Destra di Popolo.net

SE IL DITO INDICA GHIGLIA VOI GUARDATE BOCCHINO

Novembre 4th, 2025 Riccardo Fucile

QUANDO C’E’ DA DIFENDERE L’INDIFENDIBILE MANDANO BOCCHINO

C’è un personaggio laterale nella vicenda del membro dell’Autorità garante per la privacy Agostino Ghiglia che si reca con l’auto di servizio nella sede di Fratelli d’Italia il giorno prima che alla trasmissione Report venga comminata dal Garante stesso una multa esorbitante di 150mila euro per aver diffuso una telefonata tra l’allora ministro della Cultura Sangiuliano e sua moglie, ai tempi dell’affaire Boccia: quel personaggio è Italo Bocchino.
Chi guarda i talk-show lo sa: Bocchino è l’ospite-simulacro ideale del governo, quello che gli autori chiamano quando c’è da difendere l’indifendibile o quando qualcuno della maggioranza Meloni, se non Meloni stessa, l’ha fatta talmente grossa che una difesa nei suoi confronti esporrebbe chi la esercita a un immediato crollo di reputazione.
Per questo si invita Bocchino: provocatore patentato, sempre sul filo della querela, mentre si dice giornalista, e quindi in teoria imparziale, in tv fa palesemente un altro lavoro: ora capro espiatorio, ora rivendicatore ufficiale, ora rivoltatore di frittate. Non che altri siano più imparziali di lui, ma nel caso dell’ex militante missino la smaccata faziosità è molto più di un requisito professionale: è una qualità virtuosa, persino atletica, che definisce il suo ubi consistam opinionistico.
Ebbene, Bocchino in questi giorni viene intervistato in quanto alibi umano di Ghiglia: trovandosi la redazione del Secolo d’Italia, che Bocchino dirige (finanziato con fondi statali, il quotidiano è stato negli anni il refugium peccatorum di molti politici di destra “trombati” alle elezioni), sullo stesso pianerottolo della sede di FdI (a proposito di imparzialità), Ghiglia ha potuto sostenere di non essersi giammai recato a concordare con la sorella di Giorgia Meloni, Arianna, la bastonata da rifilare a Report, ma appunto a parlare con Bocchino di un libro che a quanto pare costui deve presentargli a breve, libro che tuttavia non è ancora uscito (ha raccontato tutto Thomas Mackinson).
Sorvoliamo sull’intervista camminata che Ghiglia ha “concesso” all’inviata di Report Chiara De Luca, in cui di fronte alla domanda: “Lei ha scritto in una mail che l’indomani avrebbe visto Arianna? L’incontro serviva a sistemare Report per la presunta violazione della privacy di Sangiuliano?” Ghiglia ha sfoderato tutta l’arroganza, l’impunità e la strafottenza mascherata da cortesia che da sempre contraddistinguono chi si sente potente, con un maschilismo e un paternalismo nei confronti della giornalista squisitamente odiosi (“mi faccia parlare con Sigfrido Ranucci”, quando era in difficoltà), perché qui appunto il personaggio rilevante è quello secondario, cioè
Bocchino. Il quale non ha alcun problema, anzi, a incarnare ciò che nella vicenda di Garlasco è lo scontrino di casa Sempio, cioè la prova che se Ghiglia è stato 20 minuti a parlare con lui, non poteva essere contemporaneamente nell’ufficio di Arianna ad architettare ritorsioni contro Ranucci; e Ghiglia non avrebbe potuto trattare la questione con Bocchino, che vanta una “amicizia da anni” con lo stesso Ranucci. Begli amici…
E che si va a inventare, Italo? “È stato il Pd che ha sanzionato Ranucci”, ha detto al Corriere, perché il presidente dell’Autorità è stato indicato dal Conte-2: incredibile.
Ma Bocchino è abituato; tempo fa la sua tesi era che il vittimismo della Meloni è stra-giustificato, perché l’Italia è di destra contro le bugie della sinistra, come da titolo del suo libercolo presentato alla GNAM (coi dipendenti che si ribellano e la direttrice che li segnala al ministero della Cultura: manco l’Ovra), e a riprova che siamo a un passo dalle gambizzazioni cita le 697 pratiche di diffamazione da lui intentate contro pericolosi utenti dei social, querelati con richieste di risarcimento a infornate multiple da agenzie a ciò preposte.
Uscito di scena Sangiuliano a causa della sua stessa vanità, è a Bocchino che spetta il ruolo di costruttore dell’egemonia culturale di destra, che prevede la denuncia costante di tutti gli abusi, le minacce e l’odio che loro sono costretti a subire dalla sinistra, persino nel momento in cui un’Autorità di controllo nata per tutelare la privacy dei cittadini bastona una trasmissione della tv pubblica il cui conduttore ha appena subìto un attentato
sotto casa con una bomba che ha distrutto la macchina di sua figlia. E se il governo usa figure e istituzioni di rilevanza pubblica per tutelare interessi privati, non c’è un problema di democrazia? (Sta’ a vedere che per una volta aveva ragione Schlein). E Italo, quando torna a casa dopo Otto e Mezzo e posa le chiavi all’ingresso, non si vergogna? Nel senso: non pensa mai “ma come sto buttando la mia vita, a forza di sostenere opinioni che nessuna persona mediamente rispettosa di sé esprimerebbe, nemmeno per tutto l’oro del mondo, e per di più gratis!”?
(da Il Fatto Quotidiano)

