GAROFANI, ACCUSATO DEL PIANO CONTRO MELONI: «AMAREGGIATO PERCHÉ ERANO CHIACCHIERE TRA AMICI. IL PRESIDENTE MATTARELLA MI HA RASSICURATO»
I VIRGOLETTATI CHE BELPIETRO GLI ATTRIBUISCE (“SERVE UN PROVVIDENZIALE SCOSSONE”) ERANO UNA INNOCUA RIFLESSIONE SULLE DINAMICHE POLITICHE DEL CENTROSINISTRA: “NON HO MAI FATTO DICHIARAZIONI FUORI POSTO, MAI ESIBIZIONI DI PROTAGONISMO. HO LETTO E RILETTO BELPIETRO, SENZA CAPIRE IN COSA CONSISTEREBBE IL COMPLOTTO”
Dalle parole e dai pensieri degli ex colleghi dem di Francesco Saverio Garofani alla Camera dei deputati, vien fuori il ritratto di un uomo taciturno, schivo, riservato, rigoroso, moderato, prudente, a tratti persino ermetico. Un’immagine che a dir poco stride con quella dipinta da Maurizio Belpietro sulla Verità di ieri, nell’articolo di prima pagina intitolato «L’attacco del Quirinale per fermare la Meloni».
Romano, una moglie e due gemelli di 16 anni, il consigliere di Sergio Mattarella e segretario del Consiglio Supremo di Difesa risponde al Corriere alle sei della sera: «Sono molto
amareggiato, per me e per i miei familiari. Ma quel che soprattutto fa male è l’impressione di essere stato utilizzato per attaccare il presidente».
Mattarella lo ha rassicurato subito: «È stato affettuosissimo, mi ha detto “stai sereno, non te la prendere”». Ma è cosa ardua, per uno convinto di «aver dimostrato con i fatti l’assoluto rispetto per le istituzioni, in tutti i ruoli che ho ricoperto».
A sinistra c’è chi pensa che avrebbe potuto essere più cauto, evitando di ricamare in un luogo pubblico sulle strategie che il centrosinistra dovrebbe adottare per battere Meloni. E lui spiega: «Era una chiacchierata in libertà tra amici».
E se Belpietro gli attribuisce la speranza di un «provvidenziale scossone» per fermare la salita della premier al Colle, il consigliere è convinto di «non aver mai fatto dichiarazioni fuori posto, mai esibizioni di protagonismo». Rivela di aver «letto e riletto Belpietro, senza capire in cosa consisterebbe il complotto»
Tessera di partito? «Non faccio politica dal 2018, non sono più iscritto da quando sono uscito dal Parlamento». Perché ha citato Ernesto Maria Ruffini? «È un amico, lo stimo». E David Sassoli? «Ne ho parlato con grande nostalgia e rimpianto soprattutto umano, per il rapporto fraterno che avevamo».
(da Corriere della Sera)
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