“BASTA UN PESCHERECCIO A OSTIA E 5 DRONI PER COLPIRE PALAZZO CHIGI E QUIRINALE”
IL BRACCIO DESTRO DI MUSK AVVERTE: “L’ITALIA OGGI NON E’ AL SICURO, IL GOVERNO DOVREBBE SEGUIRE IL MODELLO TEDESCO E IMPARARE DAGLI UCRAINI”
A chi si interroga se l’Italia sia al sicuro, in caso di attacchi dall’Iran come sta accadendo ai paesi del Golfo, la risposta ce l’ha il braccio destro di Elon Musk in Italia. E la risposta, manco a dirlo, è che siamo del tutto inpreparati. Andrea Stroppa ovviamente su X illustra con dovizia di particolare che cosa accadrebbe all’intero paese in caso di attacco. «Attacchi simili, in Italia – scrive Stroppa – metterebbero fuori uso aeroporti, stazioni ferroviarie, infrastrutture energetiche e ospedali già nelle prime 48 ore». Lui però vuole evitare polemiche e si interroga: «Cosa si può fare?».
I suggerimenti ignorati dal governo da parte di Stropp
Il governo italiano dovrebbe seguire il «modello tedesco», per quanto in passato i suggerimenti di Stroppa siano stati ignorati, come rivela amaramente lui stesso. «La Germania sta lavorando rapidamente su due binari – scrive l’informatico – Il primo è una difesa di alto livello, basata su sistemi molto costosi contro minacce sofisticate, facendo leva sul proprio colosso Rheinmetall, che ha stretto un accordo con l’americana Anduril». Proprio con Anduril Stroppa ricorda che «Tre anni fa avevo proposto alle istituzioni italiane di avviare un dialogo con Anduril tramite un canale privilegiato; nel frattempo Anduril ha chiuso accordi con i governi di Germania, Polonia e Regno Unito».
Il secondo binario: imparare dagli ucraini
Secondo Stroppa, l’Italia dovrebbe «acquisire subito know-how ucraino per costruire, in tempi brevissimi, una capacità di difesa basata sui droni». Per farlo servirebbe un po’ di denaro. E Stroppa indica anche dove andarlo a recuperare: «Palazzo Chigi e Giorgia Meloni dovrebbe coinvolgere attori come Leonardo per la componente più avanzata e una rete di PMI per la produzione e l’integrazione dei droni, in collaborazione con aziende ucraine. A finanziare l’operazione dovrebbero essere Cassa Depositi e Prestiti, insieme alle due principali banche italiane». L’obiettivo sarebbe insomma: «difendersi, assimilare tecnologia e, soprattutto, creare posti di lavoro nel Paese». Ma Stroppa già sente che anche stavolta non sarà ascoltato e augura «buon lavoro a maggioranza e opposizione!».
Îl pericolo non è solo l’Iran
Che Roma sia esposta a un pericolo concreto e non abbia difese adeguate, secondo Stroppa è fin troppo evidente. Al punto che, spiega sempre su X, non è necessario che l’attacco parta necessariamente dall’Iran per mettere in difficoltà le difese italiane. «Per farvi capire meglio – ci illumina Stroppa – non serve che l’attacco parta dall’Iran. Basta un peschereccio al largo di Ostia che lanci cinque droni di medie dimensioni carichi di esplosivo e, in mezz’ora, possono colpire sia Palazzo Chigi sia il Quirinale. E se vi state chiedendo se quei fucili anti-drone dell’Esercito funzionino contro questo tipo di minacce, la risposta è: no».
(da agenzie)
Leave a Reply