QUALE SAREBBE, CARO MINISTRO GIULI, IL VALORE “CULTURALE” E IL MOTIVO DEL SOSTEGNO ECONOMICO AL DOCUMENTARIO SU CORONA?
LA DOCUSERIE DI CORONA SU NETFLIX, COSTATA QUASI 2,5 MILIONI DI EURO, HA RICEVUTO DAL MINISTERO DELLA CULTURA GUIDATO DA GIULI 793 MILA EURO SOTTO FORMA DI TAX CREDIT
Ai contribuenti italiani Fabrizio Corona costerà quasi 800 mila euro. Come rivela il quotidiano
“La Verità“, la docuserie “Io sono notizia“, disponibile su Netflix dal 9 gennaio, ha ottenuto dal ministero della Cultura, guidato da Alessandro Giuli, sotto forma di tax credit di produzione ben 793.629 euro.
I cinque episodi che ripercorrono la storia privata e professionale dell’ex re dei paparazzi sono prodotti dalla società Bloom Media House, una srl guidata da Marco Chiappa e Alessandro Casati che ha speso in totale quasi 2,5 milioni di euro.
Il prodotto diretto da Massimo Cappello è stato, dunque, coperto economicamente per oltre il 30% dal tax credit ministeriale.
Il tax credit, o credito d’impresa, è uno strumento fiscale adottato dal governo per incentivare gli investimenti nel settore audiovisivo, permettendo ai produttori di recuperare una parte significativa dei costi sostenuti. A far discutere, in questo caso, come si nota leggendo i primi commenti social, la decisione di sostenere il progetto con Fabrizio Corona.
Una docuserie lanciata da Netflix il 9 gennaio, dopo la ritrovata centralità dell’ex di Nina Moric che con il suo progetto “Falsissimo”, disponibile su Youtube, ha dedicato due speciali al giornalista e conduttore Alfonso Signorini. Per questa ragione Corona è indagato per revenge porn mentre il direttore editoriale
di Chi per violenza sessuale ed estorsione.
(da agenzie)
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