È SCATTATO L’ASSEDIO ALLA RAGIONIERA GENERALE DELLO STATO, DARIA PERROTTA, FEDELISSIMA DI GIORGETTI, ACCUSATA DI ESSERE LA RESPONSABILE DELLA LINEA DEL RIGORE NELLA MANOVRA
MELONI PROMETTE “AGGIUSTAMENTI” AL TESTO PER CALMARE I SUOI DUE VICEPREMIER E I MINISTRI IN RIVOLTA
In vista del Cdm di martedì, ancora senza oggetto, il messaggio di Giorgia Meloni è stato recapitato
agli interessati, cioè ai ministri più insofferenti, inclusi i vicepremier: un po’ di fibrillazione sulla manovra è fisiologica, ma vanno evitati frontali, sortite troppo pugnaci.
Anche perché, è il ragionamento che filtra da chi sta seguendo il dossier nella cerchia della premier, un margine di aggiustamento ci sarà, per quanto esiguo.
Meloni intende governare il tetris della manovra una volta rientrata da Bruxelles. Dirà la sua pubblicamente, ma alla fine, per chiudere la partita. Sa bene che non sono solo i vice – Antonio Tajani, in chiaro, e Matteo Salvini, in privato – ad avercela con la forbice della ragioniera capo, Daria Perrotta. Diversi big di FdI hanno espresso pesanti riserve nell’ultimo consiglio dei ministri, da Francesco Lollobrigida a Tommaso Foti e Alessandro Giuli.
A difendere la manager sono in pochi: Guido Crosetto, Daniela Santanchè, Paolo Zangrillo. Oltre ovviamente a Giorgetti. Meloni per ora sostiene la dirigente scelta dal titolare del Mef. Ma non è una delega in bianco.
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, che si muove solo quando la premier garantisce il suo via libera, in queste ore ha chiesto ai senatori di Fratelli d’Italia di attrezzarsi per gestire in Parlamento le modifiche alla manovra. L’avviso è questo: non ripetiamo quanto accaduto l’anno scorso, evitiamo che sia la Ragioneria a decidere tutto.
Nel frattempo va sminata la grana dell’aumento della tassazione sugli affitti brevi. Tajani continua a rilanciare e prepara
emendamenti parlamentari.
La premier è laica, non esclude ulteriori modifiche, per adesso ha coperto la linea di Giorgetti e Perrotta su questo dossier, ma valuta quanto hanno iniziato a suggerirle i suoi: aumentare le imposte per chi accede ai servizi di Airbnb può diventare un boomerang, perché sono gli stessi utenti che proprio in questa condizione non possono evadere. In altri termini: la misura potrebbe incentivare chi valuta di affittare “in nero”.
L’altro filone di lamentele contro Perrotta riguarda i tagli lineari ai ministeri, la scure su tutte le giacenze di cassa, cioè i fondi sin qui non utilizzati. La premier ha promesso un tavolo e la prossima settimana dovrebbero esserci riunioni (ma separate) tra dicasteri e Ragioneria.
È un amo lanciato ai ministri più crucciati: senza sconfessare quanto chiesto dalla premier al Mef in questi anni, cioè rigore nei conti pubblici, da Palazzo Chigi fanno filtrare che esiste comunque un minimo margine di spesa, uno sforamento possibile per la legge di bilancio.
(da La Repubblica)
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