TARTUFO E VINO: IL PIEMONTE AD OSAKA CON I FONDI DEL SOCIALE
TRASFERTA DA UN MILIONE E MEZZO DI EURO PER CIRIO ED ASSESSORI, CENA DI GALA PER 80 PERSONE, 140 BOTTIGLIE E 1.300 EURO DI CIOCCOLATINI
Cena di gala da 80 persone, un minimo di “100 bottiglie di vino” (ma fino a “un massimo di
140”, non sia mai di rimanere con le fauci secche), due chili di “tartufo bianco d’Alba” nonché 1.500 euro oltre Iva di squisiti cioccolatini quale “omaggio” per gli ospiti. Si tratta bene la Regione Piemonte in trasferta una settimana in Giappone, con l’occasione di presenziare all’Expo di Osaka. La missione della delegazione – guidata dal presidente
Alberto Cirio – si è svolta un mese fa, ma adesso Il Fatto è in grado di ricostruire nel dettaglio spese e affidamenti della Regione, che in totale ha scucito quasi 1 milione e mezzo. Gran parte dei quali (poco meno di 1 milione, a fronte di 240 trovati da partner privati) prelevato dai Fondi di Sviluppo e Coesione, ovvero quelli destinati alla “rimozione degli squilibri economici e sociali”.
Premessa: le Regioni hanno partecipato all’Expo organizzando, una alla volta, una settimana dedicata alla propria terra, all’interno del padiglione italiano. Il Piemonte è stato tra gli ultimi a sbarcare in Giappone, a cavallo tra settembre e ottobre, dedicando alla missione una cifra tra le più alte messe a bilancio dai governatori. Un milione e mezzo, appunto, un terzo (460 mila euro) pagato allo Stato e al Commissariato generale per Expo guidato da Mario Vattani, come una sorta di “quota di partecipazione” standard per tutte le Regioni; la parte restante, 1,2 milioni, è stata invece affidata tramite gara alla società in house CeiPiemonte, che si è fatta carico poi di gestire tutti i singoli affidamenti per le spese (noleggio sale, prenotazione alberghi, cene, eccetera). La stessa CeiPiemonte, per altri 99 mila euro, si era premurata di fornire il progetto di partecipazione.
Contattata dal Fatto, la Regione fa sapere che di quel milione e 200 mila euro, affidati come “contributo massimo”, “la spesa effettivamente sostenuta” è stata poi inferiore: 743.230 euro, che sommati ai 99 mila per il progetto e ai 460 mila per la struttura
commissariale fanno 1,3 milioni.
Già, ma per cosa? Usciamo dai freddi numeri. Il grosso (123 mila euro oltre Iva) finisce in un affidamento di CeiPiemonte destinato, si legge nell’oggetto, alla “organizzazione della cena di gala del 3 ottobre e alle attività di comunicazione e valorizzazione degli eventi connessi alla presenza piemontese” a Expo. Nel documento si dettaglia il programma coi relativi costi voce per voce. Qualche esempio? “Invito di circa 20 giornalisti per la degustazione Alta Langa” e alla “cena di gala”, con conseguente copertura social. Totale: 10 mila euro. “Seminario sulla seta” con dibattito: 12 mila euro. Gli interpreti? Altri 20 mila euro. E poi la cena: 34 mila euro per “affitto location”, gestione degli inviti “per circa 80 ospiti”, “reception” e quant’altro, più altri 8 mila euro per “ingaggio e spese di transazione” dello chef.
Le migliori chicche della cena sono però a parte. Per poco più di 20 mila euro CeiPiemonte si assicura una “fornitura di bottiglie di vino e di tartufi, entrambi di origine piemontese, da impegnare sia nella preparazione del menù regionale per la cena di gala del 3 ottobre sia in occasione di una degustazione di vini”. Per la cena la Regione chiede “un quantitativo minimo di 100 bottiglie di vino, sino a un massimo di 140” per la cena, che tenuto conto dei circa 80 invitati previsti è un signor bere. Extra, altre “20 bottiglie di Alta Langa di almeno 3 o 4 tipologie differenti per la degustazione”. Il tutto accompagnato dai suddetti due chili di tartufo bianco e, a chiudere, una deliziosa “fornitura di
cioccolatini” targata Venchi: 1.300 euro, qui previsti per “circa 100 ospiti”, evidentemente comprensivi di interpreti e staff vari.
Per arrivare alla somma spesa la strada è lunga. Spicca il catering per alcuni “networking cocktail”, neologismo ancora ben lontano dal comparire sui dizionari, ma che comunque vale 10.260 euro a cura di Eataly; o ancora 23 mila euro per “eventi musicali”. Poi ci sono affidamenti tecnici, tipo i 55 mila euro per “noleggio di dotazioni tecnologiche”, o i 133 mila per la “progettazione esecutiva” e “l’allestimento completo” degli spazi espositivi.
A questo punto viene da chiedersi chi abbia partecipato alla trasferta. La Regione Piemonte spiega che quella a Osaka e dintorni (ci sono state iniziative pure in altre città) è stata “una missione di sistema che ha coinvolto anche altri attori del territorio: Poli di innovazione, Unioncamere, Confindustria, Politecnico di Torino, enti museali” e i risultati, giurano, si sono visti in termini di “relazioni economiche, commerciali, accademiche, culturali e turistiche”, per esempio con “l’annuncio dell’azienda giapponese Procos di un investimento di 150 milioni nel novarese”.
Detto ciò, CeiPiemonte si è mosso per “200 biglietti di ingressi individuali”. Quanto alla politica, oltre al presidente Cirio hanno viaggiato la vicepresidente Elena Chiorino e tre assessori: Paolo Bongioanni, Marina Chiarelli e Andrea Tronzano, e ognuno “ha partecipato a incontri legati alle rispettive deleghe”. A spese del Consiglio regionale è partito pure il leghista Fabio Carosso, in
effetti immortalato sui social con un bicchiere di bianco alla già citata degustazione, mentre il Comune di Torino ha curato e gestito la presenza del sindaco Stefano Lo Russo. Arigato Giappone!
(da ilfattoquotidiano.it)
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