Destra di Popolo.net

E’ IL BINARIO CHE TRACCIA IL SOLCO

Dicembre 20th, 2025 Riccardo Fucile

DI TUTTO ABBIAMO BISOGNO SALVO CHE DI BOLSA RETORICA

Da utente affezionato, anche se non sempre soddisfatto, di Trenitalia, confesso il mio divertito sgomento per la campagna pubblicitaria che inonda palinsesti e stazioni e si fonda sul concetto “l’emozione di essere italiani”, in un tripudio di tricolore, con l’inevitabile colonna sonora di Bocelli (ideona!) e con questo incipit dello speaker: “Siamo un popolo di ferro”. In attesa di un Frecciarossa in ritardo, viene da commentare: è il binario che traccia il solco, ma è l’orario che lo difende.
L’impressione è che il fervore nazionalista dello spot voglia inserirsi nella lotta per l’egemonia culturale in corso, senza avversari disposti a partecipare, per mano del governo sovranista e del suo pittoresco think tank. Pazienza, ormai ci stiamo abituando. Peccato che la parola “emozione”, tra le più abusate sui social e sui media più andanti – se ci si emozionasse un po’
di meno e si ragionasse un po’ di più staremmo tutti meglio – di fatto impoverisca l’invocato sentimento nazionale, annegandolo nella melassa (che fa arrugginire in pochi secondi il ferro).
Essere italiani non è “un’emozione”, è una condizione complicata. Per qualche verso privilegiata (ho appena visitato, a Palazzo Strozzi, la mostra del Beato Angelico), per qualche verso avvilente (gli stipendi miseri, la fuga all’estero dei giovani). È ragione di orgoglio, per quanto non si abbia alcun merito nell’essere nati qui piuttosto che in Papuasia; ma anche ragione di angoscia per lo stato del Paese, decisamente non brillante nonostante gli squilli di tromba e Bocelli. Di tutto abbiamo bisogno, tranne che di retorica.
(da repubblica.it)

argomento: Politica | Commenta »

L’INTERESSE NAZIONALE PUO’ ATTENDERE, PER IL GOVERNO C’E’ SOLO L’INTERESSE DI PARTE

Dicembre 20th, 2025 Riccardo Fucile

LA CULTURA POLITICA DELLA PREMIER NON PREVEDE TOLLERANZA E PLURALISMO, VIVE SOLO DI RANCORE E VITTIMISMO

Per evitare il rischio di incidenti in vista della partita di pallacanestro tra la Virtus Bologna e Maccabi Tel Aviv, il comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico della città felsinea, composto da questore, prefetto, comandanti dei Carabinieri e della Finanza e sindaco, aveva stilato un documento il 5
novembre dove si affermava che era necessario spostare la gara di Eurolega ad altra data e ad altro luogo.
I club interessati e la federazione internazionale erano d’accordo. D’imperio, invece, è intervenuto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi affinché la partita si svolgesse come previsto.
A nulla sono valsi i richiami del sindaco che sottolineava la difficoltà a gestire l’ordine pubblico, tra l’altro in un centro cittadino sottosopra per i lavori del tram. Niente da fare. Forse qualcuno sperava che ci fossero danneggiamenti qua e là da parte dei manifestanti, in parte pro-Pal in altra parte semplicemente desiderosi di rompere tutto a ogni occasione. E così le televisioni sono andate a nozze nel documentare gli scontri e le devastazioni.
Mantenere il potere
Quanto successo è stato ovviamente cavalcato dalla destra per scagliarsi contro chi chiunque protesti, e infangare il governo della città, raccontando un luogo alla mercé dei violenti, senza ordine e legge, dove intervenire con pugno di ferro.
Forse non è un caso. In fondo, “Bologna la rossa” dà ancora fastidio. Rode che abbia resistito a una serie di attentati lunghi dieci anni, e ancor più che la giustizia abbia individuato al di là di ogni ragionale dubbio esecutori e mandanti nel mondo della destra radicale di ascendenza neofascista.
L’episodio bolognese, forse piccolo in sé perché “non c’è scappato il morto” come a Genova nel 2001, dà però la misura della spregiudicatezza con cui la destra al potere muove le sue leve, per fini di parte. È una delle tante dimostrazioni che il
governo Meloni non si cura, se non causalmente, degli interessi nazionali, bensì segue un’altra stella polare ben precisa: il mantenimento del potere attraverso la demonizzazione dell’avversario (oltre al controllo di tutte le risorse, affidandole a famigli e seguaci dalla storia non immacolata ma piuttosto tendente al nero fumo).
Sintonia con Trump
Le parole di odio che tracimano dai fogli più spudoratamente filo-governativi e dagli interventi dei rappresentanti della destra sono l’anticipazione del clima che verrà quando avrà conquistato tutte le casematte. I toni oltraggiosi e lo stile arrembante nei confronti degli avversari diventeranno la norma.
Del resto già oggi, quando mai la presidente del Consiglio ha dialogato in parlamento apprezzando, se non consentendo, quanto diceva l’opposizione? Mai appunto, perché la cultura politica della premier non prevede tolleranza e pluralismo: vibra solo sulle corde dell’attacco, del vittimismo e del rancore.
Questo stile politico, in perfetta, non casuale, sintonia con Donald Trump, crea un clima di tensione e rende volontariamente difficile raggiungere intese super partes. Lo si è visto nella riforma costituzionale sulla giustizia, introdotta a colpi di maggioranza senza nulla concedere al dialogo con l’opposizione.
Lo stesso, probabilmente, avverrà sulla riforma elettorale, dove la maggioranza punta a introdurre un mostriciattolo a suo uso e consumo per mantenere in potere anche con una minoranza dei voti. Il metodo di governo “di parte”, che è riscontrabile in mille
casi, e a volte deborda, come a Bologna, innalza la temperatura politica e favorisce la polarizzazione in una logica di scontro ultimativo. Del tutto congeniale alla destra gladiatoria di origine neofascista, ma nemica di ogni buon governo e, soprattutto, di una democrazia ben funzionante.
(da editorialedomani.it)

