I FALCHI DEL CREMLINO CONTRO LA NUOVA BOZZA PREDISPOSTA DALLA UE: “PROPOSTE IRRICEVIBILI”
LA SOLITA STRATEGIA DI PUTIN: AGGREDIRE GLI ALTRI STATI E POI PRETENDERE DI PASSARE PER VITTIME DELL’OCCIDENTE
“Inaccettabile», scrive il quotidiano economico Kommersant. «Ridicolo», rincara il
canale Telegram Rybar legato ai vertici militari russi che conta 1,4 milioni di iscritti.
Moskovskij Komsomolets, invece, ironizza giocando con le parole: «Non tutto sta andando secondo i “piani”».
Se a Mosca il piano di pace per l’Ucraina in 28 punti presentato dall’amministrazione statunitense non piaceva benché contenesse gran parte delle sue richieste massimaliste, la controproposta di Kiev e dei suoi alleati europei è stata subito respinta.
Con un capro espiatorio presto servito: se non c’è margine di trattativa, per i commentatori russi la colpa non è dell’intransigenza del Cremlino che cerca la resa e non il compromesso, ma dei «guerrafondai europei che — scrive ad esempio l’inviato presidenziale Kirill Dmitriev — vogliono che la guerra continui fino all’ultimo ucraino”
Sul piano europeo il Cremlino non si è ancora espresso. Ma la propaganda lo ha già definito «irricevibile» perché non contiene più traccia del riconoscimento delle conquiste territoriali russe né della riduzione delle forze armate ucraine e semmai non esclude l’ingresso di Kiev nella Nato.
«È superfluo dire che tali proposte saranno respinte senza esitazione dal momento che non riflettono la realtà oggettiva. Alla luce degli ultimi successi delle forze armate russe e dell’aggravarsi dei problemi della cosiddetta Ucraina, le richieste della Ue appaiono ridicole», ha scritto Rybar.
«La Russia non ottiene nulla. Viene vagamente menzionato che si parlerà dei territori occupati, ma che tutte le trattative avverranno solo dopo il cessate il fuoco», ha osservato l’inviato di Komsomolskaja Pravda Dmitrij Smirnov concludendo che gli europei «stanno facendo di tutto perché il conflitto continui». Dmitrij Popov di Moskovskij Komsomolets non ha esitato a dirlo: «In realtà, è esattamente ciò che il Cremlino stava aspettando: aveva bisogno di dimostrare chi non vuole la pace. Ora i “guerrafondai” saranno smascherati». Il gioco era probabilmente questo sin dall’inizio: non rifiutare un piano vicinissimo alle richieste russe, ma lasciare che a farlo fosse la controparte.
(da agenzie)
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