IL MARKETING DELL’ULTRADESTRA FRANCESE: SCOPATE PER LA PATRIA
IN FRANCIA SPOPOLA “DROITE AU COEUR”, RIBATTEZZATO IL “TINDER DEI PATRIOTI”. UN SITO DI INCONTRI IDEOLOGICAMENTE CONNOTATO: “VOGLIAMO RISPETTARE E DIFENDERE IL PAESE E LE RADICI CRISTIANE. VI OFFRIAMO RELAZIONI SERENE E PATRIOTTICHE” (OCCASIONALI)
L’hanno ribattezzato «Tinder dei patrioti». Ma in fondo è qualcosa di
più. Un sito di incontri ideologicamente connotato: iscrizione gratuita, messaggeria istantanea. Un click per trasformare il proprio credo politico da impresentabile a popolare, anche negli incontri amorosi: «In abito bianco o in polo per un weekend, in coppia o con la nascita di una famiglia, l’importante è offrirvi cuore, valori e tanta felicità».
Eccolo il biglietto di presentazione di Droite au Coeur (Dritto al cuore), che promette «relazioni serene e patriottiche». E perché no occasionali, con assistenza clienti 6 giorni su 7.
Così si presentano Stéphanie e Yohan Pawer. Lui, youtuber «del tutto normale, senza paraocchi ma accusato d’essere dalla parte del male… L’estrema destra».
Tinder gode in Francia di cattiva fama, viste le cronache legate a Salim B., l’uomo dai mille alias accusato d’aver drogato e violentato 17 ragazze conosciute sulla popolare app.
E le armi di «Dritto al cuore» sono sicurezza e slogan-specchio delle destre: «Educazione, cultura, religione sono fari incrollabili che ci guidano in una società che non ci somiglia più»
Ogni registrazione viene verificata individualmente, promette la piattaforma, che si presenta come «primo sito di incontri seri, motivati a rispettare e difendere il Paese e le radici cristiane».
In fase di registrazione, viene chiesto agli utenti di indicare simpatie politiche con varie scelte da spuntare, una o due, dal partito neogollista a quello di Éric Zemmour, oltre al Rassemblement National di Marine Le Pen
Ma dietro l’exploit della piattaforma c’è di più. È l’ennesima prova di uno sdoganamento della destra; del fatto che sentirsi conservatori, per una fetta di francesi, è considerato ormai quasi un moto d’orgoglio.
E poterlo rivendicare, senza temere d’esser vittima di pregiudizi che fino a un paio di anni fa bollavano come soggetto da tenere alla larga chiunque dicesse d’aver votato Le Pen, sia perfino funzionale ad assumere un ruolo da protagonista nella società. O semplicemente ritagliarsene uno sotto le lenzuola.
(da il Giornale)
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