Destra di Popolo.net

GOVERNO IN BILICO SEMPRE PIU’ FINI-DIPENDENTE

Dicembre 1st, 2010 Riccardo Fucile

REGNA L’INCERTEZZA SULL’ESITO DEL VOTO: LA CAMERA SI AGGIORNA AL 13 DICEMBRE…FALLITA LA CAMPAGNA ACQUISTI, IL PREMIER E’ SEMPRE PIU’ IN UN VICOLO CIECO…FINI ASPETTA LA RESA ALLE SUE CONDIZIONI O VOTERA’ LA SFIDUCIA

Chi ha modo di sentire Berlusconi, racconta di averlo trovato ieri sera particolarmente giù.
Chiuso in se stesso. Quasi afasico.
Come se il Cavaliere percepisse di essere al capolinea, o poco ci manca.
E a ben vedere ben quattro cose ieri gli sono andate storte: 1) nelle votazioni sulla riforma universitaria, il Fli ha continuato a fare il bello e il cattivo tempo, segno che senza i «futuristi» il Parlamento non approva nulla; 2) «gole profonde» dal campo finiano gli hanno fatto sapere che, se lui non prende in fretta un’iniziativa di pace, il 14 dicembre loro gli voteranno la sfiducia compatti, «colombe» comprese; 3) cresce il tamtam (vai a sapere quanto fondato) di sviluppi imminenti nelle inchieste milanesi su Ruby e le sue amiche; 4) la pressione speculativa cresce e non risparmia i nostri titoli di Stato, dunque non è l’ora ideale (lo fa pesare Casini) per chiedere le elezioni anticipate, casomai il premier fosse costretto a dimettersi.
Se il giorno della fiducia fosse oggi, anzichè tra due settimane, con tutta probabilità  stasera Berlusconi salirebbe sul Colle a dimettersi.
Perchè alla Camera la «campagna acquisti» non fa progressi, arrivare alla metà  più uno dei seggi resta una chimera.
Molto si parla di un «soccorso bianco», deputati centristi pronti a perdere l’aereo o a darsi malati pur di tenere in vita il governo.
Ma ce ne vorrebbero perlomeno una dozzina, se non addirittura di più, e al momento non se ne vedono così tanti.
Semmai si moltiplicano gli assenteisti di Pdl e Lega: sull’università  ieri mancavano in 27, oltre a quelli «giustificati».
Dunque tutto dipende, come al solito, da cosa farà  Fini.
Granata, che tra i finiani è una specie di Robespierre, annuncia la ghigliottina per quanti dovessero dissociarsi nel voto di sfiducia al governo: «Si metteranno fuori dal progetto Fli», in pratica verranno espulsi.
Piccola baruffa con Paglia, anche lui finiano, perchè Granata precipita le conclusioni, non è ancora detto al 100 per cento che il 14 dicembre Fini mostri pollice verso, potrebbe pure esserci un’astensione…
Però tutto dipende da Berlusconi, fa notare Della Vedova parecchio scettico: se davvero accettasse di riscrivere l’agenda economica, e tanto che c’è pure la legge elettorale, allora un discorso forse potrebbe riaprirsi. Il Cavaliere lo farà ? Accetterà  di venire realmente a patti col suo rivale?
Occhio a ciò che dice Maroni: le elezioni anticipate sono lo sbocco più probabile in caso di crisi «se nel frattempo non succede qualcosa, e io non lo escludo, anzi lo auspico».
E attenzione soprattutto a Bossi: «Il 14 i finiani voteranno la fiducia», scommette il Senatùr. Siccome spesso lui mostra più acume di tanti altri politici, ciò fa immaginare qualche possibile retromarcia in extremis.
E non è detto che a ingranarla debba essere per forza Fini.
Magari toccherà  a Berlusconi, quando la prospettiva del trasloco sarà  incombente.

Ugo Magri
(da “La Stampa“)

argomento: Berlusconi, Bossi, Fini, Futuro e Libertà, governo, LegaNord, PdL, Politica | Commenta »

FINI E CASINI PREPARANO LA SFIDUCIA: “POI UN ALTRO ESECUTIVO SENZA SILVIO”

Dicembre 1st, 2010 Riccardo Fucile

SECONDO I FINIANI, BERLUSCONI AVRA’ SOLO 310 VOTI A MONTECITORIO CONTRO I 316 NECESSARI… IL PREMIER MENO SICURO ORMAI DI AVERE LA MAGGIORANZA, MENTRE SONDAGGI RISERVATI DANNO IN PDL IN DISCESA LIBERA AL 25%… LA MOZIONE di FLI E UDC SARA’ FATTA FIRMARE DA TUTTI GLI 83 PARLAMENTARI

