MELONI STA TRASFORMANDO L’ITALIA NELL’UNGHERIA DI ORBAN E GLIELO STIAMO LASCIANDO FARE
PER CAPIRE IL DISEGNO DI MELONI BASTA VEDERE COSA HA FATTO ORBAN IN UNGHERIA: DALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA ALLA LEGGE ELETTORALE
Seriamente, cosa state aspettando ancora? Che vi facciano il disegnino? O che vi mandino una PEC con su scritto “Sì, vogliamo trasformare l’Italia nell’Ungheria. Firmato: Giorgia Meloni”?
Perché davvero non si capisce la timidezza, o l’acquiescenza delle opposizioni di fronte a un disegno del governo che ormai è talmente palese che non meriterebbe nemmeno di essere spiegato.
Tant’è, mettiamo in fila tutto per i duri d’orecchio.
Quando ha iniziato a trasformare il suo Paese da una democrazia a un’autocrazia, il premier ungherese Victor Orban ha fatto, in serie, cinque cose molto precise.
Primo: ha diminuito il potere del Parlamento, subordinandolo all’esecutivo.
Secondo: ha depotenziato tutti gli organismi indipendenti previsti dall’ordinamento ungherese, a partire dalla Corte dei Conti, assoggettandoli al governo o rendendoli ininfluenti.
Terzo: ha riformato la giustizia, prendendosi il controllo della Corte Costituzionale e assoggettandola anch’essa ai dettami e al controllo del governo.
Quarto: ha creato un ecosistema mediatico fatto di proprietari di giornali e televisioni amici del governo, che compravano e chiudevano i giornali “nemici” e mettevano soldi e pubblicità solo in quelli “amici” del governo.
Quinto: ha cambiato la legge elettorale mettendo un maxi premio di maggioranza che gli garantisse, a ogni giro, due terzi del Parlamento.
Con queste cinque semplici mosse, ha creato uno Stato in cui negli ultimi quindici anni ogni elezione era una formalità, in cui nessuno poteva mettere i bastoni tra le ruote del governo, in cui nessuno aveva interesse e possibilità di indagarne le malefatte, in cui nessuno aveva interesse e possibilità di parlarne male. E in cui anche oggi, con un Paese in crisi nera, la popolarità a picco, i fondi europei congelati e un rivale forte come il suo ex collaboratore Peter Magyar, sembra ancora potersela giocare.
Torniamo a noi.
Cosa sta facendo Giorgia Meloni, in questa sua prima legislatura?
Sta subordinando il Parlamento al volere dell’esecutivo? Sì, e basta vedere come vengono “discusse” riforme come i Decreti Sicurezza o le leggi di bilancio per rendersene conto.
Sta depotenziando tutti gli organismi indipendenti? Sì, e basta vedere la riforma della Corte dei Conti, che viene resa inefficace e inutile solo perché ha osato alzare un sopracciglio contro il ponte sullo Stretto.
Sta riformando la giustizia? Sì, affermando esplicitamente in ogni occasione pubblica che il problema è quello di una magistratura che “non marcia” con il governo, che “la polizia arresta e i giudici scarcerano” e che se vince il Sì al referendum non accadrà più.
Sta stringendo la presa sui media? Beh, basta vedere chi comanda in Rai e Mediaset e chi sono gli editori dei giornali, dal deputato leghista Angelucci, ai soci d’affari nella scalata Mps-Mediobanca Caltagirone e Delvecchio, per rendersene conto.
Mancava solo la legge elettorale con super premio di maggioranza, in effetti. E toh, è arrivata pure quella.
Davvero, di grazia: serve il disegnino o possiamo chiuderla qui, e ci svegliamo tutti?
(da Fanpage)
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