IL MINISTRO CROSETTO SOTTO LE BOMBE DI DUBAI E MOLTO PIU’ DI UNA FIGURACCIA TRAGICOMICA
E’ LA PROVA CHE IL NOSTRO PAESE NON CONTA PIU’ NULLA DOVE PIU’ CONTAVA
Lo ammetto: sarebbe troppo facile dipingere il ministro della difesa Guido Crosetto come
una specie di macchietta da cinepanettone, l’arcitaliano che mentre gli Usa e Israele bombardano l’Iran si ritrova intrappolato a Dubai con la famiglia, sotto il fuoco dei missili della rappresaglia di Teheran.
Sarebbe troppo facile, ma soprattuto non renderebbe giustizia a una storia che è più tragica che comica, almeno per il nostro Paese.
Perché se Crosetto era lì, inconsapevole di quanto avveniva attorno a lui, è perché nessuno aveva detto al ministro della Difesa del governo italiano quel che stava per succedere.
E se nessuno gliel’aveva detto è perché nessuno lo sapeva. Non i nostri servizi segreti esteri, che per l’ennesima volta – citofonare Cecilia Sala – non si sono dimostrati campioni mondiali di controspionaggio.
Non il nostro governo e la nostra presidente del Consiglio, evidentemente, che crediamo dovrebbe riconsiderare almeno un pochino la sua supposta amicizia con Donald Trump e Benjamin Netaniyahu, visto che nessuno dei due ha ritenuto opportuno avvisarla.
Cosa che, peraltro, non ha fatto nemmeno il cancelliere tedesco Friedrich Merz, lui sì avvertito preventivamente, con cui il governo ha stretto recentemente un patto di ferro, almeno stando a quanto ci hanno raccontato i giornali della destra.
La cosa è doppiamente grave, se possibile, perché l’Italia, nel gioco Mediorientale, non è un Paese qualunque, tanto più se parliamo di Iran, del quale siamo storico
interlocutore e partner commerciale. E, proprio in ragione di questo, storici mediatori in tempi di crisi. La diciamo ancora meglio: non contiamo più nulla dove più contavamo. Non male.
Eccolo qua il paradosso dei paradossi di questa surreale vicenda: proprio quando negli Usa ci sono gli amici più amici del nostro governo di patrioti, il nostro ruolo in Medio Oriente diventa nullo, la nostra opinione irrilevante, persino la buona creanza nei confronti di un governo alleato scompare, lasciando spazio alla figura tragicomica del ministro Crosetto e del suo “pago triplo” per tornare a casa, come se fosse davvero quello il problema.
Cadere così in basso era difficile, visto da dove partivamo, ma anche questa volta, ci siamo riusciti. Complimenti vivissimi.
(da Fanpage)
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