L’atto di sfiducia sarà  presentato con molta probabilità  giovedì 9 e sottoposto – questa la mossa tattica – alla firma (preventiva) di tutti i deputati futuristi, Udc, Api e Mpa. Tutti. E sono 83.
Venti in più di quanto ne occorrono per la presentazione.
Nessuno – questo il ragionamento di Fini e Casini – a quel punto potrà  tirarsi indietro quando il 14 dicembre il presidente del Consiglio Berlusconi si sottoporrà  al responso della Camera.
Il Cavaliere, raccontano ministri e coordinatori che lo hanno visto in mattinata in Consiglio dei ministri e nel pomeriggio a Palazzo Grazioli, resta convinto di avere ancora i numeri per spuntarla.
Ma le sue certezze ieri apparivano meno solide.
Secondo i calcoli che si fanno a Palazzo Chigi, di voti certi il governo ne avrebbe non più di 312.
E i toni delle valutazioni del premier sono cambiati.
Forse anche per quei sondaggi riservati, perfino quelli della fidatissima Alessandra Ghisleri, che danno il Pdl in forte calo, vicino a quota 25 per cento.
“Sono sereno” dice. E non tanto per la fiducia tutt’altro che scontata a Montecitorio. Ma “perchè sto facendo tutto quello che potevo fare: resto convinto che alcuni finiani non mi voteranno contro e così qualche esponente
dell’opposizione”.
Ad Alfredo Biondi e al senatore Enrico Musso, entrambi con un piede fuori ma ieri ritornati a Palazzo Grazioli, ha confidato di essere intenzionato a rilanciare il partito: “Torneremo allo spirito liberale di Forza Italia nel ’94, il 14 dicembre segnerà  un nuovo inizio”. A prescindere dalla fiducia.
Se poi non otterrà  il via libera alla Camera, “allora si voterà  a marzo. E alle urne ci andremo in ogni caso”.
Ma marzo è davvero lontano.
E da ieri, tra le file delle opposizioni e di Fli in Transatlantico il vento sembrava aver cambiato direzione.
Il presidente della Camera Fini un segnale ben preciso lo ha già  lanciato lunedì sera, parlando a porte chiuse ai suoi. “Presenteremo la sfiducia, è l’unica strada”.
Alle “colombe” Menia, Moffa, Consolo (portavoce dei dubbiosi del gruppo, da Paglia a Catone), incerti su cosa bisognerà  fare dopo il 14 dicembre, ha spiegato il concetto ripetendolo due volte: “Inutile ragionare ora di terzo polo e alleanze. Guardate che abbiamo elementi abbastanza precisi che ci inducono ad escludere che si vada alle elezioni anticipate”.
Il pensiero corre a quelle che, con insolita dose di “forte preoccupazione”, Gianni Letta ha definito le “turbolenze finanziarie” che rischiano di contagiare l’Italia.
Cosa accadrà  nel nostro Paese tra due settimane, se Piazza Affari continuerà  a perdere quota e i titoli di Stato non troveranno acquirenti sufficienti?
Finiani e centristi prendono in considerazione solo due ipotesi: un nuovo governo di centrodestra allargato a loro ma con un premier diverso, pur indicato da Berlusconi (e Letta resta l'”indiziato” principale) oppure il governo di solidarietà  nazionale allargato a tutti.
Ma è chiaro che a quel punto sarà  il faro del Quirinale a illuminare il campo di gioco e a individuare, tanto più in una situazione di emergenza, il nuovo timoniere super partes.
Fini e Casini non lo dicono, ma non escludono nemmeno che qualora la loro mozione raccogliesse oltre 80 firme, allora il premier potrebbe presentarsi dimissionario al Colle anche prima del 14.
Incertezze sul forfait dei suoi il presidente della Camera sembra non averne più. “Sto lasciando sfogare i miei, ma quel giorno saranno tutti con me” confidava ieri pomeriggio ai libdem Tanoni e Melchiorre fermatisi a salutarlo nel corridoio di Montecitorio.
Lo show-down tra due settimane.
“Se davvero restiamo blindati – spiega Tanoni che aggiorna i conti ad horas – la sfiducia sarà  votata da 319 deputati, o meglio 318 dato che il presidente Fini si astiene. Con Berlusconi restano in 310: se anche un paio di incerti non si presentano, allora è fatta”.
Oggi, intanto, quando la Camera esaminerà  il decreto sicurezza, i finiani si preparano a mandare sotto il governo almeno in un paio di altre occasione, come ormai avviene quasi quotidianamente.

Carmelo Lopapa
(da “la Repubblica“)

argomento: Berlusconi, Casini, elezioni, Fini, Futuro e Libertà, PdL, Politica, Udc | Commenta »

CARI FUTURISTI, OCCORRE PIU’ CORAGGIO: LA RIFORMA DELL’UNIVERSITA’ ANDAVA FERMATA

Novembre 30th, 2010 Riccardo Fucile

VA DATO ATTO CHE I FINIANI SI SONO BATTUTI PERCHE’ LA RIFORMA FOSSE IN MINIMA PARTE FINANZIATA: FOSSE DIPESO DA TREMONTI NON AVREBBE AVUTO UN’EURO… MA NON E’ UNA RIFORMA CHE PREMIA IL MERITO: LA GELMINI APPARE SOLO COME IL CURATORE FALLIMENTARE DELL’ISTRUZIONE PUBBLICA ITALIANA…. I BARONI LI HA RESUSCITATI LEI

