FINI MARTEDI LANCIA IL NUOVO PARTITO : E’ FINITO IL GOVERNO A MONOPOLIO FORZALEGHISTA
IL PREMIER, COSTRETTO A RICONOSCERE DIGNITA’ POLITICA ALL’UNICA VERA FORZA DI DESTRA DEL PAESE, ABBASSA I TONI PER SALVARE LA POLTRONA… “ANDASSIMO AL VOTO ORA RISCHIEREMMO DI PERDERE”…FINIANI E MPA VOTERANNO SI’, I TRE DINIANI ABBANDONANO IL PREMIER…. BOSSI ALLE CORDE: SONO FINITI I RICATTI LEGHISTI
Ha dovuto trattenere le battute “pungenti”, indossando i panni del “moderato”.
Ha lanciato ramoscelli di ulivo ai finiani e ai centristi, per sopravvivere ai processi.
Silvio Berlusconi evita accuratamente strappi e chiede la fiducia per andare avanti.
E’ una sorta di discorso di inizio legislatura, che però arriva a due anni dal voto.
Un discorso senza particolari sussulti, che riserva l’unico momento di asprezza all’unico tema che gli sta a cuore: la giustizia.
Per il resto, il Cavaliere evita volutamente di entrare in rotta di collisione con i finiani, confessando la sua “amarezza” per i contrasti ma riconoscendo legittimo “il dibattuto interno tra le diverse opinioni”.
Al tempo stesso prova a blandire sia i centristi (riaffermando l’impegno per il quoziente familiare) che l’Mpa di Lombardo (rilanciando gli investimenti per il Sud).
Arriva a dire: “Tutto si può dibattere e il governo dopo le elezioni si può trovare alle prese con problemi nuovi come quelli scatenati dalla crisi che può portare a scelte nuove. Su problemi nuovi ci può essere legittimo dibattito, la discussione può servire a mettere a punto risposte ai bisogni. La mia indole è aperta alla ricerca delle soluzioni migliori attraverso contributi diversi”.
Finisce così, senza sorprese.
Con la fiducia vicina, ma senza certezze per il domani.
Dopo averle provate tutte,ora si prospetta una maggioranza sostanzialmente ostaggio del gruppo di Fli, che sulla giustizia e sul federalismo avrebbe in mano una sorta di golden share da usare o meno a seconda delle circostanze.
Il tentativo di mettere insieme 20 deputati per dimostrare che i finiani non sono determinanti è fallito, persino i tre diniani si sono tirati indietro all’ultimo momento.
Alle 19 la fiducia passerà grazie ai 35 voti di Futuro e Libertà e ai 5 dell’Mpa di Lombardo.
Berlusconi ha cercato di distruggere Fini, ma ha fallito.
“Sulle questioni che riguardano la giustizia – ha detto Fini – non c’è nulla di nuovo, ma occorrerà verificare come concretamente verranno tradotte in iniziative legislative le parole di Berlusconi e andranno verificate in corso d’opera”.
Nel frattempo, lo stesso Presidente della Camera accelera nella strutturazione di Futuro e libertà .
L’appuntamento è per martedì prossimo, quando i gruppi parlamentari si incontreranno «per un’ampia discussione di un nuovo progetto politico».
Chi sperava in un Fini arrendevole si è sbagliato: lo stesso premier ieri ha ammesso “se andassimo ad elezioni non solo rischieremmo di non avere una maggioranza al Senato, ma di perdere proprio”.
E dato che a lui interessano solo i suoi processi, la strada è obbligata: dovrà riconoscere come interlocutori determinanti i finiani.
Fini ha rilanciato: il nuovo partito a breve sarà la risposta a chi lo voleva politicamente morto.
Alle 19 la votazione sulla fiducia.
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