argomento: Politica | Commenta »

MELONI, GIORGETTI E LA MINA SALVINI

Dicembre 20th, 2025 Riccardo Fucile

QUALCOSA SI E’ INCEPPATO NEL TRANTRAN DELLA MAGGIORANZA

No, non è l’ordinario via vai di ogni fine anno in Commissione Bilancio: il caotico andamento del dibattito sulla manovra porta alla luce il lato oscuro della vantata solidità, stabilità, efficienza del governo di Giorgia Meloni, che è la fatica sempre più improba di tenere insieme la linea della responsabilità imboccata nel 2022 con le ambizioni e la voglia di rivincita di Matteo Salvini.
In pochi giorni due episodi rivelatori, su questioni di massimo livello. Prima la pioggia di dichiarazioni ostili all’Ucraina e favorevoli a un appeasement con i russi, che ha generato addirittura il dubbio di un possibile niet leghista al decreto che consentirà di continuare a rifornire Kiev di armi. E poi, la notte dell’ira al tavolo della legge di bilancio, con il capitolo pensioni cancellato sull’onda delle minacce leghiste – o sparisce o molliamo il governo – e il conseguente falò delle risorse promesse alle aziende.
Magari alla fine una soluzione si troverà, già si parla di un decreto per recuperare fondi e sostegni, e tuttavia la plateale sconfessione del ministro Giancarlo Giorgetti da parte del suo stesso partito racconta che qualcosa si è inceppato nel trantran della maggioranza.
Nel mirino leghista ci sono i principali elementi che hanno segnalato finora un alto livello di continuità tra il governo di Mario Draghi e quello di Giorgia Meloni, e di conseguenza il positivo approccio della gran parte degli interlocutori internazionali alla nuova premiership italiana.
Il rifiuto di ogni neutralismo sulla questione ucraina, innanzitutto, con la famosa foto sul treno per Kiev (Draghi insieme a Olaf Scholz ed Emmanuel Macron in viaggio per incontrare Volodimir Zelensky) che vincolò l’Italia alle scelte dell’asse franco-tedesco. Meloni ha agito in continuità con quella iniziativa, imbrigliando chi tra i suoi aveva nutrito aperte simpatie per Vladimir Putin e azzittendo del tutto Salvini. Adesso il Capitano si scioglie da quel patto, decreta la sconfitta ucraina, incassa i complimenti di Mosca: è la fine del tacito accordo di non ingerenza nelle questioni di politica estera che ha retto per 36 mesi.
Stesso copione per il rigore nella gestione dei conti pubblici che Meloni imboccò fin dalla sua prima e frettolosissima manovra, confermando Giorgetti al Mef e ponendosi come obbiettivo l’uscita dalla procedura di infrazione, anche a costo di deludere il suo elettorato che si aspettava di veder sgorgare vino dalle fontane con l’abolizione delle accise sulla benzina, della Fornero e di ogni odioso limite europeo alla spesa.
Anche qui Salvini è rimasto silente per tre anni e ora rovescia il tavolo: di quella continuità è stufo, non ne vuole più sapere, non vede perché dovrebbe mortificare il suo imprinting anti-rigore, per di più a esclusivo vantaggio del buon nome della presidente
del Consiglio.
In entrambi i casi le impuntature di Salvini hanno sortito effetti: più nascosti nella vicenda ucraina, dove un alto livello di funambolismo ha consentito alla premier di non smentire se stessa, ma del tutto evidenti nel capitolo manovra, dove margini di ambiguità non ce ne sono. Il Capitano si è messo di traverso e il governo è stato costretto a cedere. Il disconoscimento della linea della responsabilità tenuta finora non poteva essere più plateale ed è normale chiedersi cosa produrrà nel 2026, che cosa sta maturando nella maggioranza dietro al racconto della solidità, stabilità, efficienza che i fatti cominciano a smentire.
(da lastampa.it)

