I SILENZI (E LA STRAGE) DELLE INNOCENTI
NON AVEVANO DIRITTO A UN SENTIMENTO DI PIETA’ I 165 CORPI DELLA SCUOLA ELEMENTARE FEMMINILE DI MINAB ASSASSINATE DALLA FOLLIA DI TRUMP?… ERANO BAMBINE DAI 5 AI 12 ANNI
Non avevano diritto a un sincero sentimento di pietà i 165 corpi sepolti sotto il cemento armato nella scuola elementare femminile, la Shajaba Tayyiba di Minab nel sud iraniano, colpita il primo giorno di guerra da un raid aereo? Erano quasi tutte bambine tra i 5 e i 12 anni ma neppure le immagini delle aule e dei banchi macchiati di sangue hanno messo un freno alla faziosità cinica e demenziale di coloro che nei giorni successivi si sono esclusivamente preoccupati di scaricare sul nemico di turno la colpa, per meglio potere assolvere l’amico di turno.
Ora accusano una bomba americana le informazioni dall’agenzia Reuters raccolte sulla base di fonti anonime del Pentagono e anche se le indagini non hanno ancora
raggiunto una conclusione definitiva i dubbi sembrano pochi.
Ciò non basterà, sicuramente, a convincere gli amichetti di Trump e Netanyahu che per giorni hanno puntato il dito contro gli stessi iraniani raccontando di un errore di mira o forse ancora peggio (o forse ancora meglio ai loro occhi?) di una strage voluta dagli ayatollah per inchiodare all’esecrazione globale il Grande Satana a stelle e strisce.
Se sono stati gli americani la giustificazione addotta dagli alti comandi, quella dei “danni collaterali perché l’esercito Usa non colpisce scuole”, lascia inalterata l’origine di tanto orrore: l’attacco brutale deciso dai due soci Donald & Bibi mentre era in corso un (finto?) negoziato per convincere Teheran a rinunciare alla costruzione dell’arma nucleare.
Restano le bare bianche di quelle 165 creature e l’indicibile strazio dei genitori che, tuttavia, per l’artiglieria politica e mediatica sono soprattutto numeri da gettare sulla bilancia di un alterco fine a se stesso, di un mercato della morte dove torto e ragione sono una variabile legata alla convenienza del momento. Ciò finisce per suscitare nel pensiero dominante una crescente indifferenza per l’incessante strage degli innocenti. Finisce per avvelenare le fonti stesse dell’umanità. Per svalutare valori come solidarietà e compassione. Per lasciare campo libero al cieco match della faziosità.
In un altro mondo la strage delle bambine iraniane avrebbe meritato, per giorni, le prime pagine dei quotidiani e l’apertura dei Tg. Forse si aveva timore di apparire troppo filo-iraniani o troppo contro la Casa Bianca e Israele, e dunque meglio nascondere quei corpi? Oppure, dopo gli oltre ventimila bambini uccisi a Gaza dalle bombe dell’Idf, meglio distogliere lo sguardo?
(da ilfattoquotidiano.it)
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