Mentre una gran parte del mondo universitario è ancora in mille piazze d’Italia a manifestare contro la riforma del ministro Gelmini, alla Camera si discutono emendamenti in un clima da assedio.
Non solo perchè le manifestazioni lambiscono le sedi del potere e delle isitituzioni, ma perchè lo stesso governo è andato in minoranza anche oggi su una proposta simbolica di modifica di Futuro e Libertà .
Al di là  dei tatticismi, avremmo consigliato ai finiani una posizione più netta: chiedere che la riforma tornasse in commissione.
Non solo perchè questo è ormai un governo dai giorni o dalle settimane contate e non ha molto senso approvare riforme (meglio sarebbe dire tagli) quando il tempo è scaduto.
Ma anche per un atto “futurista” di coraggio: un atto politico che riportasse non ai giochini sui numeri, ma a una visione di fondo sul futuro della cultura italiana.
I finiani hanno avuto certo il merito di ottenere qualche minimo finanziamento alla riforma, fosse dipeso da Tremonti l’avrebbe accantonata.
Hanno fatto approvare qualche modifica che garantisce il lavoro a qualche migliaio di ricercatori, questo è certo.
Ma non hanno avuto non tanto il coraggio, quanto la visione strategica e ideale che invece avrebbe potuto premiare una scelta di campo.
Se Futuro e Libertà  non vuole avere nulla a che fare con il Pdl e il governo degli spot, doveva avere l’intelligenza di smarcarsi.
Perchè questa non è una riforma seria, è un bluff.
Se si va al di là  della lezioncina imparata a memoria che la Gelmini recita ogni sera ai Tg in tono dimesso: “Gli studenti sono con i baroni, la riforma premia la meritocrazia” è il caso di dire che “sotto lo spot c’è il nulla”.
Qualche verità  andava detta.
I baroni non ci sono più dal post-sessantotto, perlomeno nella accezione vasta del termine, esiste qualche caso di parentopoli che era sufficiente estirpare con un semplice decreto.
Stessa cosa per le vergognose troppe sedi con più docenti che studenti.
Ma i baroni in realtà  li ha fatti rinascere la Gelmini con la riforma dei concorsi due anni fa, mettendo nelle commissioni soltanto gli ordinari ed escludendone gli associati e i ricercatori.
Come andava detto che non di riforma enfatizzata si tratta, ma di un semplice dispositivo di tagli di spesa: basti pensare che ad oggi gli atenei non hanno ancora ricevuto il fondo di finanziamento ordinario per l’anno in corso e non ne conoscono neppure l’ammontare.
Come si fa a parlare di meritocrazia quando di taglia in misura di 100 e poi si destina solo il 7% della cifra tagliata per premiare (almeno in teoria) i più meritevoli?
Come si fa a parlare di futuro se si concede un sei anni di ricerca a stipendi da fame senza le garanzie finanziarie per poter poi assumere i meritevoli alla fine dei sei anni?
Si sta solo tracciando una futura università  pubblica di basso livello e dal basso costo per lo Stato.
Rientreremo così nella media europea dei laureati, ma l’eccellenza la si troverà  solo nelle università  private.
Chi non potrà  permettersele, resterà  un laureato di serie B, questa è la strada su cui ci siamo incamminati.
Cosa ha tutto questo a che vedere con la mentalità  “futurista”, con una visione non economicista della cultura, con la volontà  di cambiamento reale?
Nulla.
Per questo oggi i finiani hanno perso un’occasione per far intendere la loro diversità .
Se la perdessero anche il 14 dicembre, dando magari retta a qualche “colomba” incline all’inciucio, tanto valeva che continuassero a fare le comparse nel Pdl.
Rivoluzionari in parte si nasce, ma lo si può anche diventare: se non si vive di tatticismi, ma con dei punti di riferimento culturali e ideali.

argomento: Berlusconi, Bossi, denuncia, destra, economia, emergenza, Fini, Futuro e Libertà, Gelmini, governo, La Sapienza, Lavoro, PdL, Politica, radici e valori, scuola, Università | Commenta »

LETTERA APERTA DEI FINIANI AL PREMIER: “CHIUSA L’ESPERIENZA DEL SUO GOVERNO”

Novembre 28th, 2010 Riccardo Fucile

NELLA DURISSIMA MISSIVA L’ACCUSA DI NON AVER RISPETTATO I PATTI E DI AVER DISATTESO LE PROMESSE…”LO STATO NON E’ LEI E DOPO DI LEI NON C’E’ IL DILUVIO”… DAL SITO DI GENERAZIONE ITALIA, I FINIANI DANNO IL BENSERVITO AL GOVERNO DELLE PROMESSE E NON DEI FATTI

