GIORGIA, MA CHI TE CONOSCE! “IL FOGLIO” RACCONTA CHE NELLE CENE ROMANE È GIÀ SCATTATO IL RIPUDIO DI MELONI E DEI SUOI, ORMAI IN DISGRAZIA: LA GRANDE GIOSTRA DEL RIPOSIZIONAMENTO GIRA A PIENO RITMO
FULMINEA LA RIABILITAZIONE DI SCHLEIN, ZIMBELLO PREDILETTO DELLE VECCHIE SERATE… E SILVIA SALIS NEL GIRO DI DUE WEEKEND È DIVENTATA LA JANE FONDA DEL CAMPO LARGO
Nelle “cene romane” del mercoledì o del giovedì – mai di sabato, di sabato escono solo i cafoni – il talk of the town è il grande distacco. Il lungo addio. Goodbye Giorgia! Anzi: ma chi te conosce!
Nei vasti appartamenti tra Prati e Aventino, sede naturale del potere informale italiano, seduti a tavola tra plotoni di giornalisti, imprenditori, ex sottosegretari, demi-monde di Palazzo Chigi, imprecisati “uomini di Fazzolari” (ci sono sempre), ex cda Rai, cinematografari, qualche spin doctor in libera uscita da Milano, con una o più “Claudie Conte” al seguito, la grande giostra del riposizionamento gira a pieno ritmo già da un po’.
“Io ad Atreju? Guarda che ti sbagli…”; “No no, non ho scritto un libro con Sangiuliano, era una prefazione, me l’ha chiesta la casa editrice”; “e poi basta con questa romanità”, detto a Roma o anche “Mamdani mi sta piacendo molto… bella la pied-à-terre tax!”, detto da chi non vede l’ora di farsi tassare la seconda o terza o quarta casa a Sabaudia o all’Argentario.
Fulminea anche la riabilitazione di Schlein, zimbello prediletto delle vecchie serate… “hai visto che senso delle istituzioni! La difesa di Meloni… una cosa bellissima, matura. E poi, vogliamo dirlo, ma com’è migliorata?”.
A tavola poi grande sdegno per l’affaire Regeni, inteso come documentario, “e poi Aldrovrandi!… e poi la sceneggiatura di Bertolucci!” – ma sottovoce, à la Marzullo, quei pochi che Regeni l’hanno visto confessano che “certo proprio bruttino, proprio didascalico, senza idee”… forse Regeni meritava di meglio (che sarebbe anche stata un’ottima risposta di Giuli e Mollicone, ma ormai ci si sgancia da tutto, anche dalle proprie commissioni).
Quando la conversazione finisce su Silvia Salis ecco silenzi, pause, occhiate interlocutorie. Fino a tre cene fa ci si lasciava ancora andare – “ma chi, quella della ginnastica?”– ma nel giro di due weekend e un rave è diventata la Jane Fonda del campo largo.
“Ora potrebbe sparigliare tutto”, dicono, in un arco che va da Forza Italia alla Flotilla, da Cuba libre a Marina Berlusconi. Anche se nessuno sa bene come. Anche se nessuno sa bene perché. Ma che importa.
Le “cene romane” sono il vero termometro del paese – anche quando il paese fa sistematicamente il contrario di quanto si è stabilito a tavola. Però qui si sa bene che gli italiani non ti riconfermano. Mai. E’ una cosa di principio. Quasi costituzionale.
Una chance si dà a tutti – è la democrazia, ci mancherebbe. Ma la riconferma di seguito no. Quella è roba da regime – e poi di che parliamo a cena per i prossimi cinque anni? Il pendolo deve oscillare. L’alternanza è una legge di natura. Mai farsi trovare impreparati. Eccoci qui, pronti per una nuova Primavera, come il libro di Conte, peraltro subito divorato – “scorre benissimo… si legge come un romanzo!”.
(da Il Foglio)
Leave a Reply