argomento: Politica | Commenta »

MATTARELLA DIFENDE LE SPESE MILITARI: “POCO POPOLARI MA MAI COSI’ NECESSARIE”

Dicembre 20th, 2025 Riccardo Fucile

“LA DEMOCRAZIA E’ SFIDATA DA INVOLUZIONI AUTORITARIE”

«La spesa per dotarsi di efficaci strumenti che garantiscano la difesa collettiva è sempre stata comprensibilmente poco popolare, ma poche volte come ora, è necessario». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia per gli auguri di fine anno alle alte cariche dello Stato, tenutasi al Quirinale, sottolineando l’importanza del contributo del nostro Paese alla difesa comune europea come «strumento di deterrenza contro le guerre e, insieme, salvaguardia dello spazio condiviso di libertà e di benessere». Perché, ha aggiunto, «oggi sicurezza nazionale e sicurezza europea sono indivisibili, qualunque sia la prospettiva con la quale affrontiamo il tema della protezione della libertà e dello sviluppo delle nostre società».
La democrazia in pericolo
Nel suo discorso, il capo dello Stato ha sottolineato anche le sfide che i sistemi democratici devono affrontare: «Il modello democratico oggi appare sfidato da Stati sempre più segnati da involuzioni autoritarie che, contro la storia, si propongono come modelli alternativi. Una sfida per i sistemi democratici oggi deriva anche dal tentativo di ignorare e cancellare il confine tra libertà e arbitrio. La pretesa di rimuovere i limiti ai comportamenti individuali, unita alle potenzialità offerte dalle tecnologie, rischia di travolgere ordinamenti democratici e stato di diritto».
L’appello: «Su alcuni temi i politici lavorino insieme»
Rivolgendosi poi alle forze politiche, il presidente ha fatto un appello alla necessità di lavorare insieme sui grandi temi nazionali: «È legittimo e necessario che ogni forza politica abbia la sua agenda, le sue priorità, una sua visione della realtà e delle dinamiche che la muovono. Ma oltre al confronto e alla fisiologica dialettica deve esserci anche la condivisione di alcuni obiettivi fondamentali su cui lavorare insieme per assicurare il bene dell’Italia», ha dichiarato. Mattarella ha ricordato che certe questioni «vanno oltre l’orizzonte delle legislature, e attraversano le eventuali alternanze tra maggioranze di governo. Temi che richiedono programmi a lungo termine, investimenti di risorse ingenti, impegni e sacrifici che riguarderanno le generazioni che verranno. Questioni strategiche che definiscono per il loro contenuto il futuro della nostra Repubblica». E, infine, ha rivolto un ringraziamento a chi svolge il proprio mandato «con lo sguardo rivolto non alle successive elezioni ma all’orizzonte del bene comune dell’Italia».
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

L’ITALIA È TERZA AL MONDO PER NUMERO DI ATLETI POSITIVI AL DOPING: NEL 2024 SONO STATI 85, CONTRO I 260 DELL’INDIA E I 91 DELLA FRANCIA