“Consideriamo conclusa negativamente l’esperienza di questo governo che, come fosse un suo feudo personale, ha presieduto”.
L’incipit è durissimo, il titolo altrettanto: “Lettera di sfiducia a Berlusconi”.
E così, dal sito di Generazione Italia, i finiani danno il benservito all’esecutivo.
Nel testo, pubblicato sul sito dell’associazione, si dice che “i patti non sono stati rispettati”.
Patti che prevedevano intanto “l’immediata approvazione di una legge antitrust che eliminasse il monopolio di Mediaset e che favorisse il rinnovo strutturale della Rai restituendo ai media la loro libertà  e democratica funzione per informare imparzialmente ed obiettivamente l’opinione pubblica”; quindi “la netta separazione tra gli interessi personali dal Capo del Governo e la sua funzione di altissimo Pubblico Ufficiale”.
Poi arriva l’elenco delle promesse non rispettate.
“Lei – si legge nella lettera –   in campagna elettorale ha promesso di risolvere il secolare problema meridionale, di garantire la pace sociale, di sostenere la piccola e media impresa, di eliminare la partitocrazia e lo Stato padrone; di fare dell’Italia un grande paese ad ispirazione liberal-democratica”.
Ma “il suo Governo ha inteso la governabilità  come fine a se stessa, il potere per il potere, la governabilità  per la governabilità , un Governo non intenzionato ai cambiamenti, un Governo dei conflitti con la magistratura e con il sindacato, un governo del controllo dell’informazione!”
Accuse durissime, cui segue un preciso messaggio per il dopo 14 dicembre: “Nella nostra alleanza c’è chi ci accusa addirittura di sovvertire lo Stato di diritto perchè chiediamo una verifica, falsificando la verità  e dichiarando che questo Governo non sarebbe il frutto, come nel passato, di una contrattazione post elettorale, bensì, sarebbe la conseguenza di un patto preventivo stipulato davanti agli elettori! E quindi solo a Berlusconi, se è vera la premessa, competerebbe concedere la verifica e implicitamente mantenere o sciogliere le Camere”.
Per i finiani, questa tesi lede i poteri costituzionali del Presidente della Repubblica e lascia trasparire il ritorno nella politica di dogmi antiliberali! “Onorevole Presidente, lo Stato non è lei! E dopo di lei non c’è il diluvio!
Le chiedo con quali diritti Lei batta i pugni sul tavolo dichiarando la sua insostituibilità ? Con quali diritti Lei pretenda di interpretare personalmente la Costituzione tuttora in atto? Onorevole Presidente, Lei non è l’uomo della provvidenza, tutt’altro!”.
Dunque, respinto al mittente il diktat ‘elezioni o voto: “l’Italia è una Repubblica democratica, in cui il Parlamento elegge e fa cadere i Governi, valutando i meriti e i demeriti di chi presiede o fa parte del Governo: il tradimento è solo quello di chi, ad un Paese disperatamente alla ricerca di un patto costituente, contrappone voglia di potere e minacce di tumulti di piazza!”

argomento: Berlusconi, Bossi, destra, economia, emergenza, Fini, Futuro e Libertà, Giustizia, governo, Lavoro, Parlamento, PdL, Politica, radici e valori | 1 Commento »

RAGAZZA DI “FUTURO E LIBERTA'” AGGREDITA A ROMA SUL METRO’ DA TRE CORAGGIOSI COGLIONAZZI BERLUSCONIANI

Novembre 28th, 2010 Riccardo Fucile

ECCO A COSA PORTANO IL PARTITO DELL’AMORE E I DELIRI DEGLI AFFARISTI TRADITORI DELLA DESTRA… LA GIOVANE SALVATA DALL’INTERVENTO DI ALCUNI MANIFESTANTI DELLA CGIL… QUALCUNO VUOLE PORTARE IL PAESE AL MEDIOEVO DELLA POLITICA E STA FOMENTANDO ODIO, CREANDO CATEGORIE DI “NEMICI” PER GIUSTIFICARE LA PROPRIA INETTITUDINE

Altro che traditori marchiati a vita.
Per ora l’unico marchio è quello che alcuni scalmanati avrebbero voluto timbrare, con calci e pugni, sul viso di una giovane attivista di Futuro e Libertà , impegnata ieri nel gazebo romano di Piazzale Flaminio.
E che solo grazie all’intervento di alcuni manifestanti della Cgil (quindi pericolosi comunisti) è riuscita ad evitare il peggio.
I fatti: nella metropolitana di Roma tre ragazzi notano sul bavero del cappotto della giovane, la spilletta di Fli e iniziano ad insultarla e a spintonarla.
Lei cerca di ignorarli, ma dopo un paio di provocazioni anche fisiche risponde: «l’aggressività  è l’unica forma di ignoranza contro la quale la parola non può nulla».
Al che uno dei tre le si fa incontro minacciosamente con intenti niente affatto pacifici, ma fortunatamente alcune persone provenienti dalla manifestazione della Cgil, si frappongono tra gli aggressori e la ragazza, consentendole di scendere alla fermata successiva e di fuggire indenne.
Ecco dove porta la propaganda, l’esasperazione dei toni e delle frasi sbraitate in linguaggio cagnesco.
Ecco il partito dell’amore, della solidarietà , dell’accoglienza.
Ecco cosa accade se anzichè ponti si costruiscono muri.
Senza voler scivolare in facile retorica o in plastiche ricostruzioni di ciò che è accaduto e che sarebbe potuto accadere, viene da pensare che fine abbiano fatto i traguardi sociali e culturali raggiunti sino ad ora; o gli insegnamenti di rispetto e condivisione tra diversi, tra opposti.
Ma davvero questa gente non ha capito nulla?
Davvero stiamo tornando al medioevo della politica, agli anni del tutti contro tutto?
E con quale obiettivo, per quale ragione, con quali finalità , con quanti e quali guadagni?
Qui si sta riproponendo un problema vero e tangibile di fanatizzazione degli animi, e la politica, quella con la P maiuscola, quella che ragiona e che non pensa solo alle prossime urne o alla demonizzazione dell’avversario, ha l’obbligo morale di alzare un dito e dire a gran voce: “no, noi non ci stiamo”. Deve distinguersi, perchè ha un ruolo educativo, pedagogico, sociale.
Non è solo un affare di voti, di promesse e di nomine, anche se negli ultimi quattro lustri non sono mancate criticità  e momenti di cui non andare granchè fieri.
Certo, è più semplice prendersela col più debole, con una giovane indifesa.
O scagliarsi contro qualcun’altro che non siano i propri compagni di squadra, quando le cose non girano per il verso giusto.
O scaricare responsabilità  a chi sta dall’altro versante della barricata, magari accusandolo di tramare, di tradire, di complottare.
In quella logica perversa e sterile che alla fine annebbia le menti e non consente di guardare in faccia alla realtà .
Perchè distratti da mille ombre che si allungano (o che qualcuno pensa che si allunghino) sul Paese, da infinite ipotesi, da ridicole contro tesi, da tediosi ragionamenti spaccando in quattro un battito di ciglia.
No, non vale proprio la pena tornare indietro nel tempo, ad un tempo di lotta e di visi contro, di agguati e di minacce.
Perchè le cose sono cambiate, gli steccati non sono più così alti, gli individui (quasi tutti) si parlano, si confrontano, ragionano.
Verrebbe proprio da chiedersi, se non fosse il caso che le categorie di traditori prevedessero al loro interno almeno i fondamenti della democrazia.
E non sarebbe chiedere troppo.
A quei poveri mentecatti pidiellini che in tre aggrediscono una ragazza ricordiamo solo una cosa: la prossima volta questi atti coraggiosi fateli fare ai vostri mandanti.
Così per una volta nella vita, in circostanze rischiose, li vedremo in faccia, non sempre di spalle, in fuga, come loro abitudine di istigatori vigliacchi, quando non di infami delatori.

