ELEZIONI A TAIWAN, IN TESTA WILLIAM LAI, IL CANDIDATO CHE SFIDA PECHINO OLTRE IL 40%
IL VOTO DETERMINERA’ LA DIREZIONE DELLE RELAZIONI DELL’ISOLA CON LA CINA
Urne chiuse a Taiwan. Oggi, sabato 13 gennaio, 19,3 milioni gli elettori si sono recati ai seggi per l’elezione del nuovo presidente, che prenderà il posto di Tsai Ing-wen, e il rinnovo del parlamento monocamerale. Il voto cruciale determinerà la stabilità regionale dell’isola, che la Cina rivendica come propria, e persino quella globale, vista la competizione sempre più dura tra Pechino e Washington.
Stando alle prime proiezioni pubblicate da South China Morning Post, a circa metà spoglio William Lai – candidato del Partito democratico progressista (Dpp) e attuale vice presidente, definito da Pechino «grave pericolo» – è al momento in testa con oltre il 40% dei voti validi. Staccato da Hou Yu-ih, candidato del Kuomintang (Kmt) e il più aperto al dialogo con la Cina, con il 34%; terzo Ko Wen-je del Partito popolare (Tpp), né indipendentista, né conciliante con Pechino, con circa il 24%.
Lai Ching-te del Partito democratico progressista da otto anni al governo, che si fa chiamare William Lai, è l’attuale vicepresidente dell’isola.
Nei giorni scorsi, la Cina lo aveva definito un «piantagrane con posizioni indipendentiste» e pure un «grave pericolo».
Chen Binhua, portavoce dell’Ufficio per gli affari di Taiwan del governo cinese, aveva infatti espresso «la speranza che i compatrioti di Taiwan vedano il grave pericolo dell’istigazione di conflitti attraverso lo Stretto da parte di Lai e facciano la scelta giusta al bivio», si leggeva nella dichiarazione rilanciata dai media statali.
Per l’attuale vice presidente dell’isola, che si è spostato su posizioni – per certi versi – meno indipendentiste, «non c’è alcuna volontà di proclamare formalmente l’indipendenza» poiché «la nostra isola è già sovrana di fatto e lo status quo nello Stretto serve l’interesse della stabilità mondiale». Il suo obiettivo è quello rafforzare la difesa militare di Taiwan per evitare un’invasione cinese
La censura cinese
Le delicate elezioni di Taiwan sono finite nelle maglie della censura del Great Firewall cinese. La piattaforma mandarina di social media Weibo, corrispondente all’X cinese, ha bloccato gli hashtag sul voto in corso a Taipei dopo che il tema era diventato uno degli argomenti di maggiore tendenza. «In conformità con le leggi, i regolamenti e le politiche pertinenti, il contenuto di questo argomento non viene visualizzato», è il messaggio che appare sulle ricerche dell’hashtag “elezioni di Taiwan”.
8 jet e 6 navi militari cinesi intorno all’isola
Nel frattempo, il ministero della Difesa di Taipei ha riferito di aver rilevato 8 jet e 6 navi militari cinesi intorno all’isola nelle 24 ore fino alle 6 locali (le 23 di venerdì in Italia). In una nota, ha anche precisato che un aereo, un modello Y-8 ASW, è entrato nella zona di sudovest dello spazio di difesa (Adiz), spingendo le forze armate taiwanesi a seguire la situazione in modo da poter rispondere nel migliore dei modi all’evoluzione degli eventi.
(da agenzie)
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