Dicembre 20th, 2025 Riccardo Fucile

LO SPORT IN CUI SI FA PIÙ UTILIZZO DI SOSTANZE È IL CICLISMO (48 CASI), SEGUITO DALL’ATLETICA (5), CALCIO (3) E CLAMOROSAMENTE DAL CURLING, BEN 3 POSITIVI SU 17 CONTROLLI TOTALI … NEL NOSTRO PAESE LA SOSTANZA PIÙ “GETTONATA” RESTA L’EPO (11 CASI), SEGUITA DAL CLOSTEBOL (8)

Nel grande mare del doping l’India continua a navigare a vele spiegate. Come accaduto nel 2022 e nel 2023, è l’agenzia nazionale di New Delhi ad avere la casella più capiente, e di conseguenza più imbarazzante, nel report Wada di fine anno.
Su 7.113 campioni analizzati nel 2024, ben 260 sono risultati non conformi: una percentuale altissima (3,6%), se paragonata al dato della seconda agenzia antidoping piazzata in questa classifica del disonore, l’Usada (1,1%).
Nella graduatoria si considerano i paesi che hanno disposto almeno 5.000 controlli. La Cina, il paese che in assoluto ha
controllato di più (oltre 24mila i test), si ferma allo 0,2%, un dato incoraggiante sul quale però grava più di un dubbio. I dati di Nado Italia parlano invece di 9.304 controlli effettuati su tra sangue, urine, dried blood spots e passaporto biologico (quinta agenzia per attivismo a livello mondiale): la percentuale di positivi è dello 0,8%.
Mostruosa è quella del Pakistan (9,3%), ma condizionata dal bassissimo numero di controlli effettuati (140). Nell’anno olimpico, in ambito Wada, sono stati disposti nel mondo 212.394 test, con lo 0,8% di Aaf (adverse analytical finding, le positività).
Lo scorso luglio il Cio ha esortato l’India a rafforzare le sue misure antidoping per poter ospitare i Giochi olimpici. Il paese più popoloso al mondo (1,4 miliardi di persone) è in corsa per l’edizione del 2036 ad Ahmedabad, la maggiore città dello stato del Gujarat, sede nel 2030 dei Giochi del Commonwealth.
Dal canto suo l’Italia è terza al mondo per numero assoluto di positivi: 85, contro i 260 dell’India e i 91 della Francia. Quarto posto per Usa e Russia, assieme a quota 76. Poi Germania (54) e Cina (43). Il dato italiano è sostanzialmente sovrapponibile a quello del 2023 (82).
Nei numeri di Nado Italia svetta come sempre il ciclismo (48 casi, quasi tutti a carico di amatori), seguito a notevole distanza da atletica (5), calcio (3) e clamorosamente dal curling, ben 3 positivi su 17 controlli totali, uno spropositato 17,6%. In casa Italia, la sostanza più “gettonata” resta l’Epo (11 casi), seguita dal clostebol (8). Un caso su 4 è per anabolizzanti.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

DAL SIGNORE DEGLI ANELLI AD ATREJU, DALL’AMPOLLA DEL PO A PONTIDA: LA POLITICA ALLA PROVA DEI RITI

Dicembre 20th, 2025 Riccardo Fucile

UN SAGGIO DI ALBERTO FERRARESE VIAGGIA TRA I SIMBOLI CHE SERVONO AI PARTITI PER CEMENTARE LE IDENTITA’ E COSTRUIRE CONSENSO

