Novembre 9th, 2008 Riccardo Fucile
QUEI DIRIGENTI CHE HANNO PERMESSO AI FANNULLONI DI FARE I PROPRI COMODI, SECONDO BRUNETTA ORA DOVREBBERO DECIDERE CHI SONO I MERITEVOLI?
Riceviamo questo contributo, che condividiamo in pieno, da una dipendente della Pubblica
Amministrazione con decennale esperienza nel settore e che ha potuto verificare “de visu” come funzionano le cose.
Gentile Direttore,
che Brunetta non sia una “mente eccelsa” lo dimostra lui stesso con la sua…”innovazione…” (?) nella pubblica Amministrazione.
Inizialmente aveva decretato che anche chi si assenta dal servizio per visita medica deve essere sottoposto a controllo fiscale; quando poi gli hanno spiegato che è praticamente impossibile e inutile andare a reperire un paziente nei vari ambulatori o nosocomi, tanto più che il certificato rilasciato dalla struttura dichiara già se il paziente è stato realmente sottoposto a visita e la durata stessa dell’accertamento, ha annullato la disposizione.
Che la produttività vada data solo ai meritevoli lo sapevamo già : infatti è stata istituita propria per incentivare l’azione lavorativa di qualità ; solo che è stata subito trasformata in un’arma discrezionale nelle mani dei dirigenti, i quali gestiscono tale strumento in maniera esclusivamente arbitraria.
Quindi quando Brunetta pontifica, con convinzione, che d’ora in poi solo i meritevoli potranno ottenere il diritto al riconoscimento della produttività , “sfonda una porta aperta” perchè sulla carta c’è sempre stato scritto. Continua »
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Novembre 7th, 2008 Riccardo Fucile
IL MINISTRO BRUNETTA AMA RIPETERE CHE AVREBBE POTUTO AMBIRE AL PREMIO NOBEL… SECONDO L’INDICE H, UN CRITERIO CHE MISURA IL VALORE DI UN DOCENTE, CREATO DAL FISICO HIRSCH, IL PREMIO NOBEL PER L’ECONOMIA KRUGMAN HA UN INDICE PARI A 80, TITO BOERI, DOCENTE ALLA BOCCONI, PARI A 32… BRUNETTA SI FERMA A UN MODESTO 6
Uno dei principali rimpianti di Renato Brunetta è quello di non aver vinto il premio Nobel, lo ha ripetuto anche in una recente puntata di Matrix, intervistato da Enrico Mentana.
Il professore universitario, ministro per la Pubblica Amministrazione ed eroe della lotta ai fannulloni, ha sostenuto che “ero lì lì per farlo, ma poi ha prevalso il mio amore per la politica”.
Per vincere il Nobel, ricordava il ministro, occorre andare in America, studiare e lavorare sodo, acquistando un’alta produttività scientifica, come si usa dire in gergo.
Secondo l’indice H però, la produttività scientifica di Brunetta non eccelle. Creato dal fisico Jorge Hirsch, dell’università della California, l’indice H misura il valore di un docente.
In pratica è una media tra la produzione scientifica di un autore, ovvero il numero di articoli pubblicati su riviste scientifiche internazionali, e il loro impatto, vale a dire quante volte quegli articoli sono stati citati da altri illustri articolisti.
Paul Krugman, premio Nobel 2008 per l’economia, ha un indice H pari a 80. In Italia, Tito Boeri, professore alla Bocconi, è a quota 32. Brunetta si ferma molto prima, a quota 6.
Questo indice H all’estero è considerato da molti esperti lo strumento più attendibile nel suo genere. Da noi è rispettato, come conferma il Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario (Cnvsu) che lo ritiene “un metro di misura molto serio”. Serio ma non ancora molto diffuso. Continua »
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