LA GIUSTIZIA TARGATA NORDIO: TUTTA CHIACCHIERE E DISTINTIVO: PARTITO GARANTISTA, È FINITO GIUSTIZIALISTA
LA STROMBAZZATA RIFORMA DELLE INTERCETTAZIONI E LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE SONO FINITE IN FONDO ALL’AGENDA DELLA DUCETTA… MENTRE L’ISPEZIONE DISCILIPLINARE DECISA PER IL CASO ARTEM USS È RIUSCITA A FAR INCAZZARE ALLO STESSO TEMPO MAGISTRATI E AVVOCATI
La notizia non è tanto che anche il governo Meloni sia entrato in
rotta di collisione con la magistratura, destino condiviso praticamente con tutti gli esecutivi della Repubblica, ma che sia riuscito a mettere d’accordo per una volta magistratura e avvocati su alcune pessime iniziative del Guardasigilli Nordio.
Ci si riferisce in particolare al caso Artem Uss, l’imprenditore russo sospettato di spionaggio dagli americani e fuggito dall’Italia nell’aprile scorso dopo la decisione del tribunale di Milano di metterlo ai domiciliari.
Decisione compiutamente motivata e dunque “intangibile”. Ma non per l’attuale esecutivo che invece, con un’iniziativa senza precedenti, ha spedito degli ispettori per un’inchiesta disciplinare conclusasi, come era ovvio, nel nulla. È stata però la prima volta che un ministro ha tentato un intervento a gamba tesa su una sentenza (garantista) facendo sollevare le camere penali di tutt’Italia prima ancora dell’Anm: uniti nella lotta per ribadire l’indipendenza della magistratura
Un “vizietto” che si è ripetuto con il pesante affondo della Premier sulla giudice di Catania, Apostolico, rea di aver applicato la giurisprudenza della Cassazione e della Corte Costituzionale in tema di libertà personali, anche di extracomunitari.
In compenso sono svanite nel nulla la riforma delle intercettazioni, la separazione delle carriere e la discrezionalità dell’azione penale, relegate in fondo all’agenda Meloni. Con il ministro Nordio partito garantista e finito giustizialista. È la giustizia sovranista, tutta chiacchiere e distintivo. Voto: 4.
(da La Stampa)
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