Non c’è politica senza riti, non c’è potere senza corollario di simboli. La cerimonia di investitura dei re Ndembu, tribù insediate negli odierni Congo e Angola, con un sacerdote che li taglia e li insulta mentre si raccolgono in atteggiamento umile dentro una capanna, non è poi tanto distante dai complicati passaggi che presiedono all’investitura del presidente della Repubblica in Parlamento, tra cabine chiuse, rintocchi di campane, il cannone del Gianicolo che spara 21 colpi a salve, gli onori militari, l’inno nazionale, la scorta dei corazzieri.
In “Politica nuda. Riti e simboli del potere” (AltraVista, 2025) il giornalista Alberto Ferrarese esplora le mille vie attraverso cui il potere costruisce la sua «religiosità laica» per conquistare e rassicurare i suoi fedeli. «La politica – scrive – è probabilmente l’ambito della società in cui più forte resta l’aspetto simbolico e rituale, perché non può farne a meno: senza non è che amministrazione». Lo sanno bene gli italiani, e tra gli italiani i romani, abituati all’intreccio perpetuo tra sacro e profano. Di là dal Tevere la famosa “fumata bianca” per i nuovi Papi attesa in Piazza San Pietro, di qua le celebrazioni per il 2 giugno, la festa della Repubblica.
La Lega dei richiami “padani”
Ma riti e simboli servono anche a battezzare i nuovi movimenti. Il rito dell’ampolla di acqua del Po, inventato da Umberto Bossi a chiusura della “Festa dei popoli padani”, è servito alla Lega per segnare i presunti confini della Padania; il mito fondativo di Pontida, il luogo vicino a Bergamo in cui nel 1167 i comuni si allearono contro Federico Barbarossa, resiste ancora oggi nell’era di Matteo Salvini, omaggiato dal raduno annuale dei militanti del Carroccio.
Meloni, l’era del fantasy al potere
Il partito di Giorgia Meloni affonda le sue radici fisiche nel luogo altrettanto “sacro” di Colle Oppio, una specie di grotta ricavata tra i ruderi delle Antiche Terme di Traiano, e quelle simboliche ne “Il Signore degli anelli”, il capolavoro fantasy di John Ronald Reuel Tolkien, citatissimo dalla premier e dai suoi. Dai “Campi Hobbit” organizzati dalla destra a Montesarchio negli anni Settanta discende un patrimonio condiviso di riferimenti che anima persino le correnti-comunità, come i Gabbiani di Fabio Rampelli. La stessa autodefinizione di “underdog” della presidente del Consiglio nel suo primo discorso alla Camera attinge da una fortunata mitologia che sostiene gli “sfavoriti” in lotta contro le avversità. Atreju, il nome della kermesse dei giovani di Fdi, va nella stessa direzione: è il protagonista della “Storia infinita” che combatte l’avanzare del Nulla.
Il caso di scuola: la discesa in campo di Berlusconi
Si deve, però, a Silvio Berlusconi l’esempio più formidabile di creazione da zero di riti e simboli per la sacralizzazione di un leader. Ferrarese, forte della sua esperienza di cronista nei
palazzi della politica italiana ed europea, ripercorre la discesa in campo del Cavaliere nel 1994, preparata dai migliori manager di Publitalia 80 anche con la costruzione di un potente apparato simbolico. Con l’idea dirompente di puntare sulla «doppia valenza politico-calcistica» del nome “Forza Italia”, l’inno e il discorso “L’Italia è il Paese che amo” registrato su un set montato in un cantiere della villa di Macherio. Tutto anche in seguito pensato come «una professione di fede, sul modello di quello della messa cattolica», fondata sul culto della personalità e l’uso massiccio della televisione e della cartellonistica stradale. Il mondo del marketing aziendale trasferito alla politica, la «religione della libertà» come promessa.
La «tecno-religione» del M5S
Berlusconi avrebbe aperto la strada, involontariamente, alla «tecno-religione» del Movimento 5 Stelle. «Qualcuno li ha chiamati “setta”, altri li hanno paragonati a Scientology», ricorda il saggio. Sicuramente un guru è esistito, anzi due: da una parte «l’Elevato», come amava chiamarsi, ossia Beppe Grillo; dall’altra il “profeta” Gianroberto Casaleggio.In mezzo, «il sacro Blog» e poi l’associazione Rousseau, che avrebbe dato il nome all’omonima piattaforma, per qualche anno simbolo della democrazia diretta agognata dai pentastellati. Un pullulare di riferimenti simbolici si ritrova anche nel V-Day, il “vaffa” cuore della politica antisistema dei grillini della prima ora.
La camicia bianca di Renzi e gli «orari di lavoro» di Draghi
Anche il renzismo è pieno di simboli – la Leopolda, la camicia bianca (né rossa né nera) della terza via – e neanche i governi
tecnici sfuggono ai riti. La consegna della campanella – che testimonia la staffetta tra i presidenti del Consiglio – fu inventata da Lamberto Dini, ma resa celebre dal testimone amaro consegnato da Enrico Letta a Matteo Renzi. Mario Draghi ha portato la consuetudine anglosassone degli orari di lavoro: «Niente riunioni notturne o nei fine settimana per lui: in ufficio dalle 9 alle 19, con pausa pranzo a casa, venerdì corto e fine settimana “sacro”».
I complottismi «rassicuranti»
Sui simboli vive e prospera il complottismo, in tutte le sue manifestazioni: quelle antisemite dei Protocolli dei Savi di Sion, quelle cospirazioniste di QAnon che hanno alimentato il sostegno a Donald Trump, quelle razziste della «sostituzione etnica». «Le teorie del complotto con organizzazioni supersegrete che operano dietro le quinte per dominare il mondo sono comunque presenti da secoli», afferma Ferrarese. Sono rassicuranti e si propagano con una forza incredibile: creando una rete di credenze che si autosostentano, una volta che si accetta una cospirazione si spalancano le porte alle altre, pure quelle in contraddizione tra loro.
La politica denudata
Ma c’è un rito che più di ogni altro qualifica le democrazie e che, come le democrazie, è in crisi: il voto. Il gesto che stabilisce il legame di rappresentanza tra eletto ed elettore ha perso fascino. Anche se il libro non conclude con pessimismo. Anzi. Ci rammenta che forse una politica meno “mitizzata” potrebbe non essere un male. Una politica nuda, senza orpelli o con orpelli
deboli, si rivela per quello che è: potere a tempo, potere umano.
(da ilsole24ore)

