COSI’ L’INVIATO DI TRUMP HA SABOTATO I COLLOQUI CON L’IRAN PRIMA DELLA GUERRA
WITKOFF AVEVA DETTO CHE I FUNZIONARI IRANIANI SI ERANO VANTATI DI POTER PRODURRE 11 BOMBE NUCLEARI… UN DIPLOMATICO PRESENTE LO SMENTISCE: E’ TUTTO FALSO
L’inviato speciale del presidente Donald Trump in Medio Oriente ha sabotato i colloqui con l’Iran prima dello scoppio della Guerra del Golfo. Steve Witkoff ha riportato una serie di affermazioni dei negoziatori di Teheran che secondo gli altri presenti alle trattative erano falsi. A spiegarlo è uno dei diplomatici presenti i colloqui a Ms.now. Witkoff ha detto in un’intervista a Fox News che i negoziatori iraniani si erano vantati con lui del fatto che l’Iran avesse abbastanza uranio arricchito per costruire quasi una dozzina di bombe nucleari
L’Iran, il nucleare e il casus belli
Un’affermazione poi ripresa dallo stesso Trump che ha parlato di Iran vicino ad avere armi nucleari e missili per colpire gli Stati Uniti. «In quel primo incontro, entrambi i negoziatori iraniani ci hanno detto direttamente, senza vergogna, che controllavano 460 chilogrammi di uranio al 60%», ha detto Witkoff riferendosi al livello di arricchimento dell’uranio. «Ed erano consapevoli che con quella quantità si potevano realizzare 11 bombe nucleari, e quello è stato l’inizio della loro posizione negoziale. Ne erano orgogliosi. Erano orgogliosi di aver eluso ogni sorta di protocollo di controllo per arrivare al punto in cui avrebbero potuto sganciare 11 bombe nucleari». Ma la descrizione della conversazione fatta da Witkoff è falsa secondo un diplomatico del Golfo Persico a conoscenza dei colloqui.
La testimonianza
Secondo il diplomatico, che ha parlato a condizione di anonimato, gli iraniani hanno detto a Witkoff che l’Iran era disposto a rinunciare all’uranio arricchito nell’ambito di un nuovo accordo con Trump. Gli iraniani hanno anche detto a Witkoff che l’Iran ha arricchito l’uranio dopo che Trump si è ritirato dall’accordo nucleare del 2017 mediato dall’amministrazione Obama. «Posso affermare categoricamente che questo è inesatto», ha detto il diplomatico, riferendosi al racconto di Witkoff.
«Stava spiegando che tutto questo materiale potrebbe scomparire se raggiungessimo un accordo e l’Iran potesse essere esentato dalle sanzioni». La portavoce della Casa Bianca Anna Kelly ha respinto la ricostruzione: «Solo l’MSDNC (nomignolo dato dai Maga al media che ha riportato la notizia, ndr) si lascerebbe usare e abusare dal malvagio regime iraniano per diffondere falsa propaganda antiamericana al fine di attaccare il presidente Trump», ha affermato Kelly.
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