IL CENTRODESTRA SICILIANO È TRAVOLTO DA GUAI GIUDIZIARI, UN LUNGO ELENCO DI INCHIESTE LO CIRCONDANO: L’ULTIMA RIGUARDA IL SUPERMANAGER DELLA SANITÀ DELL’ISOLA, SALVATORE IACOLINO, E I SUOI RAPPORTI CON IL BOSS CARMELO VETRO
POI CI SONO LE INDAGINI SUL SUO VICEPRESIDENTE LUCA SAMMARTINO, L’ASSESSORE AL TURISMO ELVIRA AMATA, IL PRESIDENTE DELL’ARS GAETANO GALVAGNO. IL SUO PRINCIPALE ALLEATO, TOTÒ CUFFARO, È DA TRE MESI AI DOMICILIARI
Il centrodestra travolto dalle inchieste prova a lanciare la rincorsa del sì. «La partita è ancora aperta, serve una grande mobilitazione», dice il governatore Renato Schifani, che fino a ieri non aveva detto una parola sul referendum e si presenta alla convention di Forza Italia schivando i giornalisti pronti a chiedergli dell’ultima bufera giudiziaria caduta sull’amministrazione da lui guidata: l’indagine della procura di Palermo sui rapporti fra Salvatore Iacolino, il supermanager della sanità siciliana, e il boss Carmelo Vetro.
L’ennesima indagine che fa tremare il Palazzo e allunga ombre su uno dei big di FI in Sicilia, l’assessore Edy Tamajo: l’azzurro più votato alle ultime Europee viene citato dal boss Vetro in un’intercettazione agli atti dell’indagine («La campagna elettorale l’hanno avuta finanziata Iacolino e Tamajo»).
La coalizione si divide fra gli spettri delle azioni giudiziarie, che minacciano la giunta Schifani, e la paura di un flop al referendum, in una regione chiave
Schifani, per nulla contento di fare un favore al suo rivale interno Giorgio Mulé (coordinatore per Fi della campagna per il sì) si impegna pubblicamente giusto sul finire della campagna elettorale.
L’ex presidente del Senato, in questi giorni, deve però fare i conti con i tanti indagati e imputati del centrodestra.
Il suo vicepresidente Luca Sammartino, l’assessora al Turismo Elvira Amata, il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno. Il suo principale alleato, Totò Cuffaro, è da tre mesi ai domiciliari.
La sanità è al centro di scandali e inchieste: a dicembre ai domiciliari è finito il commercialista Antonio Sciacchitano, che il governatore aveva scelto per presiedere l’organismo di controllo delle performance della Regione.
Sotto processo c’è il deputato regionale Gaspare Vitrano: è accusato di tentata violenza privata, per aver fatto pressioni finalizzate a trasferire la responsabile della direzione medica dell’Ospedale Di Cristina, Desiree Farinella: in alcune registrazioni si faceva riferimento a Schifani come il regista dell’operazione.
Un altro fedelissimo del governatore, il deputato regionale Michele Mancuso, è finito in carcere per corruzione.
E come un puzzle che si compone poco a poco, è emerso che Sciacchitano e Mancuso si sentivano spesso per pilotare alcune nomine nella sanità
(da Repubblica)
Leave a Reply