E’ ARRIVATA LA PRIMA VERA SVEGLIA PER GIORGIA MELONI: IN VENETO, LA LISTA DI FDI VIENE DOPPIATA DA QUELLA DELLA LEGA TARGATA ZAIA, IN CAMPANIA, LA DISFATTA DEL MELONCINO CIRIELLI, DIETRO QUASI 20 PUNTI AL PENTASTELLATO FICO, INCRINA IL MITO DELL’IMBATTIBILITÀ DELLA “STATISTA DELLA SGARBATELLA” CHE HA POLITICIZZATO IL VOTO
VINCE IL PD FORMATO ELLY CHE CONSOLIDA IL SUO PRIMATO NELLA COALIZIONE DI CENTROSINISTRA… PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, IN VISTA DEL VOTO POLITICO DEL 2027, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE DIVENTA FONDAMENTALE PER NON ESSERE SCONFITTA DAL CENTROSINISTRA UNITO
Vince Elly Schlein che, per mettere in sicurezza il campo progressista in formato
extralarge, ha dovuto rinunciare alla guida della Campania – ceduta al M5S – e scendere a compromessi con Vincenzo De Luca, l’uscente del Pd per nulla propenso a deporre le armi.
Perde Giorgia Meloni che, in fondo a un indecoroso balletto di nomi, è arrivata tardi e male alla sfida regionale, imponendo a dispetto degli alleati uno dei suoi “fratelli” fra i più fedeli e ortodossi.
Risultato? Il trionfo con quasi 20 punti di scarto del grillino Roberto Fico certifica che la coalizione di centrosinistra, quando si organizza intorno a un candidato solido e a un programma credibile, non è solo competitiva: può sconfiggere la destra, senza neppure troppi patemi d’animo.
A riprova che se l’unità delle forze di opposizione da formula teorica diventa metodo di lavoro, può attrarre e convincere gli elettori.
Mentre all’opposto, la debàcle di Edmondo Cirielli – oltre le previsioni più nere – rischia di incrinare il mito dell’imbattibilità della premier, mobilitata insieme all’intera squadra di ministri nell’assalto vano a Palazzo Santa Lucia.
Non si è vista la rimonta agognata dalla maggioranza di governo. Tra i due schieramenti, non c’è stata proprio partita. Numeri checonfermano due cose: l’alleanza progressista, se non è improvvisata né contingente, funziona; sono le divisioni interne ad avvantaggiare gli avversari. Non solo.
Qualora i calcoli del Pd si rivelassero esatti, il partito di Schlein arriverà davanti a tutti, consoliderà il suo primato e relegherà Giuseppe Conte al ruolo di comprimario pure qui
Una doppia soddisfazione per la segretaria dem. Anche alla luce degli errori strategici commessi da Meloni: sapendo di partire svantaggiata, la presidente del Consiglio ha politicizzato il voto locale, puntando sul vento favorevole che spinge in alto Fratelli d’Italia a livello nazionale. Per lei, una sconfitta doppia.
Dopodiché, in attesa di capire quali saranno le ricadute sul piano politico, tutti dovranno riflettere su un dato: la gigantesca astensione, che si è mangiata oltre metà dell’elettorato.
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