argomento: Berlusconi, Costume, denuncia, destra, emergenza, Fini, Futuro e Libertà, PdL, Politica, Roma, sindacati | 1 Commento »

CONTINUANO A TAGLIARE SULLA SICUREZZA: IL PRECARIATO SELVAGGIO DEI VIGILI DEL FUOCO

Novembre 28th, 2010 Riccardo Fucile

I POMPIERI “DISCONTINUI” DOVREBBERO ESSERE CHIAMATI SOLO PER LE EMERGENZE, INVECE SI UTILIZZANO PER SOPPERIRE ALLE CARENZE DI ORGANICO… SENZA MAI ESSERE ASSUNTI, PERCHE’ LA GRADUATORIA E’ BLOCCATA…E NEL 2011 I FONDI DIMEZZERANNO

Venti giorni di contratto. Pausa.
Richiamo per altri venti giorni. Pausa. E così via.
Fino a un massimo di 160 giorni l’anno.
Una forma di precariato selvaggio che può durare anche un decennio.
E che riguarda un corpo dello Stato fondamentale per la sicurezza: i vigili del fuoco.
Sì, perchè le caserme italiane sono popolate da pompieri contrattualizzati, definiti “permanenti”, ma si avvalgono anche dei cosiddetti “discontinui”, cioè vigili del fuoco a tutti gli effetti che dovrebbero essere chiamati per fronteggiare situazioni di emergenza.
Invece vengono utilizzati, sempre con contratti che durano meno di tre settimane, per sopperire a carenze strutturali di organico (secondo le organizzazioni sindacali, infatti, servirebbero almeno 4mila i vigili del fuoco in più).
Con il taglio dei fondi alla stabilizzazione dei precari, iniziato con il decreto legge 112/2008, per i discontinui la strada verso l’assunzione è sempre più in salita.
Anzi, la beffa è dietro l’angolo perchè dal 2011, sempre per via dei tagli, potrebbero venire drasticamente ridotti anche i mini-contratti che per loro sono attualmente l’unica possibilità .
Una graduatoria per la stabilizzazione dei discontinui, in realtà , esiste.
Nel 2007, un decreto dell’allora ministro dell’Interno Giuliano Amato stabiliva le modalità  di attuazione.
E nel 2008 un altro decreto ministeriale pubblicava 6080 nomi di discontinui con alle spalle almeno 120 giorni di servizio prestati in un periodo di tre anni. Doveva essere la svolta.
Ma dopo una buona partenza, con oltre mille assunti (sempre dopo corsi attitudinali di idoneità ), la situazione si è arenata.
Il prossimo corso, in partenza il 29 novembre, servirà  per stabilizzare solo 95 discontinui.
Di fatto siamo ben al di sotto del semplice rimpiazzo del turn-over (cioè la sostituzione di vigili che vanno in pensione).
Perchè così pochi? Il problema è che c’è una graduatoria parallela, di altri 7000 aspiranti pompieri, creata con il concorso pubblico del 2008 per l’assunzione di 814 vigili.
Questa seconda graduatoria è di fatto il principale bacino da cui si attinge, per due motivi: da un lato le assunzioni nel pubblico impiego devono passare per concorso pubblico (quella dei discontinui, che pure sono già  professionisti, è invece percepita come una “sanatoria”), dall’altro c’è il vincolo, stabilito per legge, di riservare il 45% dei posti ai volontari in ferma prefissata, cioè i militari che hanno prestato servizio per almeno quattro anni nell’esercito.
“Si accavallano due graduatorie — spiega Matteo Zoppi, presidente del coordinamento nazionale dei discontinui — ma i fondi stanziati sono sempre quelli. Così si arriva al paradosso di vedere escluso personale già  abilitato e in servizio da anni. Mentre si assumono gli ‘esterni’. Da una parte i vigili del fuoco non possono lavorare, dall’altra i militari vengono integrati nella nostra organizzazione”.
Facendo qualche conto si scopre che in tre anni, dalla graduatoria dei 6080 discontinui, gli assunti sono stati meno di 2mila.
Altri 3mila, invece, non sono stati neppure chiamati per sostenere l’idoneità . Si tratta di giovani (ma non solo) che da anni organizzano la propria vita in funzione di una chiamata “a gettone” di 20 giorni, spesso rifiutando altre opportunità  di lavoro.
Alla posizione 4.475 della graduatoria di stabilizzazione c’è Matteo Acco, classe 1983, sette anni di servizio per un totale di 940 giorni lavorati (nella graduatoria, aggiornata al 2007, i giorni sono solo 480): “Ho preso parte alla vita della caserma, mi sono innamorato del lavoro, ho detto no ad altre occasioni professionali per perseguire questo sogno. E adesso sono da quasi quattro anni in una graduatoria che non si sblocca. Disoccupato. E siccome ho raggiunto i 160 giorni di servizio nell’anno, sono certo che fino a gennaio non potrò essere chiamato. Il mio problema è che io so fare solo il pompiere. E voglio fare il pompiere”.
Il Parlamento discuterà  nei prossimi giorni un emendamento alla finanziaria presentato da Futuro e libertà  per sbloccare la graduatoria.
Intanto il dipartimento Vigili del fuoco del ministero dell’Interno, il 15 novembre, dice ai sindacati che “ulteriori assunzioni dalla graduatoria della stabilizzazione saranno possibili solo se espressamente previste dalla legge”.
Ma è soprattutto la logica a imporre un intervento per evitare di sprecare denaro pubblico senza risolvere il problema.
“Lo Stato — spiega Matteo Zoppi — spende 100 milioni di euro ogni anno per il richiamo dei discontinui , soldi che potrebbero essere investiti in assunzioni stabili, ma che si continua ad utilizzare per richiami temporanei”.
Che sono oltre 40mila ogni anno.
E se nulla cambierà , il 2011 sarà  l’anno più duro per i vigili del fuoco: con l’applicazione del decreto legge 78/2010, infatti, il governo ha tagliato drasticamente i fondi per i contratti a tempo determinato: in tutte le amministrazioni e gli enti, la spesa complessiva per forme contrattuali a tempo dovrà  ridursi del 50% rispetto al 2009.
“Se tali norme non verranno modificate — spiega Michele D’Ambrogio, Fp-Cgil Vigili del Fuoco — dalla finanziaria in corso o dal milleproroghe, è facile prevedere nel corso del prossimo anno una grande difficoltà  a sostenere un servizio ai cittadini che rispetti standard minimi qualità  e sicurezza. Si tenga presente che ogni unità  di soccorso dei pompieri è composta da cinque uomini. Tra loro, statisticamente, almeno uno è discontinuo”.
A questo punto, le alternative sono solo due: o si interviene subito per sbloccare la graduatoria, oppure, il prossimo anno, le chiamate per i discontinui saranno la metà  rispetto agli ultimi anni.
Una beffa (e un drammatico incremento della disoccupazione) per loro.
Una difficoltà  per il corpo dei vigili del fuoco che dovrà  ridurre le squadre in servizio.
Di conseguenza, un danno per i cittadini, che dovranno mettere in conto un servizio sempre meno capillare, puntuale, efficiente.