argomento: Politica | Commenta »

SOSTIENE ZAKHAROVA

Novembre 4th, 2025 Riccardo Fucile

LA COMPLICE DI UN CRIMINALE CHE CI AUGURA UN FUTURO DI MACERIE: LE MINACCE DEL SERVO PREZZOLATO

Maria Zakharova è la portavoce del ministero degli Esteri russo e ogni giorno deve strapazzare un fatto di cronaca per montare la maionese della propaganda di Putin. Un lavoro faticoso e, immagino, piuttosto snervante, ma almeno lei viene pagata per farlo. Da noi in tanti la imitano gratis, e non con la stessa brillantezza, va detto.
Ieri Zakharova, sfoderando il suo caratteristico sorriso da buttafuori, ha collegato il crollo della Torre dei Conti agli aiuti militari ai resistenti ucraini, stabilendo un nesso tra i soldi negati ai monumenti e quelli dati agli armamenti, e profetizzando per l’Italia finanziatrice di Kiev un futuro di macerie.
La ringraziamo per il pensiero, però vorremmo anche tranquillizzarla. La trascuratezza nella gestione del patrimonio culturale è un nostro marchio di fabbrica e vanta una tradizione bimillenaria. Non sono cose che si improvvisano lì per lì, solo per fare un favore a Zelensky o un dispetto a lei. Non dipende dai droni, ma dai pelandroni.
Zakharova è libera di augurarci tutte le disgrazie che crede, però suona bizzarro che la predica sull’uso a scopi pacifici delle finanze pubbliche ci arrivi proprio dallo Stato che più di ogni altro investe in armi il denaro sottratto al benessere dei cittadini: quel popolo russo amatissimo da tanti di noi, ma un po’ meno dai suoi capi, che fin dai tempi degli zar lo hanno sempre considerato carne da cannone. E questo non lo sostiene la propaganda occidentale, ma Tolstoj.
(da corriere.it)

argomento: Politica | Commenta »

