“HA FATTO UN ACCORDO CON QUELLI DELLA LEGA”: NELLE INTERCETTAZIONI DELL’INCHIESTA PER CORRUZIONE CHE HA PORTATO AI DOMICILIARI TOMMASO VERDINI, GLI INDAGATI PARLANO DEI BUONI RAPPORTI CON IL CARROCCIO
IN PARTICOLARE CON IL SOTTOSEGRETARIO ALL’ECONOMIA FEDERICO FRENI, NON INDAGATO – LA “FUTURA COLLABORAZIONE CON MATTEO” E LA PREOCCUPAZIONE DEI SOCI DELLA “INVER” PER VERDINI JR: “BISOGNA TIRA’ FUORI TOMMASO, NON CI STANNO CAZZI. QUESTA È CORRUZIONE”
«L’importante è che si tengano lì i marescialli a presiedere il fortino» dice Fabio Pileri, terza gamba della Inver srl, socio dei Verdini: Denis e il giovane Tommaso. Ma chi sono i «marescialli»? Sono loro i veri motori di questa storia di possibile corruzione, vale a dire funzionari pubblici ben disposti verso i privati come Luca Cedrone, Paolo Veneri, Domenico Petruzzelli
Più esplicito ancora, in un’altra intercettazione Pileri: «A me non me ne frega un ca… di avere rapporti con questi (dirigenti, ndr ) tanto le gare le vinco con i marescialli non le vinco con loro». E di gare si parla in tutta la documentazione accumulata dai finanzieri del nucleo Pef della Finanza.
Tutto ruota attorno allo stratega Denis Verdini, scrivono i magistrati: «Emerge infatti che Denis Verdini è socio di fatto della Inver e percepisce in nero parte delle somme introitate dalla Inver, decide la sua strategia è colui che in virtù del suo peso politico e dei rapporti con il sottosegretario Freni (leghista, amico del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, legato sentimentalmente a Francesca Verdini, ndr ) e con il dottor Bruno che incontra presso l’abitazione o il ristorante del figlio, assicura sponde o appoggi istituzionali tali da consentirgli di promettere e garantire ai vari Cedrone, Veneri, Petruzzelli avanzamenti di carriera in Anas o ricollocamento in posizioni lavorative di rilievo».
Subalterno, ma apparentemente motivato, il figlio Tommaso che, di quando in quando, si preoccupa magari per la frase buttata lì da un avvocato suo amico che lo invita a eliminare documentazione compromettente: «Questa è più, è oltre il border… guarda come gestirli, questa cosa qui è un po’ borderline».
Fondamentale allora la collocazione di persone leali all’interno della società appaltatrice. Imprenditori e consulenti appaiono costantemente in affanno per assicurarsi i servigi di questo o quel funzionario come emerge da questa conversazione tra Pileri e un imprenditore che svela un accordo con la Lega: «Quando s’è fatta la lista d’accordo con Massimo, quando nel cda è passato con loro e gli ha dato una mano quello della Lega, lui ha fatto un accordo con quelli della Lega di futura collaborazione con Matteo e con noi tramite Freni un rapporto di intermediazione… ci ha chiesto una lista di persone interne a quel gruppo da aiutare e noi gli abbiamo messo un po’ di persone che ci hanno dato i nostri».
In qualche caso i soci della Inver si lasciano andare ad affermazioni tanto esplicite quanto rischiose come la volta in cui Pileri conclude: «Bisogna tira’ fuori Tommaso da questa cosa, mi devo accollare tutto quanto io, non ci stanno ca… che tengono se no portano dentro tutti e due. Questa è corruzione in cambio di posti».
E se i «marescialli» sono lì a garantire il business ordinario altri personaggi di spicco vengono reclutati per alimentare il sistema: «Ieri sono stato a cena con Tommaso — spiega Pileri — c’era Federico Freni che è il sottosegretario al Mef, siamo stati a cena con un napoletano neo arrivato in Anas, abbiamo parlato molto ci ha dato molte indicazioni».
(da agenzie)
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