(da “Il Fatto Quotidiano“)

argomento: Costume, denuncia, economia, emergenza, Futuro e Libertà, governo, PdL, Politica, radici e valori, Sicurezza | Commenta »

PROTESTA STUDENTESCA: QUEST’ITALIA CHE HA BISOGNO DI SALIRE UN PO’ PIU’ IN ALTO

Novembre 26th, 2010 Riccardo Fucile

LA SPERANZA DI RISCATTO, IN FONDO, SI CERCA SEMPRE IN MEZZO ALLE STELLE

Pensate alla gru degli operai immigrati di Brescia che combattono in nome di sacrosanti diritti dei lavoratori; e adesso pensate ai tetti degli studenti che riscoprono una nuova stagione d’impegno in nome della cultura e della ricerca.
E poi pensate a un alpinista che cerca se stesso sulle vette più alte.
Infine pensate al desiderio di fuga da un’Italia caduta sempre più in basso: moralmente, culturalmente, esteticamente.
Ecco, in questa spinta all’ascesa c’è, fortissimo, il desiderio di riscatto.
C’è il desiderio di mettersi tutto alle spalle, di guardare finalmente dall’alto in basso una classe dirigente che non dirige nulla, che non può più spacciarsi come tale.
È la realtà  che prende il sopravvento su una politica che non ha saputo nè voluto cambiare davvero il paese, che non ha saputo nè voluto esaudire le promesse fatte, che non ha saputo nè voluto scegliere tra il giusto e lo sbagliato.
Sì, in questa Italia che sale in alto, c’è anche bisogno di una gerarchia valoriale che sappia indicare ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
Perchè non è vero che è tutto uguale.
C’è il bisogno tutto politico di un’Italia finalmente cresciuta che vuole prendere in mano il proprio destino facendo suo il credo di Franco Battiato: “Non sto nè a destra nè a sinistra. Sto in alto”.
Salire sui tetti e sui monumenti non significa solo protestare per cose sacrosante e concrete.
Significa cercare una via di fuga culturale per un paese che non vuole più essere coinvolto e gettato a terra, che non vuole più vivere nei bassifondi e nelle fogne della civiltà .
E che non vuole nemmeno ricadere nel tragico errore della piazza come luogo di scontro ideologico.
Salire per crescere, per migliorarsi.
Un paese stufo di vergognarsi di se stesso che vuole usare il cervello e non la pancia.
Che vuole alzarsi in piedi alla ricerca di un nuovo eroismo collettivo.
Perchè tutti insieme si ha meno paura.
E per salire lassù bisogna combattere le proprie paure.
Perchè la speranza di riscatto si cerca sempre lassù, tra le stelle, tra i sogni di un popolo.
In ogni cultura, l’ascesa verso l’alto è sinonimo metaforico di conoscenza, di sapienza, di sacro.
Di autenticità , anche.
Ecco quello che urlano i giovani sui tetti d’Italia.
Basta, fatela finita, è giunta l’ora di vivere pericolosamente per guardare l’orizzonte e costruire finalmente il futuro.