ALTRO CHE FONDI RECORD, QUEI TAGLI INVISIBILI DEL GOVERNO MELONI CHE AFFOSSANO LA SANITA’ PUBBLICA

Novembre 4th, 2025 Riccardo Fucile

NON C’E’ UN RILANCIO PROGRESSIVO DEL FONDO SANITARIO NAZIONALE

«Mai nessun governo ha messo così tanti soldi sulla sanità». Uno slogan che riecheggia più volte nelle aule parlamentari e nel dibattito pubblico, un leitmotiv di esponenti dell’esecutivo e, soprattutto, della presidente Meloni. Eppure, a fronte dei trionfali proclami, la sanità pubblica arretra. I sondaggi confermano che la salute è una delle principali preoccupazioni degli italiani e le testimonianze di pazienti e professionisti sanitari raccontano di un Servizio sanitario nazionale (Ssn) sempre più in affanno.
Crisi sanitaria
I numeri confermano impietosamente la crisi: nel 2024 la spesa delle famiglie ha superato i 41 miliardi di euro e 5,8 milioni di persone hanno rinunciato almeno a una prestazione sanitaria, proprio quegli indigenti a cui la Repubblica deve garantire cure gratuite. In questo scenario, il simbolo più evidente della crisi è il decreto liste di attesa: il vessillo del ministro Schillaci è ormai una bandiera ammainata a mezz’asta. Nonostante il suo impegno, dopo 16 mesi non si registra alcun beneficio concreto per i pazienti: la piattaforma nazionale è impantanata e due decreti attuativi non hanno mai visto la luce.
Certo, la crisi del Ssn non si deve solo alla scarsità di risorse, ma servono anche coraggiose riforme. Tuttavia, la radice del problema resta il sottofinanziamento cronico: un impoverimento che ha progressivamente demotivato il personale sanitario, ormai stanco di lavorare in trincea e sempre meno attratto da quel Ssn che un tempo era il fiore all’occhiello del paese.
Al di là dei numeri sbandierati, la manovra 2026 non segna alcuna inversione di rotta per il Ssn. Non c’è un rilancio progressivo del Fondo sanitario nazionale (Fsn): siamo di fronte all’ennesima illusione contabile di cifre altisonanti abilmente combinate. L’estrema frammentazione di misure e investimenti sembra poi più finalizzata a non scontentare nessuno che a porre le basi per il rilancio della sanità pubblica.
La manovra 2026 assegna complessivamente ben 7,7 miliardi di euro alla sanità: 2,4 miliardi nel 2026, 2,65 miliardi nel 2027 e 2,65 miliardi nel 2028. Sommando le risorse già stanziate dalle precedenti manovre, il Fsn raggiungerà 143,1 miliardi di euro nel 2026, 144,1 nel 2027 e 145 nel 2028. Cifre apparentemente imponenti, che abbagliano l’opinione pubblica, ma che cambiano volto se rapportate al Pil: la quota di ricchezza nazionale destinata alla sanità sale dal 6,04 per cento del 2025 al 6,16 per cento del 2026, per poi ridursi al 6,05 per cento nel 2027 e al 5,93 per cento nel 2028.
I tagli invisibili
Ed è proprio qui che emergono i tagli invisibili del governo Meloni nel periodo 2023-2026. È vero che il Fsn è aumentato di ben 19,6 miliardi di euro in quattro anni, cifra mai raggiunta da nessun esecutivo. Ma nello stesso periodo la quota di Pil destinata alla sanità è scesa dal 6,3 per cento del 2022 a poco più del 6 per cento, determinando una perdita di 17,7 miliardi di euro, pari all’intero valore di questa finanziaria.
Le regioni si trovano così intrappolate tra le risorse assegnate dalla Manovra e le previsioni di spesa sanitaria del Documento Programmatico di Finanza Pubblica, pari al 6,4 per cento del Pil per gli anni 2025, 2027 e 2028 e 6,5 per cento per il 2026. Un gap pari a 6,8 miliardi di euro nel 2026, 7,6 nel 2027 e 10,7 nel 2028.
Così lo stato viene meno ad una competenza esclusiva affidate dalla Riforma del Titolo V della Costituzione: assegnare le risorse necessarie per rendere esigibili i Livelli Essenziali di Assistenza definiti. Con i bilanci sempre più in rosso, le regioni non riusciranno infatti a colmare questo buco con risorse proprie e si troveranno davanti a un bivio per evitare il Piano di rientro: tagliare i servizi o alzare le imposte. Due strade in cui il “pedaggio” sarà ancora una volta a carico di cittadini e pazienti.
Al di là delle cifre, la realtà è più cruda: alla sanità pubblica non viene destinato quello che serve, ma solo ciò che avanza. Un avanzo contabile, non un investimento per la salute individuale e collettiva. E ogni confronto con il passato su chi abbia tagliato di più o investito di meno diventa sterile.
Oggi la crisi del Ssn non intacca solo l’inalienabile diritto costituzionale alla tutela della salute, ma mina la coesione sociale e la tenuta democratica del paese. Ecco, perché sarebbe più onesto ammettere che i fondi sono insufficienti, invece di insistere sulla narrazione degli “investimenti record”. Perché di record, ormai, restano solo i tempi di attesa, le disuguaglianze di
accesso alle cure, la spesa a carico dei cittadini e le rinunce alle prestazioni sanitarie.
Nino Cartabellotta
(da editorialedomani.it)

argomento: Politica | Commenta »

LA PRIVACY, GHIGLIA E I GARANTI POLITICIZZATI

Novembre 4th, 2025 Riccardo Fucile

UNA ISTITUZIONE NATA PER ESSERE SUPER PARTES RIDOTTA A UN POLTRONIFICIO NON HA SENSO DI ESISTERE

C’è un vulnus evidente nel «Ghiglia si dimetta» intonato a gran voce da Movimento Cinque Stelle e Avs, e il vulnus è che l’Ufficio del Garante della Privacy – da quel che si legge, da quel che ha rivelato Report – è un consesso di potenziali Ghiglia: tutti con vincoli di obbedienza politica evidenti perché tutti nominati dai partiti per via diretta e per ragioni poco attinenti alla trasparenza e all’interesse pubblico che dovrebbe essere la missione della struttura.
La corsa alle nomine nel 2020, quella che ha insediato l’attuale autority, fu una commedia in più atti dominata dalla «caccia al settantenne» perché si temeva che Ignazio La Russa – designato da FdI – in caso di mancato accordo conquistasse la presidenza per anzianità (la surreale regola è questa).
Pd e M5S trovarono l’accordo su Pasquale Stanzione, due anni in più di La Russa, e dopo dodici mesi di conciliaboli fu fumata bianca. Il resto venne di conseguenza: sciolto quel nodo, ciascuno si sentì libero di assegnare i restanti ruoli ai fedelissimi. E tutti accettarono il gioco, in piena consapevolezza: voto parlamentare a scrutinio segreto, nessuna sorpresa.
Ora è doveroso chiedersi se una struttura costruita così possa far fronte al suo incarico, se sia in grado di mantenere la barra dritta nei doveri di routine – la vicenda Report e altri ordinari casi di conflitto tra informazione e politica – ma soprattutto in scenari più complessi nell’Italia della violazione permanente della riservatezza, di Paragon e di Equalize, delle manipolazioni e dei ricatti online, dell’abuso digitale sulle donne, delle prospettive distopiche di sorveglianza e condizionamento aperte da realtà come Palantir.
E tutto questo a fronte di nuove generazioni che sembrano inconsapevoli delle conseguenze delle loro attività in rete e ignare della natura stessa della rete: adolescenti che chiedono all’intelligenza artificiale come suicidarsi e ne ricevono consigli e poi si ammazzano davvero (negli Usa c’è già una causa giudiziaria in corso).
Sì, il «caso Ghiglia» è in realtà un «caso Garante». Quel tipo di selezione politica forse risultava adeguato all’epoca della fondazione, trent’anni fa, quando i cellulari erano gli StarTac con l’antennone e in tutto il mondo c’erano appena cinque milioni di persone collegate a Internet. Adesso la sproporzione tra le manovre piccine dei partiti e l’enormità delle responsabilità in gioco è accecante. I dati personali, come ci ha spiegato Shoshana Zuboff, sono il “petrolio” del capitalismo delle piattaforme: davvero possiamo mettere a guardia dei nostri giacimenti il non-eletto da risarcire, il fedelissimo che si è speso in campagna elettorale, quello abbastanza anziano da garantirci la presidenza?
(da lastampa.it)

argomento: Politica | Commenta »