argomento: Politica | Commenta »

AGGREDITO IN CENTRO A NAPOLI IL DEPUTATO ANTI-CAMORRA BORRELLI, FRATTURA AL NASO: COMPLIMENTI AL GOVERNO MELONI CHE NON SA GARANTIRE LA SICUREZZA DI UN PARLAMENTARE NEANCHE CON LA SCORTA

Dicembre 19th, 2025 Riccardo Fucile

UNA CAMORRISTA RIESCE A DARGLI UN PUGNO IN FACCIA NONOSTANTE DIVERSI UOMINI DI SCORTA… IN UN PAESE NORMALE L’AVREBBERO NEUTRALIZZATA, BLOCCATA A TERRA E AMMANETTATA

Stavolta è finito in ospedale il deputato napoletano di Avs, dopo l’aggressione in cui sono stati coinvolti anche gli agenti della sua scorta.
Naso rotto e occhio pesto per il deputato Francesco Emilio Borrelli, aggredito in centro a Napoli come raccontato da lui stesso sui suoi canali social. Il parlamentare di Avs è stato
colpito al volto ieri 18 dicembre in Piazza Cavour «dalla zia di Emanuele Tufano, il 15enne rimasto ucciso nell’ottobre 2024 in una sparatoria tra gruppi armati rivali dei rioni Sanità e Mercato della città».
La donna, secondo quanto riferisce Borrelli che si trovava in compagnia del consigliere della prima Municipalità Lorenzo Pascucci, gli avrebbe anche rivolto minacce di morte.
Il parlamentare ha inoltre precisato che a subire l’aggressione
sarebbe stata anche la sua scorta. I sanitari hanno riscontrato una frattura chiusa delle ossa nasali con infrazione e un trauma contusivo al bulbo oculare, con una prognosi di 15 giorni.
La denuncia: «Cultura criminale radicata nelle famiglie»
«Quello che è accaduto», dichiara Borrelli, «dimostra quanto sia profondo il radicamento di una cultura criminale che coinvolge intere famiglie e cresce i ragazzi nella convinzione che la violenza sia normale, legittima, persino da difendere». Il deputato punta il dito contro un sistema educativo distorto: «Troppi giovani vengono allevati senza alternative, educati all’odio verso le istituzioni e spinti a identificarsi con la carriera criminale. Quando finiscono in carcere o muoiono, si grida allo scandalo, ma raramente ci si interroga sulle responsabilità di chi li ha formati, sostenuti e incitati».
Il precedente con Liudmyla e la sassaiola
Borrelli richiama episodi analoghi che dimostrano la sistematicità delle intimidazioni: «Chi rompe questo schema viene colpito, intimidito, cacciato. È successo a chi ha denunciato sparatorie e violenze, è successo a vittime innocenti costrette ad abbandonare il quartiere». Il parlamentare ricorda in particolare il caso di Liudmyla Skliar, ferita gravemente alle gambe da colpi di pistola: «Io stesso e Liudmyla fummo oggetto di sassaiola e intimidazioni. Liudmyla ha pagato il coraggio di denunciare con l’isolamento e l’allontanamento forzato dal quartiere».
L’appello: «Lo Stato deve restare presente ogni giorno»
«La mia aggressione è la conferma dei loro metodi», conclude Borrelli. «Bene i blitz e la rimozione di simboli intimidatori, ma lo Stato deve restare presente ogni giorno. Senza continuità, questi territori tornano immediatamente nelle mani della criminalità». Il deputato ha ringraziato il Prefetto e la questura «per avermi immediatamente fatto sentire la loro vicinanza», sottolineando però la necessità di un impegno costante e non episodico delle istituzioni nei quartieri più difficili della città.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

