha messo in guardia che “forze subdole” stanno spingendo “agende radicali e divisive” nella politica cittadina, affermando che “i newyorkesi dovrebbero diffidare di qualsiasi politico o movimento politico che sostenga che dobbiamo distruggere in blocco i sistemi
costruiti insieme nel corso delle generazioni per introdurre un nuovo ordine, non testato, guidato da sedicenti salvatori”.
Quanto a Cuomo, sempre senza nominarlo, Adams ha ribadito la vecchia ruggine contro l’italo-americano: “Politici di cui non ti puoi fidare, che non apprezzano te né valutano il tuo futuro, ma pensano solo a se stessi”.
Secondo il New York Times, il sindaco uscente aveva nelle ultime settimane valutato possibili vie d’uscita, con i suoi consiglieri che a un certo punto avevano avviato negoziati con l’entourage del presidente Trump per un incarico di ambasciatore in Arabia Saudita. I legami tra Adams e Trump sono visti con sospetto dall’elettorato newyorchese soprattutto dopo che il sindaco aveva ottenuto l’archiviazione di una tangentopoli in cui era rimasto invischiato in cambio di un giro di vite sui migranti
Oggi il sindaco ha ammesso che, nonostante i suoi sforzi, non vedeva un percorso possibile per farsi riconfermare. Ha attribuito la colpa alle “voci ripetute sul suo ritiro” e alla decisione del Campaign Finance Board della città di negargli fondi pubblici strozzando in questo modo economicamente la sua campagna.
(da agenzie)
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Settembre 29th, 2025 Riccardo Fucile
HEGSETH HA CONVOCATO IN GRAN FRETTA TUTTI I MASSIMI UFFICIALI MILITARI A STELLE E STRISCE, SCATENANDO IL PANICO TRA I COMMENTATORI. POI SI È SCOPERTO CHE VOLEVA SOLO UN PALCO PER TENERE UN DISCORSO SULLA SUA VISIONE DI UN “ETHOS DI GUERRIERI”. ORA È ARRIVATA LA NOTIZIA CHE CI SARÀ ANCHE IL PRESIDENTE
Donald Trump ha deciso di partecipare all’ultimo minuto all’incontro con i massimi
generali americani martedì a Quantico, in Virginia, convocato la scorsa settimana dal segretario alla Difesa Pete Hegseth.
Il Pentagono è stato allertato che le misure di sicurezza dovranno
cambiare significativamente, e la gestione passa nelle mani del Secret Service, il servizio a protezione del Presidente.
Su quale sia lo scopo del mega-incontro ancora non c’è chiarezza. Gli alti ufficiali sono stati convocati in gran fretta, non solo quelli che lavorano negli Stati Uniti ma anche quelli di stanza all’estero, sulla carta per ascoltare Hegseth che parla della sua visione di un «ethos di guerrieri».
Qualcuno teme che dietro la convocazione ci sia un annuncio di possibili tagli al personale. Quello che è certo è che ora a prendersi la scena sarà Trump e non il suo appena ribattezzato «ministro della Guerra».
Il vertice aveva creato allarme in tutto il mondo ed era poi stato spiegato che si tratta di un’occasione per il capo del Pentagono per tenere un discorso «sullo spirito guerriero» e vedere «faccia a faccia» centinaia di leader militari da tutto il mondo.
Pete Hegseth aveva infatti ordinato a centinaia di generali di radunarsi in una base del Corpo dei Marines in Virginia. Parnell, consigliere senior del segretario alla Difesa, non ha espresso alcuna preoccupazione in merito alla notizia dell’incontro di martedì.
(da agenzie)
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