Filippo Rossi
FareFuturoweb

argomento: denuncia, emergenza, Futuro e Libertà, governo, Lavoro, Politica, radici e valori, scuola, Università | Commenta »

BERLUSCONI NON RIESCE A ROMPERE L’ASSE FINI-CASINI, SI VA VERSO LA SFIDUCIA, MENTRE I GIOVANI PDL PASSANO CON FINI

Novembre 26th, 2010 Riccardo Fucile

CONFALONIERI NON CONVINCE CASINI, FINI VEDE PISANU… NEL FRATTEMPO IL COORDINATORE DELLA GIOVANE ITALIA, FRANCESCO PASQUALI, LEADER DEI GIOVANI PIDIELLINI, PASSA CON FUTURO E LIBERTA’ INSIEME A QUATTRO DIRIGENTI SU SETTE: “NEL PDL NON ERAVAMO LIBERI DI FARE POLITICA”

Porte chiuse alle avances di Berlusconi.
Pier Ferdinando Casini non cede al corteggiamento, consolida l’asse con Gianfranco Fini e insieme puntano diritto alle dimissioni del presidente del Consiglio.
Le attendono dopo il 14 dicembre, perchè i numeri che sbandiera il Cavaliere – si son detti i due ancora una volta ieri – «non stanno nè in cielo nè in terra».
La presentazione della mozione di sfiducia è data ormai quasi per certa dai rispettivi staff.
La sortita del presidente del Consiglio sulle aspirazioni personali dei due ha incattivito ancor più il clima.
Il governo andato di nuovo sotto è stato l’ennesimo avvertimento.
Ma la sfiducia non verrà  ufficializzata con il faccia a faccia (allargato a Francesco Rutelli) che Casini e Fini hanno in programma per oggi.
Lo faranno solo un paio di giorni prima, «per non dare vantaggi».
«Certo che se ora agita come spauracchio il rischio che io vada a fare il premier, allora lo scenario è davvero cambiato » ragionava ieri sera il leader Udc con i suoi.
«Prima dice che andare al voto è da irresponsabili e poi invoca le elezioni, parla di autosufficienza e poi ci chiede il sostegno esterno. Silvio è davvero confuso: se ha i voti vada avanti, altrimenti si dimetta con senso di responsabilità ».
Lo ripete anche a Fedele Confalonieri, che lo raggiunge nel suo studio di Montecitorio a metà  pomeriggio.
Mezzora di confronto, il presidente Mediaset che chiede lumi sulle intenzioni dell’«amico» Pier.
Concordano sulla «situazione internazionale drammatica» e sui rischi connessi a una crisi politica. Ma sul come evitarla restano ognuno sulle proprie posizioni.
«Confalonieri è un amico, parliamo spesso di politica, niente di che» minimizza Casini.
Quel che il leader centrista ribadisce a tutti è che non romperà  con Fini. «E se qualcuno punta su quello vuol dire che non conosce i due e non conosce le regole della politica» racconta l’udc Roberto Rao.
Nelle stesse ore, al termine di un convegno alla Camera, Fini riceve Beppe Pisanu.
Si ripetono quel che il presidente dell’Antimafia sostiene da settimane: evitare le elezioni anticipate, dar vita a un nuovo esecutivo, anche senza Berlusconi. L’intesa tra i due sul day after è piena e viene ribadita commentando le ultime provocazioni del premier. «Con Fini c’è una convergenza sulle priorità  del Paese e non da ora. Del resto, sarebbe difficile non andare d’accordo su questo» spiega all’uscita il senatore.
L’ultimo colpo il leader di Fli lo assesta a fine giornata, provocando un terremoto nel movimento giovanile del Pdl.
Quattro dei sette dirigenti passano a Futuro e libertà .
In serata Fini riceve nel suo studio il coordinatore della Giovane Italia (ex leader dei ragazzi forzisti) Francesco Pasquali, che lascia anche il gruppo alla Regione Lazio per dar vita a quello di Fli. Con lui, a Montecitorio, il portavoce di Studenti per la libertà  Pietro De Leo, il presidente della direzione dei giovani Pdl Stefano Morelli e Giovanni Basini, presidente di Alternativa studentesca: «Nel Pdl non eravamo liberi di fare politica».

