DALL’ANTITRUST ALLA CONSOB, FRATELLIE SORELLE D’ITALIA ALL’ASSALTO DELLE AUTHORITY
DALLA PRIVACY ALLA CONSOB, LE LOTTIZZAZIONI DI QUEGLI ISTITUTI CHE DOVREBBERO GARANTIRE INDIPENDENZA
Non c’è indipendenza senza trasparenza. E in Italia le cosiddette authority
indipendenti lo dimostrano ogni giorno: dietro l’etichetta, carriera politica e legami di partito pesano più dei regolamenti. Lo dimostra il caso Ranucci, con il Garante della privacy, chiamato a vigilare sull’uso dei dati personali, che si
trova al centro di un intreccio di rapporti e appartenenze politiche. Il membro Agostino Ghiglia, ex parlamentare di Fratelli d’Italia, coinvolto in decisioni delicate su testate come Report, Domani, Fatto Quotidiano, rischia di influenzare l’azione di un organismo che sulla carta dovrebbe essere neutrale.
Si chiamano autorità indipendenti. Più un’etichetta che una realtà. Indipendenti dalla politica, quasi mai. Per capirlo basta attraversare le biografie dei loro vertici, costellate da carriere intrise di incarichi politici, consulenze parlamentari e amicizie istituzionali.
Si parte con l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm). Presidente è il magistrato Roberto Rustichelli, in carica dal 6 maggio 2019 per insindacabile ordine degli allora presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico e Elisabetta Alberti Casellati.
Nello scegliere Rustichelli è stato seguito un «metodo nuovo: quello della trasparenza», aveva detto entusiasta Casellati. «Abbiamo chiesto ai vari candidati di mandare i loro curricula, avendo sempre presente esclusivamente il merito, secondo quelle che sono le prescrizioni che la legge stabilisce per questa nomina». Va da sé che la nomina spaccò il Csm perché superava il limite decennale di collocamento fuori ruolo previsto dalla legge Severino. Alla fine il via libera arrivò, ma con forti
tensioni interne e voti divisi.
Ci sarebbe poi il curriculum di Rustichelli, costellato di incarichi governativi importanti, tra palazzo Chigi e la Funzione pubblica, per oltre 11 anni. Oltre la cattedra in Discipline giuridiche ed economiche e, a seguire, incarichi nella pretura di Lagonegro e poi di Ravenna, è stato anche vicecapo di gabinetto del ministro delle attività produttive Antonio Marzano, durante il governo Berlusconi; in seguito consigliere giuridico presso la presidenza del Consiglio. Inoltre, è stato consigliere giuridico del ministro delle Attività produttive, Claudio Scajola nel 2010.
Due i componenti del collegio: Elisabetta Iossa e Saverio Valentino. Per quest’ultimo la nomina è arrivata nel 2023, firmata da Fontana e La Russa. Figlio di Giuseppe Valentino – storico avvocato penalista, già deputato di Alleanza Nazionale, sottosegretario alla Giustizia nei governi Berlusconi e oggi presidente della fondazione che custodisce i beni della “casa madre” di Fratelli d’Italia – porta nel collegio dell’Authority un cognome che sa di continuità più che di indipendenza.
Agcom
All’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) troviamo invece il presidente, Giacomo Lasorella, fratello della più nota giornalista Carmen, nominato con decreto del Presidente della Repubblica il 15 settembre 2020. Docente di diritto costituzionale, molto apprezzato dai Cinque Stelle, lanomina fu proposta dall’allora premier Giuseppe Conte, d’intesa con il Ministro per lo sviluppo economico Stefano Patuanelli.
Il suo incarico durerà fino al 2027. Una traiettoria di vita nel segno della politica: consigliere parlamentare nel 1989 e per 12 anni è stato il capo del servizio Assemblea, dopo essere stato all’ufficio del Regolamento e a lungo segretario della giunta per le Autorizzazioni negli anni di Tangentopoli.
L’authority, che vigila sul mercato di media, editoria e telecomunicazioni per garantire il pluralismo, è tra l’altro strategica per lo sviluppo della banda ultralarga, si occupa anche di monitorare la par condicio in tempi di campagna elettorale. Non un dettaglio da poco. A fianco di Lasorella, siede ora anche Massimiliano Capitani, deputato leghista, entrato nel 2022 come membro della commissione Infrastrutture e Reti, al posto di Enrico Mandelli, anch’egli leghista, scomparso nel 2020. Cambiano i volti, ma il colore è lo stesso.
Arera
In scadenza all’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera) c’è il presidente Stefano Besseghini, in carica dal 2018 a oggi. Nominato dal primo governo di Giuseppe Conte, quello dell’alleanza fra M5s e Lega. Recentemente, con un decreto dell’8 ottobre in Consiglio dei ministri, gli è stata concessa una proroga fino al 31 dicembre. Fortemente voluto all’epoca dalla Lega di Salvini, Besseghini era presidente della Ala srl, società di smaltimento rifiuti di alcuni comuni lombardi.
La prossima nomina sta creando diverse tensione dentro la maggioranza. La Lega è in pole position grazie al peso nelle commissioni parlamentari competenti (Ambiente e Attività Produttive alla Camera e Ambiente e Industria al Senato), dove detiene posizioni apicali, pur non avendo numeri sufficienti da sola per la maggioranza dei due terzi richiesta.
Alla Commissione nazionale per le società e la borsa (Consob), siede il presidente Paolo Savona. Professore di economia e per soli otto mesi ministro degli Affari europei del governo giallo-verde nel 2019. Elegante battagliero anti euro contro il quale Sergio Mattarella s’impuntò. Savona ricoprirà il ruolo fino a febbraio. Il successore sarebbe già pronto: Federico Freni, sottosegretario all’Economia in quota Lega benvoluto dal ministro Giancarlo Giorgetti. Intanto nella Commissione troviamo Gabriella Alemanno, sorella dell’ex sindaco di Roma Gianni. Curriculum corposo ma distante anni luce dai mercati finanziari: ha lavorato tra ministeri, Monopoli di Stato, Agenzia delle Entrate e, dal 2022, nel cda di Ita Airways su nomina del governo Meloni, dove ha sostenuto con decisione la privatizzazione. Le cronache raccontano che alla prova dell’audizione parlamentare sia apparsa impacciata.
Ha letto un testo scolastico sulle funzioni della Consob, esitante anche davanti alle domande più benevole, comprese quelle provenienti dal suo stesso schieramento. Nominata grazie al parere favorevole, di maggioranza ma non unanime, dalla commissione Finanze del Senato.
AgId
Dal marzo 2023 Mario Nobile, è invece direttore generale dell’Agenzia per l’Italia digitale (AgId). Una selezione pubblica su 80 candidati valutati dalla commissione scelta dal sottosegretario all’Innovazione Alessio Butti (FdI).
Nobile è un manager della Pa con lunga esperienza nel ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti fin dal 2010, può vantare collaborazioni con i governi di centrodestra guidati da Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. AgId coordina la digitalizzazione della PA, l’agenda digitale, Spid, Siope, gov.it, gli appalti pubblici e i progetti Pnrr, traducendo gli indirizzi politici in regole. La sua nomina è in scadenza, salvo l’ennesimo rinvio.
(da editorialedomani.it)
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