UN TESTIMONE DI PIAZZA SAN CARLO: “C’ERA UN VARCO NON CONTROLLATO E BOTTIGLIE PER TERRA GIA’ ALLE 19”
SI INDAGA SULLE CAUSE E SULLE RESPONSABILITA’
Un gruppo di persone aggressive, ubriache, prepotenti, tanto da sgomitare e spintonare i tifosi per arrivare a piazzarsi sotto al maxi schermo.
Proprio davanti alla zona di piazza San Carlo dove si è creato il primo cerchio di vuoto, dopo un evento – uno scoppio, un grido, un lancio – ancora sconosciuto.
È su questo gruppo di tifosi che si sta concentrando l’attenzione della Digos di Torino che sta continuando a lavorare – coordinata dal pm Antonio Rinaudo – su un doppio fronte.
Il vaglio dei filmati e l’ascolto di testimoni. Martedì il ministro dell’Interno Marco Minniti sarà a Torino per una visita ai feriti ricoverati in ospedale e per un vertice in prefettura. È previsto anche un incontro tra il ministro e la sindaca Appendino.
L’uomo con la maglietta nera
Le immagini offrono molti spunti. C’è un video, per esempio, che ritrae di spalle un uomo vestito con una maglietta nera che lascia scoperte braccia e un pezzo di spalle.
Il vuoto si è appena creato, l’individuo lancia qualcosa verso la folla che si sta agitando, verso le persone che si trovano oltre quello spazio lasciato libero. Forse nell’altra mano tiene qualcosa. Ora gli inquirenti stanno cercando di capire.
Il gesto del lancio è posteriore al primo spostamento di folla. Quindi non si può di certo sostenere che sia stato lui a far scattare il panico. Magari quel ragazzo si stava difendendo, stava lanciando qualcosa per paura, verso chi lo voleva aggredire.
Per rispondere a tutte queste domande sarà importante sentirlo: gli inquirenti lo cercano.
Le persone con ferite alle mani e l’elenco dei tifosi
Per le indagini si cerca di rintracciare poi le persone ferite e ormai dimesse che avevano tagli alle mani o qualsiasi lesione che potrebbe essere stata provocata dal lancio di un petardo.
Tutto può aiutare a fare chiarezza perchè al momento non esiste certezza sul fatto che effettivamente sia stato il lancio di un petardo a scatenare il fuggi fuggi.
Quel che è sicuro è che alcuni di quei tifosi che si sono piazzati avanti in piazza San Carlo, verso lo schermo, sono stati identificati dalla Digos. C’è un elenco.
E poi ci sono testimoni che riferiscono di aver visto degli ultrà , con in mano birre e canne, avanzare verso la postazione più vicina a quello schermo. Sono tutte parole che verranno vagliate con attenzione.
Situazione critica già alle 19 e varco scoperto
Un punto fermo è che la situazione della piazza alle 19 sarebbe già stata critica. Racconta un testimone: «Sono juventino, ma quando ho visto quella mandria di ubriachi stipati sono andato via».
«I carabinieri facevano un controllo capillare all’altezza delle chiese, davanti ad Armani e verso Intesa Sanpaolo. C’erano code, persone che venivano palpate e a tutti veniva chiesto di aprire lo zaino ma poi – prosegue l’uomo – c’era un varco all’altezza di via Roma del tutto scoperto, proprio all’angolo più o meno con via Maria Vittoria. Da lì passavano tutti, nessuno controllava».
«Era pieno di bottiglie – racconta ancora – Entravano cani e porci. Mi è venuta paura ed erano solo le sette di sera. Era pieno di gente fuori di testa, venivano da tutta Italia».
«Sono juventino – conclude il testimone – ma ho detto a mia moglie, andiamocene: qui se qualcuno starnutisce succede il finimondo».
La procura sta aspettando le prime acquisizioni di ordinanze e atti di Comune, questura, prefettura e vigili del fuoco per capire come ha funzionato la gestione della piazza e di chi sono le responsabilità dell’accesso del tutto fuori controllo dei venditori di birre abusivi.
I rifiuti in vetro hanno provocato il 90% degli oltre 1.500 feriti.
(da “La Stampa”)
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