LA MULTA OTTENUTA DA LEGHISTI E FDI DALL’AUTHORITY MA POI IL TRIBUNALE HA DATO RAGIONE A RANUCCI

Novembre 4th, 2025 Riccardo Fucile

A QUERELARE REPORT FU L’ATTUALE MINISTRO GIULI

C’è un’altra multa a Report, meno nota della sanzione da 150 mila euro per il caso Sangiuliano-Boccia, ma altrettanto emblematica del cortocircuito tra privacy e libertà di stampa. Anche qui c’è di mezzo un ministro della Cultura. E anche in questo caso ci sono due autorità che hanno giudicato la stessa partita in modo opposto: il Garante ha fischiato il fallo, il Tribunale ha convalidato il gol.
Report non aveva violato né la privacy né la corrispondenza. La vicenda nasce dal servizio di Giorgio Mottola, “Vassalli, valvassori e valvassini”, andato in onda su Rai3 il 26 ottobre 2020. L’inchiesta ricostruiva le reti di potere e affari intorno alla Regione Lombardia, descrivendo un sistema di favori e relazioni che superava la vecchia corruzione a mazzette. Al centro c’era Andrea Mascetti, avvocato e figura chiave della Lega in Lombardia.
Durante la puntata, Report mostrò per pochi secondi due email estratte dal database pubblico dell’OCCRP (il consorzio internazionale di giornalismo investigativo), per smentire la versione di Mascetti, che negava di avere ruoli politici nel partito. Il Garante per la Privacy, investito di un reclamo il 23 novembre 2020, ha esaminato il caso con relatore il presidente Pasquale Stanzione, che cinque anni dopo firmerà la sanzione contro Report sul caso Sangiuliano.
Il 18 luglio 2023 l’Autorità dà ragione al reclamante, stabilendo che, pur in presenza di un chiaro interesse pubblico, la trasmissione aveva violato la segretezza della corrispondenza mostrando le email “oltre i limiti dell’essenzialità
dell’informazione”. La stessa contestazione a base della multa da 150 mila euro. Per il Garante, insomma, Report aveva usato un documento autentico ma non poteva mostrarlo, anche se la notizia era vera.
Il collegio era lo stesso di oggi, con Ginevra Cerrina Feroni indicata in quota Lega, e Agostino Ghiglia in quota Fratelli d’Italia: i due partiti più direttamente chiamati in causa dall’inchiesta. A querelare Report allora non era un politico: Alessandro Giuli, oggi ministro della Cultura, che all’epoca scriveva per la stampa e collaborava con la Rai. Il suo nome compariva solo come mittente di una delle mail — indirizzata al senatore Armando Siri — contenente il programma culturale della Lega, citata da Report come prova documentale del ruolo attivo di Mascetti nel partito.
Contro quella ricostruzione Giuli denunciò per diffamazione e violazione di corrispondenza Sigfrido Ranucci e il direttore di Rai3 Franco Di Mare. Il 19 gennaio 2024 il Tribunale di Roma smonta ogni accusa. Secondo il giudice, Report aveva agito nel pieno esercizio del diritto di cronaca, pubblicando un fatto “vero, essenziale e di interesse pubblico”, basato su una fonte aperta e accreditata. La email, scrive il Tribunale, non aveva contenuto privato ma politico e la sua diffusione non era diffamatoria perché “attestava semmai l’influenza culturale e professionale di Giuli”. Risultato: nessun reato, nessuna diffamazione, nessuna violazione di corrispondenza. Stessa vicenda, due arbitri diversi,due verdetti opposti. Come nell’altra, dove l’Ordine dei giornalisti il 15 aprile solleva Ranucci e la Rai da ogni violazione, ma sei mesi dopo il l’Autorità per la Privacy li sanziona. Una costante: se Report o altri toccano la politica, il Garante fischia.
(da ilfattoquotidiano.it)

argomento: Politica | Commenta »

ORDINARIA INGIUSTIZIA

Novembre 4th, 2025 Riccardo Fucile

GLI EFFETTI NEFASTI DELLE RIFORME CARTABIA E NORDIO HANNO FATTO AUMENTARE I REATI

Neanche il tempo di elencare gli effetti nefasti delle riforme Cartabia e Nordio, che gli ultimi dati del Viminale sui reati in crescita certificano i limiti degli interventi normativi parsi fin da subito evidenti. A tutti tranne ai rispettivi autori e alle forze politiche che, dopo averle approvate, continuano a difenderle sebbene indifendibili alla prova dei fatti.
Con la destra legalitaria al governo – o meglio, con ciò che ne resta – crescono i delitti di strada, dalle rapine (+1,8%) ai reati di droga (+3,9%) alle violenze sessuali (+7,5%). Per non parlare dei furti (il 44% delle denunce presentate). Da quelli in abitazione (+4,9%) a quelli di autovetture (+2,3%) dagli scippi (+1,7%) ai furti con destrezza (+0,6%).
Una spiegazione delle cause dell’aumento generalizzato di questo tipo di reati prova a darla il magistrato Alfonso Sabella: “Le spaccate delle vetrine di Torino di qualche giorno fa: anche questo reato ora procedibile solo per querela di parte (grazie alla riforma Cartabia, ndr): se fai 100 spaccate (o 100 borseggi), 99 ti vanno bene e uno ti va male e ti denunciano, sai che paghi 500 euro ed esci”.
Ma non è tutto. “Ai processi per direttissima portano le borseggiatrici, c’è la minorenne giudicata dal tribunale per i minori, quella incinta, una che allatta… – spiega ancora Sabella -. Noi giudici facciamo di tutto per metterle in condizioni di non commettere più questi reati, diamo loro divieti di dimora lontanissimi, ma poi ti arriva la settimana dopo l’avvocato con tanto risarcimento, e le devi scarcerare e mandare a casa, con le scuse. E fanno pure statistica come innocenti che vanno in
carcere, perché c’è la condotta riparatoria”. Insomma, quasi quasi fare il borseggiatore conviene: si guadagna bene e si rischia pochissimo.
Ma la priorità del governo è la separazione delle carriere. Anche se, a ben vedere, da separare ci sarebbe altro. Tipo certi ministri dai rispettivi ministeri. Prima che facciano altri danni.
Del resto se l’obiettivo era salvare dalle inchieste i colletti bianchi, tanto valeva, come dice Sabella, “reintrodurre l’autorizzazione a procedere ed estendeterla a sindaci, assessori, consiglieri regionali…”. Lasciando ai magistrati almeno la possibilità di perseguire i reati commessi da tutti gli altri.
(da lanotiziagiornale.it)

argomento: Politica | Commenta »

LA PROCURA DI PALERMO HA CHIESTO GLI ARRESTI DOMICILIARI PER 18 PERSONE TRA CUI L’EX PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIANA SALVATORE “TOTO’” CUFFARO E IL PARLAMENTARE DI “NOI MODERATI”, SAVERIO ROMANO, ACCUSATI A VARIO TITOLO DI ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, TURBATIVA D’ASTA E CORRUZIONE

Novembre 4th, 2025 Riccardo Fucile

SI INDAGA SU UNA SERIE DI APPALTI TRUCCATI NELLA SANITÀ SICILIANA… CUFFARO, ORA PRESIDENTE NAZIONALE DELLA NUOVA DC, È STATO CONDANNATO A 7 ANNI PER FAVOREGGIAMENTO ALLA MAFIA E HA LASCIATO IL CARCERE NEL 2015

La procura di Palermo ha chiesto gli arresti domiciliari per 18 persone- tra cui l’ex presidente della Regione siciliana Salvatore Cuffaro e il parlamentare di Noi Moderati Saverio Romano – accusate a vario titolo di associazione a delinquere, turbativa d’asta e corruzione.
La procura di Palermo, guidata da Maurizio de Lucia, indaga su una serie di appalti nella sanità siciliana. Gli altri indagati sono Vito Raso (lo storico segretario di Cuffaro), Carmelo Pace (deputato regionale della Dc), Roberto Colletti (ex manager di Villa Sofia), Antonio Abbonato, Ferdinando Aiello. Paolo Bordonaro, Alessandro Mario Caltagirone, Marco Dammone,
Giuseppa Di Mauro, Vito Fazzino, Antonio Iacono, Mauro Marchese, Sergio Mazzola, Paolo Emilio Russo, Giovani Tomasino e Alessandro Vetro.
«Le perquisizioni – si legge nel comunicato firmato dal procuratore Maurizio de Lucia – sono state disposte al fine di evitare la dispersione delle prove a seguito della discovery delle indagini imposta dalla notifica dell’invito a rendere interrogatorio cosiddetto preventivo a seguito della richiesta di applicazione di misura cautelare avanzata nei confronti degli indagati».
I carabinieri del Ros hanno notificato a tutti l’invito a comparire davanti al gip per l’interrogatorio preventivo. Solo dopo l’interrogatorio il gip deciderà se accogliere o meno la richiesta di domiciliari avanzata per Cuffaro e per gli altri e se chiedere al Parlamento l’autorizzazione a procedere per Romano.
A diversi indagati, tra cui l’ex presidente della Regione, i militari dell’Arma hanno, come detto, notificato anche un decreto di perquisizione. Cuffaro e Romano sono coinvolti in un’inchiesta della Procura, guidata da Maurizio de Lucia, su appalti pilotati.
Cuffaro, ora presidente nazionale della Nuova Dc, è stato condannato a 7 anni (il verdetto è diventato definitivo nel 2011) per favoreggiamento alla mafia e ha lasciato il carcere nel 2015 dopo averne scontati 4 e 11 mesi grazie all’indulto di un anno per i reati «non ostativi» e lo sconto previsto dalla liberazione anticipata per buona condotta; Romano, accusato di concorso
esterno in associazione mafiosa, fu prosciolto nel 2012 dal gip con la vecchia formula dell’insufficienza di prove.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

I VERI NEMICI DI ISRAELE SONO INTERNI: I COLONI ESTREMISTI CHE MINANO OGNI SFORZO DI CONVIVENZA

Novembre 4th, 2025 Riccardo Fucile

A HEBRON HANNO SPARATO A UN GIOVANE PALESTINESE E L’ESERCITO HA IMPEDITO ALLE SQUADRE DELLA MEZZALUNA ROSSA DI RAGGIUNGERE IL FERITO, LASCIANDOLO SANGUINANTE FINO ALLA MORTE … A KHIRBET IBZIQ, NELLA CISGIORDANIA SETTENTRIONALE, HANNO FATTO IRRUZIONE IN UNA SCUOLA, VANDALIZZANDO LE STRUTTURE, DANNEGGIANDO GLI ARREDI E BRUCIANDO LA BANDIERA PALESTINESE

Un giovane palestinese è stato ucciso da colpi d’arma da fuoco sparati da coloni nel nord di Hebron. Lo riporta l’agenzia di stampa palestinese Wafa aggiungendo che “le forze dell’Idf hanno impedito alle squadre della Mezzaluna Rossa presenti nella zona di raggiungere il ferito, lasciandolo sanguinante a terra fino alla morte per le ferite. In seguito, la sua famiglia è stata convocata per identificare il corpo, che è stato portato in una località sconosciuta”.
Secondo fonti locali, i coloni israeliani hanno attaccato la Challenge School nel villaggio di Khirbet Ibziq, a nord-est di Tubas, nella Cisgiordania settentrionale, ieri sera.
Lo riferisce l’agenzia palestinese Wafa. Secondo Azmi Balawna, direttore dell’Istruzione di Tubas, un gruppo di coloni ha fatto irruzione nella scuola, vandalizzandone le strutture, danneggiandone gli arredi e bruciando la bandiera palestinese. La scuola è stata oggetto di attacchi simili nelle ultime settimane, perpetrati da coloni sotto la protezione delle forze israeliane. Questi ripetuti attacchi hanno creato un clima di paura
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (38.018)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Marzo 2026 (105)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Novembre 2025
    L M M G V S D
     12
    3456789
    10111213141516
    17181920212223
    24252627282930
    « Ott   Dic »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • REFERENDUM, SONDAGGIO IPSOS: IL NO AUMENTA IL VANTAGGIO, CON IL 42% DI AFFLUENZA IL NO 52,4%, IL SI’ 47,6%
    • NORDIO COLPISCE ANCORA: IL TOUR IN ELICOTTERO PER IL REFERENDUM E IL CAMPO DI CALCIO ROVINATO PER L’ATTERRAGGIO
    • ORA PER MELONI L’AGGREDITO DIVENTA AGGRESSORE
    • VORREI ESSERE SPAGNOLO
    • SOTTO IL GOVERNO MELONI 255 AZIENDE METALMECCANICHE ITALIANE VENDUTE A SOCIETA’ ESTERE, ALTRO CHE TUTELARE IL “MADE IN ITALY”
    • FINO A QUANTO IL SOVRINTENDENTE DELLA “FENICE”, NICOLA COLABIANCHI, POTRÀ RIMANERE IMBULLONATO ALLA POLTRONA?
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA