IL PARADOSSO NATO: SAREBBE UN AMERICANO A DIFENDERE LA GROENLANDIA IN CASO DI ATTACCO USA
GORDON PERRY E’ IL VICEAMMIRAGLIO AMERICANO CHE DOVREBBE DIFENDERE IL PAESE DA UN ATTACCO DEGLI STATI UNITI
Il paradosso della Groenlandia ha il volto di un viceammiraglio di 58 anni, con una
divisa piena di mostrine colorate, un curriculum cucito sulla divisa di un uomo che ha vissuto per anni sott’acqua, come comandante di sottomarini. Ma adesso per Douglas Gordon Perry potrebbe arrivare la missione più difficile: da americano dovrà difendere la Groenlandia da un potenziale attacco lanciato dagli Stati UnitiE Donald Trump si troverebbe come avversario un alto ufficiale che rientra nei canoni trumpiani del nuovo Pentagono antiwoke: maschio, bianco e pluridecorato.Se il presidente ordinasse un’operazione militare per la conquista dell’isola artica, la Nato si affiderebbe al viceammiraglio americano per difendersi dagli Stati Uniti. Secondo il quotidiano tedesco Welt, la situazione surreale è legata a un cambio della catena di comando descritto in un documento segreto del Comando supremo della Nato e datato fine novembre 2025.
Il comandante supremo delle forze Nato, Alexus Grynkewich, ha trasferito la responsabilità per la difesa dei Paesi nordici
Finlandia, Svezia e Danimarca, del cui regno fa parte la Groenlandia – dal Comando operativo delle forze congiunte, in inglese Joint Force Command, da Brunssum, nei Paesi Bassi, a Norfolk, Virginia, negli Stati Unit Considerato che Trump già dal 2019 aveva dichiarato di voler acquisire la Groenlandia, non è escluso che il cambio nella catena di comando sia stata fatto anche per disinnescare quell’ipotesi estrema.
Il presidente americano insiste: Cina e Russia vogliono mettere le mani sulla Groenlandia e quindi è necessario l’intervento degli Stati Uniti. Donald Trump ha anche detto che ci sono molte navi russe e cinesi al largo delle coste della grande Isola dell’Artico.
È così? Il Comandante delle forze danesi nell’Artico, il generale Soren Andersen, in un’intervista al gruppo di Axel Springer Global Reporters Network , smentisce in modo perentorio le affermazioni del leader degli Usa. «No, non vediamo alcuna minaccia oggi, né da parte della Russia, né da parte della Cina — sostiene il generale Andersen —. Noi teniamo d’occhio ogni potenziale e futura minaccia, ci stiamo addestrando per questo».
(da agenzie)
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