«LOTTIAMO CASA PER CASA, I RUSSI CI SOVRASTANO IN NUMERO E CI ATTACCANO CON ARMI PESANTI MA NOI RESISTIAMO: PER ORA»
LA TESTIMONIANZA DELL’EROICA RESISTENZA DEI PATRIOTI UCRAINI A POKROVSK: “NON E’ VERO CHE SIAMO CIRCONDATI, E’ UNA BATTAGLIA URBANA NELL’ERA DEI DRONI”… UN RAPPORTO DI FORZE 8 A 1 A FAVORE DEI RUSSI, MA L’UCRAINA SCHIERA L’ELITE DELLE SUE FORZE E CONTRATTACCA
«Si combatte la classica battaglia urbana nell’era dei droni. Piccolissime unità, tre o quattro
uomini, si muovono tra le macerie e gli edifici ancora in piedi. È la sfida casa per casa, cantina per cantina, non sai mai cosa c’è di fronte a te, o dietro. Giornate stressanti, con il meglio dei battaglioni russi che sono penetrati nel centro città. Per ogni soldato nostro o loro l’incubo peggiore sono i droni. Nei cieli si sentono ronzare di continuo e non sappiamo se siano loro o nostri».
Il tenente colonnello 32enne Mykhailo Kmytiuk da Pokrovsk ci racconta gli scenari di quello che in questo momento è il campo di battaglia più sanguinoso e rilevante dell’intero teatro di guerra russo-ucraino. Mykhailo, nome di battaglia Michel, comanda la «Taifun», l’unità specializzata nell’utilizzo dei droni e inquadrata nei ranghi della Guardia Nazionale, si trova in questo settore dall’ottobre 2024: riusciamo a parlargli mentre si muove con la sua jeep.
Da Mosca dicono che siete circondati e Pokrovsk cadrà presto nelle loro mani. Gli ucraini stanno perdendo?
«La situazione resta difficile. Ma un poco meglio che tre o quattro giorni fa, abbiamo ricevuto rinforzi e nuove armi. La guerra urbana continua, molto crudele. Ma adesso per noi appare
più stabile e più sotto controllo di prima. Siamo anche riusciti a fermare l’attacco russo in zone limitrofe come Dobropillia. Ma è ovvio che Putin vorrebbe prendere tutto il Donbass per poi concentrarsi su Zaporizhzhia».
Come reagiscono i russi all’arrivo dei vostri rinforzi?
«Stanno attaccando e lo fanno intensificando i lanci di droni e bombe plananti, che vengono tirate dagli aerei lontano dal fronte e arrivano in planata molto veloce, difficili da colpire. Noi non abbiamo ancora risposte precise a questi tipi di arma».
Ma perché per voi ora andrebbe meglio?
«Sono arrivati i ricambi per migliaia di soldati che erano davvero esausti in tutte le unità, possiamo avvicendarci».
Mosca sostiene che siete totalmente circondati…
«Non è vero, possiamo ancora entrare e uscire dalla città, sebbene con enormi difficoltà. Anche per loro i movimenti sono complicati e molto pericolosi. Lo vedo tutte le volte che osservo gli schermi nel nostro bunker comando: è in corso una gigantesca sfida per il controllo dei cieli dominata dai droni».
In primavera noi giornalisti potevamo ancora visitare Pokrovsk, i russi si trovavano a una decina di chilometri dalle periferie orientali. Come mai verso fine luglio sono riusciti a entrare?
«Mosca ha bombardato con ordigni giganteschi, pesanti oltre tre tonnellate. Poi hanno inviato il meglio delle loro brigate, con unità speciali addestrate per la guerriglia urbana».
Si stimano 170 mila soldati russi concentrati nella zona. Concorda?
«Crediamo anche di più».
E quanti civili restano dei 60 mila abitanti originari?
«Purtroppo ancora tanti, credo 3 o 4 mila. Per noi rappresentano un problema: non sappiamo se stiano con noi, oppure con i nemici. Temiamo che chi resta diventi spia e informatore dei russi, rivelano ai loro cecchini le postazioni dei nostri soldati. Ogni volta che li incontriamo nelle cantine, nascosti, cerchiamo di parlare con loro, di capire cosa pensino, ma è difficile. E la domanda è sempre la stessa: perché restate, visto che la morte è tutta attorno a voi?».
Cosa può dire dei soldati caduti, davvero i russi perdono tanti uomini?
«Impossibile dare un quadro generale. Posso dire che la nostra unità nel suo settore ha di fronte un centinaio di soldati russi e in media ne uccide 2-3 al giorno, i feriti sono tra gli 8 e 12. Noi per lo più subiamo feriti perché siamo trincerati».
Ma quanti sono i vostri caduti?
«Abbiamo molti feriti leggeri e una media quotidiana di 2 o 3 gravi».
Putin vorrebbe occupare Pokrovsk entro la fine dell’anno: ci riuscirà?
«Mi sembra ancora una storia lunga. Certo è che i russi hanno tanti soldati e ne continuano a inviare»
(da Il Corriere della Sera)
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