LA RIVINCITA DI ELSA FORNERO: “QUESTO GOVERNO HA PRESO ATTO CHE UNA CONTRORIFORMA DELLA MIA RIFORMA NON SI PUÒ FARE. LO DICONO I NUMERI”

Dicembre 19th, 2025 Riccardo Fucile

“ALLA LUCE DEL CALO DI CONSENSI, NON CAPISCO PERCHÉ CONTINUINO A TENERSELO COME SEGRETARIO E LA MELONI COME VICEPREMIER”

«Sono più amareggiata che soddisfattai». Elsa Fornero, ex ministro del Lavoro, ma soprattutto artefice della riforma previdenziale del 2011, è netta nel commentare il gran pasticcio delle pensioni in cui si stanno avvitando governo e maggioranza.
Eppure, a distanza di quattordici anni, potrebbe dire che aveva ragione lei, no? E che la Lega, da sempre fiera avversaria della riforma Fornero, non sembra in grado di fare molto di diverso. Anzi…
«Senta, io insegnavo all’università e non mi aspettavo proprio di diventare ministro. Quando ho accettato era perché pensavo – scusi se sembra un’espressione pomposa, ma è la realtà – di servire il mio paese in questo ruolo. E il fatto di non essere stata capita, di essere stata strumentalizzata e svillaneggiata in ogni trasmissione televisiva, mi ha fatto soffrire molto. Ora, superata quella fase, posso dire che se ci fossero state più saggezza e più coesione, forse le cose sarebbero andate meglio per l’Italia. La mia riforma non fu contrastata nemmeno da uno sciopero generale, gli italiani accettarono di fare sacrifici».
Gli attacchi alla sua riforma li ricordiamo tutti, compresi quelli non solo politici, come i picchetti leghisti sotto casa dei suoi genitori, nel Canavese. E adesso che la Lega di governo invece di abbassare l’età pensionabile la alza, che spiegazione si dà?
«Conosco molti leghisti, sia a Torino sia nella mia terra di origine, quella appunto visitata all’epoca da Matteo Salvini, e frequento moltissimo il Nord-Est. Ecco, anche se ormai sono molti meno quelli che la votano, mi confronto con tanti di loro e sono sempre discussioni pacate. Ma per l’appunto sono leghisti, non sono salviniani. E anche alla luce del calo di consensi per la Lega non capisco perché loro continuino a tenerselo come segretario e la Meloni come vicepremier».
Questo il giudizio politico. E quello tecnico su questo tentativo di modifica al sistema previdenziale?
«Questo governo ha preso atto che una controriforma della mia riforma non si può fare. Non si può fare per la forza dei numeri che sono essenzialmente quelli della demografia, e che conosciamo tutti, ma anche per i numeri dell’economia: il tasso di occupazione italiano, al 63%, è tra i più bassi in Europa e i salari non crescono in termini reali da circa 25 anni.».
Il governo ha fatto un bagno di realismo o è spuntata la solita “manina” nel maxiemendamento, come si dice dalle parti della Lega
«Il ministro Giorgetti ha capito molto bene la situazione e quindi non credo a “manine” di alcun genere. Figuriamoci se un emendamento di quella portata arriva all’insaputa del governo: l’avranno visto tutti e tutti l’avranno accettato. Poi si saranno accorti che alcune cose non erano state meditate: ad esempio la misura sul riscatto degli anni di laurea, che sarebbe una vera follia. Un’assurdità perché c’è bisogno che le persone mettano da parte soldi per le loro pensioni e così, invece, le si disincentiva».
Restano però le finestre temporali che si allungano per avere diritto alla pensione…
«Se il governo vuole posticipare l’età di pensionamento, che in fondo è anche un’esigenza comprensibile, lo faccia a viso aperto e non con questo meccanismo. Da ministro io avevo abolito le cosiddette finestre proprio perché erano un meccanismo subdolo che non rendeva chiara alle persone la loro situazione. La verità
è che non è facile portare in Parlamento misure restrittive sulle pensioni e farsele approvare; quindi, proprio per cercare di evitare una discussione alla luce del sole, hanno preso un provvedimento e ci hanno infilato dentro queste misure».
E, dunque, il governo che dovrebbe fare sulle pensioni?
«Prima di tutto aumentare il numero dei lavoratori e le loro retribuzioni, in modo che i contributi che versano siano maggiori, sennò non sapremo come pagare le loro pensioni. E invece qui si parla di ridurre l’imposizione fiscale».
(da La Repubblica)

argomento: Politica | Commenta »