Carmelo Lo Papa
(da “la Repubblica“)

argomento: Berlusconi, Casini, Fini, Futuro e Libertà, governo, PdL, Politica, radici e valori, Udc | Commenta »

LA SVOLTA: DEPUTATI FINIANI SUL TETTO DI ARCHITETTURA PER ESPRIMERE SOLIDARIETA AGLI STUDENTI

Novembre 25th, 2010 Riccardo Fucile

GRANATA, PERINA, DELLA VEDOVA E CHIARA MORONI HANNO ACCETTATO L’INVITO DI ANTONELLO VENDITTI E SONO SALITI SUL TETTO DELLA FACOLTA’ ALLA SAPIENZA…. “VOGLIAMO MARCARE LA DIFFERENZA TRA CHI CONDANNA LA PROTESTA E CHI CREDE INVECE CHE LE RICHIESTE DI STUDENTI E PROFESSORI VADANO ASCOLTATE”… E’ QUESTA LA DESTRA CHE VOGLIAMO, NON QUELLA DI UN INDAGATO PER SFRUTTAMENTO DELLA PROSTITUZIONE CHE DAGLI SCHERMI TV INCITA A MENARE GLI STUDENTI

Una delegazione di deputati di Futuro e libertà  è salita sul tetto della sede di Fontanella Borghese della facolta di Architettura della Sapienza.
A rispondere all’invito del cantautore Antonello Venditti e dei ricercatori della facoltà , i parlamentari Benedetto Della Vedova, Flavia Perina, Fabio Granata e Chiara Moroni.
“Abbiamo accettato l’invito di Venditti – spiega Chiara Moroni – per marcare la differenza tra chi condanna la protesta e chi crede invece che le richieste di studenti e professori vadano ascoltate”.
“Riteniamo opportuno – ha quindi concluso la Moroni – ascoltare le loro richieste e vogliamo spiegare la battaglia che Fli ha portato avanti sulla riforma universitaria”.
Finalmente una destra che non sfugge al confronto, una destra che non si nasconde dietro le manganellate che tutelano da sempre il Palazzo, ma che vuole rappresentare la società  civile, i lavoratori, i ricercatori, gli studenti.
Una segnale importante per la destra sociale che vuole essere presente e lottare per il nostro Paese, che vuole essere a fianco di chi difende il proprio lavoro e la propria dignità .
Una destra diversa che nulla ha a che vedere con chi, imputato per sfruttamento della prostituzione, si permette, dagli schermi di una tv berlusconiana, di istigare all’odio e al pestaggio con queste infami parole: “Intervenire e menare, questa gente capisce solo di essere menata…venti i fermati, ma poveri cuccioloni saranno già  a casa fra le coperte a prendersi del tè caldo.”.
C’è chi si mette in gioco per difendere i propri diritti, c’è chi prende “amaramente” due sberle per futili motivi.
Con questa sedicente destra affaristico-puttaniera non abbiamo mai avuto e non vogliamo avere nulla a che fare.

argomento: Berlusconi, destra, emergenza, Fini, Futuro e Libertà, Gelmini, Giustizia, governo, La Sapienza, Lavoro, PdL, Politica, radici e valori, scuola, Università | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (38.601)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Aprile 2026 (50)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Aprile 2026
    L M M G V S D
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    27282930  
    « Mar    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • SI METTE MALE PER DELMASTRO. PER I PM IL PRESTANOME DEL CLAN SENESE, MAURO CAROCCIA, UN ANNO PRIMA DI COSTITUIRE “LE 5 FORCHETTE SRL” INSIEME ALL’EX SOTTOSEGRETARIO DI FDI (E DI INTESTARE IL 50% ALLA FIGLIA MIRIAM), HA “DISTRUTTO I LIBRI E LA DOCUMENTAZIONE CONTABILE” DELLA SOCIETÀ CHE CONTROLLAVA IL SUO STORICO RISTORANTE DI FAMIGLIA, “DA BAFFO”, DICHIARATA FALLITA NEL 2024
    • NEL PD NON C’E’ SOLO CHI (COME ROSY BINDI) SPONSORIZZA BERSANI COME FEDERATORE DEL CAMPO LARGO, MA ANCHE CHI SPINGE PER GIUSEPPE CONTE, AD INIZIARE DA GOFFREDO BETTINI (“SCHLEIN HA FATTO UN GRAN LAVORO MA LA QUESTIONE DELLA PREMIERSHIP NON VA POSTA OGGI”) E MASSIMO D’ALEMA (“CONTE È STATO UN OTTIMO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. MI FIDO DI LUI”)
    • “NADIA ROMEO, SEI SOLO UNA POVERA COMUNISTA DI MERDA. GUARDATI LE SPALLE AMICA DEI NEGRI DI MERDA”: SULLA SEDE DELLA CGIL DI ROVIGO È COMPARSO UN MANIFESTO INTIMIDATORIO RIVOLTO ALLA DEPUTATA DEL PD NADIA ROMEO
    • “PIANTEDOSI, CON IL SUO PROVERBIALE FIUTO DI SUPERPOLIZIOTTO, NON AVEVA SENTITO PUZZA DI BRUCIATO…”: MARCO TRAVAGLIO IMPALLINA IL MINISTRO DELL’INTERNO PER L’AFFAIRE DELL’AMANTE CLAUDIA CONTE
    • TRABALLA LA POLTRONA DEL GOVERNATORE DELLA SICILIA CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULÈ, PRONTO A SFILARGLI IL POSTO NELLA CORSA ALLE PROSSIME REGIONALI: L’EX DIRETTORE DI “STUDIO APERTO” HA GIÀ SPOSTATO LA RESIDENZA A MONREALE PER CORRERE PER LA GUIDA DELLA SICILIA
    • CLAUDIA CONTE HA LAVORATO CON IL GOVERNO MELONI
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA