GIORGIA, CI HAI TRADITO! AGRICOLTORI, TASSISTI E BALNEARI, CATEGORIE DA SEMPRE VICINE ALLA MELONI E TUTELATE DALLA DESTRA, ACCUSANO IL GOVERNO DI AVER DISATTESO LE PROMESSE
COLDIRETTI E CONFAGRICOLTURA SI SONO SCAGLIATI CONTRO L’INTESA TRA UE E MERCOSUR, VOLUTA ANCHE DALLA DUCETTA, CHE PREVEDE UN TAGLIO DEI DAZI SUI PRODOTTI DEI PAESI SUDAMERICANI… I TASSISTI PRETENDONO DI ESSERE “DIFESI” DALLA CONCORRENZA DI UBER, MENTRE I GESTORI DEGLI STABILIMENTI VOGLIONO L’ENNESIMA PROROGA DELLE CONCESSIONI, ALLA FACCIA DELLE REGOLE EUROPEE
Tassisti, agricoltori e balneari. L’alleanza tra le lobby sovraniste e il centrodestra si è incrinata. Le categorie che durante il governo Draghi avevano tirato la volata a Giorgia Meloni e Matteo Salvini con cortei fin sotto Palazzo Chigi, ormai sono in aperta contestazione con il governo che aveva promesso loro di tenerle al riparo della concorrenza.
Non è un vero e proprio divorzio, ma la luna di miele è finita. E in vista della prossima campagna elettorale forse alla politica non basterà ripetere gli stessi buoni propositi per ottenere il loro appoggio.
La settimana scorsa i tassisti hanno assediato il centro di Roma proprio come avevano fatto quando Meloni e Salvini erano all’opposizione e garantivano uno scudo contro le liberalizzazioni. Per rispondere allo sciopero delle 32 sigle sindacali delle auto bianche, il ministero dei Trasporti ha preso l’impegno di riscrivere i tre decreti legislativi della riforma del trasporto non di linea, peraltro già bocciati dalla giustizia amministrativa.
Salvini intende rivedere di nuovo la normativa dei noleggi con conducente, accusati dai tassisti di competere in modo sleale, e soprattutto le regole sulle piattaforme digitali. In questo caso, la concorrenza che si vuole disinnescare è quella di Uber. Ma nel centrodestra non tutti la pensano allo stesso modo, infatti, Forza Italia spinge per le liberalizzazioni, anche con una proposta di legge in commissione Trasporti.
L’altro fronte caldo di questi giorni è con gli agricoltori. Scottati per i pochi fondi ottenuti in manovra, Coldiretti e le altre associazioni come Confagricoltura e Cia si sono scagliate contro l’intesa tra Ue e Mercosur.
L’accordo è stato voluto anche dalla premier Giorgia Meloni e prevede una progressiva riduzione delle tariffe sui prodotti dei Paesi sudamericani in arrivo in Europa. Oggi, la Coldiretti sarà in piazza a Strasburgo davanti alla sede del Parlamento europeo per «bloccare le follie di Von der Leyen che mettono a rischio il reddito degli agricoltori europei e 400 milioni di cittadini».
La presidente Giorgia Meloni ha firmato l’intesa sul libero scambio nonostante le resistenze degli agricoltori, provocando malumore nella categoria che in questi anni ha scelto il centrodestra – e il ministro Francesco Lollobrigida – come interlocutore privilegiato. Il problema è sempre quello della concorrenza.
Secondo Coldiretti, l’accordo tra Ue e Mercosur permetterebbe «di far entrare in Europa, e finire sulle nostre tavole, cibi prodotti senza gli stessi standard sanitari, ambientali, di lavoro etico e di sicurezza alimentare per i consumatori europei, che sono richiesti agli agricoltori della Ue».Con i balneari è invece in corso un braccio di ferro infinito. L’esecutivo aveva prima assicurato un lungo rinvio della scadenza delle concessioni, poi gli indennizzi agli imprenditori che avrebbero perso le gare. Tuttavia, la realtà è ben diversa dalle promesse. La situazione che riguarda i gestori degli stabilimenti è bloccata dall’inizio della legislatura. La scadenza delle concessioni è fissata al 30 settembre 2027, perciò entro giugno 2027 le gare dovranno essere pronte.
L’esecutivo ha tentato di negoziare con la Commissione europea un meccanismo di indennizzo da assicurare ai gestori che perderanno la concessione, ma Bruxelles si è opposta. Il ministro Salvini adesso propone per decreto di «superare l’articolo 49 del codice della navigazione per permettere ai concessionari balneari uscenti di avere un indennizzo per gli investimenti fatti»
(da agenzie)
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