IL PRIMO ATTACCO UCRAINO NEL MEDITERRANEO, COLPITA UNA PETROLIERA DELA FLOTTA OMBRA RUSSA VICINO ALL’ITALIA

Dicembre 19th, 2025 Riccardo Fucile

I SERVIZI SEGRETI DI BUDANOV COLPISCONO ANCORA, ATTACCO MICIDIALE ALLA NAVE QENDIL

Un attacco di droni ucraini ha colpito vicino alle coste italiane una delle petroliere principali della flotta ombra russa, che permette a Mosca di continuare indisturbata a commerciare greggio eludendo le sanzioni internazionali. Si tratta del primo raid condotto nel Mar Mediterraneo, quando la nave Qendil –
battente bandiera dell’Oman – si trovava circa a metà strada tra la Sicilia e l’isola greca di Creta.
L’attacco, stando a quanto ha comunicato un funzionario del Sbu, il servizio di sicurezza ucraino, sarebbe avvenuto in acque internazionali quando la nave si trovava «a 2mila chilometri dall’Ucraina».
Le conseguenze sarebbero state gravi per la petroliera, che sarebbe stata attaccata quando a bordo non si trovava nessuno e non trasportava petrolio, evitando danni ambientali. La nave sarebbe stata messa praticamente fuori uso. Secondo le informazioni finora filtrate, la Qendil ha consegnato qualche giorno fa decine di barili di greggio russo al porto indiano di Sikka e, dopo aver oltrepassato il canale di Suez, stava rientrando in Russia.
Cos’è la flotta ombra russa
Diverse inchieste negli scorsi anni hanno sottolineato l’esistenza di una cosiddetta shadow fleet, una flotta costruita da navi – spesso molto vecchie e quindi poco sicure e non conformi agli standard di sicurezza ambientale – che battono bandiere di Paesi extra-Ue. Il loro compito, mentre le navi «ufficiali» di Mosca sono tenute a secco dalle sanzioni internazionali, è quello di continuare a far girare il greggio russo per il mondo, garantendo così introiti continui da reinvestire nell’industria della guerra. Spesso queste enormi petroliere, per diminuire al minimo la possibilità di essere tracciate, navigano tenendo spente le trasmissioni radio.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (37.941)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Marzo 2026 (28)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Marzo 2026
    L M M G V S D
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    23242526272829
    3031  
    « Feb    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • CHI E’ PETER THIEL, IL RE DELLA SORVEGLIANZA DI MASSA
    • “LA GUERRA ALL’IRAN? IL DIVERSIVO DI TRUMP PER DISTRARRE DAGLI EPSTEIN FILES E DAI DAZI”
    • REFERENDUM, IL MAGISTRATO DI MATTEO: “CONCORDO CON GRATTERI, MASSONI E MAFIOSI VOTERANNO SI’”
    • TANTE PAROLE E POCHI FATTI: GLI ITALIANI SI SONO ACCORTI DEL FLOP DEL GOVERNO SULLA SICUREZZA : SOLO UN CITTADINO SU QUATTRO GIUDICA EFFICACI LE POLITICHE DEL GOVERNO PER CONTRASTARE LA CRIMINALITÀ, MENTRE IL 59,2% BOCCIA LE MISURE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI
    • CENTINAIA DI PETROLIERE FERME AI LATI DI HORMUZ
    • L’ESCALATION IN MEDIORIENTE POTREBBE ESSERE UN CATACLISMA PER TUTTO IL MONDO: LE COMPAGNIE ASSICURATIVE HANNO INIZIATO A CANCELLARE LE POLIZZE PER LE PETROLIERE E LE NAVI CARGO CHE DOVREBBERO PASSARE DALLO STRETTO DI HORMUZ
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA