ANTONIO DECARO, L’INGEGNERE CHE HA SEMPRE VINTO
CHI E’ IL NUOVO GOVERNATORE DELLA REGIONE PUGLIA, UN LEGAME VISCERALE PER LA SUA TERRA
Era il vincitore designato ancora prima di sciogliere la riserva.
La sua volontà di candidarsi o meno ha tenuto con il fiato sospeso il centrosinistra pugliese ben più delle stesse elezioni. “Se c’è Antonio è una vittoria certa”, dicevano tutti. Lo diceva anche Michele Emiliano che già aveva indicato una volta il suo delfino al Comune di Bari e avrebbe voluto riproporre lo schema anche per la Regione. Ma Decaro ha preferito fare da solo quello in cui da vent’anni riesce meglio: vincere.
Antonio Decaro a 55 anni è il nuovo governatore della Puglia. Lo sapevano tutti, dall’inizio di questa strana campagna elettorale. Toccherà all’europarlamentare Pd proseguire il ventennio rosso inaugurato a sorpresa da Nichi Vendola nel 2005 e proseguito con tutt’altro stile da Michele Emiliano.
La primavera pugliese continua, ed è strano dirlo in questo ventoso giorno autunnale. Il cielo è grigio su Bari, come il dato definitivo dell’affluenza. In Puglia sono andati a votare poco più di 4 elettori su 10. E questo macchia la sua vittoria. Ma per l’ingegner Decaro è comunque il giorno della festa.
Nessuno lo avrebbe previsto vent’anni fa. Ragazzo sveglio, lo studio al Politecnico di Bari e un padre impegnato nel partito Socialista con ruoli di responsabilità al Comune. Poi però la politica barese fu scossa dal ciclone Emiliano. Il magistrato
antimafia a sorpresa strappò la guida del capoluogo agli eredi di Tatarella. E provò a imporre uno stile nuovo.
Ai Trasporti volle proprio questo giovane ingegnere che nel frattempo stava facendo carriera all’Anas. Progettava strade e si trovò a rivoluzionare il trasporto pubblico di Bari con scelte che all’epoca fecero molto discutere come le pedonalizzazioni. Che a ripensarci oggi furono tra le basi della città turistica di oggi.
Cinque anni a mediare con i commercianti delle strade da chiudere al traffico e i pendolari mentre la sua popolarità nel frattempo cresceva. Merito anche del suo buon carattere e dell’infinita disponibilità. Ma la carriera politica era solo all’inizio. Per Antonio Decaro si aprirono subito le porte del consiglio regionale: nel 2010 fu eletto con il Pd di cui fu capogruppo. Tre anni dopo, nel 2013, si dimise perché eletto in Parlamento. Il rapporto con Matteo Renzi, le scelte nel congresso.
Ma la sua scalata era solo all’inizio e dal 2014 al 2024 è tornato stabilmente a Bari perché eletto per due mandati sindaco. Dieci in cui il legame con la sua città è diventato viscerale. Sono gli anni dell’enorme popolarità, accresciuta da un sapiente utilizzo dei social. Celebri i suoi video girati durante il lockdown. Nel
2016 è eletto presidente nazionale dell’Anci dove, in piena pandemia, ha saputo diventare un punto di riferimento per i sindaci italiani.
Un mix di popolarità e relazioni politiche che alle ultime elezioni europee hanno fruttato a Decaro un ruolo da copertina nel Pd: eletto a Bruxelles con oltre mezzo milione di voti e nominato presidente della commissione Ambiente. Ma ancora una volta il richiamo per Bari e per la Puglia ha vinto e dopo un anno, in un giorno d’autunno, è diventato presidente della Regione Puglia
(da Repubblica)
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