COME FUNZIONA UNA PATRIMONIALE
CHI PAGHEREBBE E CHI SAREBBE ESCLUSO
Ma cos’è la patrimoniale e come funziona? La patrimoniale è un’imposta che colpisce la
ricchezza detenuta, non il reddito prodotto; può riguardare beni immobili, titoli, conti correnti, azioni e altre forme di patrimonio finanziario. In Italia non esiste una patrimoniale generale, ma alcune imposte possono essere considerate “parziali”: l’Imu sugli immobili, l’imposta di bollo sui conti e la tassa sulle successioni ne sono esempi. La proposta della Cgil rientrerebbe nella categoria delle patrimoniali straordinarie, limitate ai grandi patrimoni e pensate per generare risorse in momenti di crisi economica. L’obiettivo dichiarato è alleggerire il peso fiscale sulle classi medie e basse, chiedendo un contributo proporzionale a chi detiene una quota molto elevata della ricchezza nazionale.
Chi pagherebbe e chi sarebbe escluso
Il punto centrale della proposta è la selettività: la tassa riguarderebbe solo chi possiede patrimoni superiori ai due milioni di euro netti, una soglia che esclude la stragrande maggioranza degli italiani. La platea potenziale sarebbe di circa mezzo milione di persone, pari a meno dell’1% della popolazione.
Secondo la Cgil, si tratta quindi di un contributo di solidarietà sui grandi patrimoni non una tassa punitiva ma una misura di giustizia redistributiva: chiedere di più a chi ha di più per sostenere servizi pubblici essenziali e alleggerire il peso su lavoratori e pensionati. Non un attacco al ceto medio, ma un tentativo di ristabilire equilibrio in un sistema in cui la ricchezza si concentra sempre più in poche mani.
Chi sono davvero i “super-ricchi”
Quando si parla di patrimoni da due milioni di euro in su, non si fa infatti riferimento ai risparmiatori benestanti, ma a una ristretta élite economica: è importante ricordare che in Italia meno dell’1% della popolazione controlla una quota di ricchezza superiore a quella posseduta complessivamente dal 70% dei cittadini. È a questa fascia che si rivolge la proposta di una patrimoniale selettiva: quindi non a chi possiede una casa di valore o qualche risparmio, ma a chi dispone di ricchezze tali da generare rendite elevate indipendentemente dal lavoro.
Il dibattito sulla patrimoniale, la tassa che colpisce la ricchezza accumulata, torna ciclicamente in Italia ogni volta che le finanze
pubbliche si fanno più fragili o che cresce la distanza tra chi ha molto e chi fatica ad arrivare a fine mese. L’ultima fiammata è arrivata con la proposta del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, di introdurre un contributo straordinario dell’1% sui patrimoni superiori ai due milioni di euro. Secondo il sindacato, una misura del genere garantirebbe fino a 26 miliardi di euro di entrate da destinare a sanità